Buona Pasqua

Mark Knopfler & Chet Atkins – Instrumental Medley

*

La chitarra può essere suonata anche così…….e Marco mi pare se la cavi bene anche con l’acusitica………no?

448maxresdefault

E’ lei
Che mi sveglia al mattino
E la notte mi copre.
Io per lei
Faccio tutto
Sai perchè

Io per lei,
Io per lei morirei,
Per quegli occhi vivrei
Una vita di più.
Io per lei,
Io per lei vincerei,
Anche il sole, perchè
Questa vita che ho è per lei

Lei mi dice:
Tu sei un uomo che vale,
Non arrenderti mai,
Lotta sempre.
Io le credo sai perché

Io per lei,
Io per lei morirei,
Per quegli occhi vivrei
Una vita di più.
Io per lei,
Io per lei vincerei,
Anche il sole, perchè
Questa vita che ho è per lei

Io Vagabondo – I Nomadi con Augusto Daolio

Santa Esmeralda – House Of The Rising Sun

 

Per quelli di becco fino

Paolo Conte Onda su Onda

*

**

***

**

*

 

Quelli bravi sono Uma Thurman e Jhon Travolta, quello molto bravo Quentin Tarantino e il genio Chuck Berry

dedicata a Paolo

Un discorso sempre di attualità

I Rokes

i favolosi anni ’60

*

**

***

Un frutto di stagione: In the summertime

i Mungo Jerry

siamo nel 1970 !

Luglio di Riccardo del Turco

Nel 1968 vince Un disco per l’estate

le immagini riprese da foto sulla “dritta del Madonnino” nel luglio 2013 divengono visibili dopo 15″

*

**

***

la canzone che vi dedico stasera ha giusto 50 anni!

a Braccagni esiste il sosia del cantante………..lo conoscete?

le canzone del mio Juke Box oggi…………..roba datata, come me …………….



“Se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane!”

Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte

Replico e faccio seguito allo scritto di Riccardo perché mi pare abbia ben compreso che tipo di discorso volevo fare . Stabilito ed accettato il fatto che non esiste “il meglio di tutti”, si accetta pacificamente  l’inoppignabile “a me piace…..”.

La dialettica può quindi rigurdare più fatti generali e contingenti.

1° – Per esempio Riccardo dice che gli Shadows sono “sono una espressione degli anni ’50” . Quindi posso rettificare perché il loro debutto con Apache, il pezzo che li fece conoscere in tutto il mondo, è del 1959, data anche della loro fondazione. Quindi sono piuttosto espressione dell’inizio degli anni ’60 che rappresentano. Mentre è sicuramente della seconda metà degli anni ’50 la musica e i musicisti che più hanno influenzato questa nuova tendenza. Sia per gli Shadows che per i Beatles e i Rolling Stones e molti altri seguenti.

Mi riferisco per esempio  Elvis Presley, che entra in orbiata nel 1956, ma forse ancora di più Chuck Berry cantutore, chitarrista e compositore, inspecie di rock and roll. Come è possibile dimenticare un pezzo come Johnny B. Goode (tra i documenti portati nello spazio dal Voyar I) per arrivare alla recentissima You Never Can Tell inserita da Quentin Tarantino nel film Pulp Fiction nella famigerata e incantevole scena del ballo tra John Travolta e Uma Thurman?

Quindi i “favolosi anni ‘60” sono in buona sostanza figli delle nuove tendenze manifestate nel corso degli anni ’50.

2° – Vero che George Harrison non fu un grande chitarrista solista, ma come “accompagnamento ragionato” fu senz’altro musicista ben integrato nella struttura del sound dei Beatles. Vero pure il suo interesse per deviazone su altri strumenti, in particolare il Sitar. Da non dimenticare poi sue splendide composizioni come Something e Hre Comes the Sun, e poi, già fuori dai Beatle, My Sweet Lord, dedicata al dio Krishna. Resta il fatto che come strumentista sia stato il migliore dei quattro Beatles.

3°  Eric Clapton non mi ha mai particolarmente entusiasmato. E qui va l’equivalenza degli opposti: “a me piace…..”  Vs “a me non piace…..”. no mi ha mai “emozionato” particolarmente né come sound, né come strumentista. Per conto mio salverei di lui solo “Cocaine” pezzo simbolo della sua produzione. Con un riff veramente da mettere tra i top del genere.

Per i meno addetti ai lavori e non sanno cos’è un “riff”: “Il riff è una frase musicale (ossia una successione di note con una propria identità espressiva, come lo è in linguistica la frase di un discorso) che si ripete frequentemente all’interno di una composizione e che viene utilizzato di solito come accompagnamento.” Da santa Wikipedia, l’enciclopedia libera.

A titolo di esempio cito (solo) alcuni di quelli che a me picciano di più:

Eric Clapton: Cocaine http://www.youtube.com/watch?v=Q3L4spg8vyo

Beattles: Day Tripper http://www.youtube.com/watch?v=XwmtNk_Yb2Q

Lynyrd Skynyrd; Sweet Home Alabama http://www.youtube.com/watch?v=ye5BuYf8q4o

The Kinks: You Really Got Me http://www.youtube.com/watch?v=-2GmzyeeXnQ

Dire Straits: Money for Nothing http://www.youtube.com/watch?v=wTP2RUD_cL0

Animals: House of the Rising Sun http://www.youtube.com/watch?v=5A-4VGfx5lU

Pink Floyd:  Another Brick In The Wall http://www.youtube.com/watch?v=YR5ApYxkU-U (dove il riff è per me la serie incredibile degli accordi)

E infine quella forse più famosa, se non proprio la meglio….:

The Rolling Stones: Satistaction (I Can’t Get No) http://www.youtube.com/watch?v=g5W4k6vD2WY
chitarraelettrica-fendertelecaster

 

e nemmeno il chitarrista più bravo del mondo

È difficile, per non dire impossibile, dire qual è il vino più buono del mondo. È altrettanto difficile/impossibile dire qual’è stato – o è – il più bravo chitarrista. C’è la sicurezza di impantanarsi in dispute sulla base di parametri personali legittimi quanto opinabili.

È invece abbastanza facile e anche più giusto dire qual è il tuo vino preferito e qual è il tuo chitarrista preferito. E questo senza nessuna possibilità di critica o contestazione: “questo è quello che a me piace”  basta e avanza.

È questo il parametro che azzera ogni velleità di giudizi su parametri codificati e magari universalmente riconosciuti.

