Arrivano i nostri!

AGGIORNAMENTO URBANISTICO PER CAVALCAVERROVIA DI BRACCAGNI
Approvato dal Consiglio comunale anche l’aggiornamento urbanistico a
seguito degli esiti della Conferenza dei Servizi tra Regione, Comune e
Ferrovie relativa alla realizzazione del cavalcaferrovia di Braccagni,
con l’eliminazione del passaggio livello, e quella della viabilità di
collegamento. I lavori di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) partiranno nei
prossimi mesi.

[Spazio Comune – Notizie] n. 12/2016 – giovedì 24 marzo 2016

cavalca_earth

http://www.provincia.grosseto.it/pages/mm7392.jsp

A Braccagni tutti felici e contenti : Addio passaggi a livello e ai cortei funebri.

Il progetto “Cavalcavia sud” dopo anni di controversie sembra partire. Anzi secondo il Tirreno di oggi lunedì 8 febbraio “A Braccagni, nei prossimi mesi, partiranno i lavori per eliminare due dei quattro passaggi a livello che circondano il paese.”

Nello stesso articolo si segnala il fatto che “si è riacceso il dibattito sui trasporti funebri. Un problema  evidenziato dai cittadini già alla fine degli anni ’90, poi diventato secondario e oggi di nuovo centrale.”

In effetti qualsiasi soluzione renderà in pratica più che disagevole, proprio impossibile un trasporto funebre in maniera accessibile a tutti, cioè a piedi. Anche se l’amico Nello chiosa: “Il problema dei funerali è risolvibile. Piuttosto sono preoccupato per i tempi di realizzazione. Dico che minimo ci vorranno cinque anni….” Peccato non ci dica come il problema dei funerali sia risolvibile per tutti.

 

I miei amici mi accusano di rivangare il passato con troppa insistenza. Se sia troppa non lo so, certo sono convinto che se non si guarda indietro non si scoprono mai gli errori commessi.

E stavolta partirei anche da abbastanza lontano. La ferrovia non è cosa recente, la stazione mi pare esista fin dai primi del ‘900. Perché allora negli anni ’60 (circa) il Cimitero fu progettato e poi realizzato al di là delle sbarre? Che vantaggio avrebbe portato questa soluzione? Nessuna credo. E con i terreni disponibili a nord e a sud del paese poteva sicuramente trovare una sistemazione più razionale.

Purtroppo le nostre amministrazioni non hanno mai brillato per le soluzioni urbanistiche del paese. Anziché progettare un paese “con un capo ed una coda, e magari anche una pancia, alias una piazza” è stato realizzato nel tempo un niente assoluto, se si esclude un reticolo di strade senza senso (ma con abbondanti sensi unici) pro paese-dormitorio. Cosa che poi si è puntualmente verificata.

 

La versione “Cavalcavia nord” è stata contesta e poi bocciata per motivi politici. L’impatto ambientale è strumentale. Anche il “Cavalcavia sud” avrà un impatto ambientale, non credo inferiore a quello progettato a nord, ma a differenza di quello progettato sotto una giunta di centrodestra questo è progettato da una giunta di centrosinistra e l’impunità è garantita. (A proposito di impatto ambientale che dire del cavalcavia realizzato all’Albinia? Patria di WWF e compagnie belle.)

 

Frattanto l’attività derivante dal notevole traffico verso il mare che attraversava il paese è stata polverizzata da anni ed anni di un passaggio a livello che restava chiuso per secoli. Non c’è voluto molto affinché i flussi provenienti dalla Grosseto Siena arrivando dalla Strada dello Sbirro anziché girare a destra e passare per Braccagni, girassero a sinistra e trovassero sfogo con la Strada del Palude. Come gli altri flussi provenienti dalla senese anziché attraversare Braccagni abbiano imparato a deviare per il Lupo e poi per il Bozzone e quindi al mare.

 

Voglio ricordare, specie a chi ha voluto dimenticare, che la soluzione Cavalcavia Nord partiva in pratica dal paese e anche per il futuro avrebbe assicurato un certo traffico. Così pure per il tragitto inverso; oltre ad essere ovviamente più a portata di mano per tutti. Tanto per fare un esempio: chi proviene dagli Acquisti via delle Gerlette, le numerose famiglie che abitano appena dopo le sbarre, ma anche chi viene dalla Strada del Bozzone, deve fare non solo un tragitto assurdo, ma soprattutto ritrovarsi poi completamente fuori dall’abitato del paese, al contrario dell’altra soluzione scartata.

Dalla rotonda prevista sulla via Malenchini, da dove iniziava il Cavalcavia, l’Assessore ai lavori pubblici del Comune di Grosseto, avanzò la proposta di far partire contemporaneamente una specie di circonvallazione del paese, cioè partendo dalla rotonda del Cavalcavia e poi  verso la stazione ferroviaria, ristorante Bernasconi, per poi continuare, sempre a forma circonvallazione, nella parte sud del paese. Realizzando così interamente quello che l’amico Nello propone oggi nell’articolo citato. Anche se per la sola zona sud del paese. Troppo giusta, troppo utile: meglio non farla!

