PT: poco efficiente, sempre meno utile!

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Le Poste non dovrebbero essere chiuse: ecco perché.

    Qualche tempo fa ci chiedevamo qui sul blog se era veramente ancora necessario avere un (dis)servizio come quello delle Poste e Telecomunicazioni.
    Lo scambio di idee nell’occasione fu su di un piano serio. Partendo da una cronaca di un’odissea per riuscire a fare un semplice versamento su di un bollettino di C/C l’analisi si è poi spostata su di un piano più razionale e concreto. Il titolo dell’articolo allora era: Perché non chiudiamo queste Poste? Anzi no!
    A distanza di un anno mi sento di rispondere a quel il titolo dando una risposta: Perché non dovrebbero essere chiuse le Poste. Ed ecco il perché.
    L’altra volta esaminammo il problema sotto il profilo delle funzionalità offerte anche alla luce dell’evoluzione della tecnologia della comunicazione, telefax e internet in primis.
    Oramai la quantità della posta vera e propria è talmente ridotta che è facile prevedere che tra non molto andrà a scomparire del tutto. Per non parlare dei movimenti finanziari che già era uno sconfinare dal proprio mandato e che ora si può tranquillamente fare presso gli istituti nati per questo, e cioè le banche. Molti bollettini e similari si fanno già in banca, sia agli sportelli che da casa con l’Home Banking. Non parliamo dei pacchi e pacchetti perché quelli sono già quasi tutti affidati a corrieri superveloci. Vero è che ultimamente negli sportelli vengono proposti articoli di tutti i generi, ma che pretendano di divenire anche dei piccoli supermarket mi sembra un poco esagerato.
    Ma forse fino a poco fa il vantaggio che veniva riconosciuto a questa istituzione era quella che arrivava ad aprire sportelli fine nei più sperduti paesini, isolati magari da decine e decine di chilometri dal grande paese più vicino. Ora non è più così! Causa costi/benefici anche loro si sono dovuti piegare alla dura legge dei costi ricavi, mandando a quel paese la funzione sociale fino allora ricoperta.
    Infine si poteva dire che era comoda per tutti, ma a ben vedere le banche sono aperte mattina e pomeriggio, mentre le poste sono normalmente aperte solo mattina. Per esempio qui nel nostro paese.
    Magari a fronte di tutto ciò si potrebbe supporre di avere un servizio celere ed efficace. Le vergognose file per riscuotere le pensioni farebbero però pensare il contrario. Non scherziamo, e vediamo la cosa da un altro punto di vista.

    Stamani sono stato di nuovo alla Posta e una volta uscito da lì ho realizzato un assunto: le Poste non devono chiudere! Hanno una nuova quanto nobile funzione.

    Per spiegarmi bene devo brevemente raccontare della mia esperienza odierna. Avevo da fare un versamento su di un C/C che non potevo fare con la banca e quindi mi sono colà recato. Arrivo alle ore 10:20 e dentro ci sono due persone che sono servite da altrettanti impiegati più uno in attesa. Vai, dico, stamani ce la caviamo alla svelta. L’amico in attesa mi fa degli eloquenti segni con gi occhi come per dire: armati di pazienza perché qui c’è da aspettare. Gli dico: ma in fondo siamo pochi….. Si, mi fa lui, pochi ma buoni.
    Una cliente pare sia impegnata in un rinnovo di buoni con conteggi degli interessi, reinvestimento in altri titoli, e quant’altro. Da qui capisco che ne avrà per un bel po’. Anche l’altra pare piuttosto impegnata. Dopo un bel pezzetto la seconda finalmente si libera e l’amico che era avanti a me va allo sportello. Deve ritirare una raccomandata non consegnata a domicilio e in un tempo ragionevole termina il suo bisogno.
    Io che dovevo fare solo bollettino postale comincio già pensare: ma in fondo non è andata poi così male.
    Se non che come faccio un passo verso l’impiegata questa mi dice: abbiate pazienza, ma io devo caricare la posta. Nel frattempo il pubblico era già aumentato e la sortita non è stata accolta con troppo entusiasmo. Devo però dire che nessuno ha fiatato e nemmeno mugugnato.
    Ci siamo messi tutti li in attesa paziente. Molto paziente.
    Il rinnovo finanziario andava per le lunghe nonostante la buona lena dell’impiegato. L’altra impiegata era laboriosamente impegnata “a caricare la posta”, ma non faceva intravedere quando poi si sarebbe alzato il sole.
    Allora pazientando – tutti in silenzio – mi sono ritrovato a passeggiare da lato a alto dell’ufficio. I 5, i 10 i 15 minuti e ancora niente. Ad un certo punto mi sono sentito come un detenuto nella sua piccola cella, inerme e rassegnato.
    Vero che io potevo guardare la siepe fuori, e anche i compagni di (s)ventura, anche se quasi tutti muti come pesci e con delle facce tristissime, più che spazientite.
    E così è andata avanti per lungo tempo.
    Nei miei andirivieni mille pensieri per cercare di non sbottare. Dovevo resistere perché dovevo fare quel versamento, quindi dovevo attendere a tutti i costi. Dovevo farmene una ragione e resistere.
    Poi ad un certo punto mi sono sentito in una condizione già provata, un sentimento già vissuto e poi in un lampo ed ho realizzato: stavo facendo un fioretto! Si, insomma una penitenza! Io ho dei buoni trascorsi con la Chiesa e di queste cose un po’ me ne intendo. Ecco allora la luce! Ma certo! Le Poste non devono essere chiuse! Vista la non esuberante frequentazione nei luoghi di culto, si potrà utilizzare le Poste, per fare esercizi spirituali, penitenze e fioretti! Ma certo! Che pensata geniale!
    E mi sono sentito subito meglio.

