20° anniversario della scomparsa di Guerrino

 

 

 

Archiviato in: I RICORDI E I PERSONAGGI

RSSNumero commenti (5)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. Granocchiaio ha detto:

    http://sentinelladelbraccagni.wordpress.com/2008/07/02/i-monumenti-del-mazzo/

    articolo pubblicato il 2 luglio 2008

    Un enorme simbolo fallico si staglia ormai incombente, irriverente e impudente sulla (pubblica) via per la stazione a enorme et imminente periglio a occhi per le giovini menti e creature

    vorrei in questo momento ave’ lo dono dalla sacra musa pe dare forza e garbo a li pensieri mii con giusta cura
    la dove figaro nostrano attese invano
    acchè lo monumento a lo caduto fosse data mano
    giace ‘na cosa strana da la capoccia tonda
    sacrario pe’ lo piscio umano pare acconcia
    invece che alla memoria si corpo conta
    così che gente gode come tonta

    testa di minchia l’appellai di schianto
    mi misi a ride pe’ no scoppiare in pianto
    tutta rotonda avea la cappella
    e d’essa si facea mostrare così bella
    e ora forse pe’ la legge a contrappasso
    ti spunta testa quadra quasi a….Mazzo
    a metà circa della via pe la stazione
    ti spunta questo coso come no testone
    dalle sembianze e lo progetto strano
    un si capisce se ci’ha ‘il capo e n’dove è l’ano
    amorfo coso indefinito e senza muso
    gli manca di sicuro gli occhi e pure il culo
    pe questo mi sovviene la multipla seicento
    che avea però le curve e un certo movimento
    da uno confuso citto con il LEGO sembra sia fatta
    c’è già qualcuno che l’ha chiamata CASAMATTA
    ogni mattina vedo tristo novo cambiamento
    l’ultima volta son spuntate le palpebre sul tetto
    mi sembra di ave letto che è una casa eco
    io mi domando chi ha mai fatto questo coso così bieco
    pe’ ‘na supposta storia d’orrendo impatto ambientale
    noi semo stati boni a un fa fa lo soprapasso si letale
    e poi ci becchiamo zitti zitti questi cosi così orrendi
    chiudendo gli occhi e digrignando in bocca i nostri denti
    ammazza quante incazzature sempre mi piglio
    eppure c’è gente che sta bona e un batte ciglio
    anzi dirò che pure queste quattro righe
    po darsi che un siano rose e manco spighe
    alla dimanda d’ospitalità richiesta
    di esse messe in pubblica finestra
    mi fan notare che lo coso immondo
    proviene da si banca di maremma il mondo
    notoriamente generosa e sempre assai disposta
    pronta sponsorizzatrice locale cosa proposta
    capisco che allo slogan diversa si vole presentare
    ma così come ‘un è possibile un’alba da comprare
    cert’altre cose è invece azzardo l’acquisire
    la parola tua di dire o non far dire
    segno di spirito è l’altrui critica accettare
    o almeno un po’ soffrire e sopportare
    lo spirito e il pensare non lo ferma niente
    io provo a di’ quello che penso alla mi gente

  2. Granocchiaio ha detto:

    http://sentinelladelbraccagni.wordpress.com/2008/06/11/guerrino/

    articolo pubblicato l’11 giugno 2008

    Il carissimo e certamente non dimenticato Guerrino, nome di battaglia del barbiere Terzo Aristide, babbo del cotanto Popi, dai più conosciuto come Bruno, l’animatore del circolo degli anziani, non era famoso solo come barbiere e quindi come titolare di apprezzato luogo di lettura delle riviste sportive e non

    nei rari momenti in cui lo si vedeva fuori del suo salone, svestito del suo lungo camice bianco, tanto da sembrare un uccello senza penne, o un prete senza tonaca, girava con un prezioso foglio tutto ripiegato in tasca che via via tirava fuori per raccontare le ultime sul suo peregrinare lungo e penoso

    nel foglio c’era lo schizzo di un monumento, probabilmente buttato giù da lui artista tuttofare come erano tutti i barbieri dell’epoca, un monumento da erigere a Braccagni in ricordo e alla memoria dei caduti della Grande Guerra, cioè quella del 15 – 18

    raccontava delle promesse fatte dall’ultimo assessore con cui aveva parlato, o con l’ingegnere che gli spiegava che bisognava prevedere uno spazio nel nuovo piano regolatore, sennò un si poteva fa niente, delle promesse del sindaco, delle speranze che lui diceva sempre di avere, ma che i suoi occhietti buoni e un pò tristi sembravano invece mettere in forte dubbio

    io non so se il vecchio “Guerra” veniva scambiato per l’ultimo guerrafondaio della maremma, magari a causa del suo soprannome che poteva far pensare proprio ad essa, o se ancora non gli avevano magari detto anche a lui che, come le piazze, i monumenti ai caduti per la patria, gli architetti dei paesi non li consigliano più, cioè, non vanno più di moda

