Spigolature – PREZZI CORRENTI

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Variante dell’Albinia (foto ilgiunco.net)

PREZZI CORRENTI

A Forte dei Marmi una giornata al mare può costare 300 euro.

A Grosseto il nuovo tiro a segno costerà 450mila euro

Cicciolina compie 60 anni e ha 3mila euro di pensione da parlamentare

Per due birre vendute dopo mezzanotte un negozio pisano multato per 6.667 euro

La villa che si affaccia sulla baia del Quercetano a Castiglioncello acquistata per 7 milioni di euro

Inaugurata la variante che consente di evitare il passaggio a livello dell’Albinia, è costata 17 milioni di euro

Stabilito il rimborso per la casa distrutta dell’anziana morta a Marina di Campo nell’alluvione del 2011: zero euro

Da Il Tirreno

Eppur si muove di Davide Guadagni

 

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RSSNumero commenti (35)

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  1. Granocchiaio ha detto:

    “il limite di tre legislature deve valere per tutti. Ci vuole una regola certa per selezionare le candidature. La gente ci chiede rinnovamento e mi dice: per carità, non candidate sempre le stesse facce”
    Rosy Bindi
    2 febbraio 1994
    (da Il Tirreno 22.12.2012 – Davide Guadagni)

    Sulle prossime primarie del PD:
    ………………
    Il listino (e la deroga) lo chiede anche la Bindi, che il PD toscano non la vuole candidata nella nostra regione. Si candida alle primarie in Calabria.
    (da Il Tirreno 22.12.2012 – Mario Lancisi)

  2. Mezzalira ha detto:

    Ma, un c’è mica d’andà tanto lontano
    il Berlusca una settimana fa pregava Monti perché prendesse la guida del PIDDIELLE e lkui sarebbe stato sotto di lui
    Oggi lo sputtana indicandolo come il colpevole di tutti i mali d’italia…………….
    Quando si dice la coerenza!

  3. Granocchiaio ha detto:

    Oggi, 18 gennaio 2013
    “E’ gravissimo evadere, e’ una cosa assolutamente immorale, troppe volte mi si e’ accusato di non aver detto cose pesanti contro chi evade, ma quando lo Stato chiede al cittadino troppi soldi rispetto a quanto guadagna, con un’aliquota oltre il 40% sente dentro di se’ che e ‘ un furto o addirittura una rapina, cio’ non lo giustifica se evade, ma si sente autogiustificato a non pagare. E’ una cosa che non si puo’ accettare, ma lo stato deve pesare di meno sui cittadini”.
    Così se la cava Berlusconi, a Italia domanda in diretta su Canale 5, in merito alle sue dichiarazioni in tema di evasione fiscale.

    “….non c’è più bisogno del sindacato, perché le aziende devono tornare a essere di proprietà di chi ci lavora….porca puttana…che è un’idea che sembra del passato, ma è del futuro, perché negli Stati Uniti e in Germania è così!…….”
    Lo ha detto Beppe Grillo a Brindisi durante un comizio del Movimento 5 Stelle

  4. orfeo ha detto:

    Gavorrano-20-03-013
    Ue Roberto, ora ti metti a parlare di politica? Facile è,qui si può spaziare quanto ci pare, gli argomenti non mancano.Comunque la faccia tosta dobbiamo riconoscergliela.
    Dopo averci tartassati di tasse per tutto il 2012 e ancora non è finita , tornano a prometterci mari e…..”Monti un po’ meno” Solo qualcuno vuol mandarci in montagna. Ci hanno impoverito, per senso di responsabilità s’intende,per salvarci dal baratro, senza peraltro guardare, chi dentro a quel baratro era stato spinto. Comunque è fortunato, per il 25 Febbraio, qualcuno gli darà una mano ad uscire perché deve fare il suo dovere di cittadino, è un suo diritto e, quel diritto adesso fa comodo, dopo, tornerà nel baratro ad aspettare che le promesse si avverino e che, oltre al diritto di voto, gli sia riconosciuto anche il diritto al lavoro.Te ci credi? Io sono convinto che:
    Che riuniti fra di loro
    senza l’ombra di un rimorso,
    ci faranno un bel discorso,
    sulle tasse e sul lavoro,
    a sto popolo coglione,
    che an sbattuto in recessione.
    ciao Roberto a presto orfeo.