Parlando di musica e musicisti, di chitarra e chitarristi si sa quindi a priprori che ognuno ha proprie idee, simpatie e gusti. E quindi non si po’ mettere in piedi una polemica o un qualsivaglia dibattito. Al massimo si può illustrare il proprio punto di vista. Che spesso coincide con motivi estetici o esperienze e ricordi legati ad un certo episodio e periodo della vita.

Chiaro che nell’esporre ognuno metta in risalto i motivi per cui si sente attratto da un cert artista pitoosta che da un’altro.

Gli Shadows che ho citato più volte sono senz’altro un importante e irrinunciabile punto di partenza. Perché tutto, o quasi, è partito da li. Non molti lo sanno, ma è così. Poi i Beatles, dove il bravo George Harrsion è stato schiacciato dalla personalità di Paul Mcartney e da John Lennon. Diverso lo stile e il ruolo di Keith Richard nei Rolling Stones. Genialità e originalità (basta pensare al riff di Satisfaction) e stile personalissimo assai funzionale alla musica e al sodalizio artistico con Mick Jagger. E poi dopo un fiume di gruppi e di chitarre. Ognuno lasciando una traccia più o meno importante nel modo di suonare.

Mi astengo dal fare delle citazioni che sarebbero troppe o troppo poche. Vado diritto allo scopo.

Il chitarrista che più mi ha dato piacere è Mark Knopfler, già leader e solista dei Dire Straits. “discepolo” degli Shadows ha ereditato da loro la cura maniacale per la qualità e la pulizia del suono. Stile personalissimo e originale grazie anche alla padronanza superlativa del suo modo di suonare “Fingerpicking”, cioè pizzicando le corde con le dita della mano destra, cioè senza plettro. Mark è anche quello che assieme a Hank B. Marvin (The Shadows) e David Gilmour (Pink Floid) ha porato ai massimi livelli il suono “Fender”.

Cito le mie preferite di Mark Knopfle: Sultans of Swing, Once Upon a Time in The West, Tunnel of Love, Romeo and Jiuliet, So Far Away, Calling Elvis, Money for Nothing.

Celebri le collaborazioni con Hank B. Marvin (vere chicche) e di una classe ed eleganza eccelsa quelle con Chet Atkins.

 

The Shadows: mezz’ora di musica per conoscerli un po’

Questa è la mia musica. Quella che ho amato per prima, suonandola con un piccolo gruppo. Il primo in provincia di Grosseto a suonare con questo tipo di formazione: due chitarre elettriche, una chitarra basso e la batteria. Prima dei Beatles e dei Rolling Stones, tanto per capirci.

Qui nella loro ultima esibizione per il 50° della loro fondazione. Io l’ho vista a Parigi, Palazzo dei Congressi, 11 novembre 2009.

 

Due parole sulla formazione.

All’estrema sinistra quel fetentone che mi ha sostuito alla chitarra ritmica, tale Brucia Felce. Bel polso, belli i capelli tutti bianchi, ma la barba è meglio la mia.

Alla batteria Braido Benetti, un cugino di primo grado di Alessandro Scapin: basta guardare, si arsomigliano abbestia. Scommetto che manco le su figliole la sapevano questa.

Alla chitarra basso Mario Sconcerto, dopo una breve parentesi come assicuratore, è tornato fare il macellaro in una città di provincia.

Infine come solista Anche Marvino. Un lontano parente dell’Atleta (Mario Fregoli) e del Filini.

 

Un concerto fantastico questo di Parigi. Mi sono divertito? Non saprei, di sicuro mi hanno fatto piangere. Conservo ancora come ex voto la pezzola dove ho raccolto le lacrime di quella serata. Lacrime che attraversavano la barba per poi essere raccolte nella pezzola, in mancanza di lacrimatoio portatile. Che avevo smarrito proprio la sera avanti.

 

E chi non li ama come me: peste lo colga!

 

Achille Togliani: Canzone Da Due Soldi

È una semplice canzone da due soldi
che si canta per le strade dei sobborghi
e risveglia in fondo all’anima i ricordi
d’una dolce e spensierata gioventù.

questa me l’ha ordinata il cardiologo, il 12 di ogni mese

 

Green Day – “Stray Heart” (Official Video)

 

Paolo Conte

Sotto le stelle del jazz

Certi capivano il jazz
l’argenteria spariva…
ladri di stelle e di jazz
così eravamo noi, così eravamo noi

Pochi capivano il jazz
troppe cravatte sbagliate…
ragazzi-scimmia del jazz
così eravamo noi, così eravamo noi


Venus by Shocking Blue

I Giganti: Tema


I Giganti: Una ragazza in due

Green Day – “Stray Heart”

 

Gli originali

The Troggs – Wild Thing

Una delle più scellerate ed incredibili esibizioni

Jimi Hendrix “Wild Thing” Live at Monterey


niente male il ciccione!

Popa Chubby – Wild Thing/Purple Haze

Someting Wild (1986) – Sister Carol playing Wild Thing

Jackie Wilson – “To Be Loved” (LIVE)

Non riesco ancora a capire come fa l’ascensore alla fine! Magia pura.

A Summer Place (1959, theme)

Paul Anka – You Are My Destiny (1963 Version)


78rpm Tommy Dorsey “I’m Getting Sentimental Over You”

Ray Conniff – Besame Mucho

Ray Conniff: Smoke Gets In Your Eyes

Ray Conniff Brazil

Glenn Miller LIVE – “In The Mood” – ’41

Boogie Woogie medley

;

Tamburi boogie + + + (quando una ragazza di nome Sabine Pyrker suona la batteria)

Bill Haley – Rock Around The Clock (1956)

Jerry Lee Lewis, Great Balls of Fire – Rock

Little Richard – “Long Tall Sally”

Elvis Presley – Jailhouse Rock

Elvis Presley – Are you lonesome tonight

Elvis Presley- Blue Moon of Kentucky

Elvis Presley “Blue Moon Of Kentucky (Spankox Re: Mix)” – dall’album “Re: Mixes”

Chuck Berry – Johnny B. Goode live

Pulp Fiction Il Ballo – Thurman + Travolta

445 chuck-berry1

 

 

The Shadows – Apache. Live in Concert. The Final Tour 2003

The Shadows – The Savage (Live)

The Shadows – Shadoogie (The Original)

The Beatles – Come Together 


Beatle – Twist & Shout

Rolling Stones – 19th Nervous Breakdown

ROLLING STONES – Satisfaction” all’Ed Sullivan Show

Queen – ‘Bohemian Rhapsody’



ridqueen

The Animals – House of the Rising Sun (1964)


ANIMALS

 

 

Tina Turner Proud Mary Live 2009


444Tina-Turner2

 

 

Mia Martini – La musica che gira intorno (con Aida Cooper)

448 mia-martini

 

Ivano Fossati – La Mia Banda Suona Il Rock

rid fossati live 1 e HP

Lynyrd Skynyrd – Sweet Home Alabama, dal vivo a Nashville,

444

 

USA for Africa – We Are The World (1985 )

*
444 usa Africa 1985

 

JJ Cale – You Keep Me Hangin’ On

JJ Cale

JJ Cale

 

MUNGO JERRY – IN THE SUMMERTIME

 

rid mungo-jerry-2

Archiviato in: FOTO VIDEO E MUSICALA NOTIZIALE MANIFESTAZIONI

Tag:

RSSNumero commenti (53)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. Granocchiaio ha detto:

    Mungo Jerry
    Paese d’origine Inghilterra Inghilterra
    Genere Rock[1]
    AM pop[1]
    Contemporary pop rock[1]
    Folk rock[1]
    Soft rock[1]
    Periodo di attività 1970–in attività
    Etichetta Dawn Records
    Album pubblicati 19
    Studio 17
    Raccolte 2
    I Mungo Jerry sono un gruppo musicale folk rock inglese in auge negli anni settanta il cui successo è legato al singolo In the Summertime pubblicato nel 1970 che scalò le classifiche di tutto il mondo divenendo uno dei più noti tormentoni estivi.
    Fondatore e leader del gruppo è stato Ray Dorset (n. 21 marzo 1946) da sempre affascinato dalle sonorità rock e blues[2].
    Altri membri del gruppo erano: Mike Cole (basso), Paul King (chitarra), Joe Rush (percussioni e washboard) e Colin Earl (tastiere).
    Hanno partecipato anche ad una edizione del Festival di Sanremo nel 1971 con la canzone Santo Antonio Santo Francisco cantata in coppia con Piero Focaccia.
    Il gruppo nel corso degli anni settanta ha pubblicato altri lavori senza però replicare il successo di In the Summertime.
    Dorset ha fatto rivivere lo spirito dei Mungo Jerry partecipando come ospite nel 2008 alla trasmissione televisiva I migliori anni, trasmessa da Raiuno e condotta da Carlo Conti.

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

  2. mezzolitro ha detto:

    Obbravo ranocchio, questo pezzo mi riporta a quand’ero ragazzino, ti ringrazio davvero.
    Approfitto per segnalarti la “canzone di domani”

    http://www.youtube.com/watch?v=Kw6VAnoPyx0

    in onore di J.J Cale che è morto il 26 luglio scorso.

  3. Granocchiaio ha detto:

    A gentile richiesta di Mezzolitro
    Molto datato, molto dotato, e sicuramente una figura di primissimo piano

    J.J. Cale (nato John Weldon Cale[2]; Oklahoma City, 5 dicembre 1938 – La Jolla, 26 luglio 2013) è stato un cantautore e musicista statunitense.

    Autore seminale e padrino del Tulsa sound, è noto al grande pubblico per aver composto due tra i grandi successi di Eric Clapton, After Midnight e Cocaine, così come molti altri brani registrati da altri artisti (Lynyrd Skynyrd e Captain Beefheart tra gli altri). Ha vinto un Grammy Award con The Road to Escondido[3].
    J.J. Cale nei suoi 40 anni di carriera ha scritto e eseguito una serie di soffici ballate d’atmosfera, accompagnate in modo pigro e languido dalla chitarra e dalla sua voce tenue. Il suo stile chiamatoTulsa sound può essere definito “laid back” (rilassato), con sonorità a metà strada fra country, blues e rock and roll, con occasionali contaminazioni di funk e jazz, ha influenzato oltre Eric Claptonmolti artisti della scena anni ’70 tra cui i Dire Straits.
    Di carattere riservato e non interessato le luci della ribalta, aveva tantissimi fan ed estimatori ed era molto ammirato nel campo dell’industria musicale.
    Muore improvvisamente di infarto all’età di 74 anni il 26 luglio 2013
    Da Wikipedia

  4. Granocchiaio ha detto:

    USA for Africa – We Are The World (1985 )
    “We Are the World” è una canzone e singolo di beneficenza originariamente registrato dal supergruppo USA per l’Africa nel 1985. È stato scritto da Michael Jackson e Lionel Richie, e prodotto da Quincy Jones e Michael Omartian per l’album We Are the World.

  5. Granocchiaio ha detto:

    Sweet Home Alabama è una canzone dei Lynyrd Skynyrd contenuta nell’album del 1974
    Presente in moltissimi film è giudicata la canzone on the road per eccellenza. Il singolo Sweet Home Alabama è arrivato alla posizione numero 8 nella classifica americana nell’agosto 1974 e nacque come risposta ad Alabama e Southern Man, due canzoni di Neil Young nelle quali egli aveva criticato l’Alabama (e tutto il sud degli Stati Uniti in generale) per il perdurante razzismo nei confronti dei neri, infatti la canzone dice esplicitamente: «spero che Neil Young lo ricordi, un uomo del sud non ha bisogno di lui».

  6. Granocchiaio ha detto:

    Ivano Fossati – La mia banda suona il rock
    – una delle canzoni più note di Fossati; l’autore non l’ha mai inserita né in dischi dal vivo né in antologie.

  7. Granocchiaio ha detto:

    Mia da sempre pazza per la musica del cantautore genovese la inserì nel suo ultimo album del 1994 “La musica che mi gira intorno” anzi in un primo tempo il titolo scelto fu “Per niente facili…” dai versi della canzone.Interpretazione eccellente. Qui offre una stupefacente e mirabolante versione live che raggiunge l’apice nel duetto a due voci con una grandissima Aida Cooper.