    Era più di mezz’ora che ero nell’ufficio quando vedo la signora che aveva rinnovato tutta la sua personale situazione finanziaria con le Poste, rimette tutti i fogli e bigliettini nella borsa. E penso: vai, anche questa è fatta. Sennonché la signora, degna di una mossa da prestigiatore tira fuori l’ultimo momento un bollettino postale e fa all’impiegato: posso fare questo? E l’impiegato: certo signora, non ci sono problemi. Al che un’altra signora che era dopo di me pacatamente ma come una lama di coltello: io veramente ce l’avrei qualche problema. Sulle facce degli altri un ghigno indecifrabile non sapevi se stavano ridendo per la battuta o stavano pensando ad un’azione di forza.
    Dopo quaranta minuti dal mio arrivo, e con solo 3 persone avanti a me, riesco a fare il mio bollettino postale. Ci avrò messo si e no un minuto e mezzo.
    Ma non ero ne arrabbiato ne sconsolato. Avevo realizzato che finalmente ognuno di noi ha un nuovo luogo di spiritualità: la Chiesa laica delle Poste Italiane.
    Così il logo PT sarà sinonimo di Patimenti e Tribolazioni

    P.S. Sono uscito alle 11 passate.

  2. nello ha detto:

    Che alle Poste ci siano dei problemi è indubbio, ma fare di ogni erba un fascio mi sembra che sia troppo. Il male delle Poste è il male italico: si diceva tutti che era un carrozzone, che era uno spreco di denaro pubblico (non solo le PT, ma anche SIp, FS, ENEL e tutti quelli che erano chiamati baracconi acciuffa voti), quindi ben venga il “no pubblico, sì privato”. Era un motto che sempre è corso, ma si è alimentato al massimo negli anni 90, specie quando tangentopoli ha scoperchiato certe pentole. Io, ex ENEL, ho sempre ribattuto che si sarebbe andati a stare peggio (non come stipendio, il mi babbo elettrico privato, penultima categoria d’inquadramento negli anni 60 ha fatto studiare sia mia sorelle che me, che addirittura gli ultimi tre anni li ho fatti a Livorno) e di non credere alle parole di minor spesa, maggior efficienza etc. (non solo per la mia azienda ma per tutte qurelle come lei). La dimostrazione è quella anche indicata dal Granocchiaio per le PT: efficienza minima, in compenso spese aumentate. Il PRIVATO da che mondo è mondo fa i suoi interessi e se la gallina non gli dà un uovo al giorno la fa fuori, così le Poste, come giustamente fa notare il Granocchiaio erano un’ancora di salvezza per i paesi sperduti o solo più scomodi (Montepescali ne è l’esempio), ma non rendendo vengono chiusi; le zone di consegna vengono ampliate e i portalettere (ma anche gli impiegati) se in malattia (o anche in ferie che obbligatoriamente vengono imposte durante l’anno) non vengono sostituiti e la posta giace a settimane (penso che sia agli occhi di tutti e se non credete andate sempre a Montepescali, solo perchè è vicino, anzi solo perchè non hanno niente e giocoforza sono obbligati a scendere a valle e quindi chiedete ai nostri vicini come è la situazione in certi casi). Ma il profitto deve andare avanti (anche se di proprietà del Tesoro le PT sono una SpA e agisce come tale). Stesso discorso vale per le aziende sopracitate, quindi, secondo me, prima di piangere, sarebbe stato meglio a non ridere negli anni passati.
    Un pò di note per chiarire al Granocchiaio che alcuni punti.
    – non tutto si può fare in banca (lui stesso dice che il suo bollettino poteva essere pagato solo alle PT);
    – esalti la consegna dei privati, ma mi pare che il casino lo facciano anche loro (chiedi in giro sentirai che moltissimi ti dirranno che loro stessi sono subconcessionari, senza nessun introito, perchè nella loro cassetta trovano spessissimo la posta di tutta la via);
    – oggi come oggi, in pratica anche per legge, è quasi impossibile non avere il conto corrente, sia esso bancario o postale, quindi senza fare la fila i pensionati possono accreditarlo lì, addirittura, anche se Altroconsumo ha fatto ricorso alla Banca d’Italia, le Poste danno un interesse maggiore (nell’altro caso, senza accredito, interesse “0”) e moltissimi pensionati, anche solo per abitudine consolitdata hanno almeno il libretto postale;
    – sempre Altroconsumo ha fatto un inchiesta, uscirà nel giornalino a giorni, dove su circa 1500 spedizioni, ci sono state 250 reclami, non so di preciso se solo relativamente alle Poste (sicuramente vale per le Raccomandate) o altre Ditte (i pacchi come tu dici spesso viaggiano con i privati, anche se SDA è delle PT);
