Tatzebao 2011

Il Tatzebao, con questa nuova versione del blog, risulta cambiato nella posizione che adesso è in alto nella homepage. Su questo articolo ciascuno potrà inserire argomenti a piacere e – ovviamente – sul quale altri potranno commentare.

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RSSNumero commenti (53)

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  1. mezzolitro ha detto:

    Il Popi ‘un lo batte nessuno!
    Badate un pò che combina, dal sito del comune di Grosseto.

    Diploma superiore on-line, al via un corso gratuito per gli adulti

    Comune e Polo Artistico, grafico, commerciale di Grosseto offrono una importante opportunità rivolta agli adulti che vogliono conseguire il Diploma di Stato. Lezioni in aula a Braccagni e corsi via internet. Le domande entro il 18 novembre 2011

    Un corso gratuito per adulti finalizzato a conseguire il diploma di Stato di Tecnico della Gestione Aziendale Informatica. Lo organizzano in Comune di Grosseto ed il Polo Artistico Grafico Commerciale di Grosseto, che hanno previsto uno speciale corso online per offrire a tutti la possibilità di accedere al diploma di scuola secondaria superiore. Il progetto è stato presentato questa mattina alla presenza dell’assessore Luca Ceccarelli, del Professor Maurizio Cavina e del presidente del Centro Anziani Bruno Terzo.

    Per presentare le domande c’è tempo fino al 18 novembre 2011, mentre le lezioni avranno inizio il prossimo 5 dicembre 2011. I partecipanti potranno acquisire il diploma seguendo le lezioni in aula di alcune materie presso il Centro Anziani della frazione di Braccagni, ed inoltre potranno studiare anche a casa propria con il coputer grazie ad una speciale piattaforma internet. Gli studenti sarranno seguiti da docenti della Scuola Statale e tutor qualificati.

    Per l’ammissione, che sarà subordinata all’esito di un colloquio per valutare l’effettiva volontà del soggetto di intraprendere il percorso verso il diploma di Stato, sarà data la precedenza ai residenti della zona di Braccagni ed in base alla data di presentazione delle domande. In ogni caso il corso, pur svolgendosi a Braccagni, è aperto a tutti i residenti del Comune di Grosseto.

    “Si tratta di un importate opportunità – ha ricordato l’assessore al Servizi Educativi Luca Ceccarelli – rivolta a tutti coloro che, per ragioni di famiglia o di lavoro, non hanno potuto terminare il proprio corso di studi. In questo periodo economico così difficile, vogliamo offrire a tutti la possibilità di incrementare la propria formazione, fondamentale anche per avere maggiori opportunità professionali. Si tratta di un corso rivolto principalmente ai residenti nella zona di Braccagni, ma comunque aperto a tutti. Quello della formazione degli adulti è un progetto importante che possiamo realizzare grazie al fondamentale apporto del nuovo Polo scolastico e dell’Ufficio Scolastico Provinciale”.

    “Il corso – ha spiegato il Professor Maurizio Cavina del Polo Artistico, grafico, commerciale – è nato del 2006 a Monterotondo Marittimo e Cinigiano, poi esteso in altre aree della Provincia, e ci ha consentito fino ad oggi di portare circa 150 persone al diploma di qualifica e altre 80 al Diploma di Stato.La didattica si svolge sia in presenza, con due incontri settimanali, che attraverso una piattaforma on line, e tutti gli studenti sono seguiti da tutor specializzati”.

    Le iscrizioni saranno accolte presso il Centro Anziani di Braccagni (tel. 0564.329342) il martedì e il venerdì dalle 17 alle 18 e dal martedì al sabato dalle 20 alle 21 oppure presso i Servizi Educativi del Comune di Grosseto (tel. 0564.488772) in via Saffi 17/c il lunedì dalle 10,30 alle 12,30 ed il giovedì dalle 15,30 alle 17.

  2. patrizio g. ha detto:

    Diciamola tutta, il Popi ha sposato un’idea, proposta da Robi Giannini e Fabio Bargelli, che l’assessore Luca Ceccarelli ha subito fatto sua.

    E’stato di parola, l’assessore, cosa che va sottolineata, ed ha concretizzato una promessa fatta questa estate quando è venuto a visitare il centro anziani, ricevendone una ottima impressione ed elogiando il lavoro del’associazione e di chi la dirige.

    Quindi Bravo al Popi che sa prendere al volo ogni opportunità gli si presenti per dare cose importanti a Braccagni, ma grazie anche all’Assessore Luca Ceccarelli per questa opportunità e a chi ha lavorato di testa per realizzare il tutto. E non è finita qui…. perchè c’è molto di più.

    Va ricordato infatti che sempre al centro anziani il Popi sta organizzando con Robi Giannini dei corsi di Informatica per chiunque voglia partecipare, questo faciliterà proprio coloro che vorranno studiare on-line.

    Un altro nome importante in queste iniziative è quello di Fabio Bargelli, neo presidente del Comitato sos Braccagni, che aiuterà con le sue competenze informatiche (non ci scordiamo che è programmatore) a fare i corsi di informatica di base presso il centro anziani.

    Un piccolo aiuto lo darò anche io facendo piccole lezioni direttamente dal mio studio, collegato con webcam, dove metterò in guardia dai pericoli di internet, aiutando a capire come evitare noie e a farlo rispettando la legge.

    Un primo piccolo risultato destinato a crescere è il blog che hanno aperto , sono i primi vagiti , serve per dare uno strumento per prendere confidenza e far capire quanto sia oggi importante avere una alfabetizzazione informatica, un pò come saper leggere, scrivere e far di conto ai primi del secolo scorso.

    blog.braccagni.net

    Mi scordavo, per chi non lo sapesse, sempre Robi Giannini e Fabio Bargelli hanno creato, con dei pc che il Popi ha saputo da par suo recuperare da una banca, una vera e propria sala multimediale dentro all’ex asilo, proprio per fare lezioni di informatica ma anche per poter permettere a chi frequenta il centro anziani di avere un pc a disposizione.

  3. Ric ha detto:

    Per gli amanti della musica: il 13 novembre 2011 nella Cattedrale di San Lorenzo a Grosseto alle ore 21:00 l’Ensemble Polifonico Giovanni Pierluigi Da Palestrina di Grosseto si esibirà in un concerto in collaborazione con il Gruppo Polifonico Quodlibet di San Casciano in Val di Pesa (FI) e con l’Orchestra Città di Grosseto. Verrà eseguito il Requiem in Re min di Gabriel Fauré per soli coro ed orchestra. Dirige il Maestro Massimo Merone.
    Questa è una delle poche occasioni per assistere ad un concerto in cui il coro è formato da oltre 60 coristi provenienti da tutta la Toscana. Il concerto è dedicato a Parent Project Onlus a sostegno della lotta contro la distrofia muscolare.

