Guardo con piacere certe oscenità, ma non lo sapevo

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Guardo con piacere certe oscenità, ma non lo sapevo.

    Stamattina sul Tirreno grande polemica per lo spettacolo di Mario Perrotta “I cavalieri. Aristofane cabaret” andato in scena martedì e mercoledì scorsi al Teatro degli Industri.
    Francesca Ferri, autrice dell’articolo, così riferisce:
    “Si apre il sipario e gli attori mettono in scena quello che Perrotta stesso definisce “un Aristofane rovistato e scorretto, una fotografia dell’Italia scattata a sorpresa, senza preavviso, il più possibile urticante, uno spaccato a sorpresa di un Paese complice del potere”
    E così interviene l’onorevole Monica Faenzi al quale lo spettacolo proprio non è piaciuto.
    “Una rivisitazione di Aristofane, per quanto inopportuna, sarebbe potuta essere anche accettabile – scrive la deputata – ma lo spettacolo a cui hanno dovuto assistere i ragazzi, tra i quali i miei figli, non è stato Aristofane, neppure una rivisitazione, una rilettura e neanche satira politica, ma solamente un volgare e scurrile rifacimento di opere che nulla hanno a che vedere con il commediografo greco……….”
    Anche il gruppo Fare Grosseto – prosegue l’articolo – grida indignazione sull’onda delle lamentele “da molti genitori e insegnanti lamentele per la volgarità gratuita e per approccio diseducativo e anarchico nei confronti degli adolescenti che frequentano le scuole cittadine” e nel periodo dell’Avvento.
    L’assessore alla cultura del Comune di Grosseto, Giovanna Stellini difende a spada tratta il lavoro: “Se devo dirlo, sono felice di questa reazione perché questo è lo scopo del teatro: far riflettere. Il teatro deve far pensare, non sempre si deve essere d’accordo, bisogna parlarne, chiedersi perché i ragazzi si sono interrogati.

    “L’oscenità? E’ il sedere delle veline”
    E fino a qui un dibattito come un altro, che leggo, mi fa riflettere e li finisce.
    Ma più avanti Mario Perrotta difendendo il suo spettacolo invita a scagliarsi contro altre oscenità. Le oscenità contro le quali Perrotta invita a scagliarsi sono altre.
    A me ha colpito in particolare un passaggio dove dice “…..Quanto ai ragazzi, sono abituati a vedere una tv oscena a tutte le ore, a partire dai culi delle veline alle 8 di sera………..”

    E qui ho scoperto di essere un tifoso di certe oscenità. Non mi nascondo dietro un dito e confesso che a me le veline piacciono e se posso le guardo tutte le sere. Culo o non culo. Ma a me riesce di vedere anche qualcos’altro oltre il culo. Ma non avevo mai azzardato a pensare che stessi guardando delle scene oscene.

    E qui lo cose sono due: o Mario Perrotta si limita a guardare solo le veline, magari tutte le sere come me, e gli guarda solo il culo, e ne è rimasto ossessionato, ma non guarda altra tv ne legge giornali e riviste colorate e patinate, oppure io amo veramente le oscenità e non me ne ero mai accorto!

    S’impara anche dai ciuchi diceva sempre la mi nonna.

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