Leggere le etichette

 

 

 

Archiviato in: IL MANGIARE ED IL BERELA CULTURA

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  1. braccagni.info ha detto:

    Leggete le etichette, per essere consapevoli di cosa stiamo comprando, per verificare provenienza, qualità, contenuti e caratteristiche.
    È una raccomandazione che non dovremmo mai scordare.
    Ma questo presuppone anche avere una certa dose di preparazione, di conoscenze, altrimenti leggiamo e non ci rendiamo conto se la nostra scelta è giusta o meno.
    Caso assai più difficile quando le etichette per la loro forma, colore e dizioni, specie se ci limitiamo ad una occhiata veloce, paiono dirci qualcosa di familiare e poi quando le andiamo a leggere attentamente ci ritroviamo davanti a situazioni, diciamo così, bizzarre e non previste.

    A me è capitato di recente con una bustina monodose di formaggio da mettere su di un bel piatto di tortelli.
    Li per lì ho pensato: guarda che bravi, anziché portare quelle formaggiere, magari aperte, con un formaggio esposto all’aria e a quanti prima di te c’hanno inzuppato, questi dando una monodose garantiscono quantomeno l’igienicità del prodotto.
    Poi siccome il primo tardava ad arrivare, ho preso in mano la bustina e mi sono messo a guardare e a leggere. Davanti uno stemma abbastanza familiare, rassicurante e poi sotto una dizione “Filiera ecosostenibile” che mi è parsa un momentino pretenziosa e poco usuale. Allora ho riguardato lo stemma e leggo “Gran Moravia” che mi dice niente, o comincia a dirmi qualcosa. In uno stemma che ricorda qualcosa a garantire leggo: “TRACEABILIY SYSTEM CERTIFIED”, e poi piccolissimo ISO 22006.
    Sul retro vedo la ripetizione di questo marchio dove si aggiunge nello stesso riquadro la dizione “RINTRACCIABILITA’ DI FILIERA” . E poi tutta una serie di altre notizie ed avvertimenti: confezione non vendibile singolarmente, data e lotto di scadenza, riquadro per il codice a barre (leggibile anche con telefonino), e poi dizione del prodotto: “Formaggio stagionato grattugiato fresco”.
    E poi leggi leggi arrivo a INDICAZIONE DI PROVENIENZA, e testualmente leggo: E’ un prodotto Brazzale realizzato nel proprio caseificio di Litovel (Repubblica Ceca) con latte munto esclusivamente nelle fattorie della filiera ecosostenibile Gran Moravia (In Moravia – Rep. Ceca). Stagionato e confezionato in Italia.

    Ora che ho letto tutto penso che probabilmente tutto quanto è scritto sia rispondente alle norme in materia. Tra l’altro sono anche abbastanza ottimista. Mi resta però il dubbio di quanti si siano resi conto che non stavano adoperando un qualsiasi Parmigiano, o Grana che si voglia.
    È vero che tutto alla fine è scritto, anche se con qualche dizione “sospettabile” circa la reale valenza giuridica, ma potrei anche essere ignorante in materia.
    Certo che se poi aggiungo anche il marchio così somigliante ed evocante…………….
    Basta leggere l’etichetta?
    Credo di no. Credo che le varie organizzazioni che si occupano di questa materia debbano sforzarsi di essere ancora più vicine ai consumatori. Ma anche i consumatori devo no mettersi in testa di essere preparati a questo. Senza un minimo di preparazione non c’è coscienza che tenga: mancano i riferimenti per poter comprendere e giudicare.

  2. Ric ha detto:

    Il Reg. Ce 178/2002 prescrive la rintracciabilità dei prodotti alimentari in tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione. Questa normativa dà inoltre prescrizione ai soggetti della filiera produttiva di dimostrare chi abbia fornito loro un mangime, un alimento, un animale destinato alla produzione alimentare attraverso sistemi o procedure che consentano alle autorità competenti che ne facciano richiesta, le informazioni al riguardo. In particolare il secondo comma prevede quello di essere in grado di individuare i propri fornitori di materie prime, quindi la richiesta è mirata al soggetto che gli ha fornito il prodotto alimentare e non di risalire all’origine della materia prima.
    Gli operatori generalmente applicano quanto prescritto dal d.lgs. 155/97 piani aziendali di autocontrollo igienico basato sull’analisi di piani critici di controllo (HACCP) che consentono la rintracciabilità dettagliata del prodotto mediante codici del lotto o del prodotto.
    Esaminando l’immagine della bustina si vede chiaramente una immagine che è molto somigliante a quella della denominazione d’origine controllata Parma e che quindi trae in inganno un consumatore non informato o distratto. Inoltre se il rivenditore (o ristoratore) su tua richiesta di parmigiano reggiano ti ha dato questa bustina ha commesso una truffa in quanto ti ha fornito un formaggio proveniente dalla Repubblica Ceca e grattugiato (ammettendo che sia possibile una rintracciabilità del latte attraverso il numero del lotto che effettivamente c’è) ; non mi stupirebbe se il latte fosse proveniente da altri paesi del mondo (Cina, ad esempio) in quanto l’etichetta dice “prodotto REALIZZATO nel proprio caseificio di…”.
    La bustina sembra regolare riguardo le diciture di rintracciabilità; l’unico modo è contestare al rivenditore (ristoratore, venditore al dettaglio) di aver fornito prodotto non rispondente alla richiesta di parmigiano reggiano, che è una truffa e che potrebbe far passare guai seri al dettagliante. Poi ci sarebbe da dire sulla etichetta che assomiglia a quella del Parma DOC… Insomma è possibile fare una giornalata e screditare chi ti ha fornito questo prodotto.

  3. braccagni.info ha detto:

    Quello che risulta chiaro è che l’immagine è assai somigliante alla DOC prosciutto di Parma, e che tutte le ridondanti dizioni sono di difficile verificabilità e forse valore. Inoltre la norma ISO 22006, dalle sommarie nostre ricerche, non pare esattamente riferibile al caso in questione.
    Anche andando al sito http://www.brazzale.com non ci pare si riesca ad avere chiare e definitive spiegazioni .
    Per quanto riguarda il gestore normalmente non si chiede mai: mi porta il parmigiano? Ma piuttosto più genericamente mi porta il formaggio? Per cui non gli si può imputare di aver portato una cosa diversa da quella richiesta.
    Non v’è infine l’indicazione del peso del prodotto, ma forse per questa confezione non ne è prevista l’indicazione.

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