Memorie e schegge di storia; il passaggio del fronte a nord-ovest di Grosseto, giugno 1944

 

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    Lettera spedita dal Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro”
    alla Regione Toscana Settore Cultura
    alla Provincia di Grosseto Settore Cultura
    al Comune di Grosseto Settore Cultura

    Oggetto: richiesta collaborazione e patrocinio per organizzazione mostra:
    “ Memorie e schegge di storia; il passaggio del fronte a nord-ovest di
    Grosseto, giugno 1944”

    Il “ Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro”, nel riprendere una sua consolidata esperienza nel campo della ricerca storica e delle tradizioni del territorio, già da tempo aveva in animo di affrontare un periodo che, non troppo lontano nel tempo, con le sue storie e le sue tragedie, ha lasciato un segno indelebile nella vita e nelle memorie di coloro che l’hanno vissuto: la Seconda Guerra Mondiale ed in particolare gli avvenimenti succedutesi dopo la resa del Regio Esercito dell’ 8 settembre del 1943.
    A seguito dell’avanzata degli alleati, anche il nostro territorio, a nord di Grosseto, fu interessato da scontri, mitragliamenti e storie che videro, suo malgrado, coinvolta la popolazione civile anche nelle persone di nonni e genitori di nostri paesani.
    Da tempo stavamo raccogliendo testimonianze orali dei nostri “anziani”, sulle loro esperienze di vita e le loro memorie che immancabilmente cadevano sul periodo della guerra con ricordi di privazioni, paure, speranze.
    In particolare il ricordo più vivo era quello della ritirata dei tedeschi incalzati dalle truppe alleate che, sbarcate nel sud Italia, risalivano lo “stivale”.
    L’incontro con l’amico Franz Pozzi, ricercatore e studioso della tematica, con ricca esperienza di ritrovamenti, studi e mostre allestite ( nel suo caso particolare sulla Prima Guerra Mondiale, combattuta nelle trincee del nord est dell’Italia), ci ha spronato a prendere l’iniziativa con la consapevolezza di avere il necessario per organizzare una mostra a tema con testimonianze orali, foto, filmati(il tutto suffragato da una notevole quantità di reperti bellici ritrovati e contestualizzati); una appassionante e puntigliosa ricerca che ci ha riservato molte ed interessanti sorprese.
    Ad oggi veniamo ad allestire una “ mostra” che, in un articolato percorso espositivo, riteniamo sia in grado di esplicare gli eventi succedutesi nella nostra zona in quel periodo.
    Per questa iniziativa, abbiamo scelto un titolo che riteniamo ben rappresenti i fatti ed il contesto:
    “Memorie e schegge di storia”; il passaggio del fronte a Nord Ovest di Grosseto, giugno 1944.
    Abbiamo concordato di sviluppare la mostra da Mercoledì 25 Gennaio a Domenica 5 Febbraio 2012, periodo nel quale ricade la data del 27 Gennaio ( istituito come “ giorno della memoria”), così da rendere omaggio al ricordo di tutti coloro che, travolti dai tragici avvenimenti di quella che è stata definita la più “ cruenta guerra di tutti i tempi”, non hanno potuto portarci le loro testimonianze.
    Nella considerazione che per rifuggire avvenimenti così odiosi come una guerra non si deve su questi far cadere l’oblio, ma vadano adeguatamente fatti conoscere e spiegati, è nostro intendimento, chiedendo, in modi, tempi e termini da concordare, la disponibilità per far visitare la
    “ Mostra” agli studenti di ogni ordine e grado, organizzando delle visite guidate ; a tal fine ci attiveremo per sensibilizzare la varie direzioni didattiche ed interessare le istituzioni preposte.
    Nostro intendimento, chiedendo la disponibilità delle istituzioni, inaugurare la mostra il giorno 25 gennaio e programmare per il giorno 27 gennaio ( giornata della memoria) un convegno con l’intervento di autorità e personalità legate alla tematica.
    Pertanto veniamo a richiedere la collaborazione ed il patrocinio all’iniziativa alla Istituzione in indirizzo, con preghiera di intervento di un rappresentante in veste di relatore.
    Farà seguito un calendario più dettagliato ed ulteriori notizie.