  4. Granocchiaio ha detto:

    Tv9 si aggiudica il canale 48 La trasmissione in isofrequenza eviterà interferenze

    GROSSETO. A due settimane dall’assegnazione delle frequenze il ministero dello Sviluppo economico ha assegnato alle tv locali il canale sul quale trasmettere. E, come era nelle speranze di Tv9, la televisione grossetana avrà un unico canale in tutta la Toscana, il 48.
    La comunicazione è arrivata ieri pomeriggio via fax e ha fatto tirare un sospiro di sollievo negli uffici di viale Monterosa. «Trasmettere su un unico canale in tutta la Toscana è per noi una garanzia di visibilità», spiega l’amministratore delegato di Tv9, Stefano d’Errico. «L’isofrequenza significa sfruttare meglio la rete ed evitare interferenze con le altre emittenti. In questo modo si riesce a fare un ottimo sviluppo».
    Il canale 48 non va confuso con il tasto del telecomando che corrisponderà a Tv9: quello rimane il 16, come già annunciato nei giorni scorsi. Ormai, insomma, tutto è pronto per lo spegnimento epocale dell’analogico e il salto nel digitale. O quasi.
    F.F.
    IL TIRRENO 09 11 2011

    • Ric ha detto:

      Vista la imminenza del passaggio da TV via etere a digitale è forse necessario spiegare come funziona il digitale terrestre. Già ieri 8 novembre è passata al segnale digitale qui in Toscana la Garfagnana in particolare il passaggio e’ stato gia’ attivato per i comuni di Bagni di Lucca, Coreglia Anteminelli, Castelnuovo Garfagnana, Gallicano, Molazzana, Piazza al Serchio e Villa Collemandina. Il passaggio da segnale via etere a digitale avverrà entro il 23 di questo mese di novembre. Tra il 22 ed il 23 novembre passerà al segnale digitale anche la provincia di Grosseto, l’Argentario, l’Isola del Giglio, e i comuni dell’Amiata.
      Ecco i giorni in cui i vari comuni della provincia di Grosseto passeranno in digitale terrestre:
      Arcidosso (18-22 nov);
      Campagnatico (22 nov);
      Capalbio (22 nov);
      Castel del Piano (17-18-22 nov);
      Castell’Azzara (22-23 nov);
      Castiglione della Pescaia (22 nov);
      Cinigiano (17-22 nov);
      Civitella Paganico (17-22 nov);
      Follonica (15 nov);
      Gavorrano (15-22 nov);
      GROSSETO (22 nov);
      Isola del Giglio (18-22 nov);
      Magliano in Toscana (22 nov);
      Manciano (22-23 nov);
      Massa Marittima (15-18-22 nov);
      Monte Argentario (22 nov);
      Monterotondo Marittimo (15-22 nov);
      Montieri (15-17-18-22 nov);
      Orbetello (22 nov);
      Pitigliano (22 nov);
      Roccalbegna (18-22 nov);
      Roccastrada (17-18-22 nov);
      Santa Fiora (22-23 nov);
      Scansano (18-22 nov);
      Scarlino (15-22 nov);
      Seggiano (17-18-22 nov);
      Semproniano (18-22 nov);
      Sorano (22-23 nov);
      Per quanto riguarda gli aspetti tecnici del passaggio vi rimandiamo al sito specializzato che è il seguente: http://tuttodigitaleterrestre.tgcom.it/wpmu/2011/11/07/la-tv-digitale-terrestre-arriva-in-toscana-ecco-come-prepararsi-allo-switch-off/
      per il resto siamo a disposizione per eventuali spiegazioni, ma ormai credo è chiaro a tutti cosa fare, anche perchè una volta passati al digitale il segnale convenzionale si spenge e la televisione trasmetterà solo in digitale per coloro che sono muniti del decoder.

  5. Webmaster ha detto:

    Ricordiamo a tutti coloro che vogliono scrivere sul blog che è necessaria per lo meno la iscrizione al blog con una email che verrà verificata dal sistema. Il blog stesso mantiene l’anonimato degli iscritti attraverso un nickname visibile senza ulteriori dati personali. L’uso di email false o non verificabili dà luogo alla automatica cancellazione del messaggio inviato. Coloro che sono iscritti possono immettere commenti senza ulteriori interventi di blocco da parte del sistema.

  6. Granocchiaio ha detto:

    Intervista a Carlo Velltini, fiduciario Ast per TV9

    «Il pluralismo sarà garantito»
    GROSSETO. Con l’avvento del digitale terrestre nessun rischio per il pluralismo dell’informazione come molti paventano. Lo spiega Carlo Vellutini, fiduciario dell’Ast per Tv9.
    «Con un investimento iniziale simile all’avviamento di un qualsiasi esercizio commerciale – dice lui – si può realizzare una tv locale. Per questo, una volta a regime, con il digitale terrestre il pluralismo aumenterà e già dopo lo switch off il numero di canali a disposizione sarà decisamente superiore all’analogico. Credo che anche la vicenda di Teletirreno, ai cui dipendenti licenziati va la mia solidarietà, non possa essere confusa con la fine del pluralismo dell’emittenza locale, visto che il direttore della testata Giancarlo Capecchi ha ribadito in più di un’occasione che ripartirà con un progetto televisivo in Maremma e che ha affermato di essere pronto a farlo su una delle frequenze della galassia di Piero Barbagli, già editore di Teletirreno. Dai rumors toscani pare che l’imprenditore senese gli possa dare questa possibilità su Arezzo Tv che, grazie al digitale, potrà trasmettere anche a Grosseto, magari accordando una nuova chance occupazionale ai suoi collaboratori che oggi sono rimasti senza lavoro. Detto questo – conclude Vellutini – mi è dispiaciuto non leggere mezza parola da parte di politici e sindacalisti per il fatto che Grosseto possa ancora vantare un operatore di rete regionale grazie a Tv9. Un risultato raggiunto per volontà di un editore che, con grandi sacrifici, è riuscito a rendere l’emittente solida sul piano patrimoniale, puntando a una non facile salvaguardia dell’occupazione e di tanti lavoratori, molti dei quali non visibili in tv ma non meno importanti di chi va in video».
    da IL TIRRENO 17 11 2011

  7. Webmaster ha detto:

    Purtroppo per ragioni di sicurezza siamo costretti a richiedere l’iscrizione al blog (login) per tutti gli utenti anche già registrati. Se da una parte aumenta il disagio nell’effettuare l’accesso da parte degli iscritti, dall’altra parte si incrementa la sicurezza generale ed in questa prospettiva abbiamo deciso di fare così.

  8. nello ha detto:

    Mi sembra che siamo alle porte con i sassi per l’avvento del digitale.
    Tutti danno consigli come fare a vedere la moltitudine dei programmi in palinsesto, ma nessuno pone l’attenzione su un problema che già ora,con la ventina di programmi visibili, si crea: come si fa a videoregistrare almeno uno dei programmi che domani ci interesseranno, ma ce ne sono in contemporanea altri 10?oppure si è fuori per vari motivi?.
    Si deve comprare un decoder a hoc per lo scopo? un nuovo videoregistratore (reputo che gli attuali siano solo analogici?) o i dvd in commercio fino a ieri possono essere utilizzati allo scopo? e per il ricordo sul vecchio nastro (che so il battesimo del figlio, ad esempio) come si deve fare, si tiene il vecchio televisore con il vecchio videoregistratore, o cercare di collegare quest’ultimo al nuovo apparecchio?
    Insomma di fronte a tantissimi ben più gravi problemi che ci attanagliano, anche questi, che in pratica possono addolcirci un pò la vita, possono essere importanti.
    Chi sa, suggerisca.

    • Ric ha detto:

      E’arrivato il momento del digitale terrestre. Domani 22 novembre Grosseto passerà in ricezione digitale delle immagini sui TV che – come detto – devono essere muniti di decoder digitale terrestre. Riferisco dei consigli che appaiono sui siti specializzati: 1) Attendere alcuni giorni re-sintonizzando ogni tanto il proprio televisore fino a quando non appaiono tutti i canali; 2) I problemi che si potessero verificare sono per la maggioranza dovuti o alla vecchiaia dei televisori o a qualche cavo o connessione cavo/tv male inserita; 3) Gli interventi sulle antenne saranno necessari solo DOPO essere passati al digitale terrestre e per antenne di vecchia concezione; generalmente ciò che si deve eseguire è il re-orientamento dell’antenna stessa, ma la tv digitale terrestre viene ricevuta attraverso le antenne tradizionali, quindi evitare di fare interventi prima di vedere la qualità di ricezione in segnale digitale; 4) Acquistare decoder digitali terrestre di prezzo medio, quelli a basso prezzo spesso hanno la sola sintonizzazione manuale, cosa che farebbe impazzire un inesperto!
      Questa notte alle ore 02:00 viene staccato il ponte dell’Argentario e si procederà all’attivazione in digitale; si prevede che il segnale digitale sarà attivo in maniera efficiente già verso le 06:00 di domani mattina, quindi effettuare una sintonizzazione automatica domani mattina appena alzati e poi farne un’altra in giornata. Al momento pare che solo la Rai e MediaSet garantiscano per domani mattina il servizio, quindi non preoccupatevi se ricevete solo questi canali; in successione entreranno i nuovi canali uno dietro l’altro ad ogni re-sintonizzazione. Monte Amiata: è stato approntato un nuovo ponte TV, quindi tutte le trasmissioni si vedranno molto meglio dopo lo switch-off.
      Domani 22 novembre passeranno in digitale terrestre i seguenti comuni:
      Campagnatico, Capalbio, Castell’Azzara, Castiglione della Pescaia, GROSSETO, Magliano in Toscana, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Santa Fiora e Sorano.
      Tanto per dare un’idea del numero dei canali (anche troppi!) che si vedranno, solo la Rai presenta in DTT (digitale terrestre) 15 canali; Mediaset presenta 19 canali… eccetera.
      Anche TV9 del nostro Carlo Vellutini passa in digitale terrestre sul tasto 16 del telecomando, visibile in tutta la Toscana e con la qualità digitale.
      Quindi: tutti pronti al passaggio in digitale per domani mattina sperando senza eccessvi problemi di ricezione!

  9. mezzolitro ha detto:

    Ho fatto fare al televisore NUOVO la sintonizzazione automatica, ci sono un centinaio di canali ma no TV9.
    Che faccio?

    • Ric ha detto:

      Rispondo io perchè il buon Carlo Vellutini sarà sommerso da mille impegni in questi giorni; TV9 dalla sua pagina su Facebook commenta ad un telespettatore che fa la medesima domanda di risintonizzare ogni tanto il proprio televisore in quanto loro stanno adeguando gli impianti in tutto il territorio regionale e dovrebbero essere pronti in questi giorni. D’altra parte questa mattina il mio tv aveva 75 canali e risintonizzato alle 13 ne ha quasi 130 e non è finita, visto che molte emittenti stanno lavorando per adeguarsi al digitale. Attenzione: TV9 ha ottenuto il posizionamento sul tasto 16 del telecomando quindi ad ogni risintonizzazione è lì che si deve andare per vederla. Unico commento che faccio: io da questa mattina rivedo Rai3 che non vedevo più da anni, ed è una soddisfazione…

  10. mezzolitro ha detto:

    Bravo Ric! Hai avuto ragione anche stavolta! Ho risontonizzato la tv e, magia-magia, ora c’è anche TV9.

  11. Ric ha detto:

    Faccio una considerazione così come la fa Carlo Vellutini nel proprio blog intitolato appunto Carlo Vellutini, nell’articolo “Con il digitale terrestre si completa la connessione tecnologica dei media” http://carlovellutini.blogspot.com/2011/11/con-il-digitale-terrestre-si-completa.html?spref=fb
    In effetti tutti in questi giorni hanno visto sia la qualità dell’immagine digitale sia il numero di canali, sia la quantità di servizi offerti. Il digitale terrestre è un mezzo abbastanza semplice per cambiare radicalmente la vita degli italiani senza farli svenare in adeguamenti tecnologici (un decoder parte da un minimo di 20 euro in su) e di norma senza interventi sull’antennistica televisiva di casa. Condivido il fatto che con il digitale l’interazione tra internet e mezzo televisivo si potenzia enormemente: probabilmente non ci sarà più confine tra internet e la televisione. Personalmente io che ho vissuto la nascita di internet devo notare come piano piano esso si sta trasformando sempre di più in contenitore di dati, notizie, immagini, ecc. così come la TV sta sempre più puntando sul tempo reale delle notizie, dello svolgimento dei fatti quotidiani e della spettacolarizzazione degli eventi anche politici. Questa interazione la si vede da questo messaggio: mi è arrivato attraverso Facebook la notizia del suo articolo ed io gli scrivo facendo pingback (agganciando questo commento al suo sul suo blog). Il tempo del blocco note e della penna sta finendo…

    • Carlo Vellutini ha detto:

      In effetti Ric è proprio così. Secondo me questa rivoluzione che ha visto passare il mondo dall’analogico al digitale si completerà con la tv. La radio, almeno quella tradizionale resterà, ma come si può ben vedere i maggior network li puoi ritrovare in tv o come radio vera e propria o come radio/tv, cioè dove vedi i conduttori ed i video (Radio Italia, 102,5 fanno questo). ma le puoi trovare anche su internet. Abbiamo ad esempio Repubblica che ha investito molto sul web che oggi si presenta con Repubblica Tv direttamente sul digitale. Insomma mi sembra che il cerchio si stia chiudendo fino, chissà, alla prossima rivoluzione tecnologica!!!

  12. nello ha detto:

    Diciamocela tutta……, inizio con le parole usate da Carlo in un precedente intervento. A distanza di una settimana dall’avento, nel nostro comune, del digitale si possono fare già delle considerazioni.
    In primis come ha sempre affermato Carlo, al contrario di molti suoi colleghi della carta stampata, mi sembra che il pluralismo (e soprattutto la continutà) dell’informazione sia garantito, addirittura ieri sintonizzando un nuovo televisore ho registrato 157 segnali, vero che alcuni sono, al momento, doppioni o vuoti, ma sono pur sempre un notevole numero; inoltre contrariamente a quanto riportato dalla stampa locale c’è anche Teletirreno (can. 88), logo un pò diverso, ma ieri vidi chiaramente Capecchi che parlava (nei prossimi giorni approfondirò)
    Altra considerazione il caos sia dell’informazione (nel senso della programmazione) che di certi canali.
    Sull’informazione della programmazione siamo praticamente al buio, almeno per quanto riguarda i quotidiani, un pò meglio con “la Repubblica”, dove però non è riportato nemmeno l’orario delle sue trasmissioni (can.50); quindi bisogna fare zapping e sperare. Chiaro, non è possibile avere tutti i programmi, ma almeno quelli a carattere nazionale sì.
    Si dice che certi problemi riscontrabili siano a causa del rodaggio, ma mi sembra che sia solo una scusa, non è pensabile che le reti nazionali siano da paragonare alle reti locali, quest’ultime non hanno avuto in pratica la possibilità di sperimentare e/o non hanno avuto ancora completamente tutte le apparecchiature, ma quelle nazionali non hanno questa giustificazione. Grosseto è stata, come spesso succede ormai troppo frequentemente su tante cose, fra le ultime province italiche ad avere il digitale, che in realtà è già funzionante da oltre due anni in Italia, quindi certi disservizi dovevano essere superati. Notate che non mi riferisco a problemi tecnici che si presentano all’ultimo momento (tipo le zone d’ombra, alcune già previste, altre sorte in corso d’opera), no mi riferisco a certe “stranezze”, tipo assenza di segnale per alcuni secondi o canali che in un televisore si vedono e in quello dell’altra stanza no.
    A me succede per ora solo su un programma, ma perchè di facile intuizione . Ho al momento, per vari motivi, in casa 4 televisori, tutti con il digitale incorporato, di 4 marche diverse, dopo la sintonizzazione (3 subito il 22, il quarto come detto ieri) ho il problema RAI 3. Come si sa è la rete RAI regionale, bene su uno vedo TGR Lazio (canale 3) in uno TGR toscana (canale 3), negli altri due posso vedere TGR Lazio (solito canale 3) e TGR toscana (canale 78, vuoto però nei primi due televisori). Non è che sia la fine del mondo (da sempre il tg regionale, in pratica, si è interessato di Firenze) e la parte nazionale è per tutti uguale, però a me interessa poco di quello che localmente succede nel Lazio. Altri avranno lo stesso problema o su altri canali (a Livorno mio cugino mi diceva che nello stesso canale in una televisione vedeva un programma italiano, nell’altra uno francese) ma ripeto, questo a due anni dell’avento del digitale non dovrebbe succedere.

