Ortofrutta Grosseto

Potrebbe apparire scontato, eppure, mai come in questo tipo di congiuntura economica, le risposte necessarie ed un proficuo riposizionamento di un settore rimario, come quello dell’agroalimentare, le possiamo trovare nel nostro passato. Attraverso una politica di puntuale ottimizzazione del rapporto tra produttore e consumatore, mai tanto urgente come adesso. Un futuro, dunque, fatto di tradizione e innovazione, capaci di correggere le storture di un mercato che spesso è stato vittima – a tutto discapito della qualità – di azioni speculative, che hanno finito per “trattare” il prodotto agroalimentare, come commodity finanziaria. Per questo la Cooperativa Ortofrutta, nata nel 1967 grazie a quel fertile humus generato dalla riforma agraria, si impegna a rilanciare la propria attività, ricercando in maniera ancor più stringente un rapporto coi propri socie e col territorio. La realizzazione della nuova sede della cooperativa, nel contesto ideale dell’area fieristico commerciale del Madonnino, consente a Ortofrutta di dedicarsi dunque al consolidamento ulteriore dei rapporti con il mercato, incluso il commercio al dettaglio, in modo da rilanciare virtuose dinamiche di scambio con le imprese e le produzioni di eccellenze locali. Correggendo qualche anomalia pregressa, che a causa di politiche comunitarie sbagliate aveva “deviato” parte dell’attività verso produzioni “assistite”, dimostratesi ampiamente deleterie, sia in termini economici, che di perdita di professionalità nel contesto agricolo generale. A questo proposito Ortofrutta ha ripreso a ottimizzare il proprio rapporto di collaborazione con altre cooperative del territorio, peraltro rappresentate nel proprio corpus sociale, con il proposito di ottimizzare i servizi offerti ai singoli soci, in termini di assistenza e fornitura di mezzi tecnici, nonché di supporto nelle lavorazioni specializzate. Un consiglio di amministrazione ampiamente rinnovato intende porsi come ideale interlocutore tra produzione e consumo, in un contesto – in questo i dati di rilevazione statistica ci confortano – nel quale appare sempre maggiore la richiesta di prodotti agroalimentari il cui valore aggiunto si incardini su qualità, originalità e rispetto della tradizione. Per non parlare del nostro costante impegno avverso il fenomeno delle frodi e dei falsi, che sottrae all’agricoltura italiana quasi 50Miliardi di euro all’anno. In questo senso la politica di attenzione che Ortofrutta dedica alla produzione e commercializzazione di prodotti biologici e a filiera corta appare come la più adatta ad incontrare le richieste di agroalimentare espresse dal mercato. Allo stato la Cooperativa Ortofrutta ha 130 aziende agricole associate con una ventina di fornitori abituali, le aziende biologiche sono circa 50, e gli ettari coltivati complessivamente a ortaggi e frutta sono circa 300. Una ventina di operai, a secondo delle stagioni produttive, sono impiegati nel confezionamento dei prodotti, tra i principali da segnalare la commercializzazione di asparagi, carciofi, meloni, angurie, pesche, susine, peperoni, patate, zucchini, pomodori cavolfiori. A queste produzioni, molte delle quali dotate di certificazione biologica, si affianca quella di trasformati a base di pomodoro.

Francesco Viaggi

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Abbiamo il piacere di pubblicare l’intervista rilasciata da Francesco Viaggi presidente della Ortofrutta Grosseto Soc. Agr. Coop. la cui sede operativa è qui nel nostro territorio, in località il Madonnino. Anche se già in comune di Roccastrada.
    Nuovissima e bellissima novità operativa della Ortofrutta che molti di noi conoscono solo da lontano, e magari solo di profilo. Il Presidente non solo ci ha fornito questa intervista già uscita qualche giorno fa sul giornale Il Tirreno, ma ne ha rilasciata una anche a noi. Siccome però i mezzi di trascrizione e le segreterie nostre non sono esattamente quelle di un giornale, ci vorrà un po’ di tempo per trascriverla e pubblicarla.
    Posso solo anticipare che la realtà rappresenta una delle rare cose che oggi si vedono in giro realmente utili e positive. Magari sarà proprio il nome della località che porta fortuna………..basta pensare all’OL.MA. se non proprio alla sede della Fiera omonima. Magari sarà anche la capacità del giovane Presidente che conosco e stimo da diverso tempo per trascorsi in seno a Slow Food.
    Spero che prima di Natale riesca a trascrivere anche l’intervista che ci ha rilasciato, meno ufficiale, ma forse anche più interessante di questa!

