Bob Dylan e Mark Knopfler

 

 

11.11.11 Bob Dylan e Mark Knopfler al Nelson Mandela Forum di Firenze

 

Archiviato in: FOTO VIDEO E MUSICALA NOTIZIA

RSSNumero commenti (5)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. Granocchiaio ha detto:

    Venerdì 11.11.11 sono andato al Mandela Forum per due mostri sacri: Mark Knopfler e Bob Dylan

    Del primo ho talmente visto e sentito tanti suoi lavori che mi pare di saperli a memoria. Qualche volta conterò quante versioni ho di Sultan of swing. Questa forse la versione più popolare: http://www.youtube.com/watch?v=8Pa9x9fZBtY
    “Figlio spirituale” dei mitici “Shadows” Mark ha riunito in se diverse caratteristiche che lo rendono unico nel panorama mondiale dei chitarristi. Suona col fingerpicking.. (con le dita) senza le unghie lunghe. Ha dichiarato più volte che con il plettro lui è impedito. E menomale, così abbiamo la possibilità di sentire la sua stupefacente tecnica messa a servizio di un artista che non si è fermato ai virtuosismi, ma ha sempre ricercato una qualità del suono spinta ai massimi livelli, tanto da divenire quasi unica. E qui il riferimento agli Shadows è d’obbligo. Da loro si deve essere ispirato anche per la pulizia con cui suona, limpido e mai chiassoso anche nei pezzi più spinti. Un’altra caratteristica del suo stile lo dimostra quando canta. Il suo canto non canto sembra fatto apposta per far risaltare meglio la cornice dei suoi interventi con la chitarra che non sono messi tra una frase e l’altra, ma spesso duettano e si sovrappongono. Insomma pare che il canto sia li per fare da supporto all’accompagnamento e al canto della chitarra, e non viceversa.
    Suona su diverse chitarre ma il massimo e inimitabile suono è quello della sua Fender Stratocaster. È già bellissimo e caratteristico di suo, ma lui vi ha aggiunto qualcosa di veramente speciale: è come se fosse stato il primo ed unico a scoprire l’anima più segreta e profonda di questa incredibile chitarra. Forse nemmeno la Fender stessa lo conosceva.
    Perché sono stato a vederlo? Perché mi sono perso causa lavoro un suo concerto degli anni 90 a Firenze, quando era ancora veramente al top con i Dire Straits. Poi un concerto che mi dicono fantastico in primavera a Lucca e allora……come rinunciare?
    L’altra sera Firenze aveva una band fantastica formata da Richard Bennett come seconda chitarra, Guy Fletcher come tastierista, Jim Cox come pianista, John McCusker come violinista, Mike McGoldrick come flautista, Glenn Worf come bassista e Ian Thomas come batterista. Ma all’ultimo momento si sono aggiunti altri strumentisti di cui non conosco il nome. Alcuni di loro sono passati nei vari pezzi a suonare diversi altri strumenti, dando la misura della loro professionalità e poliedricità di musicisti.
    Lui è teneramente un po’ rotondetto, quasi pelato, ma è sempre un gigante: amabilissimo con il pubblico con i quale si capisce si vuol dare e ricevere. La sua band è in linea con il suo spirito ed il suo stile folk: caldo, entusiasmante, trascinante, loro bravissimi e godibilissimi. Insomma veramente “un bel che vedè e un bel sentì”. I suoi 62 anni li porta quindi più che bene ed è sempre in forma con la chitarra.

    SCALETTA MARK KNOPFLER
    What It Is
    Cleaning My Gun
    Sailing to Philadelphia
    Hill Farmer’s Blues
    Privateering
    Song for Sonny Liston
    Done With Bonaparte
    Marbletown
    Brothers In Arms
    Speedway at Nazareth
    So Far Away (bis)

    Metto un paio di link per chi fosse interessato ad approfondire con Mark Knopfler:
    it.wikipedia.org/wiki/Mark_Knopfler
    e
    un live del 1985 con Hank B. Marvin solista degli Shadows
    http://www.youtube.com/watch?v=krCyICqMp7A

