Qualità della vita: il bicchiere mezzo pieno è sempre migliore del bicchiere mezzo vuoto?

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Il bicchiere mezzo pieno è sempre migliore del bicchiere mezzo vuoto?

    I recenti dati forniti dal Il Sole 24 Ore hanno confermato Grosseto al 28° posto in Italia, lo stesso del 2012, nella speciale annuale classifica “Qualità della vita”.
    Questo è stato salutato da più parti, in particolare dalla Pubbliche Amministrazioni, con orgoglio e soddisfazione. Anzi con molto orgoglio e molta soddisfazione. Insomma si è voluto apprezzare nonostante tutto, e soprattutto, il bicchiere “mezzo pieno” di questo risultato.

    In effetti non si può dire che guardando al volo la posizione conquistata dalla nostra Grosseto venga a mente il “il bichierre mezzo vuoto”. Però.

    Però questi indici sono piuttosto complessi nella loro formulazione e, come tutti gli indici, piuttosto sintetici nei risultati. Questo si sa. E si dovrebbe sapere anche che poi per saperne di più, per capire insomma più profondamente, bisogna prendersi la briga di andare a leggere i vari parametri che hanno determinato il risultato.

    Io l’ho fatto perchè mi è venuta spontanea la domanda: ma questo bicchiere mezzo pieno da che cosa è costituito? E quello mezzo vuoto?
    Andandosi a leggere con pazienza le varie classifiche mi sono così accorto che il bicchiere “mezzo pieno” a me pare assai meno pesante del “bicchierte mezzo vuoto”. E cerco di spiegare il perché.
    Tralasciando i valori medi delle classifiche ho isolato i valori massimi, in positivo ed in negativo, cioè quelli che hanno più catarrerizzato il risultato . Il risultato è questo:

    Valori dove siamo ai primi posti in Italia:
    il miglior piazzamento in assoluto risulta essere, sulle 107 località prese in esame
    5° posto per Densità Demografica (63% del massimo ottenuto da Ogliastra)
    6° posto per Imprese registrate x 100 abitanti (76% del massimo ottenuto da Nuoro) (*)
    9° posto per la Ristorazione (70%)
    16° posto per rapporto iscritti/cancellati all’anagrafe (87%)
    20° posto per Variazione % quota 0-29 anni 2003-2012 (84%)

    Valori dove siamo nella parte finale e negativa nel paese:
    il peggior parametro risulta essere, sulle 107 località:
    97° posto per le Infrastrutture (appena il 17,7% della migliore ottenuto da Trieste)
    89° posto per l’Export (il 4,1% rispetto al migliore)
    85° posto per Start up innovativie (4,9%)
    81° posto per l’Ecologia – indice Legambiente (56%)
    77° posto per Laureati ogni mille giovani (63,6)

    Ora, senza voler dare un valore numerico ai due schieramenti, mi pare evidente che il gruppo dei risultati positivi (bicchere mezzo pieno) sia notevolemnte meno pesante del gruppo dove i valori sono negativi (bicchiere mezzo vuoto).

    Come mi par di vedere che nel primo gruppo i valori positivi siano in buona parte frutto di eventi non programmati e voluti da volontà socio economiche (come per esempio Densità Demografica), mentre nel secondo gruppo vi è una prevalenza di fattori frutto di azioni dirette o indirette delle Pubbliche Amministrazioni e delle componenti socio economiche e culturali.

    Come dire:
    per quello che ci piove dal cielo, non c’è male
    per quello che c’è da fare, meglio tacere

    se così fosse non si capisce il perché di tutta questa soddisfazione e orgoglio, specie da parte delle Pubbliche Amministrazioni: non sarebbe meglio cercare di capire e correggere i punti deboli anziché lodarsi troppo dei valori positivi?

    o no?

    (*) le molte aziende x 100 abitanti secondo me non sono poi così chiaro sinonimo di alta imprenditorialità, ma poiché manca l’occupazione, il giovane prova con la partita IVA a far qualcosa…..

  2. nello ha detto:

    In un certo senso la penso come il Granocchiaio, ma forse il mio pensiero è più pessimistico. Devo dire che io credo poco a queste statistiche, vuoi perché (come nota il Granocchiaio)i riferimenti sono di difficile interpretazione e per alcuni addirittura “scendono dal cielo”, inoltre mi danno l’idea della famose “bandiere blu, gialle o verdi” e chi più né ha né metta: cioè paghi ed io ti premio. Per fare degli esempi.
    Ho la fortuna ( purtroppo, parafrasando Gaber)di frequentare Trento, città prima nella graduatoria e se facciamo un raffronto con Grosseto (28esima) il distacco , se vogliamo, è anche minimo , visto che ci sono situazioni che in riva all’Ombrone sono ricordi sbiaditi oppure nemmeno esistono, tipo la pulizia della città, la presenza costante di vigili, una università seria, in pratica disoccupazione ai minimi, etc. Ma se andiamo a sviscerare la cosa ci accorgiamo che la famosa statistica del Sole 24ore non tiene conto di un fattore importante: Trento è provincia autonoma e fa parte di una regione autonoma (non per niente si divide il primato con Bolzano). Forse ai più sfugge l’importanza della cosa, ma è essenziale: lì ci sono soldi pubblici a palate, nonostante la crisi. Le tasse rimangono lì, non vanno a Roma e poi tornano (come a Grosseto), anzi da Roma vengono (come a Grosseto) ed inoltre arrivano anche da Bruxelles (visto che ci sono minoranze etniche). Quindi non ci sono difficoltà a mettere un custode per ogni stanza del castello del Buonconsiglio (e visto l’orario di apertura va moltiplicato per due); non ci sono problemi, visto il rubinetto chiuso per la Cultura in tutto il resto d’Italia, per commissionare il “Muse” (museo della scienza) a Renzo Piano ed anche lì credo che si sfiorino i cento dipendenti (da considerare anche il prezzo d’ingresso non indifferente di 9€ a persona, anche se onestamente sono spesi bene). Un altro fatto positivo (vista l’esperienza romana) è che a mia figlia è stato fatto il contratto per la camera, ora si dirà che è giusto così (e sono d’accordo), ma mi sorge un altro dubbio: mia figlia occupa una camera che in precedenza era stata data ad un operaio poi tolta prima ancora di entrarci, cosa che non andava bene. Perché? Non sono sicuro ma forse perché per contratto agli studenti ci sono agevolazioni fiscali, il tutto per favorire l’Università.
    Grosseto fino a pochi anni fa aveva un buon aiuto dalla Fondazione MPS, poteva gloriarsi, male o bene, di una Università (ora voci di chiusura sono più che insistenti), poteva fare interventi su pubblici edifici etc.; ora deve combattere con il patto di stabilità e, per rimanere a noi, non è possibile fare interventi anche minimi per la messa in sicurezza idrogeologica.
    Quindi vanno bene le statistiche (in fondo egoisticamente per mia figlia, e per incrementare la posizione cittadina, studiando Sociologia possono essere utili ai fini lavorativi) ma in questo caso sarebbero utili con criteri veramente comparativi.

  3. mezzolitro ha detto:

    Anch’io ho frequentato, fino a qualche anno fa, Trento e vi dico quello che ho sempre pensato di quella bella città.
    Bella forza! Con tutti quei soldi della provincia autonoma mandano l’acqua all’insù! Certo che il paragone con Grosseto mi veniva spontaneo, più o meno le città si assomigliano, magari a Trento con la storia dei vescovadi c’è più spessore culturale e l’Università la rende una città piena di giovani di belle speranze, frizzante non solo nel clima e poi quell’aplomb (magari ci voleva la parola tedesca, ma io ‘un la sò) veneto-germanico fa sembrare sempre che tutto fila liscio, fino a far sembrare i trentini spocchiosi. Una volta mi sono trovato all’ISTAT a Roma in una assemblea di rappresentati regionali in occasione della preparazione dell’ultimo censimento nazionale dell’agricoltura, durante TUTTA la durata della riunione, i due rappresentanti delle autonomie di Trento e Bolzano c’hanno triturato gli zebedei cò decine e decine di osservazioni più disparate, alcune delle quali spropositatamente paradossali, solo per il gusto (credo) di far vedere che a Trento&Bolzano si sa come si fà, altro che voi “italiani”. Naturalmente anche lì a Trento ci sono le magagne politiche, ma finchè paga Pantalone tutto scorre! Quindi, caro ranocchio, visto che a Grosseto c’abbiamo le pezze al culo e non si vede un miglioramento significativo all’orizzonte, accontentiamoci della statistica che ci mette in buona posizione, per quello che vale, tra le città più vivibili, ricordandoci però che la statistica “è quella cosa per cui se io mangio un pollo intero e te niente, pè la statistica se n’è mangiato mezzo per uno”!

  4. Granocchiaio ha detto:

    Ringrazio Nello e Mezzolitro per le loro osservazioni. Peraltro ambedue incentrate soprattutto per la differenza tra Trento (prima classificata) e Grosseto. Sostanzialmente ambedue fanno risalire il successo di Trento con l’appartenenza ad una regione a Statuto Speciale. Osservazione quantomeno distratta e parziale perché basta guardare i piazzamenti delle province sarde e ancor più di quelle siciliane per vedere che le cose non stanno proprio così. Mentre le prime occupano le posizioni da metà classifica in poi, quelle siciliane si accaparrano le posizioni di fine classifica. La migliore di queste è Sircacusa 89° mentre il fanalino di coda della regione è Palermo che è penultima in Italia solo perché dopo di essa c’è solo Napoli!
    Forse allora non contano solo i soldi che arrivano a cappellate, ma anche il comportamento degli abitanti e dei loro amministratori. Ma si sa: ogni popolo ha il governo che si merita.

    La mia osservazione era indirizzata soprattutto verso un’analisi più accurata della nostra posizione in classifica con particolare attenzione agli elementi positivi e quelli negativi che l’hanno caratterizzata e determinata. Avanzavo l’ipotesi che la parte positiva (bicchiere mezzo pieno) fosse assai meno pesante della parte negativa (bicchiere mezzo vuoto). E soprattutto che gli elementi positivi non fossero riconducibili a particolari meriti né degli abitanti né degli amministratori.
    Prendiamo le due punte tra i migliori piazzamenti ed i peggiori.

    Chi ha merito per una Densità Demografica tra le più alte, 5° posto in Italia? C’è, lo sappiamo da tempo, fa bello (ma povero) il nostro territorio, ma non mi pare che né gli abitanti né gli amministratori possano vantarsi di questo.

    Chi ha la colpa per una gravissima carenza di infrastrutture nel Grossetano? Appena il 17,7% della migliore in Italia, Trieste. Su questo punto in particolare mi aspettavo osservazioni e spunti di riflessione. Perché qui non è stata la natura e la storia a determinare questo. Forse è stata proprio la mancanza degli abitanti, e forse a maggior ragione dei proprio amministratori. Forse paghiamo in Regione il fatto di essere anche il meridione della Toscana, buoni forse per venirci d’estate un poco, ma poi “non ci rompete troppo……”. Infatti.

    Cosa che ha poi determinato il pessimo risultato nell’indice per l’Export: 89° posto ed un mi serissimo 4,9% della migliore! Come si fa a produrre, e poi ad esportare, in un territorio che è tra i primi in Italia per mancanza di Infrastrutture?
    Una per tutte: l’unico tratto tirrenico delle autostrade d’Italia riguarda proprio il nostro territorio, immagino con grande piacere e soddisfazione di chi vuole una Maremma integra e non contaminata da simili oltraggi al paesaggio! Le polemiche attuali sono semplicemente ridicolose e i più si guardano bene dallo spiegare perché siamo in ritardo di una quarantina d’anni in questo. Va beh che la “Due Mari” fu annunciata da Fanfani negli anni ’50 (io c’ero) e tutti sappiamo a che punto stanno le cose……..

    Infine due parola sull’Ecologia, dove ci aggiudichiamo un bel 81° posto. Nel blocco “Servizi e Ambiente” ci facciamo battere anche da Napoli 65° posto e noi al 74°!
    Con territorio tra i più scarsamente abitato d’Italia, senza infrastrutture e invadenti e soffocanti insediamenti produttivi, forse ci si poteva aspettare qualcosa di meglio.

    O no?

    • nello ha detto:

      Solo per precisare: Trento e Bolzano sono province autonome ed entrambe fanno parte di una regione autonoma, al limite il confronto lo dovresti fare con Aosta, ma non con Sicilia e/o Sardegna.
      Infrastrutture: la colpa qui muore bambina, se sei rosso dai la colpa ai neri, viceversa in caso contrario. Unica cosa che condivido con te: quando, fuori sede, mi dicono dove abito rispondo “nel tacco della Toscana”, e dicendo questo credo che tu capisca come la penso. Non sono un impresario e quindi il mio pensiero sull’autostrada va visto da semplice cittadino. Credo che le autostrade siano necessarie per tantissimi motivi (l’export è uno), ma non ritengo giusto che ci le impongano come meglio aggrada al potere (nel caso della Tirrenica SAT, dove la Regione al 12% e il governo ha messo come commissario il Presidente della SAT, cioè il Controllore che si autocontrolla). A me va bene l’autostrada ma voglio che rimanga anche la Variante e non che abbia pagato la variante e poi mi debba sorbire anche l’esoso balzello del pedaggio (obbligatorio da UE e perché non fanno le complanari). Se poi tiri in ballo la Senese, chiarisci perché il primo suo progettista ritirò la firma, forse , e ci risiamo, se Fanfani e Bucciarelli-Ducci non avessero mirato ai voti di Civitella forse…. Ma come vedi si finisce sempre lì: nella sporca politica (o come forse sarebbe più esatto nella Casta con i suoi benefici).
      Ritornando a Trento-Grosseto l’ho preso a paragone perché ho chiarito prima il concetto di queste statistiche: per me sono come le famose “bandiere” se paghi le ottieni, quindi non significano molto (IL se paghi ottieni non è farina del mio sacco, ma del ex sindaco di Rio Marina, Bosi mi sembra, che così rispose ad un giornalista anni fa).

  5. Ric ha detto:

    Non mi appassiona tanto più di tanto sapere che Grosseto sia al 28° posto in Italia tra le città più vivibili, poi in anni passati arrivò tra le prime muovendo la curiosità degli italiani se non degli stessi grossetani: come fa una provincia depressa e carente di infrastrutture ad essere sempre tra le prime in queste classifiche del Sole 24 Ore? A mio avviso, e leggendo i commenti di quel giornale, prevale sopra il dato statistico una “sensazione”: come si fa a dire che il Nord Italia appartiene alla fascia di elite del ben vivere quando le stesse città del nord hanno i centri urbani con case fatiscenti e basso potere di acquisto contro province meridionali godibili e con elevato potere d’acquisto? Grosseto appare al visitatore come una città ben realizzata (lasciamo da parte certe vie cittadine del pre/post II guerra mondiale; periferie ben urbanizzate e con servizi, centro storico ristrutturato e valorizzato, i pochi monumenti ben illuminati (meno che le Mura), case private ristrutturate e sufficientemente mantenute. Lasciamo fare il centro storico asfittico e sempre più abbandonato a favore dell’unico centro commerciale grossetano; il centro storico di Grosseto si andrà sempre più spopolando perchè i proprietari dei fondi chiedono aumenti per il canone d’affitto contro una minore presenza di clienti nel centro. E’ il caso di Leonello di Casini proprio nel Corso Carducci che si vede di chiudere l’attività per un aumento del canone d’affitto. Io vedo che comunque la tendenza allo spopolamento del centro storico è una costante in tutta Italia causa la presenza di centri commerciali nelle periferie.
    Un caso a parte è la presenza di infrastrutture non adeguate; perchè non si finisce di realizzare la Tirrenica? Perchè la Fano-Grosseto è ancora lungi dall’essere ammodernata? Perchè gli Intercity e l’Alta Velocità “saltano” Grosseto. Perchè inoltre “bombe d’acqua” come quelle sofferte da Braccagni possano trasformarsi in alluvioni? Immagino sia su questo che dobbiamo riflettere.

    • nello ha detto:

      Mi sembra di capire, dai pochi interventi, che nessuno creda veramente a questa statistica. E’ pur vero quanto dici Ric, ma ci possiamo ricollegare anche al Granocchiaio, non si sa come vedere il bicchiere. Io prendendo spunto da alcuni parametri riportati dalla stampa locale (non leggo il Sole 24Ore in quanto riporta articoli che per me sono di difficile interpretazione, ma credo che non sia il solo, visto che negli anni 80, di fronte al boom di vendite uscì un volumetto prontuario per come leggere il quotidiano)ritengo che pochi sono direttamente collegabili agli stili di vita che le Amministrazioni locali possono indirizzare (vedi di nuovo il Granocchiaio). Anzi, mi sembra di poter dire che anche loro oggi dicono in un modo, domani all’opposto. Emblematica la vicenda Tirrenica, oggi va bene il percorso blu, domani no, domani l’altro di nuovo sì con piccole modifiche. Per come la penso io così facendo per l’autostrada si dovrà aspettare altri 40 anni (il primo progetto era di fine anni ’60). Stesso discorso vale per la Senese. Proprio ieri rimasi meravigliato di un servizio durante la trasmissione Kilimangiaro: in pratica davano colpa all’ANAS per l’abbandono della zona termale del Petriolo. E’ vero che è provincia di Siena, ma , come si dice in Maremma, con uno sputo si prendono. Le Terme sono anni che sono abbandonate a se stesse, la Sovrintendenza pensa a bloccare i lavori ai bagnetti di Marina (ma ha permesso lo scempio del lungomare con mega palazzoni), ma se ne frega altamente di vestigia medievali (stesso discorso si può fare per altre strutture, vedi ultima, dalla stampa, Giugliano). Mi ricordo che anni fa la stessa Senese fu bloccata perché trovati resti di una villa romana (come se in zona fosse una rarità), morale un anno e passa di ritardo, spese per la variantina e ora i ruderi completamente abbandonati. L’ing. ANAS ha fatto capire che la sua azienda parteciperà al recupero della chiesetta, ma nel frattempo dovrà trovare (dove?) una via alternativa per il transito dei camion.
      Onestamente credo poco all’utilità di un aeroporto, ma mi vien che ridere tutti gli astrusi argomenti che trovano. Trapani è nella stessa situazione di Grosseto: aeroporto militare, con sorveglianza verso i paesi arabi, come il nostro per l’alto Tirreno. Bene lì convivono sia i militari che i civili anche(escluso mi sembra pochi giorni) durante la crisi libica, era la base di tutte le forze aeree NATO ed USA (anche l’anno scorso di questi tempi, quando decollò l’aereo che mi riportava Pisa era in rullaggio uno aereo radar).
      Qui non so se la colpa è del comune o dello stato, sicuramente non è dei grossetani, come non è dei grossetani, bensì di regione e stato, la colpa dei disservizi ferroviari (ad esempio non credo che la linea per Siena riaprirà, dissero che per il ripristino occorrevano max 60gg domenica scadrebbero e non si sa assolutamente nulla).
      Per me contentiamoci della posizione, parametri giusti o sbaglia fa lo stesso, ma non facciamoci belli. Io amo troppo Grosseto per criticarlo o, se si vuole , osannarlo, sicuramente, come per tutto, ci sono enormi margini di miglioramento, che si possono ottenere senza queste statistiche di fine anno (aspettiamo la concorrenza per vedere dove ci ‘pongono).

  6. Granocchiaio ha detto:

    Mi dispiace assai di non essere riuscito a farmi capire.
    L’ho detto nell’articolo di apertura, l’ho ripetuto una seconda volta andando proprio dritto al discorso che volevo fare, ma non c’è stato niente da fare: non riesