Fracking

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RSSNumero commenti (12)

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  1. mezzolitro ha detto:

    Ieri sono andato alla riunione del movimento 5 stelle sul FRAKING in Maremma, tutto pieno, gente accalcata lungo i muri e persino seduta a terra, la relatrice è stata bravissima, tutto d’un fiato ci (mi) ha terrorizzato spiegandoci cosa è il fraking e in genere l’estrazione di fossili (solidi, liquidi e gassosi) dal sottosuolo, con annessi e connessi (inquinamento, pericoli assortiti, bugie, ecc); ho preso appunti e oggi ho rifatto i compiti, sfruculiando nel webbe per approfondire ciò che la ragazza ha, per ragioni di tempo, solo accennato. E’ stata una fatica perchè il traduttore rende la lettura dei documenti originali una fatica immane, però alla fine ho capito(?) che:
    1. Qualcuno ha fatto il furbo( e ti pareva), per sua stessa ammissione nel proprio sito ufficiale, la Indipendent Resource, società che ha fatto il pozzo all’Olmini (loro indicano Ribolla), hanno “pompato” in un test di tre settimane il gas con, secondo loro, ottimi risultati; ma non erano autorizzati solo sondaggi?;
    2. le cifre ‘un tornano (aritipareva), tutto ‘sto popò di can-can per arrivare, se tutto va bene, alla fine della coltivazione dei pozzi, ad estrarre appena il fabbisogno italiano di una settimana di gas. Eppure i dati li fornisce sempre il sito ufficiale della società committente. La domanda viene da sè, ci conviene avere l’altissima possibilità di inquinare la nostra terra, la nostra acqua e la nostra aria pè una sega?
    3. C’è in giro (nel webbe più che altro, i media se ne tengono alla larga) parecchio uso di “parrebbe” , “forse”, “si dice” perchè nessuno si sbilancia fino in fondo; visto che è una materia parecchio tecnica invece ci vorrebbe più precisione.
    Mi è piaciuto anche l’ing. Fiorentino d’Arco che ha cercato da subito di “sfrondare” da pipponi ambientalisti il suo discorso, bravo, vista la platea qualcuno si sarà risentito, peggio per lui. Non ho seguito, di proposito il dibattito, visti i soggetti. Mi dispiace pè non avè potuto seguì il discorso del Bargelli che ha parlato pè settimo, io ero già a tavola…
    Credo che dovremo organizzà un’evento (come si dice ora…) a Braccagni pè informà la popolazione, magari puntando con precisione solo sul FRAKING nella valle del Bruna.

    (articolo copiato dal post originale su Polo Logisitco Intermodale)

    • nello ha detto:

      Giusto Mezzolitro, facciamo un evento, come lo chiami tu, ma per favore non confondiamolo direttamente o indirettamente con la questione POLO, un post ad hoc sarebbe meglio.
      Il FRACKING è una tecnica estrattiva per noi nuova, ma è già da tempo usata in altri paesi e stranamente in più parti vietata. Dico stranamente perchè, come tu stesso fai notare, si va avanti in “forse” “parrebbe” etc. , senza una controprova che confermerebbe o meno la pericolosità del sistema. Il fatto stesso che da noi (dico in Maremma) il problema è uscito solo dietro i dubbi di alcuni che hanno associato l’estrazione con metodo fracking al terremoto dell’Emilia (dove da anni varie società, fra cui quella da te nominata, fanno sondaggi, ricerca e stoccaggio di gas)la dice lunga. Nessuno all’inizio ha parlato di cosa viene usato per frantumare la roccia, si parlava genericamente di un tipo di esplosivo composto da acqua e ceramica. Come dici approfondendo sul web (io non sono super esperto come te, mi accontento dell’italico verbo) e anche con l’aiuto di amici (il paesano da te citato) ho saputo altre cose, parte del composto idraulico esplosivo, composto che contiene sicuramente 89% di acqua, il 2% di elementi che direttamente o indirettamente nuociono alla salute e all’ambiente, non si sa bene cosa contenga però l’altro 9% (solo ceramica o derivati?); mi sembra di capire inoltre che sia da scartare la causa-effetto terremoti, almeno quelli catastrofici, mentre penso nella nostra zona agli sprofondamenti del terreno (si parla di milioni di tonnellate di acqua da recuperare per immetterla nei pozzi). Come si vede i problemi sono grossi, forse, dico forse,potrebbe non essere così devastante, ma purtroppo la bibliografia è scarsa e solo in un verso.
      “Pipponi ambientalisti”, cosa intendi? Io non mi sento un pippone, ma così per chiarire, sono uno che da quarantasette anni è iscritto ai primi clubs ambientalisti mondiali che io sappia, nel mio caso il Club Alpino Italiano, nato a seguito di altre associazioni simili (nel caso 1863), penso all’ambiente ma penso anche al progresso e faccio una valutazione, in quanto le due cose vanno difficilmente bene a braccetto. Scusami ma penso chi in questa fase chi si attiva contro il fracking lo fa solo per ambientalismo, se poi ci sono alcuni (quelli per intendersi, come dici, hanno storto la bocca) che lo usano solo ed esclusivamente per mettersi in mostra, beh questo è un altro discorso.
      Scarsità di gas: Siamo un paese dove le materie prime scarseggiano e se veramente nella concessione Ribolla-Braccagni (così non si fa confusione sulla localizzazione dei pozzi)si estrae gas per l’uso di una settimana sarebbe un successone, moltiplicalo per i pozzi in Italia di ricerca (mi riferisco alla pianura Padana, alla Basilicata, quelli che conosco) e vedresti che se ne riparlerebbe in termini entusiastici.
      Ultima cosa perchè purtroppo l’argomento è interessantema per dare anche poche notizie si scrive troppo: la concessione Casoni (richiesta dalla stessa società o sua affiliata) va da Pian del Bichi (o giù di lì) fino alle Marze, interessando Braccagni, lambendo Grosseto, ma soprattutto interessando la Diaccia Botrona. Visto che ce lo hai suggerito, avrai letto quello scritto dal Dott. Piombino (che qualcuno a tacciato, m’è sembrato di capire, di pippone), bene lui ha detto che gas è stato trovato a S.Vincenzo (di Livorno?) in superficie (chiaramente va intesa in termini geologici) ed in zona umida: pensa se così fosse quanto gas ci sarebbe nella torba sottostante la Diaccia (meno male che pare che Tei, assessore all’ambiente, sicuramente non un pippone come tu li chiami, abbia detto per ora no all’autorizzazione riservandosi ad approfondire).
      (articolo copiato dal post originale su Polo Logisitco Intermodale)

  2. Granocchiaio ha detto:

    Ho duplicato qui gli articoli di mezzolitro e di nello per avere un articolo separato da quello del Polo Logistico Intermodale e non fare un gran calderone confondendo due argomenti talmente importanti da meritarsi due diverse collocazioni

  3. Granocchiaio ha detto:

    Fracking e dintorni
    A scanso equivoci.
    Premetto che da quello che ho capito mi pare che questa via non porti dei vantaggi decisivi al problema energetico, mentre dubbi di ordine ecologico mi paiono più che giustificati. Per non parlare poi dei risvolti economici, al momento per me molto poco chiari.
    Ciononostante. Tuttavia……

    Per capirne qualcosa di più sono andato ad ascoltare la relazione fatta dalla dott.sa Maria Rita D’Orsogna tenutasi a Grosseto il 7 ottobre scorso e organizzata dal Movimento 5 stelle.
    Tutta una serie di dati e spiegazioni tecniche sono state illustrate in una lunghissima esposizione corredata da diapositive a completamento e ausilio. In effetti dopo la spiegazione dei significati dei vari termini inglesi sono stati messi in evidenza tutta una serie di effetti e valori circa il fenomeno in oggetto, ossia sulla ricerca e lo sfruttamento di questi gas Shale gas e Coal Bed Methane (gas/carbone Grisu), ma anche l’illustrazione dei vari metodi necessari nelle varie fasi dalla ricerca all’estrazione e così via.
    Siamo poi passati all’illustrazione di tutta una serie di dati e notizie riguardanti i limiti di questa tecnica, ma anche e soprattutto i pericoli derivanti dall’intera fase di ricerca e sfruttamento.
    Non sto a riportare l’enorme e interminabile serie di dati e pericoli indicati e relativi al mondo intero (esposizione fin troppo lunga), anche perché molti sono consultabili sul blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/2012/06/terremoti_e_fracking.html con un post della stessa autrice.
    Ma anche all’indirizzo: http://dorsogna.blogspot.it/2011/06/quelli-di-rivara-hanno-gia-fatto.html blog della stessa D’Orsogna.