  8. Granocchiaio ha detto:

    Tina Turner Proud Mary Live 2009
    Questa incredibile artista, questa bimba di 70 anni (l’età che aveva in questi filmato), che si permette di esibirsi con uno strepitoso coro di ballerine, forse ci ne vuole 4 per fare la sua età………..
    Provate a confrontare il suo fisico di settantenne con le ragazze che gli ronzano attorno!
    Bravissima cantante, ballerina, animale da palcoscenico, una delle donne più affascinanti mai ammirate
    Il pezzo può sembrare un po’ lungotto, ma guardatevelo e godetevolo per intero!
    Anche qui, volume alle stelle!!!
    Vedere se interessa il confronto la versione del pezzo da parte di Beyoncé che glielo dedica in diretta:
    http://www.youtube.com/watch?v=tqpJaeYr2ps
    poppure lo stesso pezzo fatto da lei quando era veramente una ragazzina
    http://www.youtube.com/watch?v=I_MqvP3VL74

  9. Granocchiaio ha detto:

    The Animals – House of the Rising Sun (1964)
    The House of the Rising Sun è una canzone folk statunitense. Non si è a conoscenza di chi sia stato il compositore e, nel corso del tempo, ne sono state composte numerose versioni. L’arrangiamento fatto dagli inglesi The Animals, nel 1964, è generalmente considerato il più famoso ed è stato il numero uno in classifica sia negli Stati Uniti, sia nel Regno Unito, in Svezia, Finlandia e Canada ed il numero cinque in Olanda e nel 1999 vince il Grammy Hall of Fame Award.
    Storia
    Il brano risale alla prima metà dell’ottocento e, al pari di molte altre classiche ballate folk, la paternità del testo di The House of the Rising Sun, a volte chiamata Rising Sun Blues, è dubbia. Lo studioso del folklore Alan Lomax, autore nel 1941 della raccolta di canzoni Our Singing Country[1], scriveva che la melodia era presa da una ballata tradizionale inglese (probabilmente Matty Groves risalente al seicento) ed il testo era stato scritto da Georgia Turner e Bert Martin, una coppia di abitanti del Kentucky. Altri studiosi propendono per ipotesi diverse, sebbene quella di Lomax sia generalmente considerata la più plausibile.
    La più antica incisione del brano conosciuta è quella del 1933 eseguita da Clarence “Tom” Ashley http://www.youtube.com/watch?v=JfR-LL_7EEM
    che affermò di avere imparato il brano da suo nonno. Secondo alcuni una incisione più antica fu quella del bluesman Alger “Texas” Alexander del 1928 col titolo The Risin’ Sun. Di tale incisione esistono solo testimonianze indirette poiché non è nota l’esistenza di nessuna copia del 78 giri. Non se ne conoscono dunque né il testo né melodia ed è dunque impossibile stabilire se si trattasse del medesimo brano.
    Tra le molte versioni molto bella e assai godibile la versione dei Anta Esmeralda:
    http://www.youtube.com/watch?v=_7D9tI69bMo

  10. Granocchiaio ha detto:

    Queen – ‘Bohemian Rhapsody’
    un pezzo famoso in due epoche e cpn due stili completamente diversi
    all’inizio ancora giovainetti e poi nella maturita, con esecuzione live, dove Freddy Mercury dava il meglio di se

  11. Granocchiaio ha detto:

    Gli intramontabili. Qui ho voluto mettere due pezzi che sono dei primi tempi. Non i primissimi che pure esistono e sono tutti da vedere e sentire. Ho messo questi due pezzi perché tra gli innumerevoli 19th Nervous Breakdown mi resta amico da sentire, forse uno dei più equilibrati ma anche indicativi del loro stile e di quella fantastica chitarra. Anche Satisfaction, qui in play back, mostra l’essenzialità della loro magnifica presenza scenica, con un Mick Jagger veramente al top: quello che metà donne vorrebbero avere come compagno e l’altra metà almeno come figlio. Magari ci sono anche quelle che lo avrebbero avuto volentieri in ambedue le vesti.

  12. Granocchiaio ha detto:

    la canzone di oggi: The Beatles – Come Together – Twist & Shout
    che dire di loro? È già stato detto tutto, e anche di più. Hanno significato tanto: sono stati molto bravi e molto fortunati
    Uno degli ultimi pezzi ed uno dei primi

  13. Granocchiaio ha detto:

    The Shadows, un gruppo non molto conosciuto al grande pubblico, assai di più da chi ha preso in mano una chitarra. Sono stati i primi a suonare ed avere successo con la formazione di 2 chitarre elettriche ed un basso elettrico più la batteria. Fu una rivoluzione, dopo divenne uno standard mondiale: The Beatles, The Rolling Stones (anche se qui c’era il mago Mick Jagger), e centinaia di altri. Non avevano un cantante e la loro musica è stata essenzialmente strumentale, salvo qualche piccola perla come All my sorrow (http://www.youtube.com/watch?v=biWcEEbBvtw) o Mary Anne (http://www.youtube.com/watch?v=pnwAXAmiQ3k).

    Grazie anche alla stretta collaborazione con Norrie Paramor (produttore, compositore, arrangiatore, direttore di orchestra) riuscirono ad avere un sound pieno, gradevole e personalissimo, anche con solo questi quattro strumenti. Tre se non si considera la batteria.
    Molti famosi chitarristi si sono ispirati a loro. Il più noto è senz’altro Mark Knopfler (Dire Straits) che ha anche inciso dei loro pezzi come Atantis (http://www.youtube.com/watch?v=zc2YNllICM4), Wonderful Land (http://www.youtube.com/watch?v=cRbqKdcxprE), e una performance con Hank Marvin nel 1985: Going home – Dire Straits & Hank Marvin Wembley 1985 (http://www.youtube.com/watch?v=r6woKi8QqBs), e ancora una collaborazione tra i due in un delizioso Nivram (http://www.youtube.com/watch?v=A432bl5f2Wc).

    Nonostante siano stati sempre considerati “animali da sala di incisione” hanno poi dimostrato di cavarsela egregiamente anche dal vivo nelle diverse occasioni di tour per i loro 40° anniversario, per il 45° e per il 50° (Final Tour) al quale ho avuto il piacere di assistere nel 2009 a Parigi: i vecchietti sono sempre mooooolto in gamba. Mi auguro che che quello vista non sia veramente il Final Tour, e che l’anno prossimo ci sia ancora una loro tournèe (negli anni finali con il 9 o con il 4).

    Le mie figlie sono state cullate con la loro musica e oggi mamme mi ringraziano per questo. I miei nipoti (8 e 10 anni) appena entrano in macchina mi chiedono su ho il CD degli Shadows: Giacomo per Apache e The Savage, Emanuele per Guitar Tango (in primis) ma anche Riders In The Sky .