  5. Granocchiaio ha detto:

    farle grosse
    Oramai questa breve e caotica campagna elettorale pare diventata una gara a chi le spara più grosse. C’è chi abbassa l’Imu, chi la toglie e chi la rende (in contanti), chi compra Balotelli, chi occupa piazza San Giovanni, chi cita Falcone a sproposito, chi assolve Mussolini, chi spolvera la sedia infettata dall’avversario, chi vuole far bombardare il Parlamento (non da al-Qaeda, dai francesi, è la precisazione). Per fortuna la Sinistra capisce il momento e, nella Casa del Popolo di Ponte a Egola, organizza, molto opportunamente, una gara di baffi alla Stalin.
    Davide Guadagni

    Il Tirreno – EPPUR SI MUOVE
    MARTEDÌ, 05 FEBBRAIO 2013

  6. Granocchiaio ha detto:

    «Impossibile – se non per piccole cerchie di nostalgici sul piano teoretico e di accaniti estremisti sul piano politico – sfuggire alla certificazione storica del fallimento dei sistemi economici e sociali d’impronta comunista». Lo scrive il presidente Giorgio Napolitano sull’Osservatore Romano. Napolitano parla di «rovesciamento di quell’utopia rivoluzionaria che conteneva in sé promesse di emancipazione sociale e di liberazione umana e che aveva finito – come disse Norberto Bobbio – per capovolgersi nel suo opposto». In parallelo, scrive il presidente, «l’ideologia conservatrice è sopravvissuta alla fine del comunismo, assumendo le sembianze di quel fondamentalismo di mercato, tradottosi in deregulation e in abdicazione della politica»

    Il Tirreno
    SABATO, 09 FEBBRAIO 2013

    tutto qui?

    • Berzanni ha detto:

      Napolitano dopo il Trono del paese vuole anche la Tiara, classica aspirazione comunista. Ha praticamente detto che la sua vita è un fallimento completo. Questa è l’Italia, altro che l’america e il sogno americano, l’Italia è il paese dove un uomo che nella vita ha sbagliato tutto viene nominato presidente della Repubblica! Manco una parola per tutti quei milioni di uomini che avevano fiducia nelle balle che lui e i suoi compagni raccontavano dei sistemi comunisti, sacrificando in buona fede tempo e famiglia per vendere l’Unità, fare feste e raccogliere fondi per gente come lui, vergogna, se le cose che dice le pensa, se fosse un uomo con un decimo di onore come chi sfruttato ha fatto il suo dovere di padre tutta la vita credendo alle fandonie che lui diceva, doveva dirlo dimettendosi dalla presidenza della repubblica. Vergona.

      • Berzanni ha detto:

        Avevo, come sempre, ragione io, Napolitano ha saputo dai servizi segreti prima di ogni altro che il papa avrebbe annunciato, come ha fatto durante il Concistoro, che il 28 febbrario si sarebbe dimesso
        http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=174824
        la notizia è vera, non è uno scherzo, dicevo Napolitano sapendo in anticipo questo, dopo la presidenza del paese, il trono dell’Italia, mira alla Tiara Papale , temo però che anche Berlusconi si stia candidando, i sondaggi mediaset lo danno al 128% sugli altri.

  7. orfeo ha detto:

    Gavorrano 14-02 -13
    Ma cosa stiamo dicendo, siamo stati fortunati. l’anno scorso Il pifferaio stava trascinando l’italiani dentro il baratro,fortunatamente il nostro presidente, ebbe la brillante idea, di chiamare una specie di mago, lo fece senatore a vita e, lo incolpò di essere in grado di salvare l’italiani dal baratro. Il prestigiatore, lo prese sul serio, e si dette subito da fare per guastare il Natale al popolo. Infatti, tolse l’indicizzazione alle pensioni, aumentò l’irpef con la conseguente maggiore tassazione, di buste paga e pensioni, tartassò commercianti e artigiani, introdusse l’imu messo accise sulla benzina, portandola a quasi due euro, lasciò la facoltà ai comuni e regioni, di aumentare l’addizionale irpef, insomma in tempo di record, buttò addosso a ogni italiano un macigno, da far piegare le ginocchia. Poi, tagli alla scuola, alla sanità, senza per altro essere capace, di fare nemmeno un graffio, ai politicanti,ai suoi colleghi banchieri e manager. adesso, (dopo aver firmato tutte quelle iniquità, sia la destra, la sinistra e il centro,) si accorgono che hanno esagerato e, fanno gara a prometterci soldi e detrazioni, per toglierci questo peso da dosso,e rimediare qualche voto, è una sfida a chi le dice più grosse ,sono pietosi. Questa è una campagna elettorale(se così si può chiamare visto come va avanti) all’insegna della comicità, Grillo, fa ridere, è un comico che sa fare il suo mestiere, gli altri sono dei tristi imitatori, che provocano solo sgomento in chiunque li ascolti. Poveri cagnolini, cosa fa la lega antivivisezione, perché non interviene in aiuto di quelle povere bestioline. Una cosa però l’hanno azzeccata, la data delle elezioni; tra il carnevale, il festival, ci mancava una bella partita della nazionale e, il quadro era completo, vada come vada, dopo possono sempre dire:- per carnevale ogni scherzo vale- Ci vuole un bel coraggio ad andare a votare, Come si fa a fidarsi di chi, prima ti pugnala, poi, viene a venderti le bende per fasciarti le ferite. Toscano44

    • mezzolitro ha detto:

      Sì, tutto bene, questo tipo ha detto la sua, ma la damanda è:
      prima che si rendesse conto di tutto ciò, dove viveva?
      Viene forse da Marte?
      Oppure s’è appena svegliato da un coma di cinquant’anni?
      Credo che descrivere la situazione (che tutti abbiamo ben presente…) serva a poco, ora ci vogliono le proposte.

      • orfeo ha detto:

        Gavorrano 17-03-13
        Signor mezzolitro, in un certo senso, ha colto nel vero, dopo essere stato per cinquanta anni un diligente cittadino, che ha sempre votato, questa volta, non lo farò; e sa perché? Proprio perché, mi sono svegliato dal coma, ho aperto gli occhi. Certamente, lei replicherà che un’idea dobbiamo averla, infatti io un’idea ce l’ho, questa volta più delle altre, non vedo nessuno che mi possa rappresentare e poi, perché voglio cambiare sistema, da ora in poi non pago più in anticipo, non compro più a busta chiusa, voglio vedere come si comportano e tra cinque anni, li ripago con il voto. Dobbiamo fare proposte, quali, le stanno facen do tutte loro, non mi sembra molto utile unirsi al loro coro. Fare le proposte è facile, potrei farne, tante da riempire un libro, lei pensa che servirebbe? Potrei dire ,date il lavoro ai giovani, ripristinate l’indicizzazione alle pensioni, fate pagare chi non ha mai pagato, fate che i ladri che ogni giorno spuntano come i funghi,” riducendo la nostra economia a un colabrodo”, paghino veramente; vorrei chiedergli perché in anno i poveri sono raddoppiati e chi è che li ha ridotti così, potrei continuare all’infinito, crede veramente che servirebbe, magari direbbe che sono un populista, ora va di moda, negli anni settanta se qualcuno criticava, o esternava il proprio disagio vero, sofferto, veniva definito qualunquista, ogni generazione ha avuto il suo” ista”. Andiamo avanti a slogan,” proposta no protesta” La protesta è legittima, quando è vera e in questo lungo periodo nero, il diritto di protestare credo sia sacrosanto. Proposte io le ho fatte, assieme a milioni di altri italiani, in uno eravamo il 90% degli aventi diritto al voto, ha saputo come è andato a finire? E questo è uno, potremmo parlare di altri che hanno avuto lo stesso destino. Io sono un semplice mortale” non presuntuoso” che non ha ricette per la risoluzione dei nostri problemi, ma vedo che, anche chi è pieno di presunzione, e crede di poterlo fare, è destinato a naufragare miseramente. Perciò mi scusi, se mi sono unito a altri milioni di sonnambuli e se svegliandomi all’improvviso, sono stato un po’ retorico. Un’altra proposta potrebbe essere questa: Si dovrebbe, pensare più a far bene, che a star bene, così si finirebbe con lo star meglio. Salve toscano44

        • mezzolitro ha detto:

          Credo che non andare votare sia più che altro una mancanza di rispetto per chi ha sofferto e addirittura morto per darci questo diritto.
          Se Lei non vede un partito o un/a candidato/a che le sconfinfera, faccia il percorso completo, si impegni in prima persona nell’attività politica, si può cominciare dal basso, dall’impegno nel sociale, nel volontariato, nei luoghi di lavoro, promovuendo le proprie idee con l’esempio, l’impegno.
          E’ difficile, ma non impossibile, ci vuole costanza e SOSTANZA nelle proposte.
          Quando nei primi anni novanta incominciarono a circolare le prime idee della Lega Nord, in moltissimi (anche io) si prendevano pè allocchi, poi il successo è stato travolgente, così tanto travolgente che alla fine ha travolto loro stessi, però è stata la dimostrazione di quanto detto prima. Stesso percorso sta facendo il movimento 5 stelle, vedrà che avranno un ottimo successo, speriamo che almeno loro, sappiano metterlo a disposizione del paese.

          • Granocchiaio ha detto:

            Viste le premesse probabilmente lo “metteranno a disposizione del paese” nelle misura e nelle modalità stabilite e dettate dal G.G.G. senza peraltro potergli chiedere delucidazioni in merito né ascoltare risposte alle domande che vorrebbero porgli giornalisti di tutta Italia, né qualsiasi altro essere umano oggi in Italia. Seguaci compresi.

  8. Granocchiaio ha detto:

    Sfoghi più che legittimi.
    Ognuno ha diritto al proprio pensiero e alle proprie scelte. Se scrive qui nel blog è per un confronto con altri. E con questo spirito rispondo a Orfeo.
    Non entro nel merito delle sue riflessioni e conclusioni.
    Faccio invece un semplice ragionamento.
    Non andare a votare è sì un diritto, ma non per questo non è una scelta. Non votare significa semplicemente delegare tutti gli altri a decidere anche per conto suo. Lui se ne lava le mani. Gli altri, bene o male, decideranno e faranno per lui.
    Chiaro questo concetto inequivocabile e indiscutibile, confermo la legittimità a non votare.
    Ma da qui a dire che così non si sceglie ce ne passa, cioè non è affatto vero: si delega semplicemente agli altri votanti i propri destini. Punto e basta.

    Vivere in democrazia, ma anche in altri regimi, significa doversi impegnare per essere cittadini. Impegnarsi significa anche scegliere.
    Se ti trovi in una situazione difficile, davanti a diverse opzioni, non sai che strada prendere, nessuna ti da garanzie che ti porti alla meta, credo sia ragionevole scegliere la meno peggio. Non credo che non scegliere sia la soluzione migliore. Come minimo certamente non è la più razionale.

    Si potrebbe citare la famosa frase di Montanelli “mi turerò il naso e andrò a votare….”, ma credo che il ragionamento sia già abbastanza chiaro.
    Se poi uno si fida più di tutti gli altri italiani che andranno a votare più del proprio cervello: libero di farlo!
    Sai che dispiacere per gli altri e per chi ci governa!

  9. Granocchiaio ha detto:

    Sul l’altro blog braccagnino “Braccagni in Piazza” viene segnalato il deplorevole atto della rimozione di manifesti elettorali.
    Un vekkiaccio, come ama definirsi Nello, ricorda che è un brutto fenomeno che si è ripetuto fin dagli anni ’60. Confermo il fatto, ma la cosa, salvo una serie più o meno fantasiosa dei possibili autori, è parsa ai più e alla prova dei fatti più una ragazzata di balordi che altro di più grave
    Augurarsi poi che non siano abitanti di Braccagni ma gente venuta da fuori veramente non la capisco.
    Piuttosto nell’articolo mi pare ci sia qualcosa di veramente notevole da segnalare.
    Nell’incipit dell’articolo si parte con una panoramica sul ‘900 che in poco più di 200 parole riassume le vicende politiche dell’Italia e dell’Europa. Notevole sforzo, ma con qualche osservazione che mi viene da fare.
    Viene citata 3 volte la parola “fascismo”, 2 volte la parola “libertà”, 1 volta “monarchia” e 1 volta “dittatura”.
    Brillano per la loro assenza due parole: “democrazia” e “comunismo”. Forse era un altro secolo.

  10. mezzolitro ha detto:

    Nell’approssimarsi della data delle elezioni, sta montando (come la panna…) sul webbe una minchiata stratosferica chiamata “astensione attiva” legata al “non voto” che qualche furbacchione che cavalca il generale malcontento popolare, spaccia come un metodo di protesta per contestare tutta la classe politica, senza favorire chi poi prenderà la maggioranza dei voti validi, come succede con chi annulla la scheda.
    Il metodo consisterebbe nel presentarsi al seggio, farsi registrare e al momento della consegna della scheda rifiutarla senza toccarla chiedendo al presidente di seggio di verbalizzare il motivo della protesta.
    Tonti! Tutto ‘sto casino pè niente! Perchè chi va poi a leggere quei verbali? Quello che conta sono i voti validi, il resto è come se tu non fossi nemmeno uscito di casa!
    E’ proprio vero, delle volte siamo più italioti che italiani!

  11. Granocchiaio ha detto:

    Celentano lancia “Ti fai del male” e canta di “un’onda nuova” che arriva

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    Il più politico dei cantanti, quello dei sermoni in tv e delle canzoni-denuncia, entra a gamba tesa nel clima pre-elettorale. E lo fa a modo suo, con «Ti fai del male», un brano inedito postato ieri a sorpresa sul suo blog (www.ilmondodiadriano.it). Una canzone molto critica nei confronti della politica italiana attuale, ma allo stesso tempo un invito a votare, «a riscrivere la storia del nostro Paese e rifarlo da capo». «Se non voti ti fai del male, se non voti non cambia niente», canta il Molleggiato, che non rinuncia ai temi a lui cari da sempre: dall’ambiente alla violenza sulle donne, dal federalismo alla crisi economica, passando per la Chiesa e le promesse elettorali («certo non si può dire che i tempi non siano confusi e mentre il pastore per salvare il suo gregge scuote la terra degli scandali riemergono purtroppo parole pericolose, parole come… condono tombale»). Celentano non risparmia niente e nessuno, ma sembra strizzare l’occhio al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, anche se il comico entrato in politica non è mai citato espressamente nel testo: «Si dice in giro che fra i partiti c’è un’onda nuova che è partita dal niente. E come una valanga sta avanzando, come un ciclone, per abbattere il marcio della nazione». Del resto già da tempo circolano voci su un possibile endorsement del musicista per il M5S, mai espresso del tutto. Non è escluso, però, anche se lo staff non conferma, che Grillo riesca nel colpaccio di portare Celentano, in carne ed ossa o in collegamento video, in una piazza, magari quella di San Giovanni a Roma, per il comizio conclusivo di venerdì.
    Il Tirreno
    MERCOLEDÌ, 20 FEBBRAIO 2013

    Pagina 4 – Grosseto

    In effetti il pensiero del “re degli ignoranti” ci mancava. Ora siamo più tranquilli .