I firmatari la petizione contro il Cavalcavia Nord pare fossero 600, tre sono rei confessi, orgogliosi del (mis)fatto, diversi assai i pentiti. Ma con mal di pancia lo ammettono solo in privato.

 

Archiviato in: LA VITA DI PAESE

RSSNumero commenti (30)

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Braccagni, addio ai passaggi a livello

    Un cavalcavia, scalinate e nuova viabilità: ecco il progetto presentato da Ferrovie dello Stato a Comune e Provincia

    ________________________________________
    Via i due passaggi a livello di Braccagni: si può fare. È di ieri la nota con cui le Ferrovie dello Stato informano le amministrazioni competenti – Provincia e Comune – sul piano dei lavori. Un programma dettagliato che prevede tra le altre cose anche rotatorie, rampe pedonali e sistemazione di alcune strade. Ecco che, una volta svanito il piano del polo logistico intermodale, la frazione sarà comunque interessata da importanti cantieri. Certo, ci sarà da vedere cosa ne penseranno le associazioni ambientaliste, ma questa è tutta un’altra faccenda. Il programma. Partiamo dalle certezze: il “cavalcaferrovia” spunterà all’altezza del chilometro 199 e 61 della linea che congiunge Pisa e Roma, grosso modo dove si trovano i terreni agricoli dalle parti del cimitero, lungo la strada provinciale del Bozzone. «Le intersezioni tra la viabilità di collegamento e le strade esistenti – si legge nella nota che contiene le prime indicazioni del piano – saranno raccordate da rotatorie con raggio di 17 metri e mezzo», mentre le vie di congiunzione saranno larghe poco meno di dieci metri. L’intervento prevede anche la sistemazione della strada vicinale di San Guglielmo, quella che unisce via Garibaldini a via Malenchini. Bene, lì dovrebbero essere ritoccati circa 450 metri di tracciato. Importante infine la realizzazione di rampe pedonali a servizio della stazione: insomma, saranno creati passaggi dedicati a facilitare l’accesso a persone con ridotte capacità motorie. Le rampe sono previste all’altezza del primo e del terzo marciapiede della stazione, dove oggi esistono solo semplici scale di accesso al sottopasso. I tempi. Davvero difficile dire quando inizieranno i lavori. Figuriamoci pronosticare una data di conclusione. Anche dal Comune fanno infatti sapere che il progetto è ancora poco più che in embrione. Dovrà passare molte fasi, in primis la conferenza dei servizi, prima d’arrivare all’assegnazione degli appalti. Insomma, difficile vedere all’opera le prime ruspe entro quest’anno. L’idea, comunque, è di andare avanti a stralci. Tre diversi capitoli d’intervento: opere stradali e idrauliche (tra cui contare muri di sostegno, tombini, pavimentazioni e barriere di sicurezza), cavalcavia, rampe di accesso e sottopassi. Ancora non è chiaro a quanto ammonti la spesa che Ferrovie dello Stato si impegna a portare avanti in Maremma. Ma spulciando tra le varie schede tecniche la cifra che schizza agli occhi sono gli oltre trecento mila euro dedicati al computo preliminare degli oneri per la sicurezza. Di questi ben 1150 andranno per ogni metro del cavalcavia. Gli schemi e le schede tecniche dedicate al piano sono pubblicati sul sito web della Provincia di Grosseto. «Chiunque abbia interesse – fanno sapere da Ferrovie – può presentare, entro 45 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso, osservazioni e memorie scritte relative al progetto».
    di Maurizio Bernardini GROSSETO
    Il Tirreno 31 01 2013 Pagina 16 – Grosseto

    • Granocchiaio ha detto:

      Sono poche le notizie e ancora meno i disegni disponibili da cui si possa capire che razza di cavalcavia viene oggi proposto.
      Comunque dalla piantina fornita qualche considerazione si può già fare.
      Il tracciato dell’attuale progetto mi pare assai più lungo del precedente.
      Sicuramente risulta assai più scomodo per gli abitanti del paese perché per andare “di là dalle sbarre” o tornarne indietro hanno da fare un bel pezzo di strada in più. Infatti, mentre nella precedente versione si partiva (e si ritornava) in via Malenchini (altezza inizio Via A. Garibaldi), verosimilmente servita da una rotonda, e cioè sostanzialmente dal paese, ora per passare la ferrovia ci si deve portare fuori paese, verso sud, fino all’ex distributore della Esso e poi compiere “una traversata” che a occhio e croce mi pare ben più lunga della precedente.
      Come nell’altro progetto è previsto il raccordo tra la via del Bozzone e la Strada dei Pupilli tramite la sistemazione della strada di S. Guglielmo. Però, sommando tutto il tragitto in più, penso che il mio amico Pizzicato c’abbi da fa un bel po’ di strada in più per i suoi trasferimenti.

