Ma chi è questa Casta?

Ogni popolo ha il governo che si merita (Winston Churchill)

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Ogni popolo ha il governo che si merita.

    Vi pare una battuta o un’amara verità?
    Continuando a vedere e sentire di scandali sui nostri amministratori, politici a tutti i livelli, dai più alti ai più bassi, oramai rischiamo di non farci più nemmeno troppo caso per assuefazione. Poi ne sentiamo un’altra che ci pareva impossibile e allora ci scandalizziamo di nuovo.
    Oramai l’antipolitica è una malattia endemica per tutta gli italiani. Salvo “la casta” che continua a sguazzarci.
    Facile chiedersi come mai questo stato incredibile di cose, sotto gli occhi di tutti, oramai da anni, riesca a rimanere pressoché identico.

    Escludiamo “la casta” alla quale sarebbe da ingenui chiedergli di segare il ramo dove stanno ben appollaiati.
    Ma il resto? È vero che “la casta” è molto più ampia dei deputati, senatori, “grand commis”, boiardi pubblici e privati, e diversi altri, ma certamente rispetto all’intera popolazione è ovviamente una percentuale irrisoria.
    E allora come mai quando il popolo ha in mano lo strumento per cambiare le cose non riesce a cambiarle?
    Per farla semplice io vedo tre motivi.

    Per primo “la casta” ha molti difetti, ma certamente non è stupida: cerca d mantenere un sistema tale che non cambi niente, o che al massimo cambi tanto per restare sostanzialmente tutto come prima. Di Gattopardesca memoria.

    Secondo motivo lo vedo nel fatto che moltissimo elettori restano fedeli ad un partito o ad una idea come si rimane tifosi per una squadra di calcio: si nasce juventini e si muore juventini, si nasce milanisti e si muore milanisti. Per una squadra di calcio si parla di “fede calcistica”, applicata alla politica io la chiamerei “stupidità cronica”. E criminale.

    Terzo motivo. Ogni popolo ha il governo che si merita (Winston Churchill). E come si fa a capire che un popolo si merita proprio quel tipo di governo? Porto un esempio per tentare di indagare sui nostri meriti e virtù. Penso di non rivelare chissà quale segreto dicendo che quando si presenta l’occasione oramai non solo non si fa caso al fatto se ci fanno lo scontrino fiscale o no. Anzi! Se si vuol dimostrare di essere “veri amici”, “persone di mondo”, gente che sa come va e come dovrebbe andare il mondo non solo non si chiede più lo scontrino. Normalmente il cliente se ne esce con la frase: “guarda a me lo scontrino non serve, non stare a farlo”. Oppure se l’hai già fatto: “ma che l’hai fatto a fare?”

    Qual è il peggiore e più grave dei tre motivi? Io non ho dubbi: è il terzo. Se non siamo noi a voler stare nel giusto, per quale motivo dovrebbero starci gli altri allettati da potere e denaro? Ho fumato per una vita e provato mille volte a smettere, con mille sistemi diversi. Ho sempre fallito. Le cose sono cambiate quando “ho veramente desiderato” di smettere. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ce l’ho fatta.

    Noi, tutto sommato, diciamo di voler cambiare, ma in fondo “non lo desideriamo veramente”.

  2. fabrizio fabbrini ha detto:

    Purtroppo la casta resiste perchè troppi elettori, che potrebbero cambiare il mondo, hanno bisogno di lei(raccomandazioni, richiesta di favori anche quando spettano di diritto, sono sicuro che qualcuno non sarebbe capace di prendere nemmeno un caffè senza l’aiutino dell’amico politico, etc etc). Granocchiaio (che dopo molto tempo sono riuscito ad individuare come Roberto Tonini- a proposito complimenti per il libro che ho letto con vivo interesse) ci ha indicato la strada del cambiamento: la volontà, il forte desiderio di dire basta con questo modo di fare politica, di farla finita con questi politici incapaci e rapaci. La storia ci insegna che con la volontà del popolo si vincono le guerre anche quando il nemico appare insuperabile, imbattibile.

  3. Ric ha detto:

    Se per casta si intendono tutti quei personaggi che girano intorno la politica e che con la politica con la c maiuscola non hanno niente a che fare, direi che il fondo è stato raggiunto proprio con il malaffare del Consiglio della Regione Lazio sperando che – alla fine – non ci sia nient’altro di peggio da scoprire. La politica di questi ultimi anni gridata, fatta di offese pubbliche, di scandali volutamente esibiti, di malaffare e di totale indifferenza verso i cittadini che hanno votato i propri rappresentanti politici, ci fa vedere un totale scollamento tra potere politico e cittadinanza elettorale. Il malaffare fa parte di una generazione di pensiero nella quale l’impegno nella politica è stato mirato volutamente a trarre vantaggio da una posizione di potere e molto più – come nel caso del Consiglio della Regione Lazio – ad irridersi degli elettori che hanno creduto in questa generazione politica.
    A mio avviso deve terminare il più velocemente possibile la legislatura; noi elettori non abbiamo più fiducia verso coloro che sono stati mandati a rappresentarci e a governare.
    La nuova classe politica italiana dovrà, per prima cosa, essere formata da esperti di politica e non da personaggi deprecabili che nelle televisioni ostentano sicurezza sapendo che la pena che dovranno scontare per le loro malefatte è sempre inferiore al beneficio tratto nel distrarre fondi pubblici per fini personali e di incremento del proprio benessere. A noi italiani è mancata la politica, l’onestà del governare e la visione di statista di certi nostri uomini politici. E’ necessario, così come si sta facendo per risanare le finanze dell’Italia, che si compia un risanamento intellettuale e dei valori della nostra classe politica; non più personaggi prestati al mondo della politica che alla fine si impegnano solo per proprio tornaconto personale, ma autentici professionisti del pubblico governo che sappiano operare nell’amministrare la cosa pubblica, cosa che non è stata fatta in questi ultimi anni.

  4. Granocchiaio ha detto:

    I misfatti e le colpe della “Casta” (non quella della foto, per quanto mi risulta) sono talmente tanti, esosi, e impuniti che elencarli tutti è un’impresa. Solitamente – come ora – c’indigniamo per l’ultimo, che ora è nella giunta del Lazio, e ci si dimentica il penultimo, il terzultimo, e così via. Ovvio che non è l’ultimo bicchiere la causa della botte piena, è sua e quella dei precedenti millanta bicchieri.
    Nelle mie riflessioni volevo spostare l’attenzione su di un punto che non è molto popolare da trattare, e cioè il senso civico dei cittadini, di noi italiani. Che meriti speciali abbiamo per pretendere più pulizia e onesta? Quella che noi rubiamo meno di loro? Ma forse lo facciamo perché non ne abbiamo la posizione e l’opportunità. E perché allora si continua a pensare agli evasori come dei “ganzi” che hanno capito tutto della vita. O al massimo, dei poveretti che se non facessero tutto il nero che fanno non arriverebbero alla fine dell’anno. E non è una piaga che è esclusiva di qualcuno. Appena uno ne ha l’occasione normalmente approfitta e si accomoda. Non disegna. Anzi, come segno di educazione, di bon ton, appena gli capita l’occasione giusta addirittura incita all’evasione: “ma che me lo fai a fare lo scontrino? Tanto a me mica serve”.

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