    Nell’organizzare questo evento ci siamo avvalsi dell’esperienza e della collaborazione dell’ISGREC e dell’ANPI sezione di Grosseto.
    Certi di un cortese accoglimento della presente, cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.
    Il presidente del GTPGS Braccagni

  2. Granocchiaio ha detto:

    per maggiore facilità di lettura pubblichiamo ancora il programma della manifestazione

    Memorie e Schegge di Storia;
    il passaggio del fronte a Nord di Grosseto, Giugno ‘44”

    Centro sociale “Gli Anta”
    Ex asilo, Via Garibaldini, Braccagni:
    da Mercoledì 25 gennaio a Domenica 5 febbraio

    25/01/2012 (mercoledì):ore 16.00
    Inaugurazione con autorità ed esperti : ISGREC, ANPI, GTPGS
    Ore 15,00 /20,00 : presente in Sala un Ufficio Postale distaccato per l’annullo
    filatelico richiesto per l’occasione da apporre su cartoline ricordo
    ( a cura del Circolo Filatelico Numismatico Maremmano)
    ore 19,00 aperitivo
    ore 21.00 proiezione docu-film della mostra

    26/01/2012 e 27/01/2012 Orario 9,30-12,30
    Visita guidata alunni scuola elementare di Braccagni

    27/01/2012 (venerdì): ore 16,00
    Convegno “Ricordi…nel giorno della memoria”
    Ivane Giannini, racconterà la sua incredibile storia:
    dalla Grecia alla Normandia all’ Inghilterra come prigioniero di guerra.
    – dibattito con intervento di altri testimoni.
    La D.ssa Cristiania Panseri conduce:
    riflessioni sulla questione ebraica e l’attualità del giorno della memoria.
    Ore 19,00 : aperitivo
    Ore 21,00 proiezioni filmati sulla 2^ Guerra Mondiale

    31/01/2012 (martedì) ore 11,00 :
    posa a dimora di n. 6 alberi in memoria delle vittime
    per i mitragliamenti della Stazione di Montepescali del 1944;
    a cura del Centro Sociale “ Gli Anta”.
    Seguirà visita guidata alla mostra

    Orari visita Mostra:
    Sabato/Domenica ore 10,00/12,30 e 15,30/19,30
    Giorni feriali ore 15,30-19,30

    ( da Lunedì 30 Gennaio a Venerdì 3 febbraio );
    9.30 – 12.30 su prenotazione per gruppi scolastici

    05/02/2012 (Domenica) : ore 19,00 chiusura Mostra

  3. mezzolitro ha detto:

    Mi piace molto questa iniziativa, in effetti il passaggio del fronte fu un evento epocale, nel senso che fino a pochi anni fa, i miei genitori e i loro coetanei usavano la frase “quando passò il fronte” per dare un punto di riferimento a fatti successi negli anni successivi.
    Quindi andrò senz’altro a vedere la mostra che mi dicono essere piena di sorprese.

  4. Granocchiaio ha detto:

    Anch’io come mezzolitro mi sento attratto da questa iniziativa. Io ci sono nato proprio durante il passaggio del fronte. I miei mi dicevano che al momento di mettermi il nome lo fecero in onore di un capitano americano di stanza/passaggio agli Acquisti. Il suo nome era Robert ma non ho mai saputo il suo cognome. Quando frequentavo la quinta elementare ci venne a trovare con tutta la sua famiglia, una macchinona mai vista a Braccagni, e volle vedermi: era venuto proprio per questo.
    Ma io spero, anche se con molti dubbi, che questa occasione sia quella buona per poter parlare di quel periodo con libertà e verità. Questa verità a 360° io non m’ho mai trovata nei libri di scuola e nemmeno sui giornali. E nemmeno nella televisione. Tutte le versioni sono di parte e leggono e raccontano solo un punto di vasta di una parte, cioè con partigianeria.
    Ricordo che il primo libro con grossi spiragli di obbiettività lo lessi scritto da un capo partigiano che parlò e raccontò dai diversi punti di vista. Essendo un capo partigiano – e di quelli tosti – la cosa faceva anche più effetto, ma soprattutto mi fece innamorare immediatamente di lui. Dopo seppi che in effetti aveva militato nelle due sponde e per questo riusciva a spigare le cose dai due punti di vista. Nella sua successiva carriera fu uno che prese posizioni piuttosto originali e spesso in controtendenza.
    Negli ultimi anni Bocca si è contrapposto ad alcuni tentativi di revisione critica della Resistenza, in particolare in polemica con Giampaolo Pansa.
    Giorgio Bocca molto amareggiato qualche anno fa, prima di morire dichiarava : «Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi, i tipi alla Briatore».
    Quanti Bocca vedete o udite voi in giro in questo inizio di secolo?

  5. Nello ha detto:

    Big Bruno, presidente del Centro di Promozione Sociale dove si svolge l’iniziativa, nel volantino di presentazione di una manifestazione collaterale dice (più o meno): “siamo tutti anziani ma solo pochi hanno vissuto veramente quei momenti”.
    Ecco partendo da queste righe penso che vada premiato lo sforzo degli amici del GTPGS per questa manifestazione. E’ giusto ricordare quei momenti, ma soprattutto è giusto che anche i giovanissimi ne vengano a conoscienza, perchè la guerra è una brutta cosa e non va sottovalutata come spesso accede. Pur non ammettendola nella Costituzione l’Italia purtroppo ha aperto alcuni fronti fuori dai nostri confini (oggi Afganistan, ieri Iran Kossovo Libano Somalia etc.) e purtroppo ancora, dopo che nei primi tempi dove si dava largo spazio anche solo per il ferimento di nostri giovani, oggi pare quasi tuttto dimenticato anche se ancora si muore. Questa mostra farà vedere quello che è avvenuto qui e molti avranno, se non vissuto, vivi i ricordi dei nonni e/o genitori che hanno vissuto quei momenti (ad esempio in me è rimasta impressa una buca di bomba che mi aveva indicato il mi babbo al campo della Fiera, dove s’era buttato durante un bombardamento, perchè gli avevano detto che dove era caduta una bomba era quasi impossibile ne cadesse un’altra..)
    Spero che anche le direzioni didattiche della zona, invitate, facciano partecipare i loro scolari e non diano un schiaffo, metaforicamente parlando, agli prganizzatori, come già avvenuto alla conferenza-mostra che gli stessi organizzarono sugli scavi di S. Martino al Piano.

  6. Nello ha detto:

    E’ stata aperta da poco la mostra.
    E’ veramente interessante, non solo per i cimeli riportati, anche per il lavoro di ricerca espletato con pannelli illustrativi, chiari e semplici.
    Gran lavoro effettuato dagli amici del GTPGS e da Franz (non so il cognome e me ne scuserà) spero che abbiano veramente un plauso e un successo di visitatori. Già oggi all’apertura ho visto molti volti sconosciuti, il che fa ben sperare.

  7. carusi orfeo ha detto:

    Sono felicissimo di aver letto sul giunco, il titolo “Braccagni info, il blog che diventa giornale”
    Mi sono subito precipitato a vedere, di cosa si trattava e, con grande contentezza, ho trovato
    un articolo, che mi ha subito preso “ suor Angela la suora con la pistola”
    Questo articolo di Roberto Spadi, mi ha riportato indietro nel tempo di 60 anni, rimuovendo tanti ricordi.
    Stamani sono andato a vedere, memorie e schegge, quella foto, con i bombardieri mi riporta alla mente e, mi fa rivedere il posto dove la mia mamma,diceva che ero nato, ( a destra dell’ultimo bombardiere) su ai monti dove avevamo gli orti (all’epoca avevo 4 mesi).
    Mi fa ricordare, quando da ragazzi andavamo alla macchia, e trovavamo tante bombe, custodie con dentro le canne di ricambio per le mitragliatrici, baionette, nastri di pallottole (che i ragazzi più grandi certe volte buttavano nel fuoco e, non era raro che qualcuno si facesse male) bossoli di ottone delle bombe nei quali le donne mettevano i fiori e, tanti altri reperti, oltre alle “appunto schegge” che raccoglievamo per venderle ai cenciaioli.
    Vedere la piana di Braccagni così spoglia senza case, sembrerà strano, mi provoca come un mulinello di ricordi, che non c’entrano nulla con la guerra, pure se era passata da poco.
    Ad esempio, a loro non interesserà nulla quanto sto per dirvi, ma lo faccio per farvi capire cosa a voluto dire per me rivedere quelle foto;
    Era il giorno della mia prima comunione, ci fu la cerimonia, andò tutto bene, il pomeriggio scesi da Montepescali, per venire a Braccagni a trovare i miei zii ( per vedere di rimediare qualche 10 lire) la mia zia Rina e il mio zio Guido Veltroni
    che abitavano a Sarrocchino, credo si chiamasse, una fattoria vicino a dove ora ci sono i magazzini Pino.
    Cominciavano a costruire le prime case vicino all’Aurelia, traversai la strada e, dopo pochi passi sprofondai, ero caduto nella buca dove a quei tempi mettevano a spegnere la calce per fare il grassello, fortuna che caddi in piedi, quello che accadde dopo non lo ricordo, se sono uscito da me, o mi anno soccorso non lo so, un brutto ricordo, che però fa parte della vita.
    Poi andai a stare al podere vicino al Madonnino, allora mi viene alla mente quando venivo al consorsio, da Mascherini, a fare la spesa alla cooperativa da Sollecito, o da Brencio, quando andavo al mulino dove lavorava Giuliano Boni che era il marito della mia cugina Maria.
    Ce ne sarebbero ancora, ma non voglio annoiarvi più.
    Vi ringrazio comunque, di aver riportato alla mia mente questi avvenimenti, anche se non tutti belli. Grazie di nuovo mi sento meglio.

    • Roberto Tonini ha detto:

      Ce ne fossero di gente come te “che rischia di annoiarci”!
      continua pure questa musica, perché per me, per esempio, è vera musica. A occhio e croce siamo d’età. Quando passò il fronte io avevo due mesi.
      Nella buca della calcina ci sono cascato anch’io. Era il cantiere dove ci tirò su casa Averoldi (Dringoli). Ero con il Camone (Oreste Nocciolini) proprio sul bordo della buca e si faceva a chi tirava i sassi più lontano. Siccome lui mi stava battendo feci un tiro con tutta la mia forza ed impeto. Tanto che cascai dentro la buca. Il problema fu che la calce ancora non era del tutto spenta e mi procurai delle tremende ustioni su tutto l’avambraccio destro. Il risvolto della medaglia fu che il dottor Nisi prescrisse acqua di mare per rimarginare il tessuto bruciato. Fu così che il mi babbo prese una casetta al mare, a Follonica, a Pratoranieri, proprio sulla spiaggia, casetta che ancora è là.

      Se non si chiama fortuna questa! Eravamo nel 1954 al mare ci s’andava la domenica, quando andava bene, se no il 15 d’agosto tutti a lavarsi al mare con il sapone a pezzi!

      Se hai foto dell’epoca faccele avere che le mettiamo sul blog.
      Ciao, a presto.

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