C’è qualcosa che non ho capito

C’è qualcuno che mi può aiutare a farlo?

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Siamo inondati di notizie e parole, dalla televisione e dalla stampa, e non sempre riesco a capire. Non sempre mi pare così importante – il capire – ma certe volte proprio si. Quando si tratta di cose importanti e non riesco proprio a seguire la logica delle asserzioni, siano esse dei commentatori che dagli attori in prima persona, mi sento impotente e frustrato perché non so a chi chiedere spiegazioni.
    Una di quelle che non capisco e ho tanti interrogativi è la faccenda del “carcere per i giornalisti che diffamano a mezzo stampa”.

    Tanto per ricordare di cosa si parla, questa l’ultima sentenza così riportata dal sito di Repubblica il 26 09 2012:
    http://www.repubblica.it/politica/2012/09/26/news/sallusti_colpevole-43317168/
    “ROMA – I giudici della quinta sezione penale della Cassazione hanno confermato la condanna a 14 mesi per Alessandro Sallusti, attuale direttore de Il Giornale, per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del magistrato Giuseppe Cocilovo. La Corte, presieduta da Aldo Grassi, dopo una camera di consiglio di circa due ore e mezzo, ha respinto completamente il ricorso presentato dalla difesa di Sallusti. Negate anche le attenuanti generiche richieste dal Pg Gioacchino Izzo che avrebbero potuto portare a una riduzione della pena. “La notizia pubblicata” da Libero per la quale l’allora direttore del quotidiano Alessandro Sallusti è stato condannato “era falsa”, sottolinea la Corte di Cassazione in una nota.”

    Per sapere cosa diceva l’articolo incriminato si può andare a leggerlo qui:
    http://italia.panorama.it/Caso-Sallusti-ecco-l-articolo-incriminato

    Nell’Ottobre di quest’anno la Corte di Cassazione argomenta perché viene confermato il carcere per Alessandro Sallusti.
    Su può quindi leggere la motivazione della sentenza:
    “Spiccata capacità a delinquere”. Questa la motivazione della sentenza 41249 con cui la Suprema Corte conferma la condanna al carcere per Alessandro Sallusti. “Capacità a delinquere” dimostrata da tanti precedenti e dalla “gravita” della “campagna intimidatoria” e “diffamatoria” condotta nei confronti del giudice Giuseppe Cocilovo quando nel 2007 dirigeva Libero.
    Nella sentenza la Cassazione spiega perché, lo scorso 26 settembre, ha confermato la condanna a 14 mesi per diffamazione e omesso controllo a carico di Sallusti per due articoli – uno firmato Dreyfus – pubblicati il 17 febbraio 2007. E evidenzia l’eccezionalità della condanna al carcere per il giornalista: “La mancata concessione delle attenuanti generiche a favore del direttore del Giornale, per la dimostrata gravità dei fatti da lui commessi, è già sufficiente a configurare un’ipotesi eccezionale, legittimante l’inflizione della pena detentiva
    Redazione Il Fatto Quotidiano | 23 ottobre 2012

    Da cittadino e spettatore mi par di capire questo:
    il giornalista viene ritenuto responsabile del reato addebitatogli e gli viene quindi comminata una pena detentiva. Come previsto dalla legge.
    Pena che immediatamente la moltitudine dei giornalisti – i colleghi del reo – si scatenano a contestare. Ma questa misura nessuno nega essere la pena prevista dalla legge.
    Le motivazioni che sento e che leggo sono molte, però non viene mai detto che la legge non lo preveda.
    Infatti si parla quasi subito di una “legge per Sallusti” anche da parte di chi fino al giorno prima, giustamente, accusava un altro popolare imputato di confezionarsi leggi “ad personam”. A me, forse da profano, proprio questo pare, invece.
    1° quesito: è o non è una legge “ad personam” quella che si vuol far passare oggi per Sallusti?
    Non mi pare di aver mai letto che il reato non è stato commesso, per cui è evidentemente si tratta di un fatto acclarato e sanzionato a termini di legge.

    Ma se così è,
    2° perché si parla solo dei diritti dei giornalisti (che eventualmente diffamano i cittadini) e non si parla anche dei cittadini che vengono diffamati?

    Tra le proposte alternative mi par di capire che viene proposto, in luogo del carcere, una pena pecuniaria da risarcire al diffamati.
    3° ma prevedendo solo una pena pecuniaria non è che si autorizza solo chi ha grandi mezzi finanziari a diffamare quanto e chi vogliono loro?

    Dopo la sentenza il direttore Sallusti dichiara di non voler chiedere pene alternative, ma nemmeno lui contesta che la legge esista e che questa legge preveda il carcere. Finché questa è in vigore.
    Il mondo politico si fa in quattro per varare una variante a questa legge che a me continua a sembrare una “legge ad personam”.
    L’altro ieri, 13 novembre, il Senato approva CON VOTO SEGRETO, l’emendamento “che prevede fino ad un anno di galera per i cronisti che diffamano a mezzo stampa con l’attribuzione di un fatto preciso”, dall’articolo di Maria Berlinguer su IL TIRRENO del 14 11 2012 a pagina 9
    Subito dopo lo stesso articolo recita: “per evitare le manette l’emendamento fissa in alternativa multe da 5mila a 500mila euro. I sì sono stati 131 contro 94 contrari e 20 astenuti”

    4° ma allora questo emendamento prevede il carcere, ma prevede anche che chi ha i denari può pagare paga una multa e saluti a tutti, galera compresa?

    Subito dopo, sempre nello stesso articolo, leggo:
    “Trovo scandaloso coprirsi con il voto segreto, si abbia il coraggio di dire apertamente cosa si vuole fare………….” Commento del vicesegretario del Pd, Enrico Letta. E io che pensavo che il voto segreto fosse il massimo della democrazia?

    5° ma un Partito Democratico sostiene la supremazia di un voto palese nei confronti di un voto segreto così tanto per onorare la “democrazia” che sta anche nel proprio nome?

    Assai più comprensibile la reazione della Federazione della Stampa: “I malpancisti forcaioli dietro il muretto a secco del voto segreto chiesto da Lega e Api hanno scritto una pagina vergognosa votando per la reintroduzione del carcere per i giornalisti che veniva cancellato da una proposta di riforma dell’attuale normativa”

    6° Anche la Federazione della Stampa definisce un “muretto a secco” il voto segreto: io pensavo il contrario…..mi sono perso qualcosa?

    Provo a sintetizzare cosa ho capito io:
    Il direttore Alessandro Sallusti ha commesso un reato – nemmeno poi contestato – per il quale viene processato e condannato alla carcerazione in virtù di una legge dello stato che questo appunto prevede.
    Dalla levata di scudi mi par di capire che questa pena non è stata applicata di sovente, ma evidentemente esiste e finchè esiste è legge.
    Una campagna trasversale delle forze politiche si spertica a voler cambiare la legge proprio per Sallusti, chiedendo di fatto una legge “ad personam”.
    Sempre con una maggioranza trasversale anche la proposta di modifica viene bocciata nel Senato. Anche se questa modifica prevede una pena pecuniaria al posto della carcerazione.
    Per gridare allo scandalo di questa votazione viene lapidato come il peggiore e vergognoso dei mali il voto segreto che è stato chiesto ed eseguito in Senato.
    Io avevo sempre pensato che il voto segreto fosse l’espressione più vera della libertà e della democrazia.

    Avevo capito male? Dove e perché? C’è qualcuno che mi può aiutare?

  2. mezzolitro ha detto:

    Che ti devo dì ranocchio, il carcere per un giornalista che fa male il suo lavoro, mi sembra eccessivo, come sarebe eccessiva una maxi multa.
    Credo che una sospensione dalle pubblicazioni sarebbe sufficente, naturalmente insieme ad una rettifica delle notizie diffamatorie.
    Credo che sia la prima volta che si arriva a comminare il carcere. Se non erro, il Sallusti è ritenuto responsabile in quanto direttore del giornale che ha diffamato, gli articoli l’aveva scritti un’altro che si è pure rifiutato di rettificare…
    Insomma, togliere il carcere mi sembra onesto. Naturalmente i politici di adesso oltre ad essere cialtroni sò anche vendicativi, (i giornalisti sò visti come la peste!) sicchè tutti i ragionamenti che fai sul voto segreto, vanno a farsi benedire!

  3. nello ha detto:

    Prima una battuta: anche questo blog mi ha dato una sospensione? Prima avevo l’accesso libero ora , ogni volta, devo dare gli accrediti.
    Ha ragione il Granocchiaio: c’è molta confusione sull’argomento. Non sono un difensore di Sallusti o di Travaglio (per prendere due di opposti schieramenti) ma credo che l’informazione sia la fonte di democrazia primaria. Purtroppo qualcuno ne approfitta e la usa in modo improprio, non solo offendendo o diffamando, ma per uso personale. Quante volte si aprono discussioni (lo fa anche Granocchiaio) estrapolando parole da un discorso per potare acqua al proprio mulino, sia esso una classe politica, sportiva o solo di vendita copie. Quello che mi fa rabbia è che, nel caso, Sallusti è condannato perchè Direttore, il giornalista è immune perchè, oltre a scrivere con pseudonimo (un pò come avviene in tutti i blog)e anche se non ha voluto rettificare, ora è Deputato. Secondo me ci sta che venga data una notizia falsa (è successo anche a noi), ma se oltre alla falsità si va a ledere i diritti di una persona, beh qualcosa bisogna fare, la condanna (anche il carcere) è prevista per i cittadini, non vedo perchè non lo sia per i giornalisti. E’ chiaro che le notizie bisogna darle, ma credo che un Direttore abbia il compito di essere certo di quello che viene pubblicato dal suo giornale. Sallusti come Travaglio ed altri sono incorsi in processi per diffamazione ma spesso sono stati assolti perchè, forse anche se data in maniera brutale, la notizia un fondo di verità l’aveva. La domanda però che mi pongo è questa: Sallusti ha avuto la prima condanna anni fa (come ho ricordato solo nei mesi scorsi il procedimento s’è chiuso in Cassazione), quindi c’era una legge già esistente, non capisco perchè oggi si litighi nuovamente per una nuova legge (a questo punto credo che sia più restrittiva nei contenuti che nelle pene) e addirittura, caro Granocchiaio, a parole tutti volevano un qualcosa che salvasse oggi Sallusti ma domani tutti i giornalisti (quindi riterrei una piena una libertà di scrivere), per poi, e ritengo giuste le critiche, nel voto segreto ribaltare le idee espresse (il bello è che questo benedetto emendamento è stato voluto dai suoi).
    Per Mezzolitro. Ho letto una frase (non so se di giornalista o pensatore) molto efficiente: la rettifica è la notizia data due volte. Se a questo si aggiunge che ad una notizia data in prima pagina con titolo a sei colonne corrisponde, nella migliore delle ipotesi, una rettifica poco più di un trafiletto dato in terza il gioco è fatto.

  4. Ric ha detto:

    A me sinceramente Sallusti non è mai risultato simpatico vuoi per la faziosità delle sue posizioni e vuoi perchè ha sempre cercato di imbastire “scoop” giornalistici tesi cercare un colpevole sempre ed unicamente in una parte politica. Intendiamoci bene: alla stessa maniera non assolvo quei giornalisti dalla parte politica opposta che si comportano alla stessa maniera.
    Nella fattispecie, l’espressione di Enrico Letta deve essere intepretata come la risposta politica su un tentativo di far approvare una legge che possa salvare un referente del mondo mediatico di una parte politica, e neanche tanto mascherata visto che effettivamente il Sallusti ha lavorato come promotore mediatico del Pdl. Vero è che il corporativismo dei giornalisti intende difendere la loro libertà di espressione e di fornitura della notizia, ma è altrettanto vero che la diffamazione – specie di origine politica – passa impunita.

  5. Granocchiaio ha detto:

    Ringrazio prima di tutto chi ha voluto “sporcarsi le mani” con un argomento da prendere con le pinze. Quindi grazie a Nello, al Mezzolitro e a Ric.
    Anch’io – come dice Ric – non sopporto ne un Sallusti ne un Travaglio: fare una graduatoria di chi mi resta piu’ indigesto per me e’ impossibile.
    Ma nel merito della discussione questo conta meno di zero, perche’ non si discute di legge in base alle simpatie e alle antipatie, e’veramente fuori luogo.
    Quindi la faccenda e’ riferita a tutti e si parla di Sallusti in maniera incidentale perche’ capitato a lui, ma il caso va generalizzato e non personalizzato. Altrimenti si potrebbe dire: sia Sallusti e no a Travaglio, o viceversa. Che non mi sembra il massimo delle Giustizia, con la G maiuscola.
    La riprova e’ che la norma che prevede la galera per questi reati non e’ combattuta solo dalla parte politica di Sallusti, ma anche e fortemente anche dalla parte avversa. Vedi nel caso specifico l’intervento di Enrico Letta.