    • Ric ha detto:

      Il “molleggiato” ha sempre espresso le proprie idee politiche, tant’è che Berlusconi, in occasione delle precedenti consultazioni elettorali, ebbe a ridire delle affermazioni di Celentano che – secondo sondaggi suoi – spostavano il voto dal Pdl ad altri partiti. Nell’insieme Celentano non è mai stato simpatizzante nè dell’una nè dell’altra parte con una leggera predilezione verso la sinistra e per le sue tematiche ambientali ed umanitarie. Celentano è un uomo che pensa, a modo suo, ma pensa e dice quello che vuole dire e sopratutto ha gente che lo segue e lo apprezza, ecco perchè Berlusconi ha paura di lui.
      Adesso lui parteciperà al comizio finale di Grillo a Roma che sarà un’altra kermesse oceanica come a Milano; questo fa pensare che ha una certa simpatia per il Movimento 5 Stelle e sicuramente personale per Beppe Grillo, e questo darà un grande credito al Movimento stesso.
      E Beppe Grillo? Io sono critico verso questo Movimento senza capo nè leader (Grillo non si presenta come candidato, semplicemente arringa la folla e “organizza” il Movimento) però attenzione: i sondaggi non si possono pubblicare perchè vicini alle elezioni, ma attraverso internet si sanno lo stesso e il Movimento 5 Stelle sta attaccando lo stesso Pdl e lo ha di molto avvicinato. Vero che Berlusconi ostenta sicurezza e parla di vittoria alle due camere, ma le urne diranno la verità al fine settimana e fossi nei sostenitori del Pdl avrei molti pensieri; si prevede una valanga di voti per Grillo, vedremo quello che succederà…

  12. Granocchiaio ha detto:

    Edoardo Bennato – Al diavolo il grillo parlante

    Adriano Celentano – Ti fai del male

    Consigli per gli acquisti

  13. Granocchiaio ha detto:

    ore 15.56 25 02 2013
    non ci sono che poche previsioni
    ne azzardo una io: che stavolta il B. debba andare a ringraziare Ingroia
    che sarebbe come dire: menomale c’è l’estrema sinistra a reggere in piedi il sig. B, ancora una volta!!!
    complimenti

  14. Granocchiaio ha detto:

    A differenza di molti (tutti) io le elezioni non le ho vinte, ma le ho perse
    e non sono nemmeno soddisfatto

    Ora mi metto a vedere quanto saranno felici e contenti coloro che (dicono) di aver vinto

    e chi li ha votati

  15. Granocchiaio ha detto:

    La rabbia dei sindaci per gli stipendi in Regione Nel mirino i consiglieri: non c’è proporzione con le indennità erogate dai Comuni «Solo le briciole a chi guida i centri più piccoli, ma le responsabilità sono enormi»

    Il più arrabbiato è il sindaco di Fabbriche di Vallico Oreste Giurlani, 700 anime, uno stipendio mensile di 690 euro: «Gli stipendi dei consiglieri regionali sono sproporzionati rispetto a quelli di noi sindaci, sempre in prima fila, con responsabilità penali forti. Che vengano a vedere il sabato i cittadini che ricevo: chi cerca lavoro, chi non gli funziona la tv digitale, chi ha l’aziendina sull’orlo del fallimento, chi mi chiede un psicologo per far maritare la figlia…».

    E’ un coro di protesta, quello dei sindaci, contro la giungla degli stipendi nelle amministrazioni pubbliche. Chi guadagna troppo e chi poco. «Occorre trasparenza, consapevolezza del periodo difficile che viviamo e equità tra i diversi stipendi. E soprattutto noi amministratori pubblici siamo troppi: 8.200 comuni, 110 province, 20 regioni»,
    osserva il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, uno stipendio di 2.978 euro netti per dodici mesi (senza tredicesima), da cui detrarre ogni mese 200 euro per pagare l’assicurazione contro i danni erariali.

    A lanciare per primo il j’accuse dei sindaci contro le paghe dei consiglieri è stato Matteo Renzi, un anno fa, in un’intervista al Tirreno: «Come sindaco di Firenze percepisco 4.300 euro circa al mese per 12 mensilità. In tutto 50 mila euro netti all’anno. Un consigliere regionale ne prende 5.600 con i benefit. E il vitalizio. Ora io penso che il sindaco di Firenze o di Torino abbia compiti e responsabilità di gran lunga maggiori rispetto ad un consigliere regionale».

    E tuttavia i sindaci delle città capoluogo non si lamentano del loro stipendio quanto di quello dei consiglieri regionali: «Premesso che mi ritengo soddisfatto per i 4.480 euro netti che prendo al mese, trovo però ingiusta la disparità di trattamento con i consiglieri regionali. Lo stipendio dovrebbe essere parametrato sulle responsabilità dell’incarico. Come Anci abbiamo posto più volte il problema di rivedere gli stipendi degli amministratori pubblici per renderli più equi, ma senza successo», spiega il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi.

    Anche il sindaco di Empoli Luciana Cappelli, poco più di 2mila euro netti al mese, ritiene che «i costi della politica vanno diminuiti» e in questo senso è compito della politica «valutare le proporzionalità in materia di stipendi e costi tra le rispettive indennità che spettano ai consiglieri regionali e ai sindaci».

    Se la Cappelli è cauta, il sindaco di Scandicci Simone Gheri, (proprio ieri si è visto ridurre lo stipendio da 2.600 a 2.100 netti per la dimunizione degli abitanti) è drastico: «A me lo stipendio anche ridotto va bene. Trovo però esagerato quello dei consiglieri regionali».

    Mentre i sindaci che superano i 2mila euro sembrano trattenersi nella polemica contro le indennità regionali, la rabbia e l’amarezza si fanno largo nei primi cittadini dei comuni più piccoli. «C’è tra noi sindaci e i consiglieri regionali una disparità eccessiva», sottolinea Fiorella Marini, sindaco di Bibbona, 1600 euro netti al mese (meno della diaria dei consiglieri).

    «Sì, la rabbia c’è considerando che la differenza di stipendio non è proporzionale alla mole e alla tipologia del lavoro da svolgere. Gli esuberi nei costi della politica non vanno cercati ed addossati agli enti periferici e locali, ma a livelli superiori», aggiunge Monica Paffetti, sindaco di Orbetello (2.350 euro netti)
    .

    «Per le responsabilità che un sindaco ha molto maggiori rispetto a quelle di un consigliere o parlamentare la differenza di stipendio è assurda. Probabilmente se deve esistere una proporzione, dovrebbe essere basata proprio sulle dirette responsabilità che uno ha», osserva il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci (1.950 euro netti lo stipendio mensile).

    «Lo stipendio dei consiglieri regionali è un’anomalia ed è ingiusta», protesta Maurizio Marchetti, sindaco di Altopascio, 1360 euro netti. Proposta finale di Giuseppe Fanfani, sindaco di Arezzo: «I consiglieri e i parlamentari dovrebbero prendere quanto i sindaci delle città più importanti»

    IL TIRRENO 22 03 2013
    di Mario Lancisi FIRENZE

  16. Granocchiaio ha detto:

    E se il Grillone parlante non fosse voluto entrare in parlamento per non fare la fine di Battiato?
    Grillo – Battiato 6 – 0

  17. Granocchiaio ha detto:

    Nessun incarico in Sicilia. Il Csm blocca Ingroia
    Mercoledì, 10 aprile 2013 – 16:20:00

    La terza commissione del Csm ha rigettato la richiesta di aspettativa di Antonio Ingroia. L’ex candidato premier di Rivoluzione civile non potrà presiedere la società di tributi Riscossione Sicilia, così come aveva annunciato il governatore Rosario Crocetta. Il ruolo di presidente della Riscossione Sicilia però non sarebbe compatibile con il collocamento fuori ruolo.
    Omissis
    Affari italiani.it 10 04 2013

    l plenum del Csm, con 19 voti a favore e 7 astenuti, ha deciso il trasferimento dell’ex pm di Palermo Antonio Ingroia alla procura di Aosta come sostituto. Il leader di Rivoluzione civile sarà quindi nel capoluogo con funzioni di pm e non di giudice. Si è quindi preferito derogare alla circolare del Csm che stabilisce che chi si candida non può tornare a fare il pm che non alla legge sul sovrannumero, visto che al tribunale di Aosta Ingroia sarebbe in sovrannumero, mentre in Procura c’è un posto.
    Se in un primo momento l’ex pm di Palermo aveva giudicato la scelta del Csm una decisione che non valorizzava la sua professionalità, considerando l’ipotesi di lasciare la magistratura, ora Antonio Ingroia, ci ha ripensato. “Dimissioni imminenti? Direi di no. Magari qualcuno lo vorrebbe”. Prima di prendere qualsiasi decisione, compreso un ricorso al Tar, “perchè non si esclude mai nulla – ha affermato – attendo la notifica del provvedimento del Csm”.