    Guerrino, immagino anche a nome e per conto di tutti i suoi commilitoni, ha trovato poi la generosa e compassionevole ospitalità a Montepescali, che forse si prestava di più dal punto di vista architettonico, e proprio all’entrata del paese fa mostra di se un piccolo ma evidente monumento ai caduti della prima grande guerra

    forse sempre per (me) imprescrutabili tragitti architettonici a Braccagni è stato poi posto nel “parchino” nel luogo dove si sarebbe potuto ben ospitare il monumento desiderato e guadagnato a caro prezzo dai nostri nonni, un altro monumento che se non ricordava gesta eroiche per la patria, certamente alzava di diversi metri in alto la bandiera della civiltà sociale della popolazione, con un mausoleo intitolato e finalizzato ai corporali bisogni umani, dall’inconfondibile stile orientaleggiante, forse in lungimirante previsione di esodi e immigrazioni

    vuoi per la più che evocante forma tondeggiante della cappella, vuoi per l’uso univoco pensato, al granocchiaio venne subito da battezza’ il monumento: “a testa di minchia”

    per motivi che qui non è il caso di analizzare, quelle poche nuove abitazioni che si sono avute negli ultimi decenni in paese, non si sono discostate stilisticamente di molto dalle altre insulse edificate nel centro e in periferia degli altri paesi dormitorio della nostra provincia

    sennonché ultimamente, sulla scia di un segnale di chiaro progresso economico del nostro centro (?) si vede spuntare e crescere, tra le impalcature che ormai non riescano più a nascondere le conturbanti linee della nuova costruzione finanziaria, un edificio dalle forme uniche precise e certe, uno stile che non mi ci è voluto poi tanto tempo a battezzare: dopo il monumento a ”testa di minchia” avremo anche una banca “testa quadra”

    gragragra

  3. Granocchiaio ha detto:

    Il 1° giugno 2012 ricorre il 20° anniversario della scomparsa di Guerrino, barbiere storico di Braccagni nella seconda metà del secolo scorso. Per chi non l’avesse conosciuto Guerrino all’anagrafe risultava chiamarsi Terzo Aristide. Terzo è il cognome. Facile dedurre che Guerrino era il babbo del nostro Presidentissimo del Centro di Promozione Sociale “Gli Anta”, e cioè Bruno, detto anche “il Popi”.
    Guerrino era un personaggio a tutto tondo, di quelli che si può giustamente dire “se non ci fosse stato sarebbe stato un problema inventarlo”.
    E non solo per la sua bottega che è stata per i primi anni della mia infanzia e dell’adolescenza un luogo tutto speciale. Speciale perché farsi i capelli per me è sempre stato un piacere. Intendo un piacere fisico. Tutti quei maneggiamenti della testa, il rumore ritmico delle forbici che battevano anche a vuoto tra un taglio e l’altro, le macchinette, il rasoio, ma soprattutto le mani che ti muovevano la testa nelle varie inclinazioni necessarie e fare bene il servizio.
    Poi c’era la faccenda dei profumi, specie del dopo barba o anche la brillantina che allora era di moda.
    Poi c’era una funzione speciale nel suo negozio: la lettura dei giornali di sport illustrati. La Domenica del Corriere era come dare finalmente un volto ai corridori o ai calciatori che si sentivano alla radio da Martellini o da Niccolò Carosio.
    E poi, infine, ma non per ultimo veniva lui, Guerrino. Il suo accento da veneto piegato solo nelle espressioni al nostro dialetto maremmano era qualcosa di unico. Il gusto per la battuta non so se ce l’hanno anche nelle sue terre di origine, certo sa tanto di spirito toscanaccio.
    Ma era anche molto estroverso Guerrino, e se passava qualcuno davanti al suo negozio e gli lanciava una battuta, era capace di smettere di farti i capelli per affacciarsi fuori e rispondere per le rime.
    Era uno che partecipava alla vita sociale e sportiva del paese.
    Sempre gentile con tutti.
    Il lato “serioso” veniva fuori quando tirava fuori il suo progetto per il monumento ai caduti che avrebbe voluto erigere nella piazza di Braccagni. Visti gli andazzi urbanistici dei nostri amministratori, che hanno privato lui e tutti noi di una piazza, si sarebbe accontentato anche di un angolo basta sia. L’angolo lo trovò solo in Montepescali e certo Braccagni tutta non ci fece una gran figura.
    Ricordo con quanta pena e passione passasse da un paesano all’altro per raccontare del suo progetto e della sua preghiera affinché si trovasse la soluzione per fare questo piccolo ma significativo ricordo per i nostri soldati reduci delle patrie guerre.

    Mi è sempre rimasta dentro questa sua pena e questo suo doloroso calvario senza esito positivo.