    • Ric ha detto:

      La stranezza riscontrata da Nello la ho anche io. In casa mia ho 3 televisori in digitale, di cui 2 con il decoder incorporato; ebbene: in quello con il decoder non incorporato ho 160 canali, mentre negli altri due con decoder interno ci sono 180 e più canali. Probabilmente (penso io…) è colpa del decoder esterno già vecchio di qualche anno (io vedo da tempo le trasmissioni in digitale terrestre). Il mio decoder esterno inoltre mi fa rilevare le interferenze di trasmissione su ogni canale, ad esempio riguardo Rai3 mi chiede se voglio Rai 3 Regione Lazio o Rai 3 Regione Toscana; evidentemente i decoder più moderni si auto configurano sulla emittente con migliore qualità di segnale. Sempre un’altra cosa che ho notato è che se si esegue una nuova installazione dei canali mi propone due canali in interferenza su Rai 1 di cui il primo è completamente disturbato ed il secondo limpido. Io penso sarà una questione di assestamento di tutta la emissione in digitale terrestre; La7 che io vedo già da qualche tempo dopo lo switch off è di molto migliorata; tutte le reti Rai perennemente disturbate in chiaro adesso hanno ottima qualità d’immagine; TV9 io la vedo benissimo mentre prima ero costretto a ricercare continuamente il segnale migliore. Sarabbe interessante sapere su questo blog quanti hanno lamentele od apprezzamenti dopo lo switch off.

      • Carlo Vellutini ha detto:

        In Toscana si stanno avendo adesso quelle stranezze del digitale che si sono registrate in altre regioni, tipo il numero di canali che si riescono a vedere nella stessa casa. Molto dipende dalla distribuzione del segnale. Per esempio nel mio appartamento non vedo TV9 e qualche altro canale, mentre lo vedono bene gli altri. Questo perché alcune frequenze regionali, al momento, sono partite a bassa potenza (i trasmettitori disponibili erano pochi ed i tempi tra l’assegnazione della frequenza e l’ordinazione ristretti), dunque ci sta che con un segnale mal distribuito si perda il segnale nei meandri della casa.
        Detto questo sul pluralismo non avevo dubbi (considerate che le regionali che sono operatori di rete hanno tre mesi di tempo per attivare altri tre canali dunque tra qualche settimana la disponibilità andrà abbondantemente oltre i 200 canali) e per questo ho criticato affermazioni che venivano da politici, amministratori, sindacalisti ed anche colleghi sul rischio del pluralismo. Anche qui bastava andare a vedere ciò che è accaduto nelle altre regioni. I problemi semmai sono altri: un’audience, ad esempio, distribuita, dunque vedremo il crollo dei dati di ascolto per almeno due anni, fino a quando, cioè, la gente si sarà abituata e opterà sempre per i soliti 15-20 canali. Questo però verrà pagato in termini commerciali dal molte emittenti ed in questa fase economica la cosa è pericolosa per i più piccoli. Detto questo credo che con l’avvento del digitale emergano due situazioni importanti: le tv tematiche (vedi Rai Storia, Rai Sport ecc. ecc.) e quelle di qualità che voi avete già citato. Vi faccio un esempio: con Rai Sport molte discipline di nicchia che sul satellite venivano seguite da poche migliaia di persone oggi vedono il potenziale pubblico aumentare in maniera sensibile. Sui canali tematici le nicchie vanno ad allargarsi. In più ci sono le radio che diventano anche tv, cioè le nostre voci preferite dell’autoradio diventano immagini (magari rimaniamo delusi perché ad una voce bellissima chissà che figura associamo e, magari, vediamo che si tratta di un’ immagine ben diversa!!!). Insomma molto cambia in tv è cambiato…

        • nello ha detto:

          Concordo si con Carlo e Ric. Sul dicitale si trovano dei programmi tematici eccezionali. Trovo ben fatti i documentari di RAI Storia, ma anche programmi più popolari come i due RAI Sport ad esempio, forse anche SportItalia (che per adesso a Braccagni non si vede, o perlomeno da me) se ha mantenuto i contenuti di prima di passare sul satellite, mi soddisfano molto (ma penso non solo a me)perchè portano sullo schermo molti sport che non si conoscono, tipo ora il pattinaggio artistico, o anche lo stesso calcio, che ignorantemente viene chiamato minore. Lunedì vidi quasi tutta la partita di Prima Divisione: mi sbaglio o, pur essendo RAI, i commentatori sono migliori rispetto ai noti?

  13. Ric ha detto:

    Dopo anni di ristrettezze sulla cultura nelle trasmissioni televisive, con il digitale terrestre arrivano molti canali, alcuni tematici fatti con ottima qualità. Uno di questi che ho scoperto in questi giorni è Rai5 che propone programmazioni culturali anche giornalistiche con stile abbastanza accessibile a noi non abituati a seguire format specializzati sulla cultura. Una bella trasmissione che si vede durante la settimana è il David Letterman Show che viene trasmesso con i commenti in inglese americano con sottotitoli in italiano. Questo famosissimo talk show che viene registrato a Broadway all’Ed Sullivan Theater di New York per la CBS television ha porta sulla scena di Letterman gente come Benigni, Madonna, Paul McCartney e molti altri famosissimi personaggi dello spettacolo mondiale.
    Uno spettacolo molto bello e ben fatto è “Les Nouveaux Explorateurs” Una serie di viaggi attraverso il mondo visti con l’occhio di una telecamera ed un giornalista che si introduce nella vita quotidiana di persone che vivono nei 5 continenti; a me è piaciuto molto il servizio sull’India.
    Un format veramente interessante è “Passepartout borghesi grandi grandi”, trasmissione che parla di arte attraverso un modo innovativo condotto da Philippe Daverio, intellettuale “di rottura” con stile non accademico.
    Alla fine devo dire che il digitale terrestre mi ha aperto di molto la mente su come si può fare televisione; con tutti questi talk show del nulla sulle reti commerciali e su quelli politici dei quali sinceramente non ne potevo più, una boccata di ossigeno per chi come me considera la televisione un intrattenimento non solo di evasione, ma di arricchimento personale ma in stile piano!

  14. Ric ha detto:

    Una bella manifestazione con il contributo dell’Amministrazione Provinciale di Grosseto si tiene oggi, giovedì 8 dicembre 2011 in piazza Dante a Grosseto con una esposizione/vendita di prodotti delle nostre aziende agricole maremmane di olio, vino, prodotto agricoli, prodotti per la casa ed altro. Ci sono espositori che provengono un po’ da tutta la Maremma, come produttori di vino DOC Montecucco e Morellino di Scansano, Olio Extravergine d’oliva bio delle nostre colline, saponi artigianali e molto altro. Il giorno della festa dell’Immacolata Concezione, 8 dicembre 2011 in piazza Dante.
    Pensando di fare cosa gradita a coloro che vogliono partecipare alle molte manifestazioni di questo periodo natalizio, è stata aggiornata la pagina degli eventi di Braccagni.info per il mese di dicembre 2011 che si trova a questo indirizzo: http://www.braccagni.info/?page_id=2040

  15. Ric ha detto:

    Un’altra manifestazione a Grosseto che mi sento di rammentare a tutti è il Mercatino di Natale “Un progetto nel cuore” Contro la distrofia muscolare di Duchenne e Becker. Il mercatino, che si terrà nei giorni 8-9-10 e 11 dicembre presso la Sala contrattazioni della Camera di Commercio di Grosseto, in via Cairoli 10, si propone di raccogliere fondi per la Parent Project Onlus. Questa malattia genetica colpisce un bambino su 3500 e la Onlus è a fianco dei genitori e dei bambini finanziando la ricerca e la cura.
    Presente “Neve” la pony dell’Associazione Equestre La Serrata, tutte le altre sorprese di questo mercatino si trovano sul sito internet http://unprogettodalcuore.blogspot.com
    Orario continuato dalle 10:00 alle 20:00 ed ingresso libero.

