Domani sera alle 21.00, al Centro Anziani “Gli Anta” di Braccagni, il Sindaco Bonifazi e il Presidente del Consorzio di Bonifica Grossetana Benlacchi (moderatore il Vellutini) incontreranno la popolazione per discutere sul rischio idraulico (e allagamenti) che incombe sulla frazione.

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FOTO NR 1

FOTO NR 1

 

FOTO NR 2

FOTO NR 2

 

FOTO NR 3

FOTO NR 3

 

FOTO NR 4

FOTO NR 4

 

FOTO NR 5

FOTO NR 5

 

 

 

 

al Bivio di Montepescali

al Bivio di Montepescali

piove di brutto!!!

piove di brutto!!!

donna nel nubifragio

donna nel nubifragio

la mattina dopo

la mattina dopo

Casetta Grottanelli

Casetta Grottanelli

verso Ravi e Caldana

verso Ravi e Caldana

Braccagni nella  nebbia del mattino

Braccagni nella nebbia del mattino

la Bruna verso il mare di Castiglioni

la Bruna verso il mare di Castiglioni

le Versegge

le Versegge

verso Ravi e Caldana

verso Ravi e Caldana

Buriano

Buriano

Buriano e Vetulonia

Buriano e Vetulonia

frana strada per Montepescali

frana strada per Montepescali

frana con sassi strada di Montepescali

frana con sassi strada di Montepescali

interruzione vecchia Aurelia presso il Cardini

interruzione vecchia Aurelia presso il Cardini

Buriano alla specchio

Buriano alla specchio

Montepescali nella nebbia

Montepescali nella nebbia

il Giglio oltre l'alluvione
civetta de La Nazione

civetta de La Nazione

 

 

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RSSNumero commenti (18)

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  1. braccagni.info ha detto:

    alcune foto della notte del nubifragio, dell’alba e della mattina a Braccagni e nei paraggi

  2. braccagni.info ha detto:

    Ci risiamo.
    Dal 1971, anno in cui acquistai la casa in via Aurelia Sud, di nubifragi di questa entità ne ho visti – e patiti – almeno quattro. E devo dire che non mi pare che complessivamente questo sia stato il più “dannifero”, come dicono certi nostri vecchi.
    Non per questo ci si può sentire sollevati.
    Se prendiamo per buona la notizia che in poche ore sono caduti 200 mm di pioggia, quando pare che la media annuale sia intorno ai 650-700, dovremo dedurre che è piovuto 1/3 della media annua. Che mi pare un’enormità.
    Il bollettino preciso, anche quello dei danni, lo leggeremo dai giornali.
    Dalle foto, dai filmati, e da quello che ho visto e sentito andando in giro, mi pare comunque che i danni, anche nelle campagne, non siamo poi così catastrofici. Lo stesso dicasi per il paese. Anche i nuovi arrivati si sono un po’ attrezzati per queste cose e sacchetti di sabbia, pompe sollevamento acqua sporche e altri accorgimento, tentano di limitare i danni.
    Una buona parte di via Aurelia Sud ha purtroppo avuto un bonus di sfortuna, e quindi di danni. Si, perché fina da dopo una mezz’oretta di pioggia si è comunicato a sentire un gran puzzo di idrocarburi. Gasolio, più che benzina, ma comunque in quello scatenarsi di tuoni, fulmini ed acqua, per il momento non si badava troppo a questo. Poi la puzza è aumentata sensibilmente, si è fatta distinta, sicuramente era gasolio.
    Fin da subito mi è sembrato improbabile che provenisse dal distributore che è più avanti, verso Grosseto. In primis perché è ragionevole pensare che i serbatoi e le pompe di un impianto siano ben collaudati per sopportare anche rovesci di acqua, anche forti. In secondo luogo perché il distributore stà in una parte più bassa, e quindi i liquidi avrebbero dovuto fare un tragitto inverso, verso di noi, quando l’acqua invece scorreva impetuosa verso sud.
    Cercando di rendermi utile ho provato a chiamare i pompieri per segnarle il fatto, ma come pensavo, il numero era occupatissimo.
    Ho provato con il 133 che avevo li davanti nella rubrica. Ho spiegato il fatto e che non sapevo chi chiamare. Ho pregato quindi che pensassero loro, la polizia, ad avvisare chi di dovere.
    La pioggia era iniziata fin dalle ore 20, è poi divenuta violenta verso le 22:30, mentre verso mezzanotte ha cominciato a diminuire d’intensità, e intanto il colore delle acque si faceva sempre più giallo/marrone. In una foto l’ho paragonato al fiume giallo. Sicuramente era la mota che si era portata dietro.
    I miei vicini hanno trovato – chissà dove – dei sacchi di sabbia per erigere una specie di diga onde non far andare l’acqua verso i garage che erano più in basso. Solo che i garage erano già da tempo allagati con quasi una metrata di acqua………
    Sono andato a letto lasciando la finestra aperta – non faceva affatto freddo – per sentire eventualmente cosa ci fosse da sentire. Verso le due ho sentito una motopompa che evidentemente pompava acqua da un garage o simile. L’ha fatto per un bel pezzetto.
    Avevo fatto foto e piccoli filmati che avevo messo al volo su Facebook, destando interesso e approvazione. Ma la notte, durante un nubifragio, non era affatto facile documentare.
    Mi sono così ripromesso di andare di buon ora a Montepescali per vedere un po’ meglio le cose come stavano e fare foto.
    Così ho fatto. Ho percorso la strada per il paese all’alba. Ho incontrato due frane, che ho documentato, una con dei grossi sassi e una con degli arbusti che erano franati con un po’ di terra.
    Dal baluardo di Montepescali lo spettacolo era bello e brutto allo stesso tempo. Brutto per le grosse macchie di allagamenti che si vedevano, bello per i colori, i contrasti e le immagini che vedevo.
    Ho fotografato e poi ho deciso di andare di persona a cedere le cose che mi parevano più interessanti. Così ho fatto verso la Francina (anche con poca pioggia sempre allagata), il Madonnino, Casetta Grottanelli (che dall’alto pareva il paese delle fate), e poi in là verso la Magia, poi al Lupo, poi al Bozzone, e poi a dritto verso Macchiascandona, perché dal Bozzone la strada per tornare a Braccagni era chiusa.
    I fiumi non erano affatto gonfi, solo la Bruna a Macchiascandona non nascondeva un certo livello, ma lontano dal massimo.
    L’impressione generale che ho avuto io è che non sia dipeso dai grossi torrenti – come Fossa e Sovata – e nemmeno dal Bruna, quanto piuttosto dalle piccole o grandi fosse che dovrebbero raccogliere e portare nei canali, e poi nei fiumi o nei torrenti, le loro impetuose acque.
    Roberto Tonini

    • mezzolitro ha detto:

      la sera di sabato, fin dalle 21.00 ho tenuto una finestra del computer aperta sul rilievo satellitare
      di LAMMA http://www.lamma.rete.toscana.it/meteo/osservazioni-satellite/meteosat
      e ho potuto notare una formazione nuvolosa estesa dal golfo di Follonica-Argentario, fino alle coste della Croazia che ha stazionato, immobile, sulla nostra zona fino all’una.
      Ecco spiegati i 200 e più millimetri di pioggia caduti. Non credo che ci sia altro da dire o spiegare, non credo che anche una vagonata di aghi di pino in più o in meno avrebbero potuto cambiare ciò che è successo a Braccagni-paese.
      Diversa cosa è quella successa al Madonnino, dove a fronte di una decina di milioni spesi per la sistemazione idraulica della zona, poi non si trovi il modo di spendere qualche centinaio di euro per pagare qualche sorvegliante in più che azioni tutto l’ambaradan anche nei pre-festivi e festivi.

  3. nello ha detto:

    Roberto, solo ieri pomeriggio, ho notato i danni che ha subito la tua zona, prima avevo visto (ed in parte vissuto) quelli della zona ovest del paese. Avevo sentito del “puzzo” e delle chiazze di gasolio e onestamente non mi rendo conto da dove possa essere fuoriuscito l’idrocarburo (ho escluso subito come te che dipendesse dal distributore). Il mio ricordo di analoghi eventi risale ai primi anni della Variante, quando il canale di sfogo della collina era inadeguato (bei tempi quando non c’era il terrapieno e tutta l’acqua che scendeva dal Castello si disperdeva nell’oliveto di S. Rocchino), ma poi fu fatto in maniera più consona e tutto sembrava risolto. Sembrava perchè, ad oggi, non ho capito chi ci debba intervenire per la sua manutenzione. Transitando, come tutti noi, lungo la vecchia Aurelia, mi chiedevo cosa sarebbe successo se fosse piovuto in maniera più copiosa. Sabato la pioggia è stata di più (non so se i 200mm che nomini siano stati presi qui, ma se si riferiscono al valore ufficiale del Centro Regionale, ricordo che la stazione , pur così chiamata, non è a Braccagni ma a Monte Lattaia, dichiarazione di un tecnico provinciale, dove sembra sia piovuto un po’ meno che qui, questa volta)ed ho avuto la risposta. Mi collego a questo per darti ragione: il problema non è solo nella quantità d’acqua (i fiumi ed i torrenti sembra abbiano tenuto bene) ma sulla pulizia delle fosse laterali alle strade (le famose fosse di una volta nei campi sono ormai sparite ed anche questo contribuisce), ma, anche, per quanto riguarda il paese, di quella delle strade (non voglio infierire sull’adeguatezza del sistema fognario). Le cavitoie sono in buona parte otturate da cartacce e altri troiai, specie aghi di pino, che solo saltuariamente vengono spazzati (in via Sgarallino hanno fatto bella presenza per molto tempo, in parte solo rimossi da quello che era l’abituale operatore, rientrato, per turno, in paese) e questo ha contribuito, in parte, anche alla situazione di sabato. Io di norma pulisco le cavitoie davanti casa mia (come mi sento responsabile della pulizia degli aghi che producono i cedri del Libano del mio giardino e settimanalmente pulisco il marciapiede), ma qualcuno mi ha fatto osservare che mi potrebbero contestare l’operato perchè come liberi cittadini non si potrebbe intervenire su beni pubblici (credo che nessuno abbia questa infelice idea, ma visto che le casse piangono, come si multano i ciclisti in ZTL, una multa ci potrebbe scappare).

  4. mezzolitro ha detto:

    Allora ranocchio? Ci risiamo? Ho chiamato Mirko Bonari e mi ha detto che andava a prendere la bimba a scuola perché evacuano i bambini.
    Fammi sapere…

    • Ric ha detto:

      Ho visto e subito la pioggia di oggi qui in città, a Grosseto. Anche in questa evenienza si è verificato un rovescio improvviso di pioggia con grande violenza. Poi ho saputo dei danni a Braccagni e nei dintorni attraverso i media locali e Facebook in cui vi hanno scaricato un gran numero di video e foto. Direi che la storia è nota: grandi quantitativi di acqua scaricati nell’arco di poche ore generano fiumi e torrenti in piena improvvisa e devastante. Di dissesto idrogeologico qui da noi non parlerei; si tratta comunque di un ambiente diverso ad anni fa dove si praticava una certa cura agli impianti boschivi e forestali. Però in questi casi non va data maggior colpa alla mano dell’uomo: è un cambiamento di clima con “spot” localizzati di intensa pioggia; non si può fare nulla se non sperare che le opere agrarie ed idrauliche resistano; ricordando cosa è avvenuto in Campania qualche anno fa dove una intera montagna si sbriciolò sopra un campeggio a causa della mancanza di vegetazione, qui c’è da solo rallegrarci che non sia successo come in Liguria o in Campania, ma fino a quando il nostro territorio resisterà?

      • nello ha detto:

        Ric, potrà essere come tu dici, ma io la penso diversamente. Ritieni che qui da noi le causa sia solo degli eventi , solo in minima parte a causa nostra. L’unico punto in cui sono d’accordo con te è che qui non siamo in Liguria, ma se approfondisci la cosa è molto simile. Là non hanno i “piani” come da noi, ma là, come qua, s’è costruito a dismisura, “rubando” terreno (e nel loro caso su aree scoscese sostituendo gli alberi con cemento ed asfalto). Da noi al più si toglie terreno, ma la solfa è la stessa. In una pubblica assemblea il Sindaco disse che nel comune c’erano molte case invendute, ma nonostante tutto l’RU prevede la costruzione di moltissimi alloggi. Ti ricordo che per il Polo erano previsti 33Ha di cemento ed asfalto, nonchè l’intubazione del Rigo (un po’ come a Genova ricordi?, e come nel capoluogo ligure quel rigagnolo quando si arrabbia ne fa di danni, anni addietro, nonostante l’attraversamento della Variante, della vecchia Aurelia e della ferrovia di Siena, una Golf posteggiata verso Santa Lucia fu trovata al ponte della ferrovia di Livorno). E non pensare che la nuova legge, non ancora approvata, della Regione Toscana possa risolvere più di tanto: non l’ho letta benissimo, ma da quanto disse la Marson l’anno scorso a Ribolla e da quanto mi sembra di aver capito dalla prima lettura, si parla prima di recuperare il vecchio poi, solo dopo, vagliare il nuovo. Ma per recupero si parla di mc e non di mq e questo ci porta al punto di partenza, cementificazione al massimo. Credo che su questa ipotesi a Braccagni ci sia l’esempio: la lottizzazione del Mulino rientra nel mio pensiero in quanto (non so) è probabile che come volumetria sia inferiore, ma come superficie sicuramente no. Forse se al posto del silos fosse stato fatto un grattacelo (le leggi urbanistiche qui lo vieterebbero, ma esistendo già…), il fine sarebbe stato lo stesso, ma il terreno avrebbe assorbito più acqua (e Nello sarebbe stato contento, in parte, perché per me il silos era un simbolo del paese).
        Ti ricordo inoltre che nel 1966 la situazione per la campagna fu, più o meno, la stessa ma nell’occasione tracimarono anche i fiumi e fossi più importanti, ma per il paese la cosa fu limitata, ma c’erano poche case (in pratica quelle attuali sull’Aurelia e dalla chiesa in giù, con la sola via della Stazione (ora Dei Garibaldini) abitata, però con un vuoto, specie lato nord, dall’attuale via Sgarallino alla chiesa, se non erro tre o quattro case dall’altra parte.
        Guarda ora e considera anche (prendo spunto dal mio vivere per studi a Livorno, in merito a Piazza Grande)il “nobile interrompimento di c…ni” cioè la Variante: e continui a pensare che l’uomo non c’entri?

        • Ric ha detto:

          L’uomo c’entra si sono d’accordo con te ma c’entra anche una situazione geografica sfavorevole. Quando studiavo agraria si approfondiva lo studio della “regimazione delle acque”, cioè come imbrigliare le acque piovane in alcune situazioni geografiche sfavorevoli. La regimazione delle acque, semplificando, si fa attraverso l’imbrigliamento delle acque alte (dei livelli alti) e delle acque basse (della pianura). Generalmente si attuano opere di regimazione prima nelle acque alte, facendo sistemazioni collinari e montane volte al rallentamento delle acque raccolte in caso di forti precipitazioni e poi di successiva canalizzazione verso il mare. Braccagni soffre della presenza: a) della collina di Montepescali che le è alle spalle e che in caso di elevata precipitazione non riesce a trattenere l’acqua piovana che scende a valle e trova la variante Aurelia quale argine; b) Una notevole canalizzazione di acque basse composta da torrenti, fossi, scoline stradali e campestri. Come si sa va curata la pulizia di questi ultimi in quanto l’acqua piovana, trova ostacolo nella vegetazione e nelle ostruzioni della terra trasportata; c) Argini artificiali, quali la Variante Aurelia ed il rilevato ferroviario a valle di Braccagni. Identico problema lo soffre Sticciano bassa: una notevole collina alle spalle, il rilevato ferroviario della linea Grosseto-Siena, il torrente Bai che negli anni ha dato molti grattacapi alla zona.
          In tempi normali l’acqua piovana riesce ad essere smaltita dalla canalizzazione stradale e campestre; con precipitazioni di 200 mm. nell’arco di 24 ore non si può fare molto. La cosidetta cementificazione è caratteristica della Liguria dove, non esistendo spazio per poter costruire le case, si attuano opere di canalizzazione di fiumi e torrenti in una situazione geografica di estrema prossimità tra montagna e mare, condizioni che non permettono un rallentamento delle acque basse. E’ un errore che Genova e le città costiere pagano tutti gli anni con queste improvvise precipitazioni spot, concentrate nell’arco di poche ore e con incredibili quantitativi di pioggia. Nel caso del Meridione (ma non solo) si assiste ad una progressiva deforestazione della collina con conseguente incoerenza superficiale del terreno; inoltre nel Sud la “cementificazione” avviene senza opere di urbanizzazione coerenti anche in tema di imbrigliamento delle acque piovane. Nel caso specifico della cementificazione di Braccagni ammetto di non conoscere i progetti, ma ricordo che la “cementificazione” se ben elaborata tiene conto della canalizzazione delle acque piovane e della loro destinazione a valle, ma su questo potrebbe dire meglio l’architetto Aureli che più volte ha espresso pareri tecnici che io condivido.

