Quando alle puerpere si dava un bel tubo di vino

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fiasco vino

fiasco di vino Chianti

ospedale santamaria della scala  siena

Ospedale Santa Maria della Scala a Siena

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Con una faccia tosta non indifferente dissi alla mia fidanzata al momento che decidemmo poi di sposarci: o ti metti a mangiare pesce e bevi vino o un se ne fa di niente. Ci siamo sposati e ora la mia signora mangia tutte le qualità di pesce esistente e non riesce a fare un pranzo senza un bicchiere di vino. Può saltare il pane per la dieta, ma il vino no. Quando si trattò di scegliere l’ospedale dove partorire mi disse: io a Grosseto da quel macellaio lì non ci vado. D’accordo con il ginecologo fu individuata Siena e l’ospedale fu quello stupendo edificio di fronte al Duomo. Allora con il disco si poteva parcheggiare per un po’ anche li davanti. A parte un travaglio durato più di dodici ore andò tutto bene e la figlia numero uno nacque felicemente. Tralascio tutta la parte bellissima e intuibile e racconto di un fatto che mi sorprese un po’ ma mi diede tanta soddisfazione. Al primo pasto dopo il parto presentarono alla mia signora un tubo di vino rosso che mi fece subito meraviglia. Visto il posto non potei non pensare ad un bel Chianti. Io non lo sapevo che si potesse fare, ma se lo facevano era segno che si poteva fare. Mia moglie ne fu felice, disse che era buono, e io non potei fare a meno di dirgli se me lo faceva assaggiare un pochino. Era di molto buono. Come promesso a tutte le infermiere diciassette mesi dopo mia moglie fece il bis e nacque la figlia numero due. Io ero curioso di vedere se gli avessero dato ancora il vino o se avessero cambiato sistema. Parto più veloce , femmina numero due, tutto bene. E al primo pranzo aritonfa giù un tubo di vino bello rosso e profumato. Mia moglie ha allattato ambedue per sei mesi con piena soddisfazione del pediatra, delle mie figlie e mie che per sei mesi ho annotato per entrambi le pesate di quanto latte prendevano. Una muccheria sembrava! La seconda arrivò a prenderne 380 grammi in una volta! E qui mi convinsi che un bicchiere di vino a pasto fa latte. Altro che birra e pasta all’uovo. Mia moglie si chiama Laura, la primogenita Stella, la seconda Alessandra.
    Oggi è il compleanno di Stella. Beve poco vino, solo quello buono.

  2. Gian Luca ha detto:

    buon vino fa buon sangue ed evidentemente anche buon latte

  3. Marga ha detto:

    Caro Roberto, come capisco la tua Laura! In Germania ero amica di una famiglia pugliese. Loro avevano 3 ristoranti ed in uno cucinava la moglie in maniera casalinga doc. Un giorno mi chiamava “Nini” e mi invitava,aveva ricevuto un vino specialmente buono. Mettendomi a tavola mi porta questa dilizia e mi disse: Assaggi, Marga, questo è sangue, sangue puro della mia terra pugliese”. Ancora oggi mi viene l’acquilina in bocca.

  4. rossana ha detto:

    Intendo sporgere una vibrante (come usa dire il nostro beneamato Presidente Napolitano) protesta, perchè a me, nella medesima situazione, non hanno dato del vino, nemmeno poco buono! Ma io non ho partorito a Siena!
    Comunque il proverbio dice che il vino fa buon sangue e si sa che i proverbi rispecchiano la saggezza degli antichi.
    Parola di un’astemia.

    • Granocchiaio ha detto:

      Posso assicurarti che la buona usanza di dare un bel bicchiere di buon vino (rosso) non è più in essere, anche in quel di Siena.
      Purtroppo alle buone abitudini si vede rinunciare troppo spesso per sospette mode o “ricerche” fatte non si sa bene da chi. O magari solo per risparmiare il costo di un buon bicchiere.
      Sono contento che Laura abbia potuto godere di questa ottima buona abitudine.
      Però, per ad un’astemia dichiarata come te direi: non è mai troppo tardi! Magari la prima volta che ci troviamo a tavola mi propongo come “iniziatore”.

      come vedi la tua “vibrante” protesta ha trovato sponda!

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