    – rassegnati le Poste vivranno in quanto hanno il monopolio per altri 25 anni, mi sembra, per le raccomandate sicuramnete quelle più ostiche per noi cittadini (multe, ingiunzioni etc), e non ci facciamo fregare, noi semplici cittadini, dal PEC: il rischio di sanzioni aumenterebbe.
    Solo per informazione: mia figlia, studentessa alla Sapienza di Roma, deve pagare le tasse universitarie solo tramite banca, e fin qui sarebbe il meno, no la Banca deve essere UNICREDIT (o meglio sarebbe da dire Banca di Roma) e non ci sono nè MAV o bollettini, con un foglietto, rigidamente estraibile dal sito web dell’Università si deve andare allo sportello. Questo come va chiamato? penitenza, fioretto, o come io affermo presa in giro?

  3. curiosone ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con il Granocchiaio. L’ultima volta che sono stata allo sportello, nel mio “paese”, dopo aver aspettato circa un’ora il mio turno, con la macchina in divieto, l’impiegata, prima di procedere con il pagamento del bollettivo da me esibito, mi ha offerto un biglietto del “gratta e vinci” da acquistare. La mia risposta pero’ non e’ uscita dalla mia bocca bensi’ dal mio sguardo !!!!
    E’ veramente un PATIMENTO E UNA TRIBOLUAZIONE!!!

  4. Granocchiaio ha detto:

    Alcune note per rispondere a Nello su alcuni punti che mi ha segnalato
    “non tutto si può fare in banca” è vero, per ora, ma per esempio tutti i tipi di pagamenti e di riscossione potrebbero tranquillamente essere dirottati in quel canale
    “esalti la consegna dei privati” io non esalto proprio un bel niente, dove l’hai letto? ho semplicemente segnalato che esiste questa alternativa. E aggiungo ora: addirittura per la consegna della posta ordinaria da parte del Monte dei Paschi di Siena viene utilizzato un Corriere privato. Chissà come mai la banca preferisce un corriere in luogo delle Poste……..
    – oggi come oggi, in pratica anche per legge, è quasi impossibile non avere il conto corrente, sia esso bancario o postale, quindi senza fare la fila i pensionati possono accreditarlo dove vogliono, è vero, ma per ora ci sono file assurde fuori dell’Ufficio, caldo o freddo che sia, perché tutti vanno li. Forse gli piace far la fila per fare quattro chiacchiere o per potersi lamentare di qualcosa…
    ……….. sempre Altroconsumo ha fatto un inchiesta, uscirà nel giornalino a giorni, dove su circa 1500 spedizioni, ci sono state 250 reclami,: inchiesta molto utile, ma si sfonda una porta aperta: non so chi poteva essere felice e contento del servizio pacchi
    – rassegnati le Poste vivranno in quanto hanno il monopolio per altri 25 anni – già rassegnato, come detto se un sente il bisogno di una penitenza o provare il limite della propria sopportazione alle tribolazioni e alla sevizie non ha che da andare alla PT
    Solo per informazione: mia figlia, studentessa alla Sapienza di Roma, deve pagare le tasse universitarie solo tramite banca, e fin qui sarebbe il meno, no la Banca deve essere UNICREDIT – ………………………………………… Questo come va chiamato? penitenza, fioretto, o come io affermo presa in giro? Io la chiamerei “la mamma dei cretini è sempre incinta” anche se credo che tramite la propria banca si possa pagare qualsiasi cosa, anche ad un’altra banca
    poi riguardo a
    Il male delle Poste è il male italico………………..
    E via di seguito. Ma fatta questa critica non ho capito cosa suggerisci o cosa preferiresti.
    Per esempio cosa scegli fra i “cattivoni dei privati” o i “carrozzoni pubblici”?
    Due parole sul servizio nei piccoli centri. È impossibile pensare che si possa fare come si faceva 50 anni fa quando il postino arrivava fino nelle malghe alpine o nella villetta dove soggiornava Pablo Neruda nel film “il Postino”.
    Abbiamo la tecnologia che stavolta ci può dare delle soluzioni. È impensabile che si possa continuare all’infinito a portare la posta a casa. Sarà un televisore/computer/ stampante – o vai a sapè cosa – che ci avviserà della posta arrivata e all’occorrenza la stamperemo. Ma nella realtà credo che si farà molto di più e molto meglio.
    Quando questo sarà fatto bisognerà trovare un nuovo luogo per fare i nostri laici esercizi spirituali, Penitenze e Tribolazioni (PT)