    Intanto è arrivata una risposta anche dalla Procura di Aosta. Marilinda Mineccia, il procuratore capo d’Aosta ha commentato il trasferimento di Antonio Ingroia: “Sono alla procura di Aosta da qualche anno e posso dire che il lavoro del magistrato, dovunque fatto, è di grande utilità, interessante e, spero, utile”. “Non ho ancora parlato con il collega – ha aggiunto il procuratore Mineccia – se lui deciderà di venire ci sentiremo presto, non so cosa farà, ognuno nel decidere la propria destinazione lavorativa fa valutazioni che dipendono da tanti fattori e mi rendo conto che ci sono più di mille chilometri dai suoi interessi principali“.
    Appena appreso della notizia, Ingroia aveva commentato: “Era una decisione che era nell’aria, ho poco da aggiungere. Ritengo però che questo non sia il modo migliore per valorizzare la mia professionalità, acquisita in 25 anni di magistratura”. Ingroia ha spiegato di prendere atto della pronuncia del Csm e ha spiegato di valutare “nei prossimi giorni cosa fare”, in attesa della notifica formale. “Avevo avanzato la proposta di lavorare alla procura antimafia -ha ricordato Ingroia- o per l’incarico in Sicilia che voleva affidarmi il presidente Crocetta [la presidenza di Riscossione Sicilia spa, ndr] ma il Csm è evidentemente restio alla possibilità che io metta a frutto la mia esperienza antimafia”. E sulla possibilità di lasciare la magistratura, aveva spiegato che compariva anche questa ipotesi “in uno spettro molto ampio di possibilità”.
    Ai microfoni di Tgcom24, Ingroia aveva poi puntualizzato che “il trasferimento ad Aosta ha il sapore di un provvedimento punitivo”. Si è detto “sconcertato” dalle valutazioni del Csm che “ha violato le regole che dice di essersi dato. Mi mandano a fare il pm e non il giudice – ha osservato – violando la regola che chi rientra da un’aspettativa politica non può fare il pm”. Infine si è domandato “perché fare un’eccezione a questa regola e non eccezioni a regole relative a sede di destinazione e funzioni? E’ difficile non scorgere un effetto punitivo in questi provvedimenti. Ne terrò conto”.
    Prima della ratifica definitiva, Ingroia ha domandato di essere ascoltato, ma il Csm ha ritenuto di non accogliere la sua richiesta e di procedere al voto. Ad annunciare l’arrivo della proposta di audizione è stato in apertura del plenum il presidente della terza commissione Roberto Rossi, che ha precisato che si tratta di una procedura non consentita e che eventualmente avrebbe comportato un ritorno della pratica in commissione, per la quale non è arrivata però nessuna richiesta. “C’è un atteggiamento contrario sia al ritorno in commissione sia all’audizione in plenum”, ha concluso il vicepresidente Michele Vietti, prima di passare al voto.
    Aosta è l’unica circoscrizione in cui Ingroia – che ha preso parte alle elezioni di febbraio con Rivoluzione civile – non si sia candidato e quindi l’unica in cui potrebbe riprendere la sua attività di magistrato. La terza commissione del Csm, che nei giorni scorsi aveva esaminato il caso, aveva proposto il trasferimento al tribunale di Aosta, ma Magistratura Indipendente ha avanzato la proposta di uno spostamento alla procura.

    Il Fatto Quotidiano
    11 aprile 2013

    Riflessione:
    Ma se ad un cittadino qualsiasi, mettiamo un esponente delle destra ad Aosta, dovesse capitare di essere indagato dal p.m. Antonio Ingroia. secondo voi si sentirebbe in una botte di ferro perché sarà giudicato da persona obbiettiva e non di parte?

    • seicentodieci ha detto:

      Il soprannome è collegato a quello che vale la mia opinione, precisazione d’obbligo. Granocchiaio un PM non giudica , indaga e rimette le carte davanti a giudici che devono giudicare. Il problema comunque rimane, e andrebbe risolto con l’obbligo di fuoriuscita dei giudici dalla magistratura nel momento in cui prendono tessera di partito, si candidano e via dicendo. Un magistrato ha così tanto potere sugli altri uomini, che oltre ad una posizione sociale di riguardo, deve avere anche un contegno ed una serie di incompatibilità che sebbene comportino un sacrificio, mettano però a riparo l’imparzialità e la competenza. La stessa cosa deve valere per gli avvocati, se entrano in politica poi devono essere incompatibili loro e i loro colleghi di studio e famigliari con incarichi politici dove si decidono leggi che riguardano soggetti loro clienti, vedi caso ghedini e tanti altri. In Italia manca una destra all’altezza di questo nome, ragion per cui anche la sinistra non è matura, è un poco come nello sport, per diventare campioni bisogna allenarsi e giocare contro chi è più bravo di noi, più bravo è il maestro e l’avversario, più cose si imparano. Qui c’è da mettersi le mani nei capelli da questo punto di vista, siamo nemmeno in terza categoria oggi, forse in qualche girone di calcetto a cinque per vecchi zoppi e mezzi ciechi. Per questo Ingroia e tanti altri anche di destra ce li ritroviamo tra i piedi come bastoni tra le ruote della democrazia.

      • mezzolitro ha detto:

        Caro mio, del tuo intervento non ho capito solo il fatto del soprannome, per il resto il tuo discorso non fa una piega.

        • seicentodieci ha detto:

          Caro Mezzolitro, seicentodieci sta per
          sei
          uno
          zero
          ovvero il valore della mia opinione in questo mare di commissari tecnici della politica nazionale, come quello del mio soprannome è:
          zero
          seiunozero è anche il titolo di una divertentissima trasmissione radio su radio 2 nel pomeriggio durante la settimana…

          • mezzolitro ha detto:

            Non ti buttare troppo giù, avere un’opinione, qualunque sia, ti (ci) fa valere senz’altro più di zero!

  18. Granocchiaio ha detto:

    L’ira di Grillo: “E’ un colpo di Stato, marciamo su Roma. Saremo milioni”. Rodotà: “Sono contrario”
    Tiscali – Politica

    «Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. È in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale». Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

    «Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese»
    Corriere della Sera

    (ANSA) – ROMA, 21 APR – ”Ieri ho detto ‘golpe’, ma intendevo ‘golpettino istituzionale furbo’, giocato sulla semantica ”

    (si, appunto, forse scherzava)

    “Se è una cosa pacifica, una passeggiata, si fa perché Roma è splendida. Ma senza fare manifestazioni che possono degenerare”. Così Beppe Grillo, intervenendo sulla Cosa, in merito al corteo di manifestanti M5S da piazza Santi Apostoli al Colosseo.

    (e poi panino e porchetta, e un gelato per i più buoni)
    qualcuno ricorda “La marcia su Roma”. film del 1962 diretto da Dino Risi?

  19. braccagni.info ha detto:

    Il sogno americano alla Festa Democratica a Grosseto: il programma di venerdi
    GROSSETO – America tra mito e sogno: è il tema che verrà sviscerato domani sera, venerdi 6 settembre, alle 21.30, allo spazio dibattiti della Festa Democratica nel parco di via Giotto. Nicola Turi, dell’Università di Firenze, presenta il libro “Declinazioni del canone americano in Italia tra gli anni Quaranta e Sessanta” (editore Bulzoni); introduce Lucia Matergi (Istituto Gramsci Grosseto) Nicola Turi, ricercatore presso l’Università di Firenze, nel suo libro indaga motivi e conseguenze del lungo innamoramento per l’America che condusse scrittori e intellettuali italiani a mutuare moduli e temi, svecchiando un panorama culturale intriso di accademia.
    In apertura di serata, proiezione di un video sull’America come simbolo del lontano, della libertà, dell’autoaffermazione: un mito che si è alimentato nel tempo, assumendo tanti volti e trasformandosi per seguire le vicende della storia, più spesso i desideri e le proiezioni di chi, dal vecchio continente, ha voluto e vuole vedere altri mondi. Da Martin Luther King a Obama, da Hemingway a Carver, dal Vietnam alle guerre di oggi: I have a dream…
    IL GIUNCO.NET
    5 SETTEMBRE 2013

    • Granocchiaio ha detto:

      È un vero peccato, questo me lo sono proprio perso. Molto stimolante. E poi visti gli organizzatori ci sarebbe stato un motivo di interesse in più. Veramente. Ora aspetto, e propongo, il rovescio della medaglia dal corrispondente titolo:

      “Il sogno sovietico alla Festa Democratica”
      U.R.S.S. tra mito e sogno
      “Declinazioni del canone RUSSO in Italia tra gli anni Quaranta e Sessanta”
      Magari sulla scia di uno scritto che indaghi “motivi e conseguenze del lungo innamoramento per l’ U.R.S.S. che condusse scrittori e intellettuali italiani a mutuare moduli e temi, svecchiando un panorama culturale intriso di accademia”.

      E magari anche la
      proiezione di un video sull’ U.R.S.S. come simbolo del lontano, della libertà, dell’autoaffermazione: un mito che si è alimentato nel tempo, assumendo tanti volti e trasformandosi per seguire le vicende della storia, più spesso i desideri e le proiezioni di chi, dal vecchio continente, ha voluto e vuole vedere altri mondi.

      Sono convinto che gli stessi attori di Grosseto abbiano le carte e parole giuste per tenere anche questo interessante e stimolante incontro.

  20. Granocchiaio ha detto:

    PREZZI CORRENTI

    A Forte dei Marmi una giornata al mare può costare 300 euro.

    A Grosseto il nuovo tiro a segno costerà 450mila euro

    Cicciolina compie 60 anni e ha 3mila euro di pensione da parlamentare

    Per due birre vendute dopo mezzanotte un negozio pisano multato per 6.667 euro

    La villa che si affaccia sulla baia del Quercetano a Castiglioncello acquistata per 7 milioni di euro

    Inaugurata la variante che consente di evitare il passaggio a livello dell’Albinia, è costata 17 milioni di euro

    Stabilito il rimborso per la casa distrutta dell’anziana morta a Marina di Campo nell’alluvione del 2011: zero euro

    Da Il Tirreno

    Eppur si muove di Davide Guadagni

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