Delle rotonde, anzi rotatorie, e dell’educazione stradale

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RSSNumero commenti (11)

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Delle rotonde, anzi delle rotatorie

    Considerazioni e confronti tra Italia e Francia

    Un’altra grande differenza, stavolta proprio a livello di strade, la notai diversi anni fa proprio guardando il Tour. Erano le rotonde! Si, proprio le rotonde sulle strade, quelle che correttamente si dovrebbero chiamare “rotatorie”. Viste dall’alto si notavano questi grandi cerchi di cui inizialmente non capii bene scopo e utilità. Si vedevano nei centri abitati, ma quello che mi fece più impressione fu di vederle nelle periferie delle città e dei paesi, praticamente in aperta campagna. Sarà una delle solite trovate “alla francese” pensai. E invece, questione di pochi anni e la “trovata” si dimostrò di un’utilità incredibile e insperata. Soprattutto per sopprimere i pericolosi, costosi e noiosi semafori. Ma anche, e forse soprattutto, per evitare le immissioni laterali con o senza precedenza.

    La più antica rotatoria fu certamente quella ideata dai Romani di fronte alle terme di Diocleziano, piazza modificata più volte nel corso dei secoli, successivamente denominata Piazza Esedra. La prima rotatoria in Inghilterra fu, molti secoli dopo, Piccadilly Cyrcus realizzata nel 1819. A questa seguirono altre moderne rotatorie quali quella realizzata a New York (USA) nel 1904, o la sistemazione del rond-point dell’Etoile di Parigi[1].
    L’invenzione di Eugène Hénard, famoso urbanista francese, si diffuse rapidamente in Europa. L’uso generalizzato comincia a prendere piede negli anni sessanta, nella ingegnerizzazione britannica delle isole spartitraffico circolari, finalizzata a risolvere la scarsa capacità di smaltire forti flussi di traffico ed i problemi di sicurezza stradale ad essi legati.
    Nel 1966 la Gran Bretagna generalizza la norma della precedenza ai veicoli che stanno già impegnando la rotatoria, mentre nel 1983 si adegua anche la Francia. Da allora la rotatoria, con obbligo di precedenza non convenzionale (a sinistra anziché a destra, ovvero chi si trova all’interno ha la precedenza su chi si deve ancora inserire), si diffonde rapidamente in tutta l’Europa occidentale.
    Solo recentemente l’Italia si è allineata alla norma acquisita dalla comunità europea, con forti discrepanze in atto ancora nel 2004 fra il codice della strada e l’adeguamento segnaletico nelle rotatorie esistenti.
    Il primo comune italiano ad adottare la rotonda è stato Lecco, nel 1989[2]. A Cattolica con l’uso delle rotatorie si è passati, in un anno da 1800 a 300 incidenti stradali. La Provincia di Treviso ha investito 500 milioni di euro nel “Progetto Rotatorie” ed è riuscita ad inaugurare più di 250 nuove rotatorie riducendo dal 1997 al 2006 di più del 50% il numero dei decessi.

    da
    http://it.wikipedia.org/wiki/Rotatoria#Storia

    Quindi io ritenni erroneamente l’uso moderno rotonde come “francese”, forse solo perché le vedevo in televisione seguendo il Tour, che notoriamente si corre in Francia e non in Inghilterra.

    Dell’educazione stradale

    Negli anni ’70 ho frequentato con una certa continuità la Francia, Parigi in particolare. Ci sono andato in treno, in aereo e anche in auto. L’auto la prendevo in ogni caso a noleggio non appena arrivavo a Parigi. All’inizio ero un po’ intimorito dal traffico mostruoso che c’è in citta e nei Boulevard. La prima volta che affrontai la rotatoria dell’Etoile (Place Charles De Gaulle) fu come buttarsi nella mischia, una specie di “Encierro”, la corsa tori che si svolge a Pamplona per la festa di San Firmin. E invece se prendi il ritmo non è poi così difficile. Imparai a girare per Parigi, in altre città francesi, ma anche in piccoli paesi e in campagna. Anche da loro il traffico è un problema, ci sono i disciplinati ed i maleducati. Comunque sono abbastanza prevedibili una volta che ci hai fatto la mano.
    Fu lì che con grande stupore vidi un’abitudine tra automobilisti che mi meravigliò positivamente. Roba mai vista in Italia, ma nemmeno al cinema. Si trattava di questo. Quando da un piccola strada devi immetterti in una più importante, ma anche uscendo dal cortile di casa devi entrare in strada, oppure devi fare una svolta a sinistra e dall’altra parte c’è un colonna interminabile…….sono sempre dei problemi penosi e lunghi da risolvere. Specie se nel flusso che ha la precedenza c’è molto traffico o una coda. E là vidi che ogni tanto qualcuno che pur avendo la precedenza rallentava, si fermava e faceva un gesto con la mano invitando lo “sfortunato poveretto” ad eseguire la manovra. Era una gentilezza fuori dal comune. Appena fatta la manovra il beneficiario faceva un gesto con la mano, come un saluto, tanto per ringraziare. Guardai se veniva fatta verso le donne. Sì, era fatto verso le donne. Però veniva fatto anche tra uomini, e poi infine da una donna a beneficio di un uomo! Ma questa è una cosa mai vista per me, pura fantastica dalle nostre parti. Ma come sono civili questi francesi! E li invidiai a morte.
    Ritornato in Italia mi venne l’occasione di fare questa “gentilezza”. Vidi che la cosa veniva gradita ed ad un cenno da me segnalato, l’altro rispondeva con un gesto di gratitudine. Inizialmente ci fu qualcuno che non comprendeva bene la cosa e doveva essere incoraggiato con segni della mano. Ma piano piano mi sono accorto che la cosa stava prendendo piede anche da noi. Molto lentamente, ma stava entrando. Ora capita molto spesso. Non sempre, ma spesso.
    Ora però il gesto di ringraziamento piano piano sta sparendo, come se quella gentilezza che fai fosse dovuta. E quindi non c’è niente da ringraziare. Mi sbaglierò, ma sono soprattutto le donne che si distinguono in questo comportamento non esattamente carino. Forse pensano che sia un loro diritto acquisito.
    Mi consolo illudendomi di aver contribuito, nel mio piccolo, a diffondere questa buona abitudine.

