Considerazioni sulle nostre Sagre

 

 

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  1. braccagni.info ha detto:

    Passate le Sagre dei nostri due paesi, Montepescali e Braccagni vediamo di fare due considerazioni. Visto e considerato che il Granocchiaio non le fa.

    considerazione sui prezzi
    I prezzi delle due Sagre non divergono di parecchio, ma le differenze ci sono
    Considerando un pranzo completo, composto da un primo, un secondo, un contorno, un’acqua minerale, una bottiglia di vino, un dolce, il prezzo più alto per Montepescali è di € 29,00 mentre quello di Braccagni lo supera di poco, a € 29,50.

    Se si prende invece le stesse portate, ma con le pietanze meno care si arriva ad un totale di € 16,50 per Montepescali e di € 19,00 per Braccagni.

    Vero che è un pranzo completo, vero che è considerata 1 bottiglia di vino per intera (ma se uno è solo non può prenderne mezza), ma restano cifre di tutto rispetto se si considera che siamo ad una Sagra.

    La nota più dolente e antipatica nei prezzi è il coperto (1,50 per Montepescali e 1,00 per Braccagni) vero balzello odioso già nei ristoranti (quelli più seri non lo mettano ormai più) ma che qui, fatto con posate di plastica e tovaglietta in carta dove ci sono le sponsorizzazioni (e quindi si riscuote anche su quelle) appare proprio come un odioso balzello.
    Per curiosità il prezzo più alto di una pietanza (escludendo ovviamente i tris) a Montepescali è il piatto di Cinghiale (alla cacciatora o alla brace) a 5,50 €, mentre a Braccagni è la bistecca di vitellone a 9,00 €.
    Sempre per curiosità il prezzo più basso a Montepescali è la Salsiccia di maiale e la porzione di Prosciutto entrambi a 3,50 €, mentre a Braccagni è la solita salsiccia, ma a 3,00 €.
    Il contorno meno caro a Montepescali sono le patatine fritte a 2,00 € e a Braccagni i fagioli all’uccelletto, sempre a 2,00 €.

    Considerazione sulla qualità dei piatti
    Ora è vero che siamo ad una Sagra, ma visti i prezzi qualche considerazione penso sia lecito farla. Non fosse altro per dovere di cronaca, poi se si traduce in campanilismo è solo per partito preso. Qui si vuole solo tranquillamente e parlare. Quando si è pagato siamo anche autorizzati a dire la propria opinione.
    Diciamo subito che i piatti sono di qualità “da Sagra” e non poteva che essere così. Ci sono tuttavia delle differenze, anche notevoli per i vari piatti. Ce ne sono di buoni, di molto buoni e di eccellenti. Altri meglio dimenticare e non parlarne.
    Tra i piatti buoni metterei i Tortelli e la Porchetta di Montepescali e il Cinghiale e la Trippa di Braccagni.
    Tra quelli molto buoni metterei il Cinghiale e i Fegatelli (ottimi quelli di media e grande pezzatura, meno i piccolini) di Montepescali, le Penne all’arrabbiata (quando arrivavano ben condite) e la Scottiglia di pollo (ma il pollo potrebbe migliorare assai) a Braccagni

    Il miglior piatto in assoluto delle due Sagre per sono state le Pappardelle al Cinghiale di Montepescali. Ottima la pasta, buonissimo il sugo, veramente un piatto che non si trova così buono nemmeno in tutte le trattorie. Unico neo: di tutto sapeva, ma di cinghiale davvero pochinino.
    Due parole sui vini. Finita purtroppo l’epoca del vino sfuso (peccato perché ce ne sono di maremmani di ottima qualità e prezzo) ci sono nelle due sagre bottiglie intere di rosso e di bianco. Buoni gli uni e gli altri con una menzione particolare per il Bianco di Braccagni (Cantine Bruni).

    Considerazione sul servizio in generale
    Essendo tutte basate sul volontariato sono da elogiare tutti ampiamente, grandi e soprattutto piccini che si danno da fare con impegno e serietà. Ci è parso, ma forse è solo un’impressione, che a Montepescali ci sia un po’ più di disciplina. Le due casse lavorano benissimo. A Montepescali addirittura con schermi touch screen e lettore di codici a barre.