    Dopo di lei ha parlato l’ingegnere Fiorentino D’arco che ha fornito dati molto più circostanziati relativi al territorio maremmano di nostro interesse fornendo anche l’indirizzo del sito dove trovare notizie al riguardo: http://www.maremmaefuturo.it, Maremma e futuro, per l’appunto.

    Certo la parte preponderante della conferenza è stata incentrata sull’illustrazione dei pericoli e dannosità di queste procedure, andando a sconfinare anche sull’estrazione degli idrocarburi in genere. Quindi una critica globale a questi nuovi metodi, ma anche a quelli classici. Per finire a criticare anche quelli che sono di tutt’altro genere come il solare e l’eolico che meglio sono ma raccolgono a loro volta una marea di critiche: suoli occupati, impatti visivo, e quant’altro. Insomma sono proprio brutti. Fino al punto di chiedersi allora: ma se non esiste nessuna fonte energetica “senza colpe” cosa dobbiamo fare? Rinunciare a tutto? È tecnicamente possibile? È verosimile pensarci seriamente? Siamo pronti a ritornare a tutti a piedi e senza energia per l’intera umanità?
    I dati che mi sono parsi particolarmente significativi – tra le centinaia esposti – sono quelli che indicano in 1.542 i pozzi attivi in Italia e 342 quelli di stoccaggio contro i 40.000 pozzi attivi negli U.S.A. dove questa tecnica è in uso da più di 40 anni.
    Quindi da noi siamo appena agli albori, ma in America la cosa è già operante da decenni.
    Ci si dovesse fermare a questo non secondario aspetto – 40.000 pozzi attivi negli U.S.A. da più di 40 anni – ci sarebbe da chiedersi se l’America si è bevuta il cervello e noi, come al solito, cerchiamo di essere i più ganzi del mondo.

    Non ce l’ho fatta a restare fino alla fase delle domande quindi è rimasta senza risposta un altro mio grosso dubbio.
    È stato detto dalla relatrice che lo sfruttamento totale (e non ripetibile) di queste risorse fornirebbero energia pari al consumo italiano di una settimana! Ma se è una quantità risibile perché quelle “ingorde” compagnie cercano con tanta passione di metterci le mani sopra? C’è qualcosa che non ho capito? Che cosa mi sfugge?

    In estrema sintesi ho avuto l’impressione che anche questa conferenza sia stata interessante sotto diversi punti di vista, ma pecchi, come spesso accade, di essere settaria fin dall’inizio per occuparsi alla fine solo delle cose che si vogliono vedere escludendo altri dati oggettivi da tener presente. Di non essere cioè onesta e aperta alla pura e completa realtà dei fatti e delle cose. Si dirà che è praticamente impossibile raccontare in maniera assolutamente neutra e non di parte questi fatti. È possibile, ma bisogna perlomeno provarci.

    Qualche giorno fa è apparso sul Sole 24 ORE un articolo sempre sullo stesso argomento http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-10-05/europa-disunita-fracking-171758.shtml?uuid=AbiYkhoG che a me par assai più completo, anche se certamente non esaustivo dell’argomento.

    Per riallacciarmi alla premessa: la cosa non mi convince, ma più a naso piuttosto che grazie di aver capito stanno veramente le cose sotto tutti i punti di vista. Certo l’aspetto ecologico ed ambientale sono primari. Ma non sono gli unici. E se d’altra parte mi si dice che gli idrocarburi (sotto le varie forme e definizioni) sono “il diavolo”, ma anche che le energie ritenute “pulite” come il sole ed il vento sono “brutte e dannose” che ci resta da fare? Spegnere il mondo e andare a caccia e a pesca? Si ma a piedi o con barca a remi.

    P.S. certamente un plauso al Movimento 5 Stelle che ha promosso l’incontro, ma, sempre dal mio punto di vista, una visione di parte. Piuttosto io chiamo in causa chi l’informazione la fa in maniera istituzionale, e cioè i giornali ed i media, sia nazionali che, nel caso, quelli locali. Da loro potremmo avere la pretesa di essere il più possibile obbiettivi e di farci ascoltare le diverse fonti. O le diverse campane, come si usa dire. Ma pare che questo sia una pia illusione. Meglio occuparsi dei “Comandanti” locali e dei loro giocattoli.

  4. Granocchiaio ha detto:

    Vedi Mezzolitro
    Se ben leggi io non ho detto che è sottovalutato, ho detto che noi come al solito saremo i più ganzi di tutti, loro compresi
    Non puoi negare il fatto che a loro sono stati necessari oltre 40 anni per porsi delle domande e riflettere su certi problemi: noi sostanzialmente li anticipiamo! Se questo non vuol dire essere più ganzi!
    Poi mi scuserai ma devo dirti due cose:
    1 – il sito di Repubblica che mi indichi mi porta ad una pagina dove sostanzialmente mi si invita a sottoscrivere un abbonamento a pagamento al loro giornale (che per il momento a me non interessa) ma non c’è una parola di quello di cui stiamo parlando
    2 – il bellissimo trailer in lingua originale ci fa finalmente vedere come ai movimenti delle labbra corrisponda l’esatto suono delle parole pronunciate! In americano. E per il momento sono abituato ad altri idiomi, ma non a quello.

    Comunque, caro mezzolitro, mi confermi che non riesco a spiegarmi bene, per cui riprovo a dirti in estrema sintesi cosa volevo dire nel mio intervento.
    Volevo dire che l’occasione del 7 a Grosseto con dott.sa Maria Rita D’Orsogna e dell’ing. Fiorentino D’arco promossa dal Movimento 5 Stelle è stata un’occasione importante per cominciare a capire il problema. Ho detto anche che però l’esposizione mi è parsa molto settaria e incompleta. Se hai letto l’articolo pubblicato sul Sole 24 ORE che avevo segnalato http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-10-05/europa-disunita-fracking-171758.shtml?uuid=AbiYkhoG avrai letto quanti altri aspetti si possono – e si devono – considerare al riguardo. E non sono necessariamente argomenti a favore, ma solo illustrano un panorama più ampio per una valutazione più profonda e completa. Dicevo non esaustivo perché per me significava l’aprirsi di nuovi orizzonti da esplorare, capire e poi farmi un’idea.
    Ho detto anche che pur lodando l’iniziativa del Movimento 5 Stelle non è che ascoltando chi si è già schierato (magari perché bontà loro, questi hanno già capito tutto) ci si può aspettare completezza e obbiettività. È inevitabile. E perfino perdonabile.
    Ho lamentato il fatto che la stampa locale si limita “a guardare come scorre il fiume”, ma non muove un dito per cercare di informarci sull’argomento. E si che sarebbe il loro mestiere.
    Questo è quanto.
    In attesa di capirne di più, perché, l’avrai capito sicuramente, io ancora non ho un’idea chiara e definitiva su tutto quanto si sta dicendo al riguardo. E di tutto il fenomeno nella sua complessità.
    Pretendo troppo? No, credo il minimo.

    • nello ha detto:

      No, Granocchiaio, non pretendi troppo. Purtroppo sul punto nodale hai perfettamente ragione: per ora,almeno io, ho trovato solo bibliografia in un verso, manca quello che si dice un contradditorio. Anche il pezzo che tu suggerisci è, per me, in pratica di parte, non è in effetti nè pro nè contro, lo inguadra solo dal lato economico, ponendosi i dubbi se è convienente tale tipo d’estrazione, la differenzazione sull’utilizzo del suolo fra USA e UE etc. Per quanto poi riguarda l’effetto USA, che ti chiedi se sono dei fessi loro e dei ganzi noi o viceversa, io mi pongo invece una domanda? Negli USA questo sistema estrattivo ha già circa 40 anni di vita e migliaia di pozzi, mentre noi lo critichiamo anche se appena agli arbori. Bene dopo i quarantanni ci sono Stati che lo hanno bandito (Vermount di certo) altri che lo hanno sospeso in attesa di approfondimenti (New York), quindi anche loro hanno cominciato le riflessioni. Non dico il falso che è successo così anche per il nucleare, all’inizio tutti entusiasti, poi, sempre a fronte del vil denaro, quindi minori sicurezze, ai primi guai riflessione, blocco dopo Cernobyl, ripresa in grande stile, nuovo blocco dopo Fujama (capisci alla centrale cui mi riferisco, anche se credo sia scritta male) fino a quando?
      Ho letto e commentato (in altro sito) l’articolo di Repubblica, ben prima che Mezzolitro mettesse il link (come te, mi ci sono perso) perchè ho collegato il contenuto del film di Matt Damon (Promised land) suntato dal giornalista a “Sindrome cinese” film uscito fine anni 70 (sicuramente a seguito dell’incidente della centrale nucleare di Three Islands) sulla fusione del nocciolo. Le analogie sono molte: allora gli USA erano in pieno sviluppo nucleare (la crisi petrolifera e la politica atomica della Russia e della Francia li spinsero verso il nucleare), c’erano gruppi d’opposizione, figli dei figli dei fiori in primis,forti, mentre le lobby allora come ora disponevano della politica statunitense e il film uscì con notevoli difficoltà (quello di Damon, pur essendo già pronto uscirà solo dopo Natale perchè i petrolieri USA sono impegnatissimi nella campagna elettorale e non vogliono correre rischi). Mi è sembrato giusto segnalarlo perchè io, nuclearista convinto (tuttora dal punto di vista tecnico, anche a fronte di proteste sempre più pressanti sull’energia verde)trovai un insegnamento nel film di Jane Fonda e Jack Lemmon, perchè anche se romanzato e contrario al mio pensiero, mi sembrò che fosse stato sceneggiato bene e con obbiettività, spero che anche Pronmised Land sia sulla stessa lunghezza d’onda e risvegli anche i favorevoli al fracking in modo di ampliare la bibliografia.

  5. mezzolitro ha detto:

    Lasciando stare, per il momento, le questioni filosofiche, avrei una domanda terra-terra:
    mettiamo che c’ho un’agriturismo nella valle del Bruna, un bel giorno arrivano dei tipi che mostrandomi la concessione ministeriale, impiantano nel mio terreno una trivella pè cercà il gas. Che faccio, imbraccio un fucile, vado da un’avvocato, oppure, magari, gli porto un caffè mentre mi firmano un’assegno cò parecchi zeri?
    E visto che da queste parti di agriturismo c’è pieno (tra l’altro messi su cò i contributi della regione/UE), gli agriturismi dei dintorni mettono la visita del pozzo nel pacchetto pèi turisti?

    • Granocchiaio ha detto:

      Un’alternativa potrebbe essere che tu riuscissi a far divenire l’Italia un paese capitalista come gli U.S.A. dove i benefici dello sfruttamento del sottosuolo vanno ai proprietari dei terreni.
      E non allo stato……….statalista.

  6. mezzolitro ha detto:

    Per il 6 novembre l’assessore Tei (http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=228&tx_ttnews%5Btt_news%5D=4792&cHash=8449834375) ha promosso un consiglio comunale aperto per dibattere sulla concessione di ricerca di gas naturle in loc. i Casoni, un posto vicino a Grosseto, in pratica la zona dei vivai del Terzo, in teoria anche a Barbanella e aereoporto militare compreso(!)
    Credo che ci conviene andà a sentì che ci raccontano!
    Ottima iniziativa, l’informazione non è mai abbastanza, ma non vorrei (con tutti gli scongiuri del caso) che si ripetesse quello che è successo a Mirandola http://www.youtube.com/watch?v=SUwEdlAh1Fw

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