  2. nello ha detto:

    Anch’io, nella mia era camperista, rimasi meravigliato delle rotonde in Francia, in particolare di quelle piazzate in strade di aperta campagna e, a volte, senza strade laterali che si inserivano nella principale. Poi, ma chiaramente con la lentezza che il mio cervello impone, capii: non è che fossero messe solo per funzionalità (e sì che ce ne hanno, come dici eliminazione dei semafori e relative file ad es.), ma anche per sicurezza. Infatti servono da deterrente alla velocità, obbligatoriamente di fronte ad una rotatoria dobbiamo rallentare ( se non addirittura fermarsi). Visto che si parla di Francia (anche se i francesi non mi sono particolarmente simpotici) devo dire un’altra cosa sulla viabilità, che all’epoca (primi anni 90) mi colpì particolarmente, sempre in tema di sicurezza (ma solo di riflesso): lì si incontravano spesso cartelli del genere: ” nei prossimi “x” Km , negli ultimi “y” anni, ci sono stati “z” morti”, un po’ macabro, ma , almeno nel mio caso, portavano ad una maggiore attenzione.
    Ora le rotatorie hanno invaso anche l’Italia, ma oltre a non essere chiaro il gioco delle precedenze in generale, a Grosseto dove tutte, ora, sono uguali, siamo “imbranati noi” e le file si susseguono….

  3. Giorgio ha detto:

    Caro Granocchiaio,
    sarà per il richiamo alla omonima forma musicale, ma a me le rotatorie piace chiamarle alla francese “rondò” (dal francese rondeau)!
    Sulle gentilezze al volante, mi daranno dello sciovinista, ma ho notato una certa riluttanza più femminile a cedere dal loro diritto di precedenza, anche quando stanno ferme in colonna …! Ma naturalmente hanno tanti altri meriti di cui noi maschi, e specialmente io, difettiamo.
    🙂

  4. Gilberto ha detto:

    Nella metà degli anni settanta, per motivi di lavoro, ho avuto modo di visitare molti paesi dell’ Africa sub-sahariana dal Senegal al Cameroun, lungo tutto il golfo di Guinea. Tra questi la Nigeria, un Paese ricchissimo di petrolio, qualitativamente tra i migliori al mondo che, grazie al suo oro nero dette il via a imponenti investimenti in infrastrutture, tra cui strade e ponti, fino ad allora inesistenti o ridotte a delle vere e proprie piste.
    Bene, quel Paese, quaranta anni fa costruiva la sue nuove strade prevedendo già le rotatorie (round-about) e rallentatori, efficacissimi sistemi per osservare i limiti di velicità. Ricordo che noi europei criticavamo queste soluzioni, trovandole di scarso contenuto tecnologico e di scarsa efficacia. Dopo qualche anno i Francesi e, dopo molto anni, anche noi Italiani abbiamo scoperto e adottato questi pratici sistemi di sicurezza stradale che impongono agli attuali automobilisti una guida più moderata, più attenta e sicura con indiscutibili vantaggi in termini di vite umane. Meglio tardi che mai!
    Per quanto riguarda le precedenze, le regole sono chiare ma, purtroppo, c’è il solito furbetto e prepotente; buon senso, educazione e anche un po’ di galanteria non guastano mai

  5. mezzolitro ha detto:

    Sarete contenti, se tutto andrà come deve, un bel rondò lo avremo anche a Braccagni se e quando le FFSS si degneranno di portare a termine il progetto della chiusura del passaggio a livello dal Bernasconi.
    Un pò di pazienza…

    • Granocchiaio ha detto:

      ……….ma mi facci il piacere!!!!!!!!!!
      Hi hi hi hi (Totò da Techete Techete Tè)

    • nello ha detto:

      A dir la verità i rondo dovrebbero essere due stando al progetto originale. Inoltre caro Granocchiaio sai benissimo che gli abitanti della via Aurelia, giustamente per limitare la velocità delle auto, lo hanno chiesto uno anche fra via dei Garibaldini e la stessa Aurelia: per ora la risposta non è stata negativa, solo che per farlo ci sono due amministrazioni interessate e con questi chiari di luna……

      • Granocchiaio ha detto:

        Potrei sbagliarmi, ma la rotonda all’incrocio tra Via Aurelia Sud, Via Garibaldini e Via Aurelia Nord fu proposta (o promessa) nella Giunta precedente dall’assessore Capperucci.

        La risposta non è stata negativa, semplicemente NON C’E’ STATA.

        Si sa che la cosa riguarda sia la Provincia che il Comune, ma nulla viene spiegato dai diretti interessati. E perché mai dovrebbero farlo?

        Vedi Nello, te che sei sempre così attento a queste cose, saprai che la provincia di Grosseto è per la Toscana il proprio MEZZOGIORNO, una specie di terronia etrusca. Con tutte le conseguenze negative che spettano ad ogni MEZZOGIORNO del mondo.

        A noi, a Braccagni, è toccato un destino strano: pur essendo a Nord del capoluogo siamo di fatto il MEZZOGIORNO DEL COMUNE DI GROSSETO.
        Con le stesse conseguenze negative.

        • nello ha detto:

          In effetti la proposta fu presa in considerazione da Capperucci, ma lui stesso ribadì che per fare la rotonda occorreva l’ok della provincia, richiesta che non mi risulta fu poi inoltrata, almeno da parte di quei pochi che erano presenti alla riunione. Anch’io mi presento come cittadino del tacco e quindi la penso come te, ma una cosa devo ribadire: a noi braccagnini interessano solo le cose che ci toccano. A quelle riunioni (mi sembra ce ne siano state tre, indette dalle due giunte che si susseguirono in quegli anni), escludendo gli allora componenti della circoscrizione, che si incentravano sulla velocità dei mezzi lungo le “vie” Aurelia erano presenti solo alcuni abitanti aureliani, di altre zone del paese mi risulta essere stato presente (dico a tutte tre) solo io, forse per i miei oltre 20 anni di residenza sull’incrocio in questione.

          • Granocchiaio ha detto:

            Ci sono tanti modi per prendere per il culo la gente, uno è quello di rimpallare le competenze: si è nostra, ma gli altri dovrebbero…….
            Resta il fatto però che chi dovrebbe curare l’amministrazione per cui è stato eletto, in generale, ma in particolarmente per noi braccagnini “terronia del Comune di Grosseto”, nessuno ci caca.

            Perché mai dovrebbero? Per loro coscienza di eletti dal popolo a ben amministrare? Ma mi faccia il piacere!!!!!!
            Perché se non amministrano bene alle successive elezioni vengono puniti e non vengono più votati? Ma non mi facci ridere: quando mai una cosa così può succedere al nostro paesello? Se ricordi bene nemmeno per la questione Polo ci fu da parte delle popolazione una svolta nelle votazioni. Ma vogliamo scherzare?

            Circa la presenza più o meno desertica di queste riunioni posso anche essere d’accordo con te. Ma non credo che per ogni esigenza del paese debba tutte le volte scendere in piazza l’intero paese.

            La politica e i nostri politicante semplicemente SE NE FREGANO, TANTO SANNO CHE NESSUNA PUNIZIONE (VERA ED EFFICACE MEDICINA) ALLE SUCCESSIVE ELEZIONI POTRÀ SINDACARE IL LORO OPERATO.

            Sono state abolite le Circoscrizioni che peraltro in questi casi facevano meno che niente essendo dello stesso fiato degli amministratori e non certo portatori delle istanze del paese. Rappresentanti politici degli eletti – maggioranza e opposizione – si guardano bene dal fare il loro mestiere nei confronti di chi li ha eletti.

            E bisogna di nuovo tirar fuori la sacrosanta verità: OGNI PAESE HA IL GOVERNO CHE SI MERITA. E questo sia a livello nazionale che a livello locale.
            “GLI E’ TUTTO SBAGLIATO, GLI E’ TUTTO DA RIFARE!” (Gino Bartali)

            Cittadini compresi.

  6. mezzolitro ha detto:

    Ehi Ranocchio!
    Certo che quando ti alzi cò il piede sinistro sò cavoli pè tutti!
    Rilassati e con calma, aspetta gli eventi.
    Vedrai che sorpresona!
    Piuttosto, che fine ha fatto tazbao 2013?
    C’avrei da scrive dù cose pé ricordà un amico ma se non trovo il posto giusto, ‘un mi raccapezzo.

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