    • nello ha detto:

      Io penso che il sociale vada protetto. Non vorrei entrare in politica, mi conosci da sempre e sai benissimo come la penso. Io sono per la difesa di alcuni diritti sacrosanti, la posta è una di questi e, poichè non tutti i “vekkioni”, come mi chiama un caro amico (chiaramente lui potrebbe benissimo essere mio figlio) hanno la voglia, e prechè no, le possibilità di imparare e/o dotarsi di PC, e non mi dire che ora lo si può con poco acquistare, per molti di quelli che riferisci tu in fila il 1 o 15 del mese, anche quel poco può essere un peso.
      E’ vero tu non esalti il “privato”, ma da come hai scritto ho capito che non ti dispiaccia il suo servizio. Bene non è solo il MPS ma altre società utilizzano i vari corrieri, anche la mia banca lo fa, ma chissa perchè , quando c’è da inviare roba importante (non solo raccomandate) lo fa tramite PT. Io una risposta te la potrei dare, ma credimi non è “la verità”: perchè loro non sono puntuali, in media, sono peggio delle PT, e se vai a vedere, almeno a me succede, quando va bene i movimenti (ad esempio la conferma di versamento della pensione) mi arriva in media con un mese di ritardo e ripeto informati su come avviene mediamente la consegna.
      Tu esalti la corrispondenza informatica e mi sembra giusto, lo facciamo normalmente fra di noi (risparmiando persino la eventuale telefonata) ma attenti, ne ho fatto accenno nel precedente post, non fate il PEC (posta elettronica certificata) vanto di Brunetta, sembra comoda (in pratica serve per tutto) ma è rischiosa in quanto una volta entrati in PEC tutto vi viene inviato tramite quel sistema e in pratica il rischio di sanzioni è notevole.
      Tu indichi che le banche o altri uffici si possono adattare a sostituire le Poste: è possibile, ma rimanendo ad UNICREDIT, prevede di “liberare” qualche migliaio di impiegati per il 2015 (mi sembra che i numeri siano questi), MPS è a rischio grossissimo e le altre non è che stiano meglio, pensi che per loro, almeno in questo momento (e io dico per i prossimi anni), passi per la testa di ampliare gli organici e gli interventi tecnologici per effettuere questa sotituzione?
      Ultima cosa: io se non sono certo di quello che scrivo, metto sempre in evidenza il dubbio (sopra ho scritto che non sono la bocca della verità) e se dico però che una cosa non si può o si può fare senza remore lo dico perchè è così.
      Ripeto certe operazioni si possono fare solo ed esclusivamente o in una banca specifica (il caso delle tasse di mia figlia, aggravate dal fatto, per lo studente meno pesante, dell’uso obbligatorio del PC e relativa stampante) oppure alle poste (come nel tuo caso, mi pare di aver capito in quanto lo hai scritto). Questo avviene soprattutto perchè l’ente interessato o ha una sponsorizzazione o ha uno sconto notevole per altre operazioni (lo facevano , e forse lo fanno ancora, le fabbriche auto con i loro concessionari: mi vendi tot macchine di questo tipo e io ti aumento lo sconto su quelle di maggiore vendita). Questo avviene anche fra banche, ad esempio, e i corrieri privati.
      Politicamente parlando poi c’è da rilevare che di pubblico è rimasto giusto la Difesa ( ma già il ministro La Russo aveva fatto ad accenni di ingresso del pubblico, almeno in taluni rami), perchè quasi tutti gli ex carrozzoni, almeno per alcuni dico purtroppo, o sono privatizzati o sono SpA a tutti gli effetti anche se sono al 100% dello Stato per cui, mi ripeto, operano con la logica di mercato: più business possibile e vai dunque al “gratta e vinci” (anche se a me non me lo hanno mai offerto forse perchè spesso vado alla posta in ore, che il mio status mi permette, di minor affollamento)