  14. Granocchiaio ha detto:

    Chuck Berry: punto di riferimento per la musica che stava cambiando dagli anni ’50 in poi. Johnny B. Goode è divenuto un pezzo leggendario. Ma ancora oggi brani suoi sono utilizzati con successo. You Never Can Tell. è una canzone di Chuck Berry, pubblicata nel 1964 è usato come sottofondo musicale nel film di Quentin Tarantino Pulp Fiction, nella celebre scena della gara di ballo tra Vincent Vega (John Travolta) e Mia Wallace (Uma Thurman) nel ristorante Jack Rabbit Slim’s.

  15. Granocchiaio ha detto:

    Elvis Presley è stato Il Re del Rock and Roll. E SU QUESTO NON CI PIOVE. La sua particolare presenza scenica, i suoi atteggiamenti, i manierismi e i suoi caratteristici movimenti di bacino, nei quali si produceva sui palcoscenici durante lo svolgimento delle sue esibizioni, all’epoca gli procurarono l’altro particolare soprannome: “Elvis The Pelvis” (Elvis il bacino)

    Notevolissimo il suo primo periodo, poi al ritorno dal militare, fatto in Germania, si fa sempre meno rock e più commerciale. A me piace moltissimo anche nei pezzi lenti: qui ho messo forse la sua più famosa Are you lonesome tonight. Ma ci sono anche pezzi di una certa piacevolezza come la sua versione di “O sole mio” (http://www.youtube.com/watch?v=QkMVscR5YOo) qui con un filmato sul suo servizio militare dove, per colmo, sta nevicanso!

    Sicuramente uno dei cantanti più imitato di sempre.
    Una curiosità: ho messo in chiusura una versione remixata di Blue Moon Of Kentucky che trovo semplicemente deliziosa. Ogni tanto la faccio vedere ai miei quattro nipoti nella speranza che almeno uno di loro provi a farla!

  16. Granocchiaio ha detto:

    I veri antenati del Rock e Rock Around the Clock il pezzo con cui si identificava il vero Rock and roll.
    Il primo incredibile Jerrry Lee Lewis, vedi anche Whole Lotta Shakin ‘Going On (1957)
    (http://www.youtube.com/watch?v=8yRdDnrB5kM&list=RD027IjgZGhHrYY&feature=endscreen) e il non meno coinvolgente Little Richard

  17. Granocchiaio ha detto:

    Prima del Rock and roll fu Boogie Woogie e Boogie Woogie vuol dire Glenn Miller, e Glen Miller vuol dire “In the Mood”. Il pezzo fu scritto nel 1939 da Joe Garland, sassofonista di Louis Armstrong. Fu arrangiato e poi eseguito in tutto il mondo dall’orchestra di Glen Miller a supporto dell’esercito americano che combatteva la seconda guerra mondiale.
    Miller scomparve improvvisamente il 15 dicembre 1944, mentre sorvolava la Manica a bordo di un aereo militare per raggiungere Parigi, dove la sua orchestra avrebbe dovuto suonare per i soldati che avevano da poco liberato la capitale francese.
    Rispetto al Rock and roll, altra musica, altro stile, altro clima: basta guardare il comportamento degli orchestrali.
    Sempre in clima Boogi Woogie la piacevolissima medley successiva.
    E poi uno splendido assolo alla batteria di una giovane ragazza, Sabine Pyrker, insieme a suo padre.

  18. Granocchiaio ha detto:

    Trombonista, arrangiatore e direttore d’orchestra nel 1959 creò il coro Ray Conniff Singers (12 donne e 13 uomini) e realizzò l’album It’s the Talk of the Town. Questo gruppo gli consentì di ottenere il miglior risultato della sua carriera, Somewhere My Love (1966). La traccia principale dell’album era tratta dal “Tema di Lara” dalla colonna sonora del film Dottor Zivago, e raggiunse la top 10 negli Stati Uniti. Con questao formula, verso la fine degli anni 1960, realizzò una media di due album strumentali ed uno vocale all’anno. Tutti di grande successo.
    Si ascoltava e si ballava volentieri con la sua musica

  19. Granocchiaio ha detto:

    I migliori per il ballo della mattonella – Jackie Wilson – “To Be Loved” (LIVE) – A Summer Place (1959, theme) – You Are My Destiny (1963 Version) – “I’m Getting Sentimental Over You”

  20. Roberto Tonini ha detto:

    Erano anni che cercavo questo filmato. Ricordavo solo un film violento, ma ricordavo benissimo questo pezzo cantato sui titoli di coda. Non riuscivo a ricordare il titolo del film e nemmeno il brano e musicale cantato dalla ragazza.

    E poi stasera su Sky 314 inizia questo film “Qualcosa di travolgente” con una Melanie Griffith mooooolto travolgente. Dopo un po’ ho capito che poteva essere questo il film che cercavo. È avvincente, ma poi diviene quasi angoscioso, anche se poi il finale si risolve. Ho aspettato con speranza la fine e allora ho esclamato: bingo! Eccola qua. Ho finito di ascoltarla, sono corso su youtube e ecco il pezzo cantato. Ha per me qualcosa di ipnotico. Felice di averlo ritrovato e poterlo offrire.
    Buona visione ed ascolto.

    Nei dintorni se interessa c’è la leggendaria interpretazione di Jimi Hendrix Live at Monterey, forse la sua più dissacrante e violenta esibizione di sempre
    http://www.youtube.com/watch?v=opkOJrINJIA

    ed una altrettanto travolgente di Popa Chubby
    http://www.youtube.com/watch?v=3P5Z606XhL4

  21. Roberto Tonini ha detto:

    Visto l’interesse e le richieste pubblico anche:

    Gli originali – The Troggs – Wild Thing

    Una delle più scellerate ed incredibile esibizioni
    Jimi Hendrix “Wild Thing” Live at Monterey

    E una scoperta, per me, il ciccione di molto bravino
    Popa Chubby – Wild Thing/Purple Haze