    • braccagni.info da Francesco Viaggi ha detto:

      Potrebbe apparire scontato, eppure, mai come in questo tipo di congiuntura economica, le risposte necessarie ed un proficuo riposizionamento di un settore rimario, come quello dell’agroalimentare, le possiamo trovare nel nostro passato. Attraverso una politica di puntuale ottimizzazione del rapporto tra produttore e consumatore, mai tanto urgente come adesso. Un futuro, dunque, fatto di tradizione e innovazione, capaci di correggere le storture di un mercato che spesso è stato vittima – a tutto discapito della qualità – di azioni speculative, che hanno finito per “trattare” il prodotto agroalimentare, come commodity finanziaria. Per questo la Cooperativa Ortofrutta, nata nel 1967 grazie a quel fertile humus generato dalla riforma agraria, si impegna a rilanciare la propria attività, ricercando in maniera ancor più stringente un rapporto coi propri socie e col territorio. La realizzazione della nuova sede della cooperativa, nel contesto ideale dell’area fieristico commerciale del Madonnino, consente a Ortofrutta di dedicarsi dunque al consolidamento ulteriore dei rapporti con il mercato, incluso il commercio al dettaglio, in modo da rilanciare virtuose dinamiche di scambio con le imprese e le produzioni di eccellenze locali. Correggendo qualche anomalia pregressa, che a causa di politiche comunitarie sbagliate aveva “deviato” parte dell’attività verso produzioni “assistite”, dimostratesi ampiamente deleterie, sia in termini economici, che di perdita di professionalità nel contesto agricolo generale. A questo proposito Ortofrutta ha ripreso a ottimizzare il proprio rapporto di collaborazione con altre cooperative del territorio, peraltro rappresentate nel proprio corpus sociale, con il proposito di ottimizzare i servizi offerti ai singoli soci, in termini di assistenza e fornitura di mezzi tecnici, nonché di supporto nelle lavorazioni specializzate. Un consiglio di amministrazione ampiamente rinnovato intende porsi come ideale interlocutore tra produzione e consumo, in un contesto – in questo i dati di rilevazione statistica ci confortano – nel quale appare sempre maggiore la richiesta di prodotti agroalimentari il cui valore aggiunto si incardini su qualità, originalità e rispetto della tradizione. Per non parlare del nostro costante impegno avverso il fenomeno delle frodi e dei falsi, che sottrae all’agricoltura italiana quasi 50Miliardi di euro all’anno. In questo senso la politica di attenzione che Ortofrutta dedica alla produzione e commercializzazione di prodotti biologici e a filiera corta appare come la più adatta ad incontrare le richieste di agroalimentare espresse dal mercato. Allo stato la Cooperativa Ortofrutta ha 130 aziende agricole associate con una ventina di fornitori abituali, le aziende biologiche sono circa 50, e gli ettari coltivati complessivamente a ortaggi e frutta sono circa 300. Una ventina di operai, a secondo delle stagioni produttive, sono impiegati nel confezionamento dei prodotti, tra i principali da segnalare la commercializzazione di asparagi, carciofi, meloni, angurie, pesche, susine, peperoni, patate, zucchini, pomodori cavolfiori. A queste produzioni, molte delle quali dotate di certificazione biologica, si affianca quella di trasformati a base di pomodoro.

      Francesco Viaggi

  2. mezzolitro ha detto:

    Mi fa estremamente piacere vedere che Francesco continua con incessanti successi il percorso che iniziò iscrivendosi all’agrario col sù babbo e la sù mamma un pò perplessi e io che invece lo spronavo a insistere.
    L’Ortofrutta non è solo una coopertiva, è l’ultimo baluardo a protezione di quei pochi coraggiosi/incoscenti che si ostinano a coltivare frutta e verdura in Maremma.
    Io mi sò arreso tanti anni fa, il mì babbo ‘un voleva, era stato uno dei primi soci fin dai primi anni 70; non eravamo grandi fornitori, ma si cercava di portare prodotti di qualità, mi ricordo che in tempo di asparagi e peperoni il capo-magazzinere ci telefonava in continuazione per sapere se avevamo il carico pronto, tantè che un giorno la mì mamma sbottò e urlandogli “la fabbrica siete voi, noi bisogna aspettà che la natura faccia il suo corso!” e altri improperi in veneto, riattaccò.