  5. nello ha detto:

    Mi inserisco qui, perchè mi sembra che al di là delle PT, sia interessante la critica che facciamo ai vari Enti più o meno pubblici.
    Il grande, si fa per dire vista la sua carriera, ex Segretario nazionale dei Ferrovieri CGIL, ora assunto al più alto grado delle FS (o come si devono chiamare, visto lo spezzatino che hanno subito), anche ieri sera al TGR esaltava il suo ente per l’Alta Velocità (addirittura diceva che le più belle opere di Torino e Bologna degli ultimi anni erano i passanti ferroviari) e soprattutto l’impegno per i pendolari. E’ vero che qualcuno più in alto di lui dal 2008 fino all’altro ieri ha dichiarato che la crisi non c’era in quanto ristoranti e aerei (non treni però che strano Moretti!!) erano sempre pieni, per cui , riprendendo un vecchio spot pubblicitario (era per Virna Lisi, ancor oggi bellissima donna, figurarsi 40 anni fa): “la casta, con quella bocca può dire ciò che vuole”. Ora è su tutti i giornali che i pendolari sono tartassati in maniera dirrei oscena: treni sporchi, sempre pieni all’inverosimile, ritardi incolmabili (così per tutta Italia, per Grosseto e provincia anche peggio, perchè a quello che ho citato, manca il Memorario) e ciliegina sulla torta vengono tolti anche molti collegamenti. A questo si aggiunge che l’ultima manovra Berlusconi ha ulteriormente tagliato i fondi al trasporto locale (per la Toscana sono 50 milioni) e sempre le Fs hanno annullato (o sospeso non ricordo bene) l’ordinativo di ulteriori convogli pendolari. Ora Moretti me ne scappa fuori con dichiarazioni, che più o meno suonano così: i pendolari devono sopportare i disagi per l’A.V. perchè gli Eurostar collegano i grandi centri e non devono subire ritardi. A livorno dirrebbero: deh ci vole ‘na bella ghigna!. Altro disservizio, che secondo me è molto grave. Il prossimo 11 Dicembre entra in vigore l’orario invernale, se n’è parlato ad iosa per le varie proteste dei pendolari, qualcuno ha esultato perchè finalmente pare , dico pare, si fermeranno i Pendolini (ad Orbetello un pò meno perchè lì il problema è diverso, i Pendolini saltano la fermata e non sono sostituiti, ma tanto ci sarà l’autostrada vanto dell’ex sindaco, sempre Ministro all’epoca del misfatto,, che così farà gonfiare le tasche della SAT con i pedaggi che saranno obbligati a pagare i lagunari, perchè in pratica non sono previste complanari). Bene ad ora, 8.05 del 2/12, non sono ancora noti gli orari ufficiali. Si sa benissimo che su certi treni si viaggia con la prenotazione obbligatoria (in pratica nessuno in piedi come succedeva una volta) e il viaggiatore come fa? Le feste sono vicine e si sa che in quel periodo la gente affolla tali treni (quelli esenti da prenotazione sono già pieni zeppi di suo), ma chi se ne frega, gli italiani si attrezzeranno. Mio figlio, lavoro a Milano, per essere certo di rientrare seza problemi in Lombardia, per il prossimo ponte di S.Ambrocio e Madonna, ha optato a partire , con l’ultimo treno utile di sabato 10.
    Vai con l’efficienza!!!!!!!!!!!!!