  16. nello ha detto:

    In questa piazza virtuale, prendendo spunto dall’ennesimo articolo “ruffiano” per usare un espressione di Marras nei confronti di Monti per un passo della manovra, mi va di dire la mia.
    Che siamo vicini alla camera gas è chiaro a tutti, ci siamo così vicini da non avere i soldi per comprare la bombola, e che la manovra (o meglio le tre manovre precedenti e l’ultima) ci hanno e ci bastoneranno nei prossimi anni, non è una novità. Quello che mi lascia perplesso in tutto questo non è tanto la politica in sè , quanto l’atteggiamento dell’opinione pubblica che esulta perchè si tagliano i costi “politici” delle province (per quelle toscane un risparmio spaventoso…poco più di otto milioni e mezzo all’anno, che se lo moltiplichiamo per le venti regioni sono poco più di 170 milioni a fronte di 40-50 miliardi dell’ultima manovra), oppure non si usa la stessa enfasi quando ,per ora è così, forse, anzi sicuramente cambierà, si impone ai pensionati di aprire obbligatoriamente un conto corrente per accreditare la pensione (Granocchiaio in altro post ti feci notare il problema, ma tu quasi mi dasti del visionario). Due esempi, ma sarebbero tanti, per evidenziare l’informazione italica.
    Più che artico è un editoriale “ruffiano” cui facevo riferimento all’inizio sul Tirreno. Il titolo colpisce “Riempo il serbatoio e quasi svengo: 97 €” mi associo all’analisi che l’editorialista fa nella prima parte, ma poi mi sono sentito preso in giro. E’ verissimo che siamo così autodipendenti che, come dice l’editorialista, se fosse possibile arriveremmo con l’auto fin sul pianerottolo, ma non è vero che non si utilizzano i mezzi pubblici per la dipendenza. I mezzi pubblici sono stati sempre messi da parte per venire incontro alla lobby automobilistica ( infatti ora Marchionne ne tien nel giusto conto, preparandosi a portare via la FIAT dall’Italia, sai ora con la crisi è difficile infinocchiare gli italiani), ma negli ultimi tempi non c’è più questa scusa.
    Ora si taglia anche su questo, IRIBUS ha chiuso perchè sono calate drasticamente le ordinazioni, vorrei vedere la mannaia negli anni ha colpito drasticamente il trasporto locale (per la Toscana quest’anno oltre 50 milioni in meno), non parliamo dei treni. Costi enormi dei biglietti, quasi impossibilità di arrivare in certe metropoli (cercate un treno che in giornata permetta di andare e tornare a Milano da Grosseto che so per fare una semplice visita); in auto (se solo, più o meno allo stesso prezzo, se in più con notevole risparmio anche se il pieno costa 97 €) è possibile. Da Grosseto a Firenze negli anni settanta impiegavo mediamente 10 min in meno di ora e viaggiavo anche con treni obsoleti, locomotori anni 20-30 ed, solo le prime volte, ancora qualche viaggio con i famosi vagoni “cento porte”; ma erano puliti, le toilette non erano divise fra uomini e donne, non avevano prese per utilizzo di rasoi o quant’altro, ma erano sempre funzionanti.
    Perchè non si addossano ai vari governi succedutesi queste mancanze, perchè non si dice che Ansaldo-Breda viene messa in vendita (fa vagoni e locomotori)perchè c’è la crisi, mentre certi personaggi (i famosi boiardi di stato,tanto per citare Cimoli Catania lo stesso Guarguaglini) che hanno portato a questa situazioni vengono dismessi trattando per con loro liquidazioni milionarie e per alcuni con la posssibilità di andare a far danni in altri “carrozzoni pubblici”? mentre quei poveri cristi di dipendenti sono mandati al “macero”?
    Il dubbio atroce che mi assilla è che forse Monti riuscirà a far passare la sua manovra prima di Natale, gli italiani piangeranno, ma poi? dov’è lo sviluppo? dobbiamo credere che il ministro farà qualcosa di veramente incisivo o userà il metodo Mc Kinsey essendo un suo ex top manager come ha fatto in altre realtà?Perchè si evita di dire quello che potrebbe essere domani, visto che aveva promesso le ipotesi per gli interventi dopo pochi giorni e sono già passate due settiomane?
    Speriamo che questa volta il Granocchiaio veda giusto dandomi del visionario

    • Ric ha detto:

      Ieri sera qualcuno ha incalzato a Mario Monti dicendogli: “ma si doveva mettere i professori al governo per fare questa manovra che potevano fare anche i politici?” e Monti ha risposto gelando l’interlocutore dicendo: “E’ vero, potevano fare anche i politici questa manovra, ma perchè non la hanno mai fatta fino adesso?”. La politica non ha mai preso decisioni impopolari per raddrizzare i conti dello Stato proprio per non perdere voti (ed elezioni) e, giunta come si dice qui da noi “alle porte coi sassi”, ha dovuto capitolare per affidare il governo a eminenti studiosi italiani che, ovviamente, fanno ciò che è da fare, cioè assumono decisioni e tassano gli italiani per quello che i precedenti governi avrebbero dovuto fare nel tempo e con gradualità.
      Su questo, si badi bene, non ha solo colpa il governo Berlusconi, ma anche i governi precedenti di centro-sinistra. Berlusconi ha le sue colpe per aver messo nella compagine ministeriale persone inadatte (per non dir peggio…) ed aver mercanteggiato a lungo in Parlamento (pur in una condizione disperata dei conti pubblici) allo scopo di non far cadere il proprio governo.
      Riguardo la situazione delle infrastrutture e dei servizi pubblici italiani, caro Nello siamo abbastanza maturi per ricordare che la Fiat (alla quale va dato il merito di aver contribuito al miracolo economico degli anni ’60) aveva fatto pressione sui vari governi per una politica dei trasporti su gomma in cambio del lavoro per i lavoratori italiani. Per questa ragione le infrastrutture ferroviare sono ferme a livelli inadeguati: i vari governi democristiani e pluripartito puntarono sulle infrastrutture autostradali e lasciarono indietro l’adeguamento dei servizi pubblici specie ferroviari in cambio del mantenimento dei posti di lavoro degli operai della Fiat e del suo indotto, che poi sono svariate decine di migliaia e quindi una grossa percentuale del mondo del lavoro italiano: una economia.
      Credo sia difficile dire male di questa scelta: l’Italia ebbe un nuovo slancio economico lasciando alla grande industria il compito di offrire un enorme numero di opportunità di lavoro; l’Italia (non lo dimentichiamo) ha avuto aziende di eccellenza a livello mondiale come ad esempio la toscana Breda, che ha costruito treni per tutto il mondo e che ha consentito alle ferrovie dello stato l’autosufficienza in termini di infrastrutture ferroviarie al contrario di molti altri paesi europei. La crisi petrolifera e la susseguente crisi economico-sociale hanno annullato i benefici raggiunti con il miracolo economico, però non dimenticare caro Nello che l’Italia ha avuto la classe media al contrario di molte altre nazioni europee; una classe sociale di piccolo/medio benessere che ha risparmiato, ha investito, ha costruito la propria casa ed ha fatto studiare i figli. Questa classe sociale sta venendo meno per le politiche governative degli ultimi anni che hanno privilegiato la concentrazione del benessere in una classe medio/alta impoverendo gli strati popolari più bassi; questa volontà è sancita dal voto degli italiani, quindi non possiamo lamentarci di questo: lo abbiamo votato noi, o meglio lo hanno deciso coloro che hanno creduto in questo progetto politico di cui adesso paghiamo le conseguenze, ma questo è un’altro discorso…

