Lucio Dalla

 L’ultima luna

Lucio Dalla nel concerto in Piazza delle Catene a Grosseto

 



com’è profondo il mare

oggi Le rondini

a modo mio, avrei bisogno di carezze anch’io

 

com'è profondo il mare

 

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    I grandi cantautori sono per me quelli che ti regalano frasi da ripetere o canticchiare nelle più svariate occasioni, quasi a divenire un tormentone che ogni tanto ti ritorna in mente a causa di una situazione, di una parola, di un niente

    farà piacere un bel mazzo di rose
    e anche il rumore che fa il cellophane
    ma un birra fa gola di più
    in questo giorno appiccicoso di caucciù

    quel naso triste come una salita
    quegli occhi allegri da italiano in gita
    e i francesi ci rispettano
    che le balle ancora gli girano
    e tu mi fai – dobbiamo andare al cine – – e vai al cine, vacci tu.

    I sax spingevano a fondo come ciclisti gregari in fuga

    … come da una di quelle drogherie di una volta
    che tenevano la porta aperta davanti alla primavera

    Questa è una piccola serie solo riferendomi a Paolo Conte, forse il mio preferito

    Ma se dico:

    Com’è profondo il mare……….

    Ma come fanno i marinai…..

    Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’

    Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
    Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai
    e’ una catena ormai che scioglie il sangue dint’e vene sai

    certo che se poi queste parole escano dalla bocca di Luciano Pavarotti che canta duettando con Luicio……….
    Prima canta Lucio poi parte Luciano che ti strazia il cuore
    E li la cosa più bella è la faccia di Lucio che guarda Pavarotti cantare e resta come inebetito…….

    Quelle che mi vengono più spesso in mente e magari le recito o le canticchio sono però queste:

    Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è
    sulle panchine in Piazza Grande,
    ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n’è

    A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io.
    A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io.

    Queste sono persone che fanno del bene a tutti noi
    E lui ha me ne ha fatto tantissimo

    • mezzolitro ha detto:

      E poi… all’eterno ci ho già pensato,
      è eterno anche un minuto,
      ogni bacio ricevuto,
      dalla gente che hai amato…
      Da “siamo dei” http://www.youtube.com/watch?v=giC2gZsOKQI

    • mezzolitro ha detto:

      Quando uscì “L’anno che verrà” già conoscevo Lucio Dalla, ma non mi aveva entusiasmato granchè tranne che per 4.3.1943 o Piazza Grande, però fui “costretto” a riconsiderarlo dall’insegnante di religione che una mattina, 1^ ora di un lunedì in quinta, noi si leggeva la gazzetta, come sempre, ma lui un pò sù di giri, piantò un pippone sulla canzone che noi s’era dapprima increduli che osasse disturbarci (non l’avevavmai fatto prima) poi incominciammo a seguirlo per vedere dove andava a parare e così sempre più aggressivo (gli era venuta anche quella bavetta all’angoli della bocca…) citando i versi della canzone ce l’aveva cò Lucio che metteva bocca sulla sessualità (ognuno farà l’amore come gli va…) e sulla religione (anche i preti potranno sposarsi…); la cosa che l’aveva fatto inferocire era stata la messa in onda la sera prima della canzone in tv, sul 1^ canale! Aveva visto e sentito il pubbico applaudire più forte proprio su quei passaggi! Mi toccò dirglie quattro, e tornammo a leggere la gazzetta.
      Però poi incominciai a seguire l’evolversi del successo dell’album “Lucio Dalla” sulle radio e da allora l’ho rivalutato e seguito con attenzione.

  2. Granocchiaio ha detto:

    Quella volta che me lo ritrovai faccia a faccia
    Non ho mai amato guidare l’auto tanto per guidare. Ma l’auto che ho avuto attorno al 1970 mi dava tanta soddisfazione. E pensare che me l’ero comprata a seguito di due incidenti. Il primo quando avevo una Mini e fui tamponato davanti al bar Tavarnesi. Brutta botta e soprattutto macchina che mi sconsigliarono tenere a causa di una brutta botta avuta nell’assale posteriore. Il secondo incidente fu alla Braima quando mi portai via una falange del l’indice sinistro per una mossa incauta che feci durante il collaudo di una coclea per calcestruzzo. E qui, oltre alla soddisfazione di essere stato uno dei primi cui è stato riattaccato uno spezzone di dito, ebbi una bella sommetta dall’assicurazione. Insomma mi comprai l’auto in quel momento era in (quasi) in cima ai miei desideri: la Fiat 124 sport coupé. Aveva una linea che ricordava tantissimo la Fiat Ferrari Dino, specie nella parte anteriore. Una macchina eccezionale per quei tempi e con la quale ho percorso qualcosa come 216.000 km. Che per un benzina, Fiat, degli anni 70, era un mezzo record. Beveva talmente che orami tutti la chiamavano “Giannino”. E non c’era bisogno di dire altro. Però quando andavi a giro tutti ti guardavano con invidia e te ci gongolavi con piacere.
    Poi succedeva una cosa strana. Non ce n’erano a iosa in giro, e quando ne incontravi un’altra spesso ci scambiavano un colpetto di abbaglianti o un colpo di clacson, tanto era questa amicizia virtuale.
    Fu così che quella volta che mi fermai a fare benzina al Cantagallo di Bologna vedendo li vicino una Fiat 124 sport come la mia che faceva come me rifornimento mi venne spontaneo avvicinarmi per vederla.
    Fu così che mi ritrovai faccia a faccia con Lucia Dalla che se ne stava tranquillo seduto di dietro leggendo un fumetto. Piccolo e pelato. Come quando vedi di persona un personaggio noto mi venne di pensare quanto dal vero le cose si amplificano. Era veramente piccolo, veramente tozzo, e veramente pelato.
    Lui non alzò gli occhi dal suo giornalino e io non lo scomodai per un autografo. Allora ero più timido di oggi.
    Fu così che ebbi un motivo in più per amarlo: avevamo la stessa auto!

    Io ho messo delle frasi prese qua e là dalle sue canzoni che mi ritornano in mente e ce ne sarebbero anche molte altre.

    Perché non provate anche voi a mettere le frasi che più vi ritornano in mente pensando a lui? Vediamo un po’ cosa ne viene fuori!

  3. Ric ha detto:

    Il mio ricordo di Lucio Dalla è indietro nel tempo quando lui venne alla Sala Eden a Grosseto per cantare un suo nuovo album. Erano gli anni ’70 ed era già abbastanza conosciuto; ricordo che si era messo a giocare al flipper e che passando distrattamente accanto a lui lo riconobbi immediatamente per la sua bassa statura e per la barba folta che contrastava con il suo cranio pelato. Dopo aver giocato al flipper lui salì sul palco e cantò l’album appena composto che, devo dire, non ebbe molto successo da parte del pubblico grossetano tanto che Dalla, osservando gli scarsi applausi, sbottò con un “vabbè” quasi stizzito. Solo con le canzoni Futura e Balla Balla Ballerino che facevano parte del suo album “Dalla” del 1980 ebbe un grande successo. Lui venne a Grosseto varie volte, ma il suo concerto più memorabile fu quello in piazza Dante a Grosseto quando riempì completamente la piazza di ragazzi (si parlava di oltre 10.000 persone stipate fino oltre il Duomo). Il palco era costruito nell’angolo destro di piazza Dante ed era uno dei più grandi e tecnologici palchi degli anni ’80 mai visti a Grosseto. Ad un certo punto, dato che i ragazzi davanti non volevano stare seduti e non facevano vedere a quelli dietro, iniziarono vivaci proteste che Dalla prese come rivolte verso di lui, così scappò letteralmente dal palco per rifugiarsi ad Alberese (se ricordo bene). Solo quando gli venne detto che le proteste non erano rivolte verso di lui, capì di avere fatto una gaffe ed aver lasciato oltre 10.000 persone a becco asciutto. Così dopo qualche tempo ritornò per un concerto “riparatore” con il quale diede il meglio di sè stesso. Dalla era dotato di una estensione vocale impressionante arrivando a gola piena su note da contralto. Era anche un grande esecutore e suonava il clarinetto magistralmente, ma lo ho sentito suonare il pianoforte e la chitarra con bravura. Inoltre aveva un carattere molto socievole: si fermava a parlare con tutti anche gli sconosciuti e partecipava ai poveri di Bologna attraverso una onlus. Davvero un grande uomo, una grande perdita per i giovani e per gli adulti. Purtroppo la morte non tiene conto nè della bravura nè della fama terrena, arriva all’improvviso per tutti noi, come dice San Matteo “Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est“. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’Uomo verrà. Grazie di cuore Lucio, sei stato veramente un grande della musica italiana.

  4. Granocchiaio ha detto:

    Di tutti i servizi visti e sentiti sui giornali e sulla televisione quello che mi ha più colpito non è stata tanto la partecipazione convinta di tutti gli intervistati, ma un aspetto che a me non era noto.
    Lucio Dalla era credente e si faceva i suoi bravi ritiri spirituali nella terra di Francesco. Non per moda, ma per sua esigenza personale.
    In occasione del concerto del settembre 1997 davanti a Giovanni Paolo II nell’ambito del Congresso eucaristico nazionale, presenti altri grandi artisti come Bob Dylan, ecco una sua dichiarazione al riguardo:
    ‘Sono credente – disse in quell’occasione Dalla a Mattei -. Credo in tutto ciò in cui si può credere, in Dio come nell’arte, nel mare, nella vita. Credo in Dio perché e’ il mio Dio. Lo riconosco negli uomini, nei poveri soprattutto, in tutti coloro che hanno bisogno di aiuto. Mi ha sempre colpito la decisione di Cristo di nascere povero. Lui, povero, e’ il futuro. La fede cristiana e’ il mio unico punto fermo, e’ l’unica certezza che ho”.

    Anche nel professare la sua fede lo fa da artista.

    • Ric ha detto:

      Appena dopo la sua morte è venuto fuori un aspetto molto importante di Dalla e cioè questa sua capacità di guardare la società di oggi e di descriverne i pregi ed i difetti. Obbiettivamente ben pochi artisti hanno saputo fare altrettanto con quel dono che aveva lui di trasformare in poesia un testo di canzone; molti cantautori cantavano la disperazione, la gioia, il rapporto con una donna mentre lui parlava della sua solitudine che poi non era sotto l’aspetto di rapporto con gli altri, ma di una solitudine interiore verso una società che tende più ad escludere che non ad accogliere.
      Per questo voglio mettere il testo di un ritornello della sua canzone “Che cosa resterà di me?”, un testo che proprio rende chiara la sua personalità e lo spessore del suo pensiero:

      Lo sai che più s’invecchia
      più affiorano ricordi lontanissimi
      come se fosse ieri
      mi vedo a volte in braccia a mio padre
      I pranzi le domeniche dai nonni
      Le voglie e le esplosioni irrazionali
      i primi passi, gioie e dispiaceri
      La prima goccia bianca che spavento
      e che piacere strano
      e un innamoramento senza senso
      per legge naturale a quell’età
      I primi accordi su di un organo da chiesa in sacrestia
      ed un dogmatico rispetto
      per le istituzioni

      Che cosa resterà di me
      del transito terrestre
      di tutte le impressioni
      che ho avuto in questa vita

      Parole meravigliose come splendida ma in modo pacato e quasi dimesso è stata la sua vita.

  5. Granocchiaio ha detto:

    come si può dimenticare una canzone come questa?
    finchè non verrà a noia a qualcuno cercherò di mettere tutti i giorni una sua canzone

  6. Granocchiaio ha detto:

    oggi:
    Le rondini

  7. Granocchiaio ha detto:

    La casa in riva al mare

  8. Granocchiaio ha detto:

    Com’è profondo il mare

  9. Granocchiaio ha detto:

    balla balla ballerino

  10. Granocchiaio ha detto:

    Canzone

  11. Granocchiaio ha detto:

    Caro amico ti scrivo

  12. Granocchiaio ha detto:

    a grande richiesta dai veri amanti di Lucio
    per Vinicio che ci ha mandato la foto del concerto a Grosseto
    ma anche per Paola che si chiedeva come mai non mettevo più niente: perchè nessuno me lo aveva richiesto
    questo che metto ora è una cosa vermante speciale, un Medley del 1978: fantastico

  13. Granocchiaio ha detto:

    L’ultima luna
    aspettate un po’ quando cliccate, che poi parte………………

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