  6. Granocchiaio ha detto:

    Poco efficienti, ma molto prepotenti

    Questa volta non voglio parlare dell’ennesimo caso di poca efficienza delle Poste. Questa volta le cronache ci dicono che le Poste hanno un altro poco invidiabile primato: sono state multate per oltre 39.000.000 di euro per abuso di posizione di dominante.
    “L’Autorità garante della concorrenza e del mercato contesta alla società di aver attuato, a partire dal 2007, condotte tese a escludere i concorrenti dai mercati del servizio di recapito “a data e ora certa” e del servizio di notifica attraverso messo. Sono stati inoltre posti ostacoli allo sviluppo dei servizi liberalizzati a valore aggiunto. “
    “L’Antitrust ha comminato una sanzione di 39.377.489 euro e ha intimato alla Poste di cessare immediatamente i comportamenti abusivi e di inviare entro tre mesi una relazione con le misure adottate per rimuovere questi comportamenti.”
    Dal Tirreno di oggi 16 dicembre 2011

  7. fabrizio fabbrini ha detto:

    Le Poste Italiane hanno favorito in questi ultimi anni una espansione di tipo commerciale (sono diventate un mega-store dove si vende di tutto, ultimamente anche i gratta e vinci) trascurando, a mio modesto parere, la loro attività caratteristica. Quello che rimane immutato sono le lunghe fila di attesa allo sportello per espletare una semplice operazione. Urge concorrenza nel settore.

  8. Nello ha detto:

    Ho sempre cercato di evitare discorsi politici, anche se, visti gli argomenti trattati nel blog, spesso è impossibile.
    Sulle Poste finalmente oggi si può parlare liberamente anche colpendo il governo, tanto è tecnico (si fa per dire) o al limite è sorretto da quasi tutti i partiti (questo perchè in Italia ormai da anni manca una vera classe politica)e no si dice nè bene nè male di un singolo.
    Il Granocchiaio e l’amico Fabbrini parlano del mal servizio attuale delle Poste, io delle FS (per semplicità perchè qui si naviga nelle sigle e tutto è uno scaricabarile), per tutti viene richiesta una concorrenza, ma finchè questi enti, in realtà non dovrei usare questo termine perchè sono SpA fittizie, restano in mano al 100% dello Stato avranno sempre un monopolio. Il Granocchiaio parla della multa che un Organo statale (l’Autority) a fatto allo stato (Poste) per impedimenti posti alla concorrenza: domanda ci sarà qualcuno che pagherà? Le FS fanno di tutto per mettere il bastone fra le ruote ai vari soggetti che cercano di entrare nel business viaggiatori (Ferrovie tedesche, NTV di Montezemolo e soci compresa SNCF, Arenaways della famiglia Arena etc) nessuno fa niente per impedirglielo, mentre lo Stato ha gridato ai quattro venti (UE compresa) perchè SNCF impediva a FS di entrare nella rete francese. Se si vuole che , forse, qualcosa migliori (per ENEL, Telefonia etc per noi non va molto meglio) bisogna che le Poste e FS diventino SpA a tutti gli effetti e non solo per quanto concerne la modalità degli utili. Nelle SpA normali chi sbaglia paga ( se Sarmi fosse stato ad di TNT, e non di PT per rimanere in tema, a fronte di una multa di 39 milioni sarebbe saltato seduta stante), in SpA statali chi sbaglia viene premiato profumatamente con benefit, o nel peggiore dei casi, dimissionato cone buonuscite minimo a sei zeri.
    Altra chicca che ho letto stamane sulle “Lettere al Direttore” del Tirreno. Un professore (sicuramente di geografia) fa le pulci alla Dirigenza delle Poste trattandola come si merita: ignorante in materia geografica (ma io la interpreto in generale) per una pubblicità di spedizione pacchi in oltre 200 stati. Ironicamente (ecco il perchè della mia interpretazione) dice che finalmente si capisce dove finiscono i pacchi (e io dico la corrispondenza in generale) che spariscono: nei sei Paesi fantasma, dalò momento che nel mondo vengono riconosciuti 195 Stati. Non so se la pubblicità citata esista, io la salto a pie pari, ma da ignorante maremmano sapevo che gli stati mondiali riconosciuti fossero 195, si vede che a chi piglia fior di stipendi non è necessaria questa conoscenza scolastica.
    Mi chiederete che centra questo governo, niente di nuovo sotto il sole. In un certo senso è vero, solo che ora l’Italia ha bisogno di sviluppo e chi è il Ministro interessato? Bene altri non è che l’ad delle Poste, che ha ridotto gli Uffici (Fabbrini e i montepescalini non credo che abbiano fatto salti di gioia), che ha trasformato gli uffici in megastore etc , cioè il supergratificato ex McKinsey (andate a vedere di cosa si occupa questa società se non la conoscete, ma potete immaginare da quanto ho scritto) Dott. Passera.
    Se piove di quel che tona si starà benino!!!

