Parole in libertà ………..come certe donne che da ragazzi abbiamo solo sognato………..

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Angie Dickinson

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Riapro dopo qualche tempo la rubrica “Parole in libertà” già usata su questo blog fino a tutto il 2009.
    La riapro per distinguerla dal TATZEBAO, dove dovrebbero esserci più annunci e affissioni che racconti, prosa, poesia, o anche articoli su i più aspetti della vita a cui è destinata questa rubrica.
    Riapro con un articolo che riguarda le firme che dobbiamo spesso mettere in quantità su contratti che nessuno normalmente legge completamente e con attenzione. Si dà per scontato che lo fanno tutti. Ma è giusto? Sono veramente validi e inattaccabili questi contratti.
    Qui metto le mie riflessioni. Se qualcuno vuol mettere le sue saranno ben accette. In particolare gradite quelle di avvocati e giuristi, magari con l’intento di parlare e spiegare alla gente, e non per tenere una lezione di diritto in un aula.

    Al titolo della rubrica “Parole in libertà” verrà affiancato via via un sottotitolo per l’argomento trattato.
    Il promo per esempio sarà: “Cittadini o sudditi”?

    • Granocchiaio ha detto:

      In un articolo di qualche tempo fa segnalavo come in ospedale mi fossi ritrovato spesso a firmare liberatorie richieste nei momenti più delicati e inopportuni. Inopportuni per me, per il paziente, forse non così per la logica di come vanno le cose.

      Mi sono ritrovato più di una volta a dover firmare liberatorie su scelte fatte con qualche dottore attorno al mio letto e io che pendevo dalle loro labbra per sapere some stavo e magari che cosa avevano intenzione di fare.
      Alla fine di spiegazioni recitate, più che partecipate, mi veniva chiesto:
      – è d’accordo per procedere?”
      oppure:
      – cosa decide? Si segue la strada A o vuole scegliere la strada B?
      e io:
      – beh, da come mi dite mi pare che forse la soluzione migliore sia quella…
      – Bene, allora ci deve firmare una liberatoria che ci autorizza a procedere

      Mi chiedevo allora che valore che valore poteva avere una liberatoria rilasciata in un momento di evidente stato difficoltà e non ideale stato d’animo e serenità. C’era quindi, e c’è, secondo me un vizio giuridicamente assai grave e tale da rendere nullo o annullabile l’atto. Ma intanto le cose vanno avanti così e non sono riuscito a sollevare commenti da parte di giuristi e operatori del settore.

      Qualcosa di simile, per certi versi, capita per la sottoscrizione di contratti di uso sempre più corrente, e cioè i contratti con i gestori telefonici. Vengono spiegati, più o meno completante, le condizioni di fornitura, le fasce orarie, e molti altri aspetti, ma vi assicuro NON TUTTI. In compenso si deve mettere una serie considerevolissima di firme.
      Non è che sarebbe buona norma leggere attentamente prima tutto prima di firmare?
      No, si da per scontato che sono cose lunghissime, spesso scritte in caratteri piccolissimi, che ormai si dà per scontato che non si leggono.

      L’altro giorno sono stato in banca perché la stessa mi aveva avvisato che la chiavetta necessaria per lavorare con l’home banking, cioè collegarsi con il proprio C/C tramite internet, aveva terminato la carica della batteria interna il 31 maggio.
      Ora io non sono un grande tecnico, ma che una pila si scarichi esattamente in una data prestabilita mi pare abbastanza improbabile. Assai più probabile la chiavetta sia stata disattivata dalla sede con dei semplicissimi comandi. Magari con lo scopo di farti andare nei loro uffici e proporti qualche ultima diavoleria studiata dalla banca. Ora nelle banche – per esempio – vanno tanto di moda le polizze assicurative. Per esempio.

      Alla banca la gentile operatrice mi riceve e apre la mia situazione. Mi dice che in effetti ho delle condizioni di C/C poco favorevoli e che può farmi qualcosa di diverso dove risparmierò sicuramente sulle spese. Come dire di no?
      Vero che andavo a spendere meno, ma vero anche che dovevo attivare una polizza assicurativa (ma va!) che a me poco o niente interessava.
      Però, grosso modo a metà costo mensile, avevo compreso le spese di tenuta del conto e il costo della polizza. “Che poi tanto lei potrà disdire quando vuole”…
      Sorvolo per carità ulteriori considerazioni.
      La gentile signora, quasi scherzando, mi fa: “è ben allenato a firmare?”
      Già preparato alla solita sequela di firme, dico, sì, certo, sono pronto.
      Allora facciamo il rinnovo della chiavetta, poi le nuove condizioni del C/C, e poi firmiamo tutto.
      E ho cominciato a firmare. Fogli e poi fogli: due firme qui, tre firme di dietro, qui no una sola, e via così. Non lo so quante ne ho messe, veramente una cosa esagerata.
      E cosa ho firmato? E che ne so. “Tanto non legge nessuno, e si fa con tutti così!”

      A me non sembra mica un bel modo di fare.
      E chiaramente tutto a favore delle banche o delle grosse società gestori della telefonia.

      Sono abbastanza vecchio per ricordare quando negli anni 60 e 70 DALLE BANCHE ERA ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE AVERE L’INDICAZIONE SCRITTA DEI TASSI E DELLE CONDIZIONI CHE CI VENIVANO ACCORDATI!

      Non ci credete? Male, perché è la pura verità.
      Poi ora siamo passati ai sistemi opposti. Ma con risultati simili, se non peggiori. I dati vengono dati. Sia dalle banche che dalle compagnie telefoniche. Ma vengono dati in una quantità mostruose e in una forma che praticamente nessuno riesce a comprendere il tutto fino in fondo, fin nei minimi particolari. Credo che anche un buon avvocato abbia i suoi bravi problemi.

      C’è una logica in tutto questo? Sì, credo proprio di sì.
      È la logica per cui perdiamo la qualifica di CITTADINI e assumiamo quella di SUDDITI. Più docili e governabili.

  2. Granocchiaio ha detto:

    come certe donne che da ragazzi abbiamo solo sognato………..

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