  3. Ric ha detto:

    Le eccellenze della Maremma sono poche e tra queste c’è e spero ci sarà ancora per molto l’Ortofruttra Grosseto, questo non solo perchè è una delle poche strutture cooperative che ha resistito alle difficoltà economiche del settore agricolo ma anche perchè è una società cooperativa che svolge un importante ruolo nella Maremma quanto a calmierazione del mercato, di indirizzamento delle coltivazioni ad alta specializzazione e di valorizzazione del prodotto locale.
    La Maremma nel passato non aveva vocazione ortofrutticola vuoi per il genere di rotazioni agrarie adottate normalmente dai nostri agricoltori e vuoi per la cronica penuria di acqua della Maremma tanto necessaria nel settore ortofrutticolo specie nelle colture di pieno campo.
    Mezzolitro (che è un esperto del settore agricolo) sa bene che una coltura di lattuga in pieno campo necessita nel periodo estivo di enormi volumi di acqua, bene che qui da noi è difficilmente reperibile nei territori lontani dall’Ombrone o dagli altri corsi d’acqua che abbiano sufficiente portata. Ortofrutta Grosseto ha promosso molte colture orticole di pieno campo laddove è stato possibile ed ha favorito le coltivazioni di serra che producono alto reddito ma che necessitano anche di alta specializzazione del coltivatore ed un servizio di assistenza tecnica adeguato alle problematiche fitosanitarie delle serre.
    Quando iniziai io a fare il perito agrario le coltivazioni ortofrutticole in Maremma erano molto limitate; va dato atto alla cooperativa di aver svolto un ruolo di promozione di grande spessore, di assistenza tecnica, di collocazione del prodotto sul mercato, di frigoconservazione delle produzioni e soprattutto un ruolo di pianificazione delle produzioni ortofrutticole.
    Auguro quindi agli amici di Ortofrutta Grosseto di continuare a svolgere la loro attività con grande successo soprattutto ricordando che la Maremma non deve considerarsi come terra di grano/granturco/medica ma – attraverso una opportuna politica di regimazione delle acque – anche come possibile utilizzo di colture orticole in pieno campo. Ci vorrà pazienza, ma quelli che verranno dopo di noi dovranno trovare le opportune soluzioni.

  4. Granocchiaio ha detto:

    Il futuro della Maremma passa da qui: tutti i progetti della nuova area del Madonnino
    MADONNINO – Potrebbe diventare, una volta insediatesi le molte aziende che hanno diritto a costruire sui diversi lotti, un vero volano per la zona che si trova tra Braccagni e Roccastrada e di conseguenza per la Maremma. Con l’inaugurazione della nuova sede dell’Ortofrutta, l’area agro-industriale del Madonnino comincia a mostrare a tutti le proprie potenzialità: uno snodo nevralgico sia da un punto di vista della rete ferroviaria sia di quella stradale. Un’area bonificata dal rischio idraulico, allo stesso tempo sufficientemente vicina alla città per prenderne i lati positivi e abbastanza distante da restare esente dai lati negativi. E soprattutto un investimento, visto che i terreni sono costati, alle molte aziende che negli anni scorsi hanno acquistato un lotto, 35 euro al metro quadro contro gli oltre cento di altre zone. Inoltre, le aziende che operano in quest’area possono beneficiare di particolari sgravi da un punto di vista contributivo per il personale, con uno “sconto” del 60% sui contributi dei propri assunti.
    «A breve inizieranno i lavori del mattatoio» ha confermato il sindaco di Roccastrada, nel cui territorio comunale il polo industriale rientra. Ed è evidente come l’amministrazione punti molto sull’avvio a pieno ritmo di quest’area, tanto che il sindaco ha affermato che utilizzerà la cooperativa Ortofrutta (nella foto sotto) come spot promozionale per tutta l’area.
    «A volte si parla di cattedrali nel deserto – ha detto Innocenti – noi non vogliamo che, in questo caso, ci sia il deserto attorno alla cattedrale» il sindaco di Roccastrada ha poi riflettuto sul ruolo pubblico delle amministrazioni, che a volte, a causa della burocrazia, si trovano ad appesantire, loro malgrado, le procedure. «In quest’area ad esempio – ha ricordato Innocenti – c’è un vincolo di natura archeologica che volevamo trattare in maniera unitaria, cosa che non c’è stata concessa, al contempo abbiamo fatto grossi passi avanti per il rischio idraulico». Durante l’inaugurazione della sede dell’Ortofrutta Giancarlo Innocenti ha poi ricordato come sia «Un momento importante non solo per i soci, ma anche per l’intreccio che la presenza della cooperativa rappresenta per il mondo economico e istituzionale. Una primizia per quest’area, una linea tracciata da tempo ma che aveva con sé una buona dose di lungimiranza»
    Insomma un’area che, aldilà della nascita o meno del polo logistico, crescendo, potrebbe diventare attrattiva non solo per le aziende della provincia, anche allargata, di Grosseto e Siena, ma anche a chi, venendo da fuori, può vedere in un’area attrezzata, ben servita e collocata sulle principali direttive viarie un luogo ideale per insediarsi e da qui partire alla conquista della Maremma.
    10 11 2012 di Barbara Farnetani
    da http://www.ilgiunco.net

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