  9. mezzolitro ha detto:

    Ragazzi, come diceva il mì babbo, “passa il caso” di un’arrabbiatura che mì sò preso in questi giorni per colpa delle Poste Italiane che non sono riuscite, in otto (8) giorni a recapitare in tempo utile (entro il 7 mattina scorso…) la convocazione, per il 7 settembre, dell’Assemblea straordinaria del Consorzio che presiedo.
    A quanto pare le lettere che noi mettiamo nelle buche delle lettere, io l’ho imbucate alle poste centrali il 30 agosto, vanno prima a Pisa o Firenze e poi, con calma, vengono recapitate a “macchia di leopardo”, visto che addirittura alcuni miei soci che risiedono nel comune di Roccastrada l’hanno ricevute il 6 settembre, mentre molti di quelli del comune di Grosseto oggi.
    Bisognerà chiede la posta “a filiera corta” invece che prioritaria?

    • Granocchiaio ha detto:

      io credo sia sufficinete la prioritaria
      per ora
      speriamo presto in un servizio privato alternativo

      • nello ha detto:

        Fosse solo il giro dei montierini (come si diceva un tempo) che una lettera deve fare per giungere a destinazione, ce n’è di ben donde. La chiusura degli Uffici, la riduzione dei portalettere ed altre mignagnole varie portano allo stato attuale, ma , caro Granocchiaio, la TNT che ha già iniziato, come privato, il recapito postale, non è meglio: la documentazione bancaria , per lo meno a me, mi giunge con almeno due mesi di ritardo e mi risulta che spesso la consegna viene fatta a blocchi, cioè apri la buca e trovi molte lettere che sono indizzate ad altri, addirittura di zone distanti dalla tua residenza (a me non è mai successo, ma molti me ne hanno parlato); inoltre la stessa mia banca, mentre mi manda per i privati la notificazione delle pensione, non lo fa per altri documenti, utilizzando per questi ultimi le vecchie PT.
        Purtroppo, anche se sono al 100% dello Stato (non ricordo se del Tesoro o del Deposito Prestiti od altro ancora) le PT non sono più Ente ma SpA e come tale lavorano, bisogna fare utili e, come spesso Granocchiao hai evidenziato, ora entrare in un ufficio postale è come entrare in un ipermercato, trovi di tutto, meno il core business dell’azienda.
        Comunque consoliamoci, non è ancora finita, si parla già di un ulteriore riduzione delle zone di recapito per il prossimo anno, nell’ultimo mese sono state ridotte in provincia 21 zone, mentre altre erano state eliminate lo scorso anno( a Braccagni, come in tutto il Comune di Grosseto dove sono 5 le zone soppresse, le prime avvisaglie si vedranno dal prossimo lunedì 17)

        • Granocchiaio ha detto:

          Mi pare ovvio che mi riferissi a gestioni private che funzionano: le S.p.A. non sono la mano del diavolo, e se non funzionano prima o poi chiudano.
          Se non funzionano quelle pubbliche ce le ciucciamo noi tutti cittadini, paghiamo e zitti!

      • mezzolitro ha detto:

        Guarda che oramai è TUTTA POSTA PRIORITARIA.
        Per la mia questione, un uccellino mi ha svelato l’arcano, si è trattato di un disguido causato dalla mancanza di personale all’ufficio di Braccagni che è da tempo sotto organico e quando un portalettere si ammala o va in ferie non viene rimpiazzato! Semplicemente si aspetta che ritorni.

  10. Granocchiaio ha detto:

    Chi è che dice la Posta non serve più?
    Stamattina nella cassetta delle lettere ho trovato giornalini pubblicitari da:
    EMI Superstore
    PAM
    CONAD Superstore
    PUNTO SIMPLY MARKET

    Altra perla:

    avete un Libretto Postale? Dovete ricevere un bonifico bancario da una banca?
    La Posta non accetta bonifici dalle banche per i Libretti Postali.
    E se la banca DEVE effettuare il pagamento ESCLUSIVAMENTE per bonifico bancario? Come si fa?
    Si fa niente, perché la Posta non accetta bonifici bancari sui Libretti.
    cioè la Posta si mette a far la banca, ma non può ricevere da questa bonifici, pur avendo il Libretto Postale un proprio IBAN!