      • nello ha detto:

        Ti ringrazio Ric. Indirettamente spezzi una lancia a mio favore, o meglio a quelli che come me non hanno mai creduto nei posti di lavoro sbandierati dai favorevoli al Polo: la FIAT ne è l’esempio. E’ vero che ha dato posti di lavoro negli anni 60, ma è anche vero che dagli anni 70 ha preso soldi a palate ricattando lo stato per mantenerli o per sopravvivere barando anche su certe acquisizioni(ALFA Romeo docet, la Ford offriva più del doppio). Oggi, ma dirrei da anni, siamo alla resa dei conti: si chiudono fabbriche (Termini e Avellino) si licenzia dipendenti e si aggirano le leggi (vedi ultimo contratto firmato ieri) sempre con la stessa logica del “o così o me ne vado”. Su questo approvo Calderoli che accettando la sfida disse riferendosi a Marchionne: che se ne vada, prima però renda tutto quello che lo Stato a anticipato a FIAT.
        Comunque il mio intervento non era contro la FIAT, la stessa IRI che ha fatto l’autostrada del Sole (e molte altre fin che è stata viva) era proprietaria della ALFA, quindi le lobby da me indicate hanno trovato terreno fertile nelle stanze che contano.
        Per altro fino a pochi anni fa la FIAT era all’avanguardia anche in campo ferroviario (la Savignano era sua) e il Pendolino,per esempio, è un suo prodotto, non solo quello rosso e bianco fine anni 80, già dal 73-74 viaggiava quello blu-argento, subito abbandonato dalle FS (per alcuni anni ha servito la Roma-Ancona), subito acquistato da altre società ferroviarie (in Spagna addirittura furono utilizzati quelli diesel).
        Il problema è che in Italia si vive a promesse: i politici per tenersi boni gli elettori devono fare promesse e cercare di mantenerle e quella delle strade era un buona, in quanto si prendeva due piccioni con una fava, si dava un contentino agli elettori e un appoggio notevole all’industria automobilistica, che poi di rimando, a far bene si prendeva l’auto gratis (un pò come si diceva da ragazzini degli arbitri cha andavano a Torino in treno e tornavano in 124..). Ad esempio di quanto ho detto basta vedere la Senese che contro ogni logica passa da Civitella (e per questo il primo progettista lasciò l’incarico) o l’A1 che con giro astruso passa per Arezzo (ma Fanfani e Bucciarelli Ducci dovevano tenere buoni i loro voti).
        Anche in altri paesi (Francia e Germania in primis) non sono da meno in quanto industria automobilistica, anzi credo che da sempre ci sono stati superiori, e infrastrutture stradali ma lì le Ferrovie, che erano nettamente inferiori a quelle italiane, sono state curate e ora ci sono di gran lunga superiori (devo riconoscere anche sui biglietti).
        Sull’attuale governo. La battuta di Monti mi fa sorridere, dai politici ci si può aspettare l’occhio a certe conseguenze, ma lui ha fatto quello che hanno fatto loro in tutti questi anni: ha aumentato le tasse per far cassa (ti ricordo che nel 1987 il debito italico era l’85% del PIL, oggi siamo al 120% e di sicuro da allora ci sono state almeno una quarantina di manovre e manovrine sempre tassando i soliti noti). Onestamente io non ho mai avuto fiducia in governi tecnici (ma mi sembra che sia così per tanti se nei 150 anni di unità è solo la seconda volta che succede, e la prima, che però era solo parziale, mi sembra nel 1870 comunque nel XIX sec.) però speravo che economisti di fama avrebbero proposto qualcosa di innovativo ma soprattutto che avessero messo in primo piano la crescita, cosa che non è avvenuta, anzi ieri sera hanno fatto come gli altri gooverni, sentito il vento sono intervenuti, alleggerendo, si fa per dire, qualcosa. Sì l’ICI-IMU sarà tagliata di 50€ a figlio (media italica 1,2 a famiglia) contentino, ma la rivaluzione del 60% degli estimi rimane, in compenso si riduce la tassa sulle super auto, posti barca etc. Sai Ric si sono fatti passi avanti, anche Berlusconi ha fatto uguale, quindi il Professore non faccia battute che con la sua serietà non gli vengono bene (sbaglio o anche lui come Tremonti per l’appartamneto romano, viaggia in nero senza la ricevuta del barbiere?).

  17. Roberto Spadi ha detto:

    Questa è una di quelle volte che mi vergogno di essere residente in maremma, non ho detto “maremmano” di proposito, per non urtare la sensibilità dei maremmani doc,persone molto attaccate alle tradizioni… Se klikkate sulle strnighe: http://www.corriere.it/gallery/animali/12-2011/cinghiale/1/caccia-cinghiale-mare_21967142-24ba-11e1-8d41-b588752759fb.shtml#1
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2011/12-dicembre-2011/cinghiale-ucciso-mare-denuncia-choc-lipu-1902504240591.shtml, ci troverete un articolo del Corriere della Sera che anche con belle foto, vi farà vedere come si caccia il cinghiale in Maremma.
    Vergogna.

    • nello ha detto:

      Mi domando sarà vero?
      Non son cacciatore, ma non sono uno talebano del “no caccia” come lo sono certe associazioni, per cui mi sento libero di commentare, scusandomi di possibili inesattezze sui metodi. Mi sembra che la caccia al cinghiale sia regolamentata e si faccia a squadre, con tanto di capocaccia segnalato alle autorità competenti, per cui le foto sono per lo meno fuor svianti. Non si può fare di ogni erba un fascio, per me quelli non sono due “cacciatori”, ma al limite, se non bracconieri, sono quei tipi che, furbescamente, si mettono ai limiti delle cacciate per sfruttare le “padelle” della squadra, cioè abbattere eventuali capi feriti; inoltre un cinghialaio che va a caccia senza cani non l’ho mai visto. Mi sembra strano che poi i “volontari” siano stati così bravi da distanza, almeno sembra di capire sia perchè lo scrivono, sia perchè le foto sembrano scattate da lontano addirittura da esse si può intuire l’animale solo dal colore e nient’altro tanto era piccolo, abbiano sentito l’sos all’amico che già pronto in barca s’è preciipitato velocemente sul posto…… Poi hanno chiamato la Forestale,Polizia, Carabinieri (potevano chiamare anche Finanza, e perchè no, visto il seguito , la Penitenziaria) e stranamente nessun corpo aveva disponibilità, ma perchè allora non hanno chiamato la Capitaneria, in mare specialmente sono più esperti ed inoltre tutti sappiamo che c’è un natante sempre pronto agli interventi (e S.Stefano non è poi lontano). E poi sei a Porto Ercole e vai a sporgere denucia a Civitavecchia. Per carità tutto legale, ma mi suona molto strano.
      Non dico che sia tutta una montatura, ma permettimi dubitare di una leggenda metropolitana sì.
      Comunque sia quei due non vanno accomunati con i “Cinghialai”.
      No caro Roberto sono orgoglioso di essere MAREMMANO e di vivere in MAREMMA con i suoi difetti e suoi tantissimi pregi (cacciatori compresi famosi da sempre)

      • mezzolitro ha detto:

        Su TV9 hanno detto, e fatto vedè che sò stati sgamati i due “cacciatori” che avevano fucilato un porchetto di cinghiale da una barchetta (neanche fossero stati marò-cignalai) al largo di Port’Ercole.
        Sò proprio della zona e sò affiliati ad una squadra di caccia al cinghiale della zona. Peccato che se la caveranno cò una multa.

  18. mezzolitro ha detto:

    Siccome arriva Natale e siamo tutti(?) più buoni, vi voglio segnalà un link http://www.comune.grosseto.it/dogbook in cui troverete il modo di versà qualche lacrimuccia (astenersi cuori di pietra) e forse, di trovare un’amico.

    • rosetta ha detto:

      piccinini che pena, ma sai quanti che ce ne sono? Anche una mia amica che si occupa di volontariato in alcuni canili, è disperata. Ci sono tanti cucciolini che non sanno a chi dare. Io vò a fà du coccole alla mi vecchiarella che poverina ha quasi 14 anni e comincia ad avere qualche acciacco

  19. Ric ha detto:

    Ragazzi, ma del Granocchiaio se ne sa più niente? Qualcuno deve avergli sabotato il computer…

  20. Ric ha detto:

    ULTIMA ORA Il comune di Grosseto consegna i permessi per la costruzione dell’Ipercoop ai rappresentanti della Unicoop Tirreno. Saranno 33 Ha. di terreno destinati alla costruzione del più grande complesso commerciale della città di Grosseto che si collegherà con una bretella alla variante Aurelia che le passa nelle vicinanze.
    Il complesso commerciale avrà una superficie coperta di 27.000 mq. di cui 8.000 mq. destinata alla media distribuzione.
    Tanto per rendere l’idea sulla imponenza dell’impegno economico ecco qualche dato: Solo per le strade il costo previsto è di oltre 21 milioni di euro (13 milioni per pubbliche vie e 7 milioni per aree private di carico e di viabilità); il costo del manufatto è previsto in circa 75 milioni di euro. I progettisti sperano di appaltare le opere entro i primi 4 mesi del 2012 e di avviare i lavori prima dell’estate.
    Ed ora qualche numero: all’interno della galleria ci sarà posto per 46 negozi di varia dimensione; oltre ciò vi saranno pizzerie, bar, ristoranti, gelaterie, ecc. Il posteggio prevede posti per oltre 2300 auto. Il comune si riserva la costruzione di una struttura per lo spettacolo (da scegliere tra un teatro o un palazzetto dello sport). Vi sarà un’area per i circhi (spostandosi dall’attuale posta in Piazza dei Circhi a Grosseto). Il centro commerciale vero e proprio avrà una superficie di 27.000 mq. e sarà una Ipercoop.

  21. Granocchiaio ha detto:

    MA SARA’ SUFFICIENTE ?

    Non ho fatto le somme, ma queste superfici sommate all’altro Centro Commerciale dell’Aurelia Antica (il Casalone) saranno sufficienti?

    Saranno sufficienti a far chiudere tutti i negozi di Grosseto e dintorni?
    O appena consegnati i permessi per questo non sarà il caso di studiarne un altro, che so, magari a nord dell’Ospedale, ma stavolta almeno da 54.000 mq. In modo che una volta per tutte si levassero tra tre passi dai coglioni tutti questi rompi di negozi grossetani?

    Così almeno ci si va tutti anche ad abitare. E a lavorare. E a comprare. Si ma con i negozi aperti 24 ore su 24.
    E se invece se ne facesse uno iper-super-mega-ultra dove ci si nasce, ci si va a scuola, ci si mangia, ci si dorme, si fa la spesa, ci si sposa, ci si fa i figlioli, e poi da ultimo ci si muore pure? Tutto ovviamente 24h!

    Un sarebbe un po’ meno dispersivo?

    • Nello ha detto:

      Quello che ipotizza il Granocchiaio in pratica già esiste in molte parti della penisola, mi viene in mente nella vicinanze (si fa per dire) il Parco Leonardo vicino a Fiumicino, ad occhio quello del Poggione è una “giacchettata”.
      A me piacerebbe conoscere i dati di questi centri commerciali. Il giovedì prima di Natale alle 15.45 circa sono andato ad Aurelia Antica, sono rimasto stupito. Il mega parcheggio era praticamente vuoto, dentro poca gente, da CONAD ci saranno state una cinquantina di persone, non vi dico negli altri negozi. Vero è che alla fine delle spese , ormai verso le 18.30 c’era più gente, ma ormai si parla di apertura libera (24 ore x 365 giorni) e non credo che due ore di pienone possano valere la candela. Fra un paio d’anni con il Poggione raddoppiamo, sarà veramente utile? Non ricordo esattamente il periodo, ma sicuramente non più mtardi dell’inizio dell’estate, un alto dirigente (mi sembra il presidente di COOP Tirreno) in un intervista disse che i grossi centri commerciali erano una rimessa e che si sarebbe tornati a negozi più adeguati alle esigenze attuali (superstore, come ipotizzò a Grosseto). Una cosa è certa, vuoi perchè la rimessa è tanta, vuoi perchè la camorra può averci messo il dito, ma se non c’era UNICOOP Firenze, la nostra del Tirreno per i centri commerciali sarebbe andata a rotoli.
      A Pisa, mi sembra a Vecchiano, nascerà un centro IKEA, sbandierati 270 posti di lavoro, ma prima ancora di partire chiudono dei negozi (mobili e/o articoli per la casa), forse anche per la crisi, ma sicuramente per prevenire. Morale del giochetto previsti nwel ramo 120 licenziamenti.
      A Perugia stesso discorso: IKEA vuole aprire un centro e sollecità le autorità competenti, con promesse di posti, peccato ci siano degli stronzetti che fanno un comitato contrario perchè non lo ritengono il toccasana, non credono ai numeri occupazionali e soprattutto perchè per farlo sparirebbero 30 Ha di terreno agricolo.
      NOTATE I NUMERI, VI RICORDA QUALCOSA?
      Non è come il POLO?

      • Ric ha detto:

        La Toscana (fonte: portale InfoCommercio.it) possiede 57 ipermercati per una superficie totale di mq. 238521. Nel panorama italiano della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), è una delle regioni con il più grande numero di ipermercati dietro Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. La definizione ipermercato si fa sulla superficie che deve essere compresa tra 2500 e 4000 mq. (se superiore si chiama Iperstore); essi fanno sempre parte della GDO in quanto problemi di logistica, organizzazione del personale, approvigionamento, ecc. fanno in modo che alle spalle debbano possedere una organizzazione molto ben strutturata.
        IperCoop rappresenta in Italia (fonte: GDONews) la 4° struttura italiana per convenienza dopo IKEA, Auchan e Esselunga e la 3° struttura per promozioni e offerte. Il marchio è molto fidelizzato dalla clientela presentando oltre a prodotti di mercato anche una propria linea di prodotti alimentari e non di elevata qualità. A Grosseto il primo esempio di centro commerciale nacque con la costruzione del quartiere Gorarella, un centro commerciale un po’ alla buona che però ha resistito fino ad oggi come polo di aggregazione del commercio del quartiere. La tendenza è quella di aggregare tutto il commercio in centri al di fuori della città proprio come ha fatto ultimamente Aurelia Antica; in detti centri è possibile trascorrere buona parte della giornata in quanto forniti di servizi (ristoranti, bar, giochi per bambini, ecc.) che consentono al cliente di non uscire mai dall’edificio. In Italia, a parte che in alcune grandi città, questi centri commerciali non sono molto estesi. In Romania, per esempio, ve ne sono di enormi dimensioni ed è un Paese dell’Est appena uscito da una dittatura!
        Quanto alla morte del piccolo dettagliante: è purtroppo un dato di fatto; prima gli ipermercati fornivano prodotti di qualità standardizzata ai quali il piccolo dettagliante controbatteva con la qualità; oggi negli ipermercati è dato spazio anche alle produzioni locali, biologiche e tipiche. Certo non c’è molto da gioire sotto l’aspetto del rapporto cliente/dettagliante, ma l’ipermercato ed il centro commerciale attirano molto per la quantità di prodotto offerto e per la grandiosità delle dimensioni: pare che tutto sia alla nostra portata ed accattivante sotto l’aspetto commerciale.
        Non so dire se la costruzione di questo nuovo centro commerciale sia un bene od un male, a mio avviso i pregi pareggiano con i difetti, tuttavia nel mondo è già così ed anzi a Grosseto siamo abbastanza indietro, forse perchè per noi maremmani è difficile perdere la dimensione “naturale” della nostra terra, ma la vita va avanti per tutti.

  22. fabrizio fabbrini ha detto:

    Due grossi centri commerciali a Grosseto con un basso bacino di utenti mi sembrano esagerati. Da considerare i piccoli negozi che chiuderanno e sono scettico che i previsti nuovi assunti supereranno i nuovi disoccupati. Già i supermercati sono ridondanti in città, non capisco questa politica commerciale.

    • Ric ha detto:

      Avendo lavorato nella produzione alimentare posso dire che un ipermercato, come bacino di utenza, non si rivolge alla città ma a gran parte della provincia di Grosseto altrimenti (nell’esempio di questo ultimo ipermercato) non si investirebbero 21 milioni di euro per infrastrutture di raccordo con vie di grande comunicazione (la bretella di raccordo alla variante Aurelia che le passa vicino). L’ipermercato è “affondato” all’interno del centro commerciale per cui l’attrazione per i suoi clienti è quello di passare una mezza giornata (ed anche più…) in un mondo dove si vende di tutto e di più, si può fare colazione al bar, pranzare al ristorante a buon prezzo e parcheggiare i bambini nello spazio giochi gratuito. Che gli ipermercati decretino la morte del piccolo commercio alimentare (e non solo) è vero, però il piccolo commercio è già stato affondato dai supermercati i quali offrivano un prodotto standardizzato (prodotto inscatolato e niente più); il piccolo commerciante si difendeva dalla concorrenza vendendo prodotto locale e di qualità. Con l’ipermercato questo non è possibile: i banchi di gastronomia sono enormi e la società si può permettere di vendere prodotti anche di nicchia come biologici, a DOP, tipici, ecc.: il piccolo commercio è annientato. Personalmente io compro il pane in un piccolo negozio di alimentari che vende anche affettati e qualche prodotto lattiero-caseari di ottima qualità. Per il resto compro alla Coop di via Inghilterra, perchè se comprassi tutto dal piccolo commerciante spenderei 5-10 euro di più rispetto alla Coop. Devo ammettere che la Coop vende comunque pane locale e buono a prezzo inferiore del piccolo commerciante, il quale si difende facendo anche il servizio a domicilio. Ma già mio fratello, che vive a Firenze, fa la spesa alimentare alla Esselunga comprando per internet e facendosi portare la spesa a casa con poco costo in più da immigrati che lavorano per quella azienda facendo servizio a domicilio. La politica della Coop è ovviamente quella di occupare la provincia di Grosseto con il proprio marchio per evitare che altri ipermercati possano invadere la sua piazza; ha mandato avanti la Conad e poi entra in campo lei che possiede molti supermercati nella città di Grosseto ed in provincia, ha una grossa fidelizzazione dei clienti, una buona rete commerciale, ecc. E’ normale che si comporti così: tanto se non lo fa lei un ipermercato glielo fanno altri qui a Grosseto. Certo sarà da vedere questa “guerra” commerciale tra Coop e Conad con i rispettivi centri commerciali, ma non credo che la Coop risulterà perdente, anzi…

      • fabrizio abbrini ha detto:

        La provincia di Grosseto è vasta e poco popolata. Non credo che gli amiatini si recano a grosseto per fare la spesa, così i follonichesi; hanno i loro supermercati coop e conad e grandi magazzini che sono poi gli stessi che si trovano nel capoluogo maremmno. Non discuto la politica della Coop che capisco,ma torno a ripetere: La provincia di Grosseto, così come è strutturata, non giustifica due grossi centri commerciali nella città di Grosseto

  23. Roberto Tonini ha detto:

    Ieri 2 gennaio ci ha lasciato Spartaco Fiorilli.
    Aveva 91 anni. È stato per tanti anni il macellaio di Braccagni.
    Tra di noi ci si salutava dicendoci “birbante come va oggi?” che ho continuato ad usare anche quando smesso il mestiere lo incontravo seduto su di una seggiolina su a Montepescali. Sempre lieto e pronto alla battuta virava il suo mezzo ghigno da saggio Cow Boy in una risata che cominciava sempre dagli occhi. Non so se lo facesse perché via via glielo dicevo, ma al suo macello non provava nemmeno a darmi delle fregature. Gli avevo detto: “guarda birbante, quando io ti chiedo un cos e te sai che è così e così, te mi devi rispondere: non ce l’ho! Io capisco e prendo un’altra cosa. E quando vengono le mi figliole a fa la spesa le tratti meglio che a me”.
    Qualche concorrente provò ad inserirsi sul mercato, ma con la qualità e il mestiere batté tutta la concorrenza che si era presentata.
    Un bel personaggio che tutti ricordano e ricorderanno con piacere.

    • Fritz ha detto:

      Da ieri Via Bandi ha perso un altra figura storica…Vinter non ce l’ha fatta a vedere la sua Juve vincere un altro scudetto…spero che lassù ritrovi il mì nonno Paris per ridiscute un pò di confini…che si riunisca alla sù Biba,a Latino,a Attilio Busoni, Angiolina e al Barellini…quella era la via Bandi che mi ha visto crescere,entrare ed uscire di casa tutti i giorni…riposate in pace

      • Nello ha detto:

        Fritz, solo una precisazione importante: Attilio Busoni, avrà forse qualche acciacco, non si vede più per il paese, ma è tuttora vivo.

        Ha ragione il Fida, Ercolino arrivò all’Unione Val di Nievole (e successivamente a seguito del Presidente Melani alla Pistoiese) grazie alle conoscenze di Winter, ma lui non era un ragazzo di Via Bandi. Invece Colomba è a buon diritto (per essere esatti un pò come te) un ragazzo di Via Bandi, ha abitato fino a cinque anni proprio nel palazzo di Winter.

  24. neghelli ha detto:

    Caro Fritz, se ti ricordi su un vecchio numero della Sentinella c’era un articolo “I ragazzi di via Bandi”.
    Winter, oltre ad essere il farmacista storico del paese, aveva numerosi interessi culturali, musicali e sportivi. Fu con lui che Alessandro Renzetti (il nostro mitico Caribù o Ercolino) iniziò la carriera calcistica, come riportato sempre su La Sentinella:
    “Alessandro Renzetti: dalle giovanili del Braccagni, fu accompagnato da Winter Mannucci agli osservatori dell’Unione Valdinievole. Da lì inizierà una brillante carriera che lo porterà a giocare nel Montecatini, in C1 con il Cosenza (insieme al forte Marulla), Messina, Crotone.”

    • Fritz ha detto:

      Ciao Roberto
      Vinter non mancava mai di parlarmi di Franco Colomba…mi diceva che anche lui è stato uno di quelli che ha tirato i primi calci in Via Bandi mentre il babbo era Carabiniere qui a Braccagni…mah che ti devo dire… si vede che si respirava un pò di aria magica in in quest’angolino di paese…

      • mezzolitro ha detto:

        Allora portiamoci i bambini della scuola calcio a respiralla, quest’aria…

        • Fritz ha detto:

          Per ora RESPIRARE è gratis…quindi il mio giardino è aperto a tutti per fare due tiri..cmq 1/2litro ricorda vale sempre la regola delle 10000 ore!

          • mezzolitro ha detto:

            Già, ora va di moda questa “str…ta” delle 10.000 ore di applicazione ad uno sport piuttosto che ad un’arte, pè diventà fffenomeni!
            Ad Estigarriba per es. non basterebbe farne 100.000!!!!
            Ma per piacere!!!!!!!!!!!

          • Granocchiaio ha detto:

            che storia è questa delle 10.000 ore? fateci sàpere per gentilezza…

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