    Fu soprattutto per questi sentimenti che quando nel paese attuale, in quello che viene chiamato “parchino”, ma che con un briciolo di buon senso avrebbe potuto essere la piazza del paese, fu eretto un vespasiano dalla forma architettonica assai strana, quasi di stile arabo, mi presa una rabbia allo stomaco. E mi venne la voglia di scrivere qualcosa. Poi venne quell’altro esempio di architettura “Maremma – 2000” sulla strada della stazione che, già in fase di costruzione, mi suscitò non poche perplessità e stupore.
    Fu questa l’occasione per scrivere un pezzo che partendo dal desiderio di Guerrino per un monumento ai caduti mi venne l’occasione di scrivere un pezzo che poi intitolai “i Monumenti del…Mazzo”
    Ma questa fu anche l’occasione in cui decollò il blog che stava abbozzando Roberto Fidanzi. All’epoca il blog si chiamava ancora “La Sentinella del Braccagni” e poi quando questa fu lasciata al G.T.P.G.S. il blog prese nome e logo attuali come braccagni.info.
    Ecco perché questo anniversario mi tocca particolarmente: combina il vivo e affettuoso ricordo di Guerrino, con il suo desiderio di avere un monumento, e la realizzazione poi dei “Monumenti del Mazzo”.
    Grazie grande Guerra!

  4. bruno terzo ha detto:

    L’altro giorno cercando tra vecchi documenti mi è venuto alle mani l’appunto scritto da Don Luigi per l’omelia del funerale di mio babbo, una fotocopia divenuta quasi illeggibile per il tempo trascorso; mi sono fatto aiutare a decifrarlo in quanto avevo piacere di conservarlo tra le cose più care; rileggendolo ho pensato che quanto all’epoca detto poteva essere un ricordo quanto meno particolare, per cui in occasione del ventesimo anniversario delle sua morte voglio riproporre quella commemorazione nel blog perché fin dalle origini il mio babbo era stato considerato come padre del blog medesimo per quella sua volontà di fare a Braccagni, in una piazza che non c’era, un monumento per i caduti di tutte le guerre, essendo lui presidente dell’Associazione Combatterti e reduci.

    Ecco il testo integrale:
    “Onoriamo il nostro caro fratello Guerrino che ha voluto lasciarci in una maniera così improvvisa da non rendercene ancora conto. La comunità di Braccagni che rende omaggio ” all’uomo di tutti” perché tutti amava, vuole esternare la sua affettuosa e fraterna solidarietà al carissimo Bruno, figlio del defunto, alla sua famiglia e alla cara Angiolina, che non può essere qui con noi, in quanto molto malata. Accomunare i sentimenti di ciascuno, in questo momento, è il modo più incisivo per esprimere incoraggiamento e conforto a coloro che ora ne sentono di più la necessità. Ma ricordiamo i tratti salienti di Guerrino che nella borgata ha caratterizzato una parte della sua storia, uomo che, fino a ieri, ha dato a tutti il suo buonumore: ilare, faceto, gioioso, entusiasta; quelle mani alzate sul motorino che volevano abbracciare tutti, presenti e assenti; servitore umile della comunità dove, insieme alla capacità, dava a tutti la carica opportuna per vivere la giornata. Era un personaggio di cui Braccagni sentirà sicuramente la mancanza. Ma pensiamo forse che tutto quello che formava il suo animo sia finito? Tutt’altro! Secondo il messaggio di Gesù, Dio vuole un regno di amore non formato da esseri spersonalizzati, distrutti, sprofondati nel nulla, ma da esseri liberi che vivono oltre il tempo, per sempre, nell’eternità. Il suo messaggio è la vita, il suo risorgere significa che tutto ciò che è incominciato sulla terra- quindi anche la vita- nonostante lo sfasciamento della morte: sarà assunto nella Gloria e nella Vita piena.
    ” Oggi stesso sarai con me in Paradiso” disse Gesù sulla croce a colui che chiedeva perdono delle colpe commesse..
    Don Luigi Corsi – Parroco”

    Mi sembra ieri invece sono passati 20 anni , ma leggere quanto sopra mi ha fatto rivivere quei tempi, il modo di gesticolare di mio babbo , la sua allegria, le sue barzellette, il suo chiamare tutti quelli che passavano per soprannome, lo ricordo quando sebbene avesse qualche cliente sul seggiolone di barbiere, andava di corsa sulla porta per vedere chi era transitato per la strada e lui non lo aveva riconosciuto riflesso sullo specchio, la sua parlata veneta che non aveva perso sebbene arrivato a Braccagni durante la seconda guerra mondiale , quando reduce dalla Russia fu assegnato alla Reparto Sussistenza di stanza a Pienza e da lì successivamente distaccato al magazzino che era ubicato presso la casa Iacopini.
    Proverbiale era la sua bella calligrafia, pur avendo fatto solo la quarta elementare e spesso mi domando quanti manifesti avrà fatto per le partite di calcio e per tutte le altre manifestazioni che si svolgevano a Braccagni, sono convinto che qualche negozio storico del nostro paese ha ancora qualche cartellino recante il prezzo scritto da lui.

    Nonostante il tempo trascorso, sento ancora tanto la sua mancanza
    Bruno

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.