    Alè

    Soluzione: il – a dir poco – malcapitato deve aprire un C/C alla Posta o presso una Banca. Cosa quest’ultima che io consiglio vivamente.

    • nello ha detto:

      solo per informazione: i vari opuscoli più o meno accattivanti sono quasi tutti a consegna a mano, cioè non passano per le Poste.
      Sul tutto il resto condivido, le Poste cercano solo di fare busines. Vogliono essere super market e non ne sono capaci (dopo tre mesi di un ordine ho saputo che non sarebbe arrivato solo perchè mi sono interessato io, meno male che non avevo dato anticipi), vogliono fare Banca peggio che andar di notte (tempo fa una società di pubblico servizio invitava i cittadini ad usufruire dei RID come pagamento, ma, non scosigliava ma imponeva, no Poste). In compenso stamane andando a fare il pieno mi sono sentito dire che se paghi con il Postamat hai uno sconto del 5%: vuoi vedere che vogliono fare anche i petrolieri?
      (per correttezza ho aderito….mi costa niente però ho scoperto che lo sconto non è alla cassa, ma sul conto corrente; visto la chiarezza vuoi vedere che mi prenderanno in giro?)

    • Ric ha detto:

      Che il Banco Poste sia una pentola che fa acqua da tutte le parti, è assodato. Anni fa acquistai una di quelle carte ricaribili PostePay che sono carte di debito (non di credito) e che una volta ricaricate funzionano come autentiche carte di credito che ti danno contante agli sportelli ATM (in Italia si chiamano bancomat) oppure sono utilizzabili per acquisti nei negozi fino al raggiungimento dell’importo pre-caricato in essa. Ebbene: vado all’estero ed utilizzo questa PostePay fino ad esaurimento della carica, poi quando torno in Italia mi arriva una raccomandata dalle Poste. Nella raccomandata mi veniva comunicato che… la PostePay mi aveva dato più del denaro caricato in essa, qualcosa come 170 euro in più e che mi intimavano di rifondere Banco Poste per questo anticipo non dovuto. Ora io mi domando: ma possibile che se tutte le carte ricaricabili del mondo funzionano perfettamente, proprio questa di Banco Poste mi dà soldi in più rispetto al denaro caricato in essa? Ma come funziona questo Banco Poste? Possibile che non ci sia un loro prodotto che funzioni correttamente?

      • Granocchiaio ha detto:

        Se ci mettiamo tutti a raccontare sulle Poste penso ne venga fuori un quadro esilarante. Per la serie ridiamoci per non piangere.
        Tempo addietro la solita fila s’ingrossava già al debutto perché i computer non partivano. Cosa che succeda talvolta anche in banca, ma non con la stessa frequenza e durata.

        C’è purtroppo ancora la vecchia e sbagliata idea che la Posta sia più “facile e affidabile” della Banca. Forse perché queste non godono a loro volta di buona fama, e spesso a ragione. Il fatto è che privilegi e regole assurdi continuano a vessare clienti oramai talmente abituati che nemmeno ci fanno più caso. Come per esempio l’accredito e/o la riscossione della pensione.

        Ovvio che l’inghippo è nell’organizzazione, cioè dell’istituzione Poste, e non tanto dei dipendenti.

        Anche se talvolta anche loro si danno da fare mettendoci del proprio. Poco tempo fa mi arriva una cartolina di giacenza per un raccomandata. Dopo un paio di giorni mi ricordo della faccenda quando sono oramai fuori casa e decido di passare a ritirarla. Faccio la mia sacrosanta fila e quando è il mio turno dico all’impiegato che dovrei avere una raccomandata in giacenza, dico il mio nome e l’impiegato si alza per andare a cercarla. Torna quasi subito e mi chiede se ho l’avviso che mi avevano mandato. Rispondo che no ed il signorino con nonchalance se ne esce con un “perché gli pesava portarla?”.
        Io che cerco di essere un tipo educato e, su consiglio dei medici, di non incazzarmi troppo, gli rispondo che quella battuta se la poteva anche risparmiare. Per legge mi poteva consegnare la raccomandata anche senza il loro avviso o no? Se non era permesso non me l’avrebbe dovuta dare, altrimenti si doveva astenere da uscite di quel genere. Ammutolito farfugliò qualcosa, mi chiese un documento e poi mi consegnò la raccomandata tenendo lo sguardo rivolto verso il basso…….

        Tutto a volume sufficiente perché il siparietto fosse a beneficio di tutti i presenti.

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