      Confesso che non ho mai visto il prospetto esecutivo del precedente progetto. Però, di fronte alla scelta soprapassaggio e sottopassaggio la cosa mi pareva (e mi pare) talmente ovvia che nemmeno ci torno sopra. Si è parlato spesso della soluzione “stravagante” di costruire un sottopasso prevedendo già delle idrovore contro le alluvioni! No comment. Ma assai più illuminante sarebbe l’immaginare da dove avrebbe dovuto partire il sottopassaggio lato paese in Via Garibaldini, e le conseguenze per il raccordo Via Garibaldini con il raccordo per arrivare alla stazione ferroviaria.
      Non conoscendo il progetto non posso dire in coscienza quanto sarebbe stato impattante per il territorio.
      Però conosco abbastanza bene le idee di certe frange che rifiutano qualsiasi sistemazione delle infrastrutture, a priori. E noi, provincia di Grosseto in generale, se ne vede le conseguenze rispetto al resto del territorio toscano e italiano in genere.
      Gente che scommetterei avrebbero proibito la costruzione di Ponte Vecchio a Firenze fossero nati nel periodo giusto.
      Poi credo di conoscere abbastanza bene anche il modo tutto nostro di ragionare rispetto ai progetti proposti dalla parte politica avversa alle nostre idee. Per essere chiaro: se il progetto fosse stato proposto con l’amministrazione comunale di sinistra, dubito che ci sarebbe stato ugualmente la raccolta di centinaia di firme.
      Ma sicuramente il nuovo progetto sarà meno impattante. Anzi, affatto. Anzi sarà pure di abbellimento al territorio. Di sicuro!
      O no?

      • mezzolitro ha detto:

        Ranocchio, stai sempre a rivangà. Te puoi puntualizzà all’infinito, ma il risultato non cambia, il cavalcavia a sud è senz’altro meno impattante di quello previsto a nord.
        Mi dispiace solo pè il Maestro che gli costruiscono quasi tutto il terrapieno est sull’oliveto, e pè il Mangiavacchi che gli occupano mezzo orto cò un pò di plinti, il resto sò chiacchere al vento…

        • Granocchiaio ha detto:

          Il cavalcavia a sud sarà meno impattante quando si vedrà qualcosa di più e si verificherà se effettivamente lo è. E se lo è voglio vedè chi ha il coraggio di dirlo.
          Anche la lunghezza dell’attraversamento non mi pare poi così tanto più corta.
          So chiacchiere al vento? Vedo che lo sport dell’autoassoluzione è sempre assai in voga.

          • nello ha detto:

            Partecipo con piacere alla discussione, perchè io, da sempre di sinistra, ho sempre sponsorizzato il cavalcaferrovia, quindi è inutile rinvangare il passato: le posizione sul come togliere i passaggi a livello, i paese, erano bipartisan (senza togliere con questo lo scontro politico, specie a livello grossetano, che ne è seguito).
            Il problema è: sono da togliere o meno queste benedette sbarre? Per me sì, anche se in verità non utilizzo molto via Ponte Rigone, quindi bisognava (bisogna) trovare la soluzione. Mi sembra di capire che anche Granocchiaio, forse caso più unico che raro, la pensi come me, no al sottopasso per vari motivi, quindi via al cavalcaferrovia.
            Ovunque si faccia credo che, senza ombra di dubbio, ci sia impatto, ma c’è poca scelta o lì o niente (a meno che non si opti a buttar via, per l’ennesima volta, soldi dei contribuenti e aumentare il percorso di Pizzicato, facendolo alla curva del Cafaggio).
            La presentazione del progetto poi è solo indicativa (in effetti non è quello esecutivo) e tiene conto del via libera di due Enti: il sì di RFI e quello della Provincia. Manca quello forse più importante del Comune: Bonifazi, come Sindaco, ha già detto sì, sicuramente vedrà, il progetto esecutivo, forse darà il primo colpo di piccone per inizio lavori, sicuramnete non sarà lui a tagliare il nastro inaugurale (a meno che non si faccia come l’autostrada Messina Palermo inagurata da ogni primo ministro succeduto negli ultimi 30 anni, Monti escluso). Questo per dire che ci vorrà tempo a giudicare l’impatto e la viabilità complanare legata all’opera.
            L’unica cosa che si può certo affermare che la lunghezza del raccordo Aurelia-Bozzone è più o meno la stessa del progetto 2000, ma la campata reale del cavalcavia è molto più corta, quindi meno ripide(specie lato paese) le rampe.

  2. Granocchiaio ha detto:

    Le carte non ci aiutano un granché,ma a occhio e croce questo cavalcavia è molto più lungo e scomodo del precedente.

    Misure fatte un po’ alla grande sulle cartine del progetto.

    L’attuale intera bretella dovrebbe misurare circa 950 metri, la prima almeno 200 metri meno, cioè circa 750 metri.
    Siccome però la prima ipotesi partiva dal paese mentre l’attuale parte dall’ex distributore Esso la distanza totale è assai maggiore.
    Sempre a occhio e croce.
    Mettiamo come centro paese il Centro di Promozione Sociale (Ex Asilo).

    La distanza tra questo e il punto di partenza della prima soluzione è di 300 metri.
    Quindi 750 mt. (lunghezza bretella) + 300 mt. (dall’Asilo all’imbocco della bretella = fanno 1.050 mt. in totale

    Nell’attuale progetto si deve contare: mt. 950 (lunghezza bretella) + 1.200 mt. (dall’Asilo all’imbocco nuova bretella) = fanno 2.150 mt., cioè circa il doppio!

    Non mi pare proprio un grande affare.

    Anche il cavalcavia vero e proprio non sarà molto più corto perché mentre nella prima ipotesi c’era da superare 3 binari, pur se non contigui, più la strada S. Guglielmo, nell’attuale versione il cavalcavia deve superare ben 5 binari più la strada delle Gerlette che però si trova ad una discreta distanza dai binari.

    Con buona pace del mio amico Sciabolik queste saranno pure chiacchiere al vento, ma a me paiono anche fatti. Che se ne facesse una ragione.

    • nello ha detto:

      Se si vuole per forza essere contrari, sai quanti punti trovo.
      Oggi come oggi l’unica possibilità per eliminare il passaggio a livello è questa, non ci sono alternative, a meno che si faccia un pianto ed un lamento, si toglie il passaggio a livello e si utilizza la strada Bottegone-Acquisti-
      Gerlette.
      Anche sulle misure che dai ho molti dubbi. Ti potrei dire che il precedente progetto non era dui 700 m circa come tu dici, perchè a questo dovresti aggiungere gli oltre 300 o 400 m di via Malenchini, perchè la misura che riporti sul nuovo, per altro esatta, è dall’ex distributore alla rotonda sulla strada del Bozzone, più o meno fra il Cimitero ed il Guadalupe. Inoltre l’arcata del viadotto è di molto inferiore, perchè il precedente non “saltava” tre binari come dici, ma molti di più (5 di stazione, quello di Siena ed oltre 100 m fra la derivazione Siena ed il primo binario, ora eliminato ma va conteggiato), a questo si aggiunge che da via A.Garibaldi iniziava subito la rampa (quindi per raggiungere i 10 m circa aveva solo una distanza di 100 m, contro gli attuali 300 m) quindi molto più impattante dell’attuale. Le altre misure che riporti lasciano il tempo che trovano, anche perchè se guardi l’RU noterai che lo sviluppo del paese è oltre Vita nova, quindi dovresti prendere queso come riferimento e non l’ex asilo o la Chiesa, che oggi come oggi sarebbe più consona..

  3. Granocchiaio ha detto:

    Caro Sciabolik, io posso essere non obbiettivo
    Ma un righello e una scala sulla planimetria qualcosa di obbiettivo mi sa che ce l’hanno: provare per credere!
    D’accordissimo con Nello: non c’è più cieco di chi non vuol vedere, né sordo di chi non vuol sentire.
    Scommetto che stavolta di contrari al progetto se ne troverà pochi. Scommetto nemmeno il Maestro e il Mangiavacchi. Chissà perché. Magari perché è più bello, più comodo, più corto e magari anche meno impattante.

  4. Ric ha detto:

    Riceviamo e pubblichiamo la seguente notizia:
    Il Comitato SOS Braccagni NET organizza una riunione pubblica per discutere insieme e proporre osservazioni sul progetto del CAVALCAFERROVIA INCONTRO PUBBLICO LUNEDÌ 11 MARZO ORE 21 Centro sociale “Gli Anta” via dei Garibaldini n. 42
    moderatore Carlo Vellutini

    • mezzolitro ha detto:

      L’occasione è da non perde, i paesani che hanno da fà presente i problemi che si potrebbero verificà cò la realizzazione dell’opera, farebbero bene a venicci a codesta riunione, anche se lo sport preferito da queste parti è fà la polemica dopo, a cose fatte, condita cò migliaia di “io lo sapevo!”

  5. mezzolitro ha detto:

    Lunedì sera la riunione è andata bene, addirittura, durante la discussione che è stata abbastanza animata, è scaturito anche un suggerimento su una situazione critica sulla strada di S. Guglielmo che c’era sfuggita durante la fase preparatoria della riunione. Obbravo il Dringoli!
    Naturalmente non è mancata la polemica (‘un ci si fa mancà niete a Braccagni) dell’immancabile “rivangatore” che ha tirato fori un’altra volta la storia del cavalcavia a nordo di Braccagni…
    Che lena!

    • nello ha detto:

      Da uno come Mezzolitro mi aspettavo un plauso al Comitato “sos braccagni.net”. Visto che non lo fa lui, lo faccio io in barba alla modestia. Dopo aver lavorato molto bene sul problema Polo,prendendo anche plausi dalla controparte (guardate non è farina del mio sacco, ma del Presidente Marras, in un assemblea a Sticciano), penso che essere rimasti in vita sempre con il fine migliore per Braccagni e Montepescali (in fondo manca una qualche identità allo scopo con la venuta meno delle Circoscrizioni)non sia stato sbagliato. La risposta, visto anche il tempo, è stata positiva, peccato l’assenza dei montepescalini, speriamo solo dovuta dal tempo. Anche la discussione che si è creata è stata eccezionale, visto che non c’è stato solo l’intervento del duo Bernasconi-Dringoli su strada S.Guglielmo, ma anche l’accorpamento delle due alternative da noi proposte per il collegamento rotatoria Aurelia-Via Garibaldini è importante visto che si guarda anche al presente (via Guelfi è strada chiusa).
      Per quanto riguarda le polemiche cui fai cenno erano attese, perchè molti non sanno che, a seguito dei fatti del 2001, ci sono stati ricorsi, figurati se conoscevano la sentenza del Consiglio di Stato, nonostante che il nostro Presidente, nonchè Carlo ormai nostro moderatore ufficiale, ne avesse accennato nella presentazione.
      Oggi, o meglio domani, con molte firme (la sera stessa ne raccogliemmo molte) verranno presentate le osservazioni scaturite con una punta d’orgoglio. In occasione del problema Polo, fummo tacciati di essere 4 bischeri (come in effetti furono, come potevamo fare oggi, come sottolineato dal Presidente), no oggi siamo in tanti e non credo che avremo tanti deniogratori.
      Non voglio fare pubblicità, ma in testa all’articolo c’è il progetto presentato da RFI, sull’altro blog c’è inece il progetto come da noi suggerito.

      • mezzolitro ha detto:

        Si vede che ‘un mi conosci abbastanza, io sono convintissimo che “chi si loda, s’imbroda!”, sicchè sò andato via liscio, senza tanta enfasi.
        Ora s’aspetta il sindaco e compagnia bella al varco…

        • nello ha detto:

          Io stesso ho premesso “in barba alla modestia”: molti avevano dei dubbi sul nostro operato, prima sul polo poi sulla nuova posizione presa. Il fatto che chi veniva attaccato abbia, forse anche a denti stretti, riconosciuto i nostri meriti, mi porta a imbrodolarmi.
          Il fatto che questa volta, anche con evidente successo come tu stesso affermi, le osservazioni , pur se vuoi suggerite e/o spinte (scegli te), non siano firmate da soli tre cittadini per il Polo (perartro tutti del Comitato)ma in pratica da buona parte di cittadini, senza nessun dettame politico come avvenne nel 2001 non per osservazioni ma per intentare ricorsi al TAR (per altro chi spinse alla firma non si presentò nemmenomalle ultime cause tanto….), non sia esso stesso vanto per il Comitato?

    • nello ha detto:

      Da uno come Mezzolitro mi aspettavo un plauso al Comitato “sos braccagni.net”. Visto che non lo fa lui, lo faccio io in barba alla modestia. Dopo aver lavorato molto bene sul problema Polo,prendendo anche plausi dalla controparte (guardate non è farina del mio sacco, ma del Presidente Marras, in un assemblea a Sticciano), penso che essere rimasti in vita sempre con il fine migliore per Braccagni e Montepescali (in fondo manca una qualche identità allo scopo con la venuta meno delle Circoscrizioni)non sia stato sbagliato. La risposta, visto anche il tempo, è stata positiva, peccato l’assenza dei montepescalini, speriamo solo dovuta dal tempo. Anche la discussione che si è creata è stata eccezionale, visto che non c’è stato solo l’intervento del duo Bernasconi-Dringoli su strada S.Guglielmo, ma anche l’accorpamento delle due alternative da noi proposte per il collegamento rotatoria Aurelia-Via Garibaldini è importante visto che si guarda anche al presente (via Guelfi è strada chiusa).
      Per quanto riguarda le polemiche cui fai cenno erano attese, perchè molti non sanno che, a seguito dei fatti del 2001, ci sono stati ricorsi, figurati se conoscevano la sentenza del Consiglio di Stato, nonostante che il nostro Presidente ( nonchè Carlo ormai nostro moderatore ufficiale), ne avesse accennato nella presentazione.
      Oggi, o meglio domani, con molte firme (la sera stessa ne raccogliemmo molte) verranno presentate le osservazioni scaturite con una punta d’orgoglio. In occasione del problema Polo, fummo tacciati di essere 4 bischeri (come in effetti furono, come potevamo fare oggi, come sottolineato dal Presidente), no oggi siamo in tanti e non credo che avremo tanti denigratori.
      Non ne ho nè la possibilità nè la capacità, ma se qualcuno, non presente all’assemblea, volesse vedere le osservazioni scaturite, sull’altro blog paesano c’è il progetto con le correziuoni.