    Con Bob Dylan, che lo speaker lo presenta sberciando: “Bab Dalan”, la musica è diversa. In tutti i sensi. Non perché il genere è diverso, ma perchè è tutto diverso.
    Anche al tempo del suo maggior splendore non l’ho amato e apprezzato particolarmente. Tanto che pensavo che molti lo adorassero soprattutto perché rappresentava l’icona della contestazione made in U.S.A. degli anni 60. E negli anni ’60 queste cose erano molto “in”. Dicevano che i testi erano belli, ma io non comprendo l’inglese cantato, e se possibile molto meno l’americano. L’inglese/americano dei pezzi che a me piacciono ha funzione di suono delle parole, non di significato. “ciuri fruri, onli uri” (Tutti frutti di Elvis), “imegin ov de pipol” (Imagine di Lennon), e così via. Lui dicono che è un poeta, ma se un lo capsico quando canta a me che serve un poeta? Sarebbe come cantare la Divina Commedia ad un pubblico di cinesi. Guardare le traduzioni? Prima di tutte sono quasi sempre traduzioni letterali e quindi perdono quasi tutto il loro fascino e valore, e poi non è la stessa cosa che sentirle cantare in una lingua che comprendi. Così solo musicalmente me ne piaceva due o tre, non di più.
    Nessuno ha mai detto che sia un buon strumentista. Anche perché sarebbe stata una bestemmia. Dove forse si salva è con l’armonica a bocca, per il resto meglio lasciar perdere.
    A Firenze c’aveva una band che andava a dumila: Tony Garnier (basso), George Recile (batteria), Stu Kimball (chitarre ritmiche), Charlie Sexton (chitarra solista) e, purtroppo, Bob Dylan (chitarre, tastiere, armonica). Ma non sono stati sufficienti a coprire la vergogna.
    Come ha aperto bocca mi sono guardato con il mi amico il Flaminio e anche lui aveva una faccia tra l’interrogativo, l’incredulo e l’esterrefatto: ma possibile che sia una voce? Che sia la Sua voce? Eh si, era proprio la sua! I musicisti pintavano a bestia, ma non riuscivano a coprire quei suoni gutturali che gli uscivano di bocca.
    Meglio che mi fermi qui.
    Andare a vedere e sentire dei miti nella parte finale della loro carriera è sempre un rischio. Però io nel 2009 mi sono visto e ascoltato gli Shadows a Parigi e li ho trovati in forma strepitosa. Mark Knopfler stesso sarà pure arrotondato, ma non ha perso un pelo della sua classe e bravura.
    Durante le rispettive esibizioni è successo che a Mark venivano riservati fragorosi applausi e lui ricambiava. Durante l’esibizione di “Bab Dalan” c’era diversa gente che applaudiva e io la guardavo curioso in faccia per vedere le loto espressioni…………… a lui nessuno poteva guardarlo: per tutto il tempo è stato con il cappellaccio e mai illuminato in viso: i riflettori verso di lui erano stati tutti spenti…………………………….
    Non descriverò per amor di patria i dettagli della sua esibizione, sarebbe come sparare sull’ambulanza dove c’è Giuseppe Garibaldi redivivo.
    A mezzanotte ci siamo alzati e siamo andati via. Ci consolava (?) il fatto che moltissimi hanno fatto come noi.
    Sul web ho letto commenti che assomigliano al mio, che erano fuggiti prima della fine, ma ho trovato anche roba come questa: “ieri sera ero a Firenze al Mandela Forum stupendi tutti e due, ma Dylan è sempre Dylan” Spero di no, che non sia vero, perché sennò vorrebbe di che ci ha preso pel culo per un mezzo secolo.

    La SCALETTA BOB DYLAN:
    Leopard-Skin Pill-Box Hat (con Mark Knopfler)
    Girl From The North Country (con Mark Knopfler)
    Things Have Changed (con Mark Knopfler)
    Spirit On The Water
    Honest With Me
    Tangled Up In Blue
    The Levee’s Gonna Break
    Desolation Row
    Highway 61 Revisited
    Forgetful Heart
    Thunder On The Mountain
    Ballad Of A Thin Man
    All Along The Watchtower
    Like A Rolling Stone (però non so se l’ha fatta perchè sono fuggito prima della fine)

    Per avere un’idea di cosa sia la sua voce:
    BOB DYLAN – Just Like a Woman (August 14, 2010) 4/14
    http://www.youtube.com/watch?v=CgzoZXKcXqc

  2. stella ha detto:

    dov’è che eri???????;-))

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.