    Purtroppo ci sono due notazioni da fare proprio sul servizio in generale.
    L’anno scorso dicevo che “è inutile fornire un coltello di ferro per tagliare la bistecca se poi si lascia la (gracile) forchetta di plastica: a me mi s’è rotta al secondo tentativo di taglio!”. Bene quest’anno le cose sono andate allo stesso identico modo e solo per questo metto una foto delle due posate.

    Sempre l’anno scorso notavo: in entrambe le Sagre si fa come “ nella stragrande maggioranze delle sagre: i piatti, le posate ed il bicchiere continuano ad essere in plastica di pessima qualità: possibile che non sappiano che ci sono materiali riciclabili assai più gradevoli e non molto più costosi? Anzi non dovendo riciclare alla fine costano assai meno a tutti, e non si inquina!” Risultato zero! E pensare che la prima Sagra che prenderà questa strada sarà additata da tutti come sicuramente virtuosa sotto questo profilo e come esempio anche per i ragazzi e le nuove generazioni. Per ora, per quello che mi risulta, lo si fa solo a Festambiente. Da amante del vino poi vorrei osservare che in entrambi i casi sono stati serviti vini di buona qualità: servirli in quei bicchieri di plasticaccia è un vero oltraggio al vino ed ai suoi produttori. Ce ne sono di qualità assai migliore, magari da dare solo a chi prende la bottiglia del vino….

    Infine, sempre l’anno scorso segnalavo come fosse “Sbagliato il posizionamento dei gruppi che facevano musica. Deleterio perché sparava la musica nella zona mangereccia, poco accorto perché in fondo alla pista, lontano dalla gente che balla o guarda ballare e ascolta. Molto meglio sarebbe stato metterli con le spalle al distributore, a metà pista, suonando in mezzo alla gente e verso l’incolpevole campo da gioco. Semplice no?” Bene, cioè male, solo una delle prime sere si è posizionata bene l’orchestra, per il resto come prima, più di prima, sempre in posizione di sparo verso la zona dei tavoli di chi mangiava. Io ho provato a mettermi di schiena, ma poco cambiava. Per parlare con la persona che solo ti stava davanti dovevi sgolarti. Ma che piacere è quello di mangiare in queste condizioni?

    Considerazioni sulla parte divertimento
    Non conosco il nome di tutti i gruppi che si sono avvicendati a Montepescali e a Braccagni. Certo a Montepescali ho avuto la fortuna di imbiffarci proprio Michelle (sì, quello di “se mi vuoi lascia.are, dimmi almeno il perché!) con una vera orchestra con 7 elementi tutti professionisti di alto livello.
    Per contro va dato atto a Braccagni che lo spettacolo dei fochi d’artificio non è cosa da poco. Sono sempre bellissimi e graditissimi. E ……..costosissimi.

    • Roberto Spadi ha detto:

      Quando vado a cena alle sagre lo faccio per dare un contibuto ai comitati che le organizzano, in genere per sostenere economicamente associazioni che altrimenti non avrebbero altri introiti, quindi non faccio “le pulci” al conto che viene fuori alla cassa, semmai, scherzando e ridendo, posso puntualizzare, con i responsabili che mi vengono a tiro, sulla qualità dei cibi o sul servizio. Per il resto cerco di passare una serata in allegria con parenti e amici e amen.

      • Nello ha detto:

        Non sono un frequentatore assiduo di sagre o feste varie, quindi il mio potrà essere un contributo solo marginale, anche perchè, come ovvio, spesso è conseguenza del sentito dire.
        Non entro nel merito specifico del come si mangia o quanto si mangia, perchè in questo influisce il gusto personale e, cosa importante, anche la giornata, quante volte in famiglia il pranzo o la cena viene buca?.
        Dico soltanto che sono d’accordo con il redatore del blog: è uno scandalo i prezzi esosi, specie far pagare il balzello del servizio (mi sembrava che fosse stato eliminato per legge, ma forse ho frainteso) e se il costo max. e min., riportato dalla stessa fonte, è giusto ci si avvicina al prezzo applicato nei ristoranti e/o trattorie della zona (chiaramente non da Ducasse, è così il cognome? comunque quello dell’Andana, o similari).
        Caro Spadi, posso essere d’accordo con te in merito al contributo per le varie associazioni conseguente ad una serata passata ad una sagra, ma ……
        Braccagni e Montepescali, pur durando una quindicina di giorni, fanno solo una sagra e sappiamo benissimo lo scopo, ma ci sono dei posti, tanti, dove in pratica ci sono sagre dal primo dell’anno a S.Sivestro: cristo, ma quante associazioni onluss ci sono? non è che qualcuno se ne approfitti?
        Per Braccagni.info: ho sentito che Legambiente ha premiato la Sagra del Tortello di Poggioferro per ecocompatibilità, sembra che sia il primo premio concesso per tale moitivo in Italia.

        • mezzamestola ha detto:

          Sull’intervento di legambiente a dare bollini sinceramente sono critico, come ogni volta che una associazione si autoreferenzia , mi chiedo sempre che cosa ci sia dietro?

          Legambiente ad esempio non ha dato bollini ai vari comitati che si stanno battendo contro gli scempi della maremma, nè bollini nè appoggio anche solo morale… perchè? In fondo questo è proprio il campo dell’associazione che in questi ultimi tempi sembra sempre più portata a diventare un partito politico,

          e a curare molto gli spettacoli,

          e ora scopro premiare le sagre…

          nel mentre ci sarebbe da mettere tutta la sua organizzazione al servizio di cause ambientalistiche ben più concrete e vere… la battaglia contro il polo logistico attaccato ad un paese, ad esempio.

          Riguardo all’articolo sulle due sagre, ben fatto, mi sarebbe piaciuto leggere i prezzari completi delle due sagre a confronto, così da avere una panoramica ancor più precisa……

          sul resto ho una buona esperienza con la sagra di Braccagni, vuoi per il prezzo e il servizio fatto durante la cena del Comitato sos braccagni net, vuoi per le diverse volte che ci ho comprato acqua cotta (per me molto buona), tortelli e patate fritte… ma questo è un giudizio dato con il cuore … senz’altro viziato dall’amicizia che mi lega a tanti organizzatori, quindi non obiettivo… e va detto…

          sui prezzi alti mi sono già espresso, forse se si potesse mangiare con 15 euro a testa tutto compreso… ma non mi intendo di organizzazione e quindi potrei anche chieder cosa impossibile a farsi…

          qualcuno ha detto che a Montepescali per 15 giorni si fanno 1100 coperti a sera… se ogni coperto porta in cassa 20 euro sono 330.000 euro di incasso complessivo, togliamo una percentuale di costi… mettiamo il 50%… rimangono sempre 165.000 euro… ma siamo larghi, togliamone altri 65.000 così per sicurezza… mi pare che 100.000 euro per 15 giorni sia un buon incasso… (salvo errori ovviamente o cose e spese che non si conoscono)

          se uno avese un ristorante che rende così, potrebbe anche far solo questo durante l’anno, 15 giorni do lavoro e il resto vacanza, sarebbe sempre un fortunato…

          con questi numeri , il sapere che fine fanno questi soldi, mi pare una curiosità più che legittima… finanziano che cosa? Gli Usi civici per caso? il Museo? o che altro… non lo so e mi piacerebbe che gli organizzatori avessero spazio sul blog per raccontarci le cose giuste e belle che si possono fare e che fanno con tanto capitale.

          • Nello ha detto:

            Anch’io come te ho molti dubbi su Legambiente e compagnia cantante, mi sembra che non sono stato tenero, in altra pagina, con Italia Nostra, ma purtroppo anche queste Caste vogliono dire la loro, e stranamente sembra che abbiano il VERBO.
            Ho solo riportato un dato, ma se proprio lo vuoi sapere io sono per il “comodo” e in questa ottica stiamo andando alle cene del nostro Centro di Promozione Sociale: utilizzo della plastica (anche quella biodegradabile inquina, non facciamoci illusione) sarà verboteen. Fra qualche mese, quando ci saremo ripresi dallo shock iniziale spero che solo tovaglie e tovaglioli siano di carta (la speranza sarebbe che fossero sponsorizzate come alle Sagre, lo shock firrebbe prima)il resto tutto da ristorante (no per niente il nostro Presidente ha fatto incetta di stoviglie con la chiusura di un ristorante a Marina).

  2. roberto ha detto:

    Bene, letto volentieri. Purtroppo non sono andato a Montepescali ed una sola volta a Braccagni, ossia l’ultimo giorno e quello non fa testo, visto il caos che c’era. Mi permetto di segnalare che, a quanto mi risulta, a Montepescali ci sono dei cuochi di mestiere che credo percepiscono un compenso.
    Le considerazioni esposte sono di carattere personale, quindi, secondo me, sarebbe meglio le facesse uno tipo il Granocchiaio (le cui osservazioni sono sempre stimolanti) e non braccagni.info, in quanto potrebbero essere attribuite al pensiero di una associazione (braccagni.info appunto).

  3. braccagni.info ha detto:

    Sul dare contributi “per sostenere economicamente associazioni che altrimenti non avrebbero altri introiti” preferisco tornarci con calma, anche se vedo che “mezza mestola” c’è già arrivato.

    Sul fatto dei prezzi non si tratta di fare le pulci, ma con i tempi che corrono – a meno che uno non sguazzi nell’oro – dargli un’occhiata non mi sembra una bestialità! Caso mai il contrario.
    In più quando che le critiche sono costruttive come mi pare siano quelle qui impostate, dovrebbero essere le più gradite, visto e considerato che tendano a migliore la manifestazione.

    A questo proposto abbiamo rimediato la foto della forchetta che, assieme al coltello per mangiare la bistecca, DOVREBBE SERVIRE a tenere la bistecca. Ora il coltello viene fornito proprio per questo in metallo, mentre la forchetta continua ad essere di plastica (Vedi foto), nonostante si fosse già documentato l’anno scorso, e ovviamente continua a rompersi. Errare è umano, ma perseverare è diabolico.
    Per quanto riguarda poi la qualità dei vari piatti, mi pare la cosa più naturale che si possa fare dopo un pranzo.

  4. Granocchiaio ha detto:

    caro Nello: a Cesare quel che è di Cesare.
    Su Legambiente (e similari) anch’io ho delle riserve e specie sulla storia dell’autostrada mi sembra di averla già tirata in ballo. Vedi anche articolo segnalato oggi qui sul blog.
    Se invece si parla di posate, bicchieri e piatti biodegradabili, è bene informarsi bene prima.
    Se c’è qualcuno che le usa è da lodare e basta. Il fatto che la plastica biodegradabile inquini è assai probabile, ma io non ho mai parlato di plastica biodegradabile, ma di MATERIALE BIODEGRADABILE. Che se permetti è tutta un’altra cosa.
    Questa è realmente biodegradabile e di provenienza da materie certificate. E questo te la do per certa. Poi basta andare a curiosare un po’ sul web e ne trovi a iosa.

    Vedi per esempio:
    http://www.posatebiodegradabili.com/
    Un blog che si occupa di promuovere la cultura del biodegradabile e del rispetto dell’ambiente in particolare nel settore delle stoviglie e posate monouso.
    Ma anche
    http://www.ecobioshopping.it/index.php
    http://www.minimoimpatto.com/dettagli-categoria/Catering%20stoviglie%20biodegradabili%20e%20compostabili/4
    http://www.ecofestetrieste.com/stoviglie/piatti-posate-bicchieri.htm
    e altri ormai diversi, sempre di più, sul mercato

    devo dirti che nella manifestazioni nazionali di Slow Food, ma anche in luoghi di elite come Eataly a Torino queste posate sono la norma.
    Devo aggiungere che sono piacevoli all’uso e non ricordano nemmeno da lontano l’orrendo impatto che si ha con la plastica.
    Quindi ben vengano e spero proprio che la nostra Sagra sia tra le prime, oramai la prima non lo sarà più, tra quelle ad usare questi materiali.