  6. Granocchiaio ha detto:

    A Braccagni tutti felici e contenti : Addio passaggi a livello e ai cortei funebri.
    Il progetto “Cavalcavia sud” dopo anni di controversie sembra partire. Anzi secondo il Tirreno di oggi lunedì 8 febbraio “A Braccagni, nei prossimi mesi, partiranno i lavori per eliminare due dei quattro passaggi a livello che circondano il paese.”
    Nello stesso articolo si segnala il fatto che “si è riacceso il dibattito sui trasporti funebri. Un problema evidenziato dai cittadini già alla fine degli anni ’90, poi diventato secondario e oggi di nuovo centrale.”
    In effetti qualsiasi soluzione renderà in pratica più che disagevole, proprio impossibile un trasporto funebre in maniera accessibile a tutti, cioè a piedi. Anche se l’amico Nello chiosa: “Il problema dei funerali è risolvibile. Piuttosto sono preoccupato per i tempi di realizzazione. Dico che minimo ci vorranno cinque anni….” Peccato non ci dica come il problema dei funerali sia risolvibile per tutti.

    I miei amici mi accusano di rivangare il passato con troppa insistenza. Se sia troppa non lo so, certo sono convinto che se non si guarda indietro non si scoprono mai gli errori commessi.
    E stavolta partirei anche da abbastanza lontano. La ferrovia non è cosa recente, la stazione mi pare esista fin dai primi del ‘900. Perché allora negli anni ’60 (circa) il Cimitero fu progettato e poi realizzato al di là delle sbarre? Che vantaggio avrebbe portato questa soluzione? Nessuna credo. E con i terreni disponibili a nord e a sud del paese poteva sicuramente trovare una sistemazione più razionale.
    Purtroppo le nostre amministrazioni non hanno mai brillato per le soluzioni urbanistiche del paese. Anziché progettare un paese “con un capo ed una coda, e magari anche una pancia, alias una piazza” è stato realizzato nel tempo un niente assoluto, se si esclude un reticolo di strade senza senso (ma con abbondanti sensi unici) pro paese-dormitorio. Cosa che poi si è puntualmente verificata.

    La versione “Cavalcavia nord” è stata contesta e poi bocciata per motivi politici. L’impatto ambientale è strumentale. Anche il “Cavalcavia sud” avrà un impatto ambientale, non credo inferiore a quello progettato a nord, ma a differenza di quello progettato sotto una giunta di centrodestra questo è progettato da una giunta di centrosinistra e l’impunità è garantita. (A proposito di impatto ambientale che dire del cavalcavia realizzato all’Albinia? Patria di WWF e compagnie belle.)

    Frattanto l’attività derivante dal notevole traffico verso il mare che attraversava il paese è stata polverizzata da anni ed anni di un passaggio a livello che restava chiuso per secoli. Non c’è voluto molto affinché i flussi provenienti dalla Grosseto Siena arrivando dalla Strada dello Sbirro anziché girare a destra e passare per Braccagni, girassero a sinistra e trovassero sfogo con la Strada del Palude. Come gli altri flussi provenienti dalla senese anziché attraversare Braccagni abbiano imparato a deviare per il Lupo e poi per il Bozzone e quindi al mare.

    Voglio ricordare, specie a chi ha voluto dimenticare, che la soluzione Cavalcavia Nord partiva in pratica dal paese e anche per il futuro avrebbe assicurato un certo traffico. Così pure per il tragitto inverso; oltre ad essere ovviamente più a portata di mano per tutti. Tanto per fare un esempio: chi proviene dagli Acquisti via delle Gerlette, le numerose famiglie che abitano appena dopo le sbarre, ma anche chi viene dalla Strada del Bozzone, deve fare non solo un tragitto assurdo, ma soprattutto ritrovarsi poi completamente fuori dall’abitato del paese, al contrario dell’altra soluzione scartata.
    Dalla rotonda prevista sulla via Malenchini, da dove iniziava il Cavalcavia, l’Assessore ai lavori pubblici del Comune di Grosseto, avanzò la proposta di far partire contemporaneamente una specie di circonvallazione del paese, cioè partendo dalla rotonda del Cavalcavia e poi verso la stazione ferroviaria, ristorante Bernasconi, per poi continuare, sempre a forma circonvallazione, nella parte sud del paese. Realizzando così interamente quello che l’amico Nello propone oggi nell’articolo citato. Anche se per la sola zona sud del paese. Troppo giusta, troppo utile: meglio non farla!
    I firmatari la petizione contro il Cavalcavia Nord pare fossero 600, tre sono rei confessi, orgogliosi del (mis)fatto, diversi assai i pentiti. Ma con mal di pancia lo ammettono solo in privato.