    Il problema che ho sollevato io era principalmente per le questioni che cerco di riproporre:
    1 – e’ da biasimare un giudice che applica una legge vigente dello Stato?
    2 – se la Legge esiste da tempo e nessuno l’ha mai contesta, anche se poco o niente applicata nella pratica, non e’forse lecito parlare di LEGGE AD PERSONAM se la si vuole subito per non far finire in carcere l’imputato legalmente condannato fino alla Cassazione? Non se n’era mai accorto nessuno prima?
    3 – vi sembra giusto che la pena del carcere sia da sostituire (o mitigare) con una multa, magari salata al condannato? Cosi’ (solo) chi ha piu’ soldi in pratica puo’ permettersi di diffamare quanto gli pare e piace?

    Iersera mi par di aver sentito in televisione che i direttori Ezio Mauro e Ferruccio de Bortoli (150?) hanno centinaia di denunce per diffamazione, ma nessuno ne parla. Forse perche’ sanno che non andranno mai a buon fine.
    Questa e’ legge? E’ giusto che sia cosi’?

    4 – Votazioni palesi e a scrutinio segreto. Se si vuole cazzeggiare si cazzeggi pure, ma non si puo’ fare di un principio una banderuola che si gira a seconda di come fa comodo. Lo votazione a scrutinio segreto e’ il massimo della democrazia. La votazione a scrutinio palese e’ la piu’ grande offesa alla democrazia. Cosi’e’. Il resto e’ aria fritta.

    Da Nello: “Ho letto una frase (non so se di giornalista o pensatore) molto efficiente: la rettifica è la notizia data due volte”.
    Giusto, per cui se uno da della troia alla tua signora (o altro familiare) puoi sperare al massimo che non diano la notizia di rettifica che equivarrebbe appunto ad un doppo sputtanamento!

    Vai. E batti invio!

    • Ric ha detto:

      Di leggi ad personam è pieno questo ultimo ventennio e non solo da una parte ma anche, per trasversalità, su opposti fronti politici. Su questo deve riflettere la classe elettorale che ha consentito – spesso con un colpevole astensionismo alle urne – che l’impunità fosse la regola e che i media (TV, radio, giornalisti, ecc.) indicassero agli italiani la giusta politica di uomini giusti che poi, alla fine si sono fatti gli affari propri ed hanno coltivato una classe politica fatta da ruffiani, ladri e mascalzoni scoperti quando ormai avevano rubato ogni cosa, soldi degli elettori, dei cittadini che vanno a lavorare e pagano le tasse.
      Per il resto le leggi ad personam sono state accettate passivamente dagli elettori e questo è il risultato…

  6. mezzolitro ha detto:

    A occhio, la “moda” delle leggi ad personam persevera nel nostro parlamento!
    E’ di oggi la notizia del tentativo di iserire un cavillo nel DL Sviluppo in discussione nei vari rami del prlamento che di fatto porterebbe ad un IV grado di giudizio (se tre vi sembrano pochi!).
    Naturalmente sarà studiato apposta per quella folla di disgrziati che vengono condannati per stortura delle leggi vigenti, che ne sò… corruzione di giudici, falso in bilancio, ecc…

    • Granocchiaio ha detto:

      Si, intanto giunge notizia della modifica della pena per il direttore del giornale che diffama qualcuno. Come previsto al direttore basta avere un bel conto in banca, e poi può sputtanare chi vuole: “Sputtanato……..si accomodi alla casa e non rompa tanto i coglioni!”
      Come si vede nel dibattito i nostri parlamentari hanno trovato una brillante e giusta soluzione.
      E per il privato cittadino che volesse permettersi anche lui di diffamare, magari un giornale o il suo direttore? Cosa è previsto? La stessa pena? O c’è anche la galera?
      Qualche anno fa ci si paragonava alle “repubbliche delle banane”. Ora mi pare che al massimo si può parlare di “repubblica dei semini (bruscolini)”.

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