    • Nello ha detto:

      La mia asserzione alla plastica biodegradabile non era collegata al tuo intervento, so benissimo che ci sono manifestazioni che usano prodotti, chiamamoli plastici, che sono similari alle stoviglie di uso corrente e che sono di facilissimo smaltimento, addirittura certi tipi possono essere riutilizzati lavandoli anche in lavastoviglie. Il mio era soprattutto una critica all’uso indiscriminato della “plasticaccia” (così non ci sono fraintendimenti)in certe manifestazioni.
      Per quanto riguarda le associazioni a cui fanno capo le Sagre, penso che tu abbia ragione nel rispondere allo Spadi, sostanzialmente l’ho fatto anch’io, però bisogna fare dei distinguo fra Braccagni (anche l’U.S. rientra fra le associazioni e si sovvenziona soprattutto con la sagra, anche se il Consiglio tira fuori del suo, in particolar modo, in soldoni, la famiglia Menghini) e Paganico. In quest’ultima località esiste la Pro Loco, da noi non c’è (e purtroppo mi sembra di capire che non ci sia volontà di crearla), per cui direttamente o indirettamente tutte le associazioni paganesi (o paganine?) ci fanno capo e si possono spartire i proventi.
      Per quanto ne so a Montepescali la sagra è ,ora, organizzata dal Circolo Cacciatori e mi sembra che facciano anche interventi per la popolazione, al di là delle chiacchere. Una per tutte, hanno offerto un’auto per il trasporto delle persone anziane e/o non autusufficienti per andare a fare visite o solo anche per venire a Braccagni alla posta, banca o solo per fare la spesa (visto l’abbandono a cui è soggetto il paese). Visto che il campanilismo fra noi incombe, i braccagnini osservino, quasi tutti i giorni una Punto amaranto metallizzata con la scrtta sulle fiancate verde, alla guida in genere di Sandro Maltinti, circola con due o tre anziani, per lo scopo sopra detto, a Braccagni

  5. braccagni.info ha detto:

    A gentile richieste vengono pubblicati i menù delle due sagre, per un confronto più preciso.

    Sui numeri degli avventori se ne dicono molte anche molto diverse tra di loro. Sta di fatto che crisi o non crisi le Sagre sono tuttora frequentate da moltissima gente.

    Piuttosto vorrei tornare sull’argomento portato da Roberto Spadi che si presta a diverse considerazioni:
    “Quando vado a cena alle sagre lo faccio per dare un contributo ai comitati che le organizzano, in genere per sostenere economicamente associazioni che altrimenti non avrebbero altri introiti”

    Per prima vorrei capire cosa c’entra questo con la Sagra di Braccagni che, per quanto se ne sa, è gestita dall’U.S. Braccagni e non mi pare che possa essere identificata come “un’associazione che altrimenti non avrebbe introiti”

    In secondo luogo vorrei sapere se intendendo come “contributo ai comitati che le organizzano” vengono messi in pubblico i bilanci sia del comitato organizzatore della Sagra, sia quello della società beneficiaria

    Stesso discorso ovviamente vale per Montepescali, dove però è ancor meno chiaro chi c’è dietro il “comitato organizzatore”

    Senza voler entrare in conflitto con l’U.S. Braccagni, mi sembra che essendo la più grossa manifestazione del paese, ma anche l’unica, mi chiedo se per l’economia generale del paese sia proprio giusto dare il monopolio ad una sola società sportiva senza che il paese non ne abbia benefici diretti o indiretti

    A solo titolo di esempio per la Sagra della Ranocchia di Paganico si sa che l’organizzazione fa capo alla Pro Loco del paese, che l’utile del reparto “mangereccio” va alla Pro Loco, che l’incasso del bar e dei dessert (dolci) serviti a tavola va alla locale U.S., e che l’utile dalla gestione dei banchetti adiacenti (pesca di beneficienza, giochi) vanno ai rioni che organizzano anche l’addobbo della Sagra e del paese. A fine della manifestazione vengono tirate le somme e pubblicamente illustrati i risultati economici e gestionali.

    Ultima precisazione: gli acquisti delle merci e dei servizi per la Sagra vengono fatti presso produttori e commercianti del paese. Se esistono. Sanno che pagano qualcosa di più ma è una scelta fatta per il rispetto e la promozione di tutto il paese.
    A me tutto questo sistema mi pare un esempio mica male.

  6. mezzamestola ha detto:

    Ad onor del vero, dopo aver letto le due griglie di prezzi, in effetti bisogna dire che Montepescali sembra più economica, se aggiungiamo un miglior posizionamento, 220 mt sul livelo del mare, ed un fuori sagra rappresentato dalla piacevole passeggiata in paese, oltre al servizio navetta gratuito, devo ricredermi un poco…

    Certo un ritocco in basso dei prezzi sarebbe molto gradito in tutte le sagre, e li entrano in gioco parametri di mercato… se le sagre con questi prezzi sono sempre piene, vuol dire che i prezzi vanno bene… ?!

    Non posso negare nemmeno però che se organizassi una sagra, i prezzi sarebbero strettamente connesi anche al flusso di pubblico, se viene tanta gente ed è sempre pieno, i prezzi salgono fino a quando tale afflusso li regge, nel momento in cui l’afflusso diminuisce i prezzi diminuiscono di conseguenza… evidentemente il gioco della domanda e dell’offerta in queste realtà paesane detta legge… c’è poco da fare…

    Adesso una notazione sulla plastica biodegradabile, sapete che tra breve il metodo più usato per smaltire i rifiuti sarà il ricilo e l’utilizzo degli stessi, quando possibile, per compost e soprattutto (perchè molto remunerativo) per la produzione di energia elettrica nei cosiddetti impianti a Biomassa, veri e propri inceneritori produttori di ploveri sottili che sono notoriamente molto dannose alla nostra salute, poichè la loro minima dimensione fa si che non si fermino ai bronchi ma entrino negli alveoli polmonari causando patologie pericolose e difficili da curare.

    Una legge europea, oggi anche della giurisprudenza nazionale, permettono lo smaltimento negli impianti a Biomasse anche dei rifiuti urbani e industriali biodegradabili….

    ergo…:
    la plastica biodegradabile potrebbe pericolosamente essere , legittimamente, smaltita in queste strutture… e il vantaggio della biodegradabilità andrebbe tutto ‘in fumo’… o sbaglio?…

    Mentre la plastica non biodegradabile che ha come unico metodo di smaltimento adeguato, il riciclaggio, non potrebbe essere bruciata, ma solo trasformata in altra plastica chiudendo positivamente il circolo dell’inquinamento.

    Le mie sono considerazioni da piazza, ma sotto sotto c’è qualche cosa di più, insomma discutiamone.

    Propongo poi un esperimento, chi di noi ha provato a conservare i saccetti della spesa biodegradabili? Quanto durano? Cosa diventano dopo?…..

  7. mezzolitro ha detto:

    Confrontando i menù, mi pare che manchi qualcosa, ad esempio metterei tra i contorni una bella ramaiolata di “condita” (pomodori a tocchetti, basilico, cipolla , cetriolo, sedano, carote, peperone, olio&aceto, sale); poi il vino nelle mezze bottiglie, perchè se si è in due e l’altra persona è astemia, è dura prende una bottiglia da 0,75.
    Toglierei il coperto, francamente è un’assurdità.

    • Granocchiaio ha detto:

      m’intrometto per dire proposta ok
      il piatto l’ho trovato alla sagra di Paganico con il nome di “Condiglione” esattamente come descritto e al prezzo veramente buono di € 2,00

      ovvio che sono per l’abolizione dell’odiosa voce “coperto”
      a meno che……….a meno che non vengano usati piatti e bicchieri in materiale riciclabile (non palsica riciclabile) che sono quanto di più gradevole ci si poss aspettare: provare per credere
      vedere anche i link che ho indicato nelò precedente post

    • Scottiglia ha detto:

      Mezzolitro Invece di pensa’ sempre a mangia….vai a lavoraaaa

  8. Carlo Vellutini ha detto:

    Sui prezzi è vero che Braccagni ne ha di più alti, ma è anche vero che i tris contemplati, cioè quello di secondi (a 11 euro) e quello di primi (ad 8) non mi sembra che siano contemplati a Montepescali. Dunque non paragonabili, anche perché quelli sono quasi un piatto unico. Così come a Montepescali non c’è – se non leggo male- la bistecca di vitella (che da tradizione in ogni sagra ed in ogni ristorante, ma anche al supermercato, costa più di quella di maiale). In più l’unica altra voce è il cinghiale alle erbette. Io non sono un appassionato di cinghiale – anche se lo mangio- ma questo è da provare e penso che sia paragonabile a quello di qualsiasi, ottimo, ristorante. Personalmente alla sagra a Braccagni, mangiando tortelli, bistecca di maiale, patate, acqua e dolce non ho mai speso troppo, sono rimasto sempre attorno ai 15-16 euro.
    Rispetto a quello che dice Mezzamestola è vero che stai a 220 metri e che hai un bel panorama e ti fai una passeggiata per il paese. Ma a Montepescali sei costretto a parcheggiare al vecchio campo sportivo e salire o a piedi o con la navetta. Questa è una scomodità che molti lamentano. Sulla qualità debbo dire che l’ultima volta che ci sono andato è buona, ma paragonabile a quella di tante altre sagre. Compresa Braccagni che – a mio giudizio- ha fatto il salto di qualità – fuori dal tavolino- con la pista da ballo. Questo non per fare paragoni, anche perché io a Braccagni ci vado volentieri per tre motivi: 1. mangio bene, 2. passo una serata incontrando gente che, altrimenti, non vedrei per mesi; 3. do un contributo all’Unione Sportiva. Alla fine tra luglio ed agosto ci ho mangiato una decina di volte.
    Probabilmente se abitassi a Montepescali farei lo stesso con quella del paese…Il top su tutte, a mio giudizio, resta Marrucheti. Imparagonabile a tutte le altre per qualità!!!!

  9. mezzolitro ha detto:

    Siccome la noia ci attanaglia, a Braccagni ci si mette a rispolverà una vecchia sgra del passato!
    LA SAGRA DELLA POLENTA!!!
    Dal 14 ottobre per 2 fine settimana ritorna la sagra di quand’ero pischello!
    A breve maggiori dettagli.

    • Carlo Vellutini ha detto:

      Considerando che quest’anno con una decina di serate a cena ho dato il mio contributo all’Unione Sportiva, mi sa che dopo questa notizia contribuirò ancora!!!!

    • Nello ha detto:

      Pensavo che a Braccagni si fosse più seri di altre località dove c’è una sagra a settimana da Capodanno a S.Silvestro.
      Inoltre mi sa che il nome vada cambiato, in questi giorni la Sagra della Polenta è in corso a pochi Km da qui, cercatene uno nuovo.

      • mezzolitro ha detto:

        Caro mio, a Braccagni, come in tutti i posti normali, quando mancano i soldi pè fà quello che serve, ci si ingegna e pensa che ti ripensa non sè trovato di meglio che rimettersi ai fornelli.
        Se hai qualche idea migliore…

    • palmambrogio ha detto:

      per esse precisi era la sagra della polenta e rostinciana, avevo un volontino dell’epoca che Ho dato a edo per l’archivio che tiene sulle cose del paese. ricordo che consigli la gara di surclasse con la bici… e arrivai quarto nella corsa campestre.. col saladini che negli ultimi metri per poco non mi superava in volata, i primi erano tutti di fuori… non era male come festa perché oltre a mangiare c’erano un sacco di divertimenti… mi ricordo delle gare con i cavalli dietro le cade rosse per esempio… chi la rifara?

    • Doriangrei ha detto:

      Rifacciamo anche la gincana delle biciclette…Oh mezzolitro tanto a frigge la polenta un’ torni mica a 20 anni…e nemmeno ti ricrescono i capelli!

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