  7. mezzolitro ha detto:

    Aritinghete! Avrebbe detto Alberto Sordi, tutti ingegneri a Braccagnopoli! Ma come fecero a non pesare al passaggio a livello quando costruirono il Cimitero! Ma anche le case costruite al di là, che ce l’hanno fatte a fà, ‘un l’avevano viste le sbarre? E che ce l’hanno fatte a fa le strade lì intorno? Tutte energie sprecate! Lo dovrebbero sapè tutti che dove passa il treno ‘un ci va fatto niente pè kilometri!
    Per piacere…

    • Granocchiaio ha detto:

      Allarme! Aiuto! Arrivano i Gechi!
      Come gli utili animaletti che riescono ad arrampicarsi su ogni superficie, specchi compresi, ecco i nostri che vogliono imitarli.
      Le case sotto le sbarre furono fatte là, in posizione certo non felice, per una ragione economica. Costruire dentro il paese, dove la totalità dei terreni era nelle mani di solo due proprietari era assai più costoso che costruire sotto le sbarre. Tutto qui.
      Costruire il Cimitero negli anni ’60 sotto le sbarre è un errore degli amministratori che avevano strumenti per valutare, progettare ed acquisire con esproprio terreni per una sistemazione più consona. Senza contare che da tecnici adeguatamente pagati per questo, ci si aspetterebbe normalmente una lungimiranza superiore alla media dei comuni cittadini.
      Questo per l’osservazione contestata.
      Ma se ci si ferma qui, il nostro Geco parla del dito che indica la luna, e non della luna oggetto dell’attenzione.

      Un cittadino va sul pratico e osserva su di un altro sito (Sei braccagnino se…Gruppo pubblico): “Non ho capito che giro bisognerà fare per arrivare a Braccagni dal Bozzone. Non vorrei che, come al solito, la cura sia peggiore del male”. Intuendo che qualcosa non quadrava. Gli ho risposto che indicandogli i due diversi tragitti (quello attuale a sud del paese e quello dal paese che fu bocciato) che si differenziano sostanzialmente in due aspetti:
      1° – l’attuale parte dal Cimitero ed arriva a sud del paese sulla vecchia Aurelia all’altezza dell’ex distributore della Esso; da qui deve ripercorrere tutta questa strada per rientrare in paese
      2° – il precedente (bocciato) partiva ugualmente dal Cimitero e portava direttamente dentro il paese, quindi con più semplicità, comodità e minor lunghezza da percorrere

      Vorrei sottolineare il fatto che il mio non è una polemica per la polemica. È vero che oramai non si può fare diversamente. Ma si può per esempio riconoscere l’errore fatto e i notevolissimi danni arrecati paese. Danni irreversibili perché chi ha imparato strade diverse per arrivare al mare difficilmente una volta fatto il nuovo Cavalcavia ritornerà verso Braccagni, e se lo farà il paese non ne avrà nessun beneficio perché nemmeno verrà sfiorato da questo tragitto.
      Errare è umano, perseverare è diabolico. Tanto per chiosare con educazione………..

      Per valutare come si vive in un paese non risulta essere indispensabile avere una laurea in ingegneria, caro il mi Mezzolitro; basta un minimo di buon senso!
      Prova ogni tanto a ragionare non da tifoso della tua parte politica. Il tifoso si sa che non ragiona, si limita a tifare, e manda il cervello all’ammasso.

      E se si potesse fare un referendum tra il primo tracciato del Cavalcavia e il futuro che verrà fatto quanti voterebbero per il primo e quanti per il futuro?
      E quanti dei magnifici 600 (rei)confessi che fecero bocciare il primo progetto confermerebbero la loro scelta?

  8. nello ha detto:

    Non ero interessato a tornare su questa discussione riaperta dal Tirreno. Poi dopo aver letto sul primo articolo che ci sarebbe stato il problema dei funerali, ho ritenuto di rispondere all’amico Baldanzi che poteva essere risolto, come si risolvono tantissimi problemi, senza andare a fondo della faccenda. Ora il Granocchiaio riprende la discussione e di nuovo con i soliti discorsi, con in più il pensiero dell’amico Nello. Mi sapete dire quanti funerali a spalla sono stati fatti in quest’ultimi anni ? Uno forse due, e questo per voi è un problema? Per me no, visto inoltre che il sottopasso pedonale verrà allargato negli ingressi un funerale a spalla è sempre possibile al limite con l’uguale disagio di dover sostare per mezz’ora in attesa dell’apertura del passaggio a livello.
    Inoltre è vero che forse, come dice il Granocchiaio, il no al cavalcaferrovia a nord era politico (anche se le stesse FFSS allora, ora RTF, non lo vedevano bene, troppo lungo), ma parlarne ancora a fronte di una sentenza (giusta o sbagliata)che ne vieta la realizzazione sia dove prevista che nella stessa zona mi sembra (come il pretesto dei funerali)di voler cercare di ritardare o peggio di non volere far fare questa benedetta opera.
    Due note informative:
    La “tangenziale” che ricorda il Granocchiaio , pur anche da me ritenuta utile, fu bocciata da subito in quanto irrealizzabile causa vicinanza alle case; la mini che propongo io è fattibile e potrebbe avere il duplice scopo di migliorare la viabilità e con l’utilizzo dei sui canali di scolo laterali di limitare, chiaramente in parte, il rischio idrogeologico del paese;
    Penso che il Granocchiaio come al solito vuole alimentare la discussione dicendo cose che si possono confutare senza problemi. Il nuovo cavalcaferrovia (come il precedente)è un progetto in toto di RTF, spese comprese, il centrosinistra, come lui indica il Comune, ha solo in carico le opere accessorie (i famosi raccordi, di qui il suggerimento da me dato al Tirreno, ma che non è solo farina del mio sacco), per cui a giugno chi subentrerà a Bonifazi e C. avrà da gestire solo questa parte, ma il cavalcaferrovia rimane lì o non se ne fa di nulla;
    Inoltre se ad uno sta a cuore il paese dovrebbe sapere che l’eventuale urbanizzazione Iacopini-ex Serre prevede una strada che unisca Via Malenchini-Garibaldini, quindi, unendo la mia idea, si ricreerebbe una specie di tangenziale e per gli amanti, che sono tanti visto che in pochissimi seguono i “soliti quattro gatti” nella protesta, potrebbero essere soddisfatti in quanto così si creerebbero le condizioni per il senso unico in via Garibaldini, caro al dirigente interessato nell’ormai lontano 2009, quando fu cambiata, in via sperimentale, la viabilità del paese.

    • Granocchiaio ha detto:

      Caro Nello
      1 – Controlla il Tirreno, il titolo era: Addio passaggi a livello. E cortei funebri e non come hai inteso te di funerali a spalla.
      2 – E’ vero, oramai il Cavalcavia non si farà a partire dal paese, sia per ragioni politiche come onestamente riconosci, sia per aver trovato gli estensori delle sentenza particolarmente sensibili a concetti estremisti di impatto ambientale. Sicuramente non hanno osservato, o non gli è stato richiesto(?) osservare il Cavalcavia dell’Albinia dove questo di una misura esagerata (quanto necessaria) praticamente nasconde e annulla tutto il lato nord del paese. E si che da quelle parti WWF e compagnia ci stanno di casa.
      3 – Sulla Circonvallazione del paese, nonostante una certa confusione, credo siamo tutti d’accordo. Anche la nostra amica Uliva giustamente la sollecita. Beh, anche questo va messo tra le occasioni perse perché ti confermo che l’allora assessore ai lavori pubblici promise di farla fare da parte e a carico del Comune se il Cavalcavia prima versione fosse stato fatto. Udita la cosa dalle mie orecchie.

  9. nello ha detto:

    Nessuno contesta l’assessore (forse Agresti) ma per legge una casa deve stare a 10m (mi pare) dalla strada. Chiaramente se la casa già esiste (quella ora del Verde, ma conosciuta dai più casa Rosellini) non può essere buttata giù, ecco perché la proposta era bocciata in partenza.
    Onestamente io pensavo che il putiferio dei cortei funebri si riferissero quelli a spalla, per quelli in auto poco cambia è rapportabile a quelli che per te sono i disagi di chi abita sotto le sbarre, ergo si fa polverone solo per impedire l’eliminazione delle sbarre. Per tua informazione non è prevista l’Alta Velocità sulla Tirrenica (come dici su FB), anzi vogliono eliminare anche i Freccia Bianca che sono i treni più veloci sulla linea. L’eliminazione dei passaggi a livello è solo per una questione di sicurezza (sai ne parlavano già negli anni 70, quando io ero fra il personale di macchina).
    Hai detto bene su Albinia, lì come qui era necessario togliere il problema passaggio a livello, però lì non hanno agito come qui tutti hanno capito l’utilità dell’opera e nessuno a rotto i c…. (e vista l’opera è stato fatto tutto in tempi svizzeri e non italici)

  10. Granocchiaio ha detto:

    AGGIORNAMENTO URBANISTICO PER CAVALCAFERROVIA DI BRACCAGNI
    Approvato dal Consiglio comunale anche l’aggiornamento urbanistico a
    seguito degli esiti della Conferenza dei Servizi tra Regione, Comune e
    Ferrovie relativa alla realizzazione del cavalcaferrovia di Braccagni,
    con l’eliminazione del passaggio livello, e quella della viabilità di
    collegamento. I lavori di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) partiranno nei
    prossimi mesi.

    [Spazio Comune – Notizie] n. 12/2016 – giovedì 24 marzo 2016

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