  22. Granocchiaio ha detto:

    Green Day – “Stray Heart”
    oggi mi ci va questa

  23. Granocchiaio ha detto:

    Tema:
    “Un giorno qualcuno ti chiederà ..
    Cosa pensi dell’amore?”
    Amor, amor, amor..
    Penso che l’amor
    sia la più bella cosa che
    dia felicità
    ma ciò che credo è poi verità ?
    Vedo tutti che..
    si dan da fare per trovar
    una donna che..
    col pianto in gola poi li lascerà .
    Viva, viva l’amor
    è per l’amore che si ca ..nta
    viva, viva l’amor
    e per l’amore ancora si vivrà .
    Amor, amor, amor, amor.
    amore è una parola
    amore vero non esiste
    è solo nei sogni
    di chi ha passato una triste gioventù.
    E’ un sentimento che..
    ora è vicino con la tua mano
    cade una stella
    ed à? lontano mille anni fa.
    Viva, viva l’amor
    à? per l’amore che si ca ..nta
    viva, viva l’amor
    e per l’amore ancora si vivrà .
    Amor, amor, amor, amor.
    Un’estate fa
    per molte notti insieme a lei
    ho creduto che
    fosse davvero gelosa di me.
    Sola la lasciai
    ma poi in silenzio ritornai
    ed ho scoperto che
    trovava chi consolava il suo cuor.
    Viva, viva l’amor
    è per l’amore che si ca ..nta
    viva, viva l’amor
    e per l’amore ancora si vivrà .
    Amor, amor, amor, amor.
    Credo nell’amor
    in ciò che sente il nostro cuor
    so di non sbagliar
    se dico che l’amicizia lo può dar.
    L’arte è nel cuor
    e la famiglia è calor
    poi una donna c’è
    per completare questo nostro amor.
    Viva, viva l’amor
    è per l’amore che si ca ..nta
    viva, viva l’amor
    e per l’amore ancora si vivrà .
    Viva, viva l’amor
    à? per l’amore che si ca ..nta
    viva, viva l’amor
    e per l’amore ancora si vivrà .
    Viva, viva l’amor
    è per l’amore che si ca ..nta
    viva, viva l’amor
    e per l’amore ancora si vivrà .
    e per l’amore ancora si vivrà .

  24. Granocchiaio ha detto:

    Venus

    A Goddess on the mountain top
    Was burning like a silver flame
    The summit of beauty and love
    And Venus was her name

    She’s got it
    Yeah, baby, she’s got it
    Well, I’m your Venus
    I’m your fire, at your desire
    Well, I’m your Venus
    I’m your fire, at your desire

    Her weapons were
    Her crystal eyes
    Making every man mad
    Black as the dark night she was
    Got what no-one else had
    WoW!

    She’s got it
    Yeah, baby, she’s got it
    Well, I’m your Venus,
    I’m your fire, at your desire
    Well, I’m your Venus,
    I’m your fire, at your desire

    Ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah!
    Ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah!

    She’s got it
    Yeah, baby, she’s got it
    Well, I’m your Venus,
    I’m your fire, at your desire
    Well, I’m your Venus,
    I’m your fire, at your desire

  25. Granocchiaio ha detto:

    Certi capivano il jazz

    l’argenteria spariva…

    ladri di stelle e di jazz

    così eravamo noi, così eravamo noi

    Pochi capivano il jazz

    troppe cravatte sbagliate…

    ragazzi-scimmia del jazz

    così eravamo noi, così eravamo noi

    Sotto le stelle del jazz,

    ma quanta notte è passata…

    Marisa, svegliami, abbracciami

    è stato un sogno fortissimo…

    Le donne odiavano il jazz

    “non si capisce il motivo”

    du-dad-du-dad

    Sotto le stelle del jazz

    un uomo-scimmia cammina,

    o forse balla, chissà

    du-dad-du-dad

    Duemila enigmi nel jazz

    ah, non si capisce il motivo…

    nel tempo fatto di attimi

    e settimane enigmistiche…

    Sotto la luna del jazz…

  26. Granocchiaio ha detto:

    questa me l’ha ordinata il cardiologo, il 12 di ogni mese

  27. Granocchiaio ha detto:

    È una semplice canzone da due soldi
    che si canta per le strade dei sobborghi
    e risveglia in fondo all’anima i ricordi
    d’una dolce e spensierata gioventù.

  28. Granocchiaio ha detto:

    The Shadows: mezz’ora di musica per conoscerli un po’

    Questa è la mia musica. Quella che ho amato per prima, suonandola con un piccolo gruppo. Il primo in provincia di Grosseto a suonare con questo tipo di formazione: due chitarre elettriche, una chitarra basso e la batteria. Prima dei Beatles e dei Rolling Stones, tanto per capirci.

    Qui nella loro ultima esibizione per il 50° della loro fondazione. Io l’ho vista a Parigi, Palazzo dei Congressi, 11 novembre 2009.

    Due parole sulla formazione.

    All’estrema sinistra quel fetentone che mi ha sostuito alla chitarra ritmica, tale Brucia Felce. Bel polso, belli i capelli tutti bianchi, ma la barba è meglio la mia.

    Alla batteria Braido Benetti, un cugino di primo grado di Alessandro Scapin: basta guardare, si arsomigliano abbestia. Scommetto che manco le su figliole la sapevano questa.

    Alla chitarra basso Mario Sconcerto, dopo una breve parentesi come assicuratore, è tornato fare il macellaro in una città di provincia.

    Infine come solista Anche Marvino. Un lontano parente dell’Atleta (Mario Fregoli) e del Filini.

    Un concerto fantastico questo di Parigi. Mi sono divertito? Non saprei, di sicuro mi hanno fatto piangere. Conservo ancora come ex voto la pezzola dove ho raccolto le lacrime di quella serata. Lacrime che attraversavano la barba per poi essere raccolte nella pezzola, in mancanza di lacrimatoio portatile. Che avevo smarrito proprio la sera avanti.

    E chi non li ama come me: peste lo colga!

  29. mezzolitro ha detto:

    S’è capito che ti garbano le chitarre, così ti segnalo…
    http://www.youtube.com/watch?v=1g6nPYyIS_I