          • mezzolitro ha detto:

            Lasciali perde l’architetti! Insieme all’ingegneri sò la rovina del mondo!

          • Ric ha detto:

            Ma ci saranno buoni e cattivi ingegneri ed architetti, comunque il territorio della provincia di Grosseto appare con buone opere idrauliche e di manutenzione dei fossi, nonostante se ne dica. Anzi a mio parere, e senza voler incensare nessuno, la Bonifica Grossetana e quella dell’Osa e Albegna lavorano con una certa efficacia. Comunque se si guardano le foto del Granocchiaio qui sopra si vede che nella piana a nord ovest di Braccagni è avvenuta una tracimazione dell’acqua dai fossi per eccesso di portata. Una certa preoccupazione (foto della strada per Montepescali) può essere per la tenuta di terra nel declivio di Montepescali che è circondato da olivi e terreni più o meno coltivati; in caso di nuove precipitazioni si potrebbero verificare nuovamente frane. Veramente “agghiacciante” è la prima fotografia sul bivio di Montepescali; qui gli ingegneri del comune di Grosseto dovrebbero meditare…

  5. nello ha detto:

    Ric hai esposto un bel saggio di idraulica, ma peccato è solo sulla carta. Non so se hai mai partecipato ad assemblee dopo le varie “alluvioni”. Più persone hanno richiesto quanto tu hai chiaramente esposto, ma chi di dovere ha sempre fatto orecchi da mercante. Mi auguro che ciò sia dipeso da ignoranza (ma già questo sarebbe gravissimo) e non dalla salvaguardia di qualche notabile (gli invasi portano via terra). Fatto sta che niente è stato fatto e lo stesso Consorzio ha fatto orecchi da mercante (ma intanto si pensa in grande con l’invaso del Gretano, ma solo perché dietro ci sono tanti soldi con la produzione elettrica). E’ vero che in molti corsi d’acqua è intervenuto in maniera ottima, ma purtroppo in altri è stato fatto poco o nulla e sono quelli che oggi danno noia (non mi riferisco solo a Braccagni), ma qui entra in gioco la mia ignoranza (dovuta però ad arte da chi ha il potere) non si sa chi deve intervenire….
    Stamane ci sono degli operai che con mezzi idonei stanno pulendo il canale che dalla Variante va all’allacciante, non so di quale ente siano (credo del comune) perché quello è uno dei canali dove la mia ignoranza spazia (sembra ad esempio che l’ANAS sia competente per la parte finale, quella alla ferrovia e non l’iniziale….) comunque se lo avessero fatto due lunedì fa, forse, almeno all’Aurelia avrebbero respirato un po’ ieri.
    Altro punto : sulle famose idrovore per la salvaguardia della zona Madonnino chi ha competenza? sabato scorso furono attivate (ma in auto non partono?)quando il più era passato e qualcuno giustamente ha fatto notare che s’erano spesi circa 10 mil. per niente.
    Non sto a parlare di fogne perché sarebbe quasi ridicolo, ma a me, che ci capisco poco, sorge un dubbio: è logico che ci sia un solo collettore che porta via il tutto e che in via Sgarallino ci sia una sola fogna che porta le acque nere e bianche. Quest’ultima poi si inserisce nel collettore all’altezza dell’edicola, perché ieri, come del resto il sabato, da quella usciva acqua in pressione (almeno 10 cm gli zampilli), mentre davanti a casa mia le fogne bianche erano già defluite…E su questo devo dare ragione (purtroppo) a Mezzolitro: lì non già messo gli occhi un incompetente come me, ma sicuramente un laureato (architetto od ingegnere poco cambia).

    • Ric ha detto:

      Nello, io credo che Braccagni sia a rischio idrogeologico essenzialmente per una sua conformazione geografica e per la presenza di barriere al deflusso delle acque che non vennero progettate sulla base di normali previsioni di importanti precipitazioni improvvise. E’ il caso di Grosseto che subì danni pesantissimi per la presenza del rilevato ferroviario che non aveva “luci” di deflusso per le acque. Solo dopo il ’66 ed a causa della parziale distruzione della ferrovia Roma – Pisa in corrispondenza delle 4 strade, venne costruito il sottopasso con le luci di deflusso. Vero come dice il Granocchiaio che niente si è mosso in 5 anni, però la mancata pulizia di fossi provoca una tracimazione per la ostruzione di qualche ponticino o per l’impossibilità delle acque a proseguire per una barriera vegetale che si va a formare. Invece nel caso delle ultime piogge ed anche delle piogge di qualche settimane fa (io ero in macchina proveniente da Pisa proprio al momento della prima alluvione) le acque hanno precipitato a valle con grande violenza trovando sulla Aurelia un primo ed importante sbarramento. Ovviamente l’unica luce di deflusso era il sottopasso in prossimità della strada per Montepescali e le acque hanno fatto come una sistola dell’acqua che si stringe fra le dita per aumentare la pressione di uscita e quindi di fuoriuscire verso l’abitato con particolare violenza.
      Poi c’è tutto il resto: mancate opere di manutenzione dei letti dei fossi e torrenti, opere idrauliche non eseguite, fogne che non reggono alla pressione dell’acqua piovana, ecc. ecc., però guardando con attenzione le immagini degli amici del Giunco http://www.ilgiunco.net/ è proprio una classica alluvione da mancato assorbimento della rete dei fossi.

  6. Granocchiaio ha detto:

    Un po’ di foto sui nubifragi a Braccagni e sulle pulizie (mica tanto) delle fosse di scolo delle acque lungo la strada che porta da Montepescali a Braccagni
    Osservate bene le foto numerate e vedete se notate niente………
    Difficile trovare qualcosa da ridire o di diverso
    In fatti non c’è nulla di diverso
    Salvo la data di scatto:
    le foto con numero dispari (1,3, 5) sono state scattate stamattina 25 ottobre 2013, le foto con numero pari (2 e 4) sono state scattate il 5 ottobre 2008, cioè esattamente 5 anni fa

    queste ultime già messe in un nostro articolo di allora dall’eloquante titolo:
    “chi le dovrebbe pulire queste?”
    http://www.braccagni.info/wp-admin/post.php?post=503&action=edit

    come dire che a distanza di 5 anni niente è cambiato e per avere qualche intervento di rattoppo (dopo che i buoi sono scappati) ci cogliono almeno un paio di alluvioni a distanza di un paio di settimane e soprattutto tanta stampa e televisione………………….

  7. nello ha detto:

    Sai Ric che io sono un braccagnino puro, e quando dico puro intendo del “Braccagni”, cioè il nucleo originale lungo la via Aurelia. La mia età mi porta a dire che da vecchiarello ne ho viste tante. Fra queste piogge intense (non come tre sabati fa),ma onestamente devo dire (te ne do atto) che il patatrac è venuto con la Variante. Però….come al solito i miei paesani cadranno dalle nuvole: dove erano quando si parlò di variante? Poche persone (io venni apposta da Bologna dove lavoravo) parteciparono alle assemblee, ancora meno obbiettarono per il sovraelevamento in terrapieno (io a dir la verità non vedevo l’utilità, ma se doveva essere sovraelevata meglio in viadotto), qualcuno portò anche ad esempio Finetti (ex sindaco) che disse no alla autostrada lato mare ricordando il rischio di far saltare in aria il terrapieno della ferrovia durante l’alluvione. Come il Granocchiaio riporta (credo comunque che l’abbiano pensato in molti) si chiude la stalla quando i buoi sono scappati, questo su tutto ciò che avviene con la scusa che non si pubblicizza l’assemblea oppure con “tanto hanno già deciso”. Dopo le prime trasformazioni di via Garibaldini in torrente di nome analogo, ci fu una assemblea, questa più partecipata, dove fu fatto notare che le curve ad angolo retto del canale di scolo sulla strada di Montepescali erano solo un “trampolino di lancio” dell’acqua verso il paese e non un invito verso l’Allacciante. Fu in quell’occasione che seppi delle molteplici competenze di quel canale (come delle fossette lungo strada etc.), comunque qualche ente provvide e per molto tempo il problema “acqua corrente per le vie” era solo legato alle fogne, poi vedi le foto del Granocchiaio e mettici la pioggia violenta (200mm in 5 ore non si parano) ed il gioco è fatto. Ma giovedì il patatrac è successo lo stesso e , considerando che io sono partito alle 7.40 e mia moglie mi ha chiamato con urgenza esattamente due ore dopo, quando già via Andreoli era un torrente in piena, non credo che sia tutto da attribuire alla Variante. Il terrapieno ferroviario, che ha le sue colpe, mi sembra esista dal 1890 o giù di lì, ma prima della costruzione del marciapiede non creava grossi problemi perché c’era una grata che copriva l’imboccatura del canale sottopassante di circa un metro quadro (forse anche di più non presi le misure all’epoca), ora sostituita da un cavedio massimo di 30×30 cm. Così si può parlare di prima del marciapiede sulla Aurelia, prima esisteva una fossa laterale (sempre pulita dagli stradini Anas e comunali)non sostituita adeguatamente dai tubi (non mi sbilancio molto sul diametro ma credo fossero di 80) ed inoltre davanti a casa mia (stavo nella vecchia cabina, all’incrocio con l’attuale via dei Garibaldini) c’era, strano, un bel vaso d’espansione con misure di 10x2x1,5m sembra poco ma recupera oltre 30 mc di acqua.
    Quindi smettiamola di dare solo la colpa a problemi idrogeologici, per le piogge ci si può difendere (ripeto certi eventi non si parano, tipo i 200 mm di pioggia, o, come nel ’66 il vento contrario che impedì al deflusso dell’Ombrone) basta fare un po’ di manutenzione tutti gli anni ai fossi di scolo, ai fiumi, alla fogne (fino ad una decina d’anni fa alla fine dell’estate operai del comune , con i camion all’uopo, le pulivano). In fondo la nostra piana è stata tolta alla palude, e per far questo Ximenes e successori usarono fossi e paratoie, ma funzionavano. Oggi il rischio di nuovo impaludamento esiste perché i fossi non sono puliti, ma anche opere di ultima costruzione vanno in ciampanelle (vedi le idrovore o le paratie collegate all’opera)

    • Ric ha detto:

      Nello, nel tuo ultimo messaggio hai detto una cosa vera: in fondo la nostra piana è stata tolta alla palude e fossi e paratoie riuscivano ad evitare il peggio. Però, vedi, le ultime opere idrauliche di prosciugamento delle paludi maremmane sono state effettuate sotto Mussolini il quale (se ne voglia o meno) fece un lavoro egregio e diede alla Maremma la possibilità di venire fuori da uno stato di degrado e di pericolo sanitario per la malaria. Però adesso siamo nel 2013 ed il mondo (in bene o male) è progredito. L’Aurelia tra Braccagni e Montepescali si appresta a diventare autostrada e già nella sua trascuratezza (è un martirio andare a Livorno o Pisa a causa dell’asfalto sconnesso e delle profonde buche) provoca un ostacolo non di poco conto tra la collina di Montepescali e la sottostante pianura. E poi Braccagni (a parte quella del ’66) ha conosciuto altre alluvioni anche in tempi recenti. Quindi a mio parere rimane l’aspetto geografico e geologico quale grosso handicap nel paese; poi ci saranno idrovore o canali, ecc. ecc. ma che a mio parere influiranno abbastanza marginalmente sulla risoluzione del problema idrogeologico.

  8. mezzolitro ha detto:

    Domani sera alle 21.00, al Centro Anziani “Gli Anta” di Braccagni, il Sindaco Bonifazi e il Presidente del Consorzio di Bonifica Grossetana Benlacchi (moderatore il Vellutini) incontreranno la popolazione per discutere sul rischio idraulico (e allagamenti) che incombe sulla frazione.
    Credo proprio che è un’ottima occasione per far capire (almeno tentare…) a chi se ne deve occupare, di cosa abbiamo bisogno.
    Ci vediamo lì.

  9. mezzolitro ha detto:

    La serata è stata un successone, soprattutto pè il comitato SOS Braccagni che ha fatto vedè come si fà a esse di protesta e di proposta!

  10. mezzolitro ha detto:

    Occhio alla penna ragazzi! Per domani pomeriggio sò previste piogge forti con cumulati superiori a 90-100 ml all’ora.
    Siccome ci saranno temporali è facile (inevitabile…) che va via anche l’elettricità, sicché c’è da fare il pieno ai generatori elettrici perché potrebbero fare comodo, visto che nessuna nuova opera di salvaguardia è stata fatta e tutto è rimasto come l’anno scorso.

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