  30. Granocchiaio ha detto:

    Non esiste il vino più buono del mondo
    E nemmeno il chitarrista più bravo

    È difficile, per non dire impossibile, dire qual è il vino più buono del mondo. È altrettanto difficile/impossibile dire qual’è stato – o è – il più bravo chitarrista. C’è la sicurezza di impantanarsi in dispute sulla base di parametri personali legittimi quanto opinabili.
    È invece abbastanza facile e anche più giusto dire qual è il tuo vino preferito e qual è il tuo chitarrista preferito. E questo senza nessuna possibilità di critica o contestazione: “questo è quello che a me piace” basta e avanza.
    È questo il parametro che azzera ogni velleità di giudizi su parametri codificati e magari universalmente riconosciuti.
    Parlando di musica e musicisti, di chitarra e chitarristi si sa quindi a priprori che ognuno ha proprie idee, simpatie e gusti. E quindi non si po’ mettere in piedi una polemica o un qualsivaglia dibattito. Al massimo si può illustrare il proprio punto di vista. Che spesso coincide con motivi estetici o esperienze e ricordi legati ad un certo episodio e periodo della vita.
    Chiaro che nell’esporre ognuno metta in risalto i motivi per cui si sente attratto da un cert artista pitoosta che da un’altro.
    Gli Shadows che ho citato più volte sono senz’altro un importante e irrinunciabile punto di partenza. Perché tutto, o quasi, è partito da li. Non molti lo sanno, ma è così. Poi i Beatles, dove il bravo George Harrsion è stato schiacciato dalla personalità di Paul Mcartney e da John Lennon. Diverso lo stile e il ruolo di Keith Richard nei Rolling Stones. Genialità e originalità (basta pensare al riff di Satisfaction) e stile personalissimo assai funzionale alla musica e al sodalizio artistico con Mick Jagger. E poi dopo un fiume di gruppi e di chitarre. Ognuno lasciando una traccia più o meno importante nel modo di suonare.
    Mi astengo dal fare delle citazioni che sarebbero troppe o troppo poche. Vado diritto allo scopo.
    Il chitarrista che più mi ha dato piacere è Mark Knopfler, già leader e solista dei Dire Straits. “discepolo” degli Shadows ha ereditato da loro la cura maniacale per la qualità e la pulizia del suono. Stile personalissimo e originale grazie anche alla padronanza superlativa del suo modo di suonare “Fingerpicking”, cioè pizzicando le corde con le dita della mano destra, cioè senza plettro. Mark è anche quello che assieme a Hank B. Marvin (The Shadows) e David Gilmour (Pink Floid) ha porato ai massimi livelli il suono “Fender”.
    Cito le mie preferite di Mark Knopfle: Sultans of Swing, Once Upon a Time in The West, Tunnel of Love, Romeo and Jiuliet, So Far Away, Calling Elvis, Money for Nothing.
    Celebri le collaborazioni con Hank B. Marvin (vere chicche) e di una classe ed eleganza eccelsa quelle con Chet Atkins.

    • Ric ha detto:

      Il chitarrista più bravo del mondo non esiste perchè ciascuno di quelli che il Granocchiaio nomina aveva una propria personalità ed un tocco caratteristico che esprimeva con il suono del proprio strumento. Certo che gli Shadows sono stati dei capostipite nel concetto di band moderna con chitarra ritmica, basso, solista e batteria; va anche detto che sono una espressione degli anni ’50 con una linea melodica di quei tempi ed ovviamente mezzi tecnici ed elettronici primordiali. Già con l’avvento del distorsore, del wah-wah e degli effetti di phading degli anni ’60 e ’70 la musicalità delle band americane ed inglesi prese un’altra strada ed anche concetti diversi di architettura di suono. Sui nomi citati dal Granocchiaio niente da dire; George Harrison sinceramente non era un grande chitarrista solista però prese una strada molto interessante nell’introduzione del sitar indiano (tutti a quei tempi andavano a cercare in India sè stessi e… un po’ di droga); inoltre aveva un modo personale di suonare e, alla fine si avvaleva molto di collaborazioni di altri chitarristi ben più virtuosi come Eric Clapton.
      Forse fra tutti Clapton è stato il chitarrista più famoso, di grandi capacità virtuosistiche, di ottima conoscenza tecnica e di attento studio espressivo attraverso l’uso della elettronica che conosceva profondamente. Era soprannominato “slowhand” (all’incirca “mano lenta”) ma questo proveniva non dal fatto che fosse lento con le proprie mani. Anzi, se si notano alcuni filmati dei suoi concerti, conosceva profondamente la tecnica di “diteggiatura” della mano sinistra tanto che poteva fare scale armoniche senza grande movimento di dita, risparmiando energia e in modo molto performante. In realtà Eric Clapton venne soprannominato “slowhand” in quanto spesso, se si rompeva una corda della propria chitarra, cambiava le corde direttamente sul palco e davanti al pubblico senza l’intervento dell’addetto agli strumenti, fatto che provocava un breve applauso dal pubblico, definito poi applauso “slowhand” a mano lenta, tanto per apprezzare la bravura del chitarrista e la sua umiltà per non avvalersi di persone a proprio servizio come invece accadeva per tutte le altre star della chitarra. Clapton fu chitarrista degli Yardbirds (band oggi sconosciuta ai più ma di grandissima capacità tecnica di tutti gli elementi) e Giorgio Gomelsky, addetto agli strumenti della band, gli diede questo soprannome; lo stesso Clapton non chiamava mai l’addetto a farsi accordare lo strumento, ma accordava da sè ed in modo perfetto la corda appena sostituita.
      Eric Clapton è vivente, credo che ha circa 70 anni ed è stato sposato due volte. Era legato da grande amicizia con George Harrison e spesso si è esibito nelle registrazioni dei Beatles; aveva grande stima ma era egualmente in competizione con Hendrix, fondò una band chiamata Cream che poi fu l’epilogo di tutte le band sullo stile anni ’70. E’ stato ed è un grande chitarrista a livello mondiale, non c’è dubbio!

  31. Granocchiaio ha detto:

    Replico e faccio seguito allo scritto di Riccardo perché mi pare abbia ben compreso che tipo di discorso volevo fare . Stabilito ed accettato il fatto che non esiste “il meglio di tutti”, si accetta pacificamente l’inoppugnabile “a me piace…..”.

    La dialettica può quindi riguardare più fatti generali e contingenti.

    1° – Per esempio Riccardo dice che gli Shadows sono “sono una espressione degli anni ’50” . Quindi posso rettificare perché il loro debutto con Apache, il pezzo che li fece conoscere in tutto il mondo, è del 1969, data anche della loro fondazione. Quindi sono piuttosto espressione dell’inizio degli anni ’60 che rappresentano. Mentre è sicuramente della seconda metà degli anni ’50 la musica e i musicisti che più hanno influenzato questa nuova tendenza. Sia per gli Shadows che per i Beatles e i Rolling Stones e molti altri seguenti.
    Mi riferisco per esempio Elvis Presley, che entra in orbiata nel 1956, ma forse ancora di più Chuck Berry cantutore, chitarrista e compositore, inspecie di rock and roll. Come è possibile dimenticare un pezzo come Johnny B. Goode (tra i documenti portati nello spazio dal Voyar I) per arrivare alla recentissima You Never Can Tell inserita da Quentin Tarantino nel film Pulp Fiction nella famigerata e incantevole scena del ballo tra John Travolta e Uma Thurman?
    Quindi i “favolosi anni ‘60” sono in buona sostanza figli delle nuove tendenze manifestate nel corso degli anni ’50.

    2° – Vero che George Harrison non fu un grande chitarrista solista, ma come “accompagnamento ragionato” fu senz’altro musicista ben integrato nella struttura del sound dei Beatles. Vero pure il suo interesse per deviazone su altri strumenti, in particolare il Sitar. Da non dimenticare poi sue splendide composizioni come Something e Hre Comes the Sun, e poi, già fuori dai Beatle, My Sweet Lord, dedicata al dio Krishna. Resta il fatto che come strumentista sia stato il migliore dei quattro Beatles.

    3° Eric Clapton non mi ha mai particolarmente entusiasmato. E qui va l’equivalenza degli opposti: “a me piace…..” Vs “a me non piace…..”. no mi ha mai “emozionato” particolarmente né come sound, né come strumentista. Per conto mio salverei di lui solo “Cocaine” pezzo simbolo della sua produzione. Con un riff veramente da mettere tra i top del genere.

    Per i meno addetti ai lavori e non sanno cos’è un “riff”: “Il riff è una frase musicale (ossia una successione di note con una propria identità espressiva, come lo è in linguistica la frase di un discorso) che si ripete frequentemente all’interno di una composizione e che viene utilizzato di solito come accompagnamento.” Da santa Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    A titolo di esempio cito (solo) alcuni di quelli che a me picciano di più:

    Eric Clapton: Cocaine http://www.youtube.com/watch?v=Q3L4spg8vyo
    Beattles: Day Tripper http://www.youtube.com/watch?v=XwmtNk_Yb2Q
    Lynyrd Skynyrd; Sweet Home Alabama http://www.youtube.com/watch?v=ye5BuYf8q4o
    The Kinks: You Really Got Me http://www.youtube.com/watch?v=-2GmzyeeXnQ
    Dire Straits: Money for Nothing http://www.youtube.com/watch?v=wTP2RUD_cL0
    Animals: House of the Rising Sun http://www.youtube.com/watch?v=5A-4VGfx5lU
    Pink Floyd: Another Brick In The Wall http://www.youtube.com/watch?v=YR5ApYxkU-U (dove il riff è per me la serie incredibile degli accordi)
    E infine quella forse più famosa, se non proprio la meglio….:
    The Rolling Stones: Satistaction (I Can’t Get No) http://www.youtube.com/watch?v=g5W4k6vD2WY

  32. mezzolitro ha detto:

    Vedi ranocchio? Il primo pezzo che citi, Cocaine, è di J.J. Cale…

  33. Granocchiaio ha detto:

    Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte

    • Ric ha detto:

      Io generalmente non mi butto nel definire bravo uno e non bravo un’altro; voglio dire che queste classifiche sul migliore chitarrista al mondo lasciano il tempo che trovano, e poi Mark Knopfler ex Dire Straits è di una epoca diversa rispetto ad Eric Clapton, anche se hanno suonato insieme varie volte. Mark suona la chitarra elettrica senza l’uso del plettro (la pennetta…) e quindi riesce a dare delle sonorità non usuali alla chitarra. come ben saprai l’uso del plettro impone un movimento diverso del polso rispetto all’uso delle dita. Comunque a mio avviso Eric Clapton è tra i migliori chitarristi al mondo quanto a produzione musicale, originalità delle esecuzioni e varietà di sonorità. Poi ovviamente ognuno ha il suo; Knopfler è estremamente agile ma possiede una tecnica diversa rispetto a Clapton. E poi ci sono i due personaggi: Knopfler è schivo e non ama farsi vedere, Clapton è un leader con un passato torbido di uso della droga che credo abbia superato, ma che di certo hanno condizionato una certa parte della sua vita. Qui comunque si parla di giganti. Parliamo dei chitarristi italiani: io ho sentito molti anni fa Maurizio Vandelli che a mio avviso è stato e rimane uno dei migliori chitarristi d’Italia. Ho assistito ad esibizioni di vari altri gruppi successivi a lui ma non ho mai trovato la sua originalità e virtuosismo.

  34. Granocchiaio ha detto:

    Oggi ho messo nel mio JUKE BOX: Io Vagabondo – NOMADI (con Augusto Daolio) * Nesuno mi può giudicare – CATERINA CASELLI * Che colpa abbiamo noi – I ROKES * Bang Bang – EQUIPE 84 – Margherita – RICCARDO COCCINATE * A me mi piace vivere alla grande * FRANCO FANIGLIULO * La bambola – PATTY PRAVO * Lisa dagli occhi blu – MARIO TESSUTO * Sultans of Swing – DIRE STRAITS * Satisfaction – THE ROLLING STONES * mezzora di musica con THE SHADOWS
    Vi abbasta?
    ce ne sono moooooooooooooolte altre più in basso…

  35. Granocchiaio ha detto:

    la canzone che vi dedico stasera ha giusto 50 anni!

    a Braccagni esiste il sosia del cantante………..lo conoscete?

  36. Granocchiaio ha detto:

    Luglio di Riccardo del Turco

    Nel 1968 vince Un disco per l’estate

    le immagini riprese da foto sulla “dritta del Madonnino” nel luglio 2013 divengono visibili dopo 15″

  37. Granocchiaio ha detto:

    Un frutto di stagione: In the summertime

    i Mungo Jerry

    siamo nel 1970 !

  38. Granocchiaio ha detto:

    Un discorso sempre di attualità

    I Rokes

    i favolosi anni ’60

  39. Granocchiaio ha detto:

    Summertime di Janis Joplin
    dedicata a Paolo

  40. Granocchiaio ha detto:

    Quelli bravi sono Uma Ballo e Uma Thurman e Jhon Travolta, quello molto bravo Quentin Tarantino e il genio Chuck Berry

  41. Granocchiaio ha detto:

    Paolo Conte Onda su Onda

  42. Granocchiaio ha detto:

    Santa Esmeralda – House Of The Rising Sun

  43. Granocchiaio ha detto:

    Io Vagabondo – I Nomadi con Augusto Daolio

  44. Granocchiaio ha detto:

    I Camaleonti: Io per lei

  45. Granocchiaio ha detto:

    La chitarra può essere suonata anche così…….e Marco mi pare se la cavi bene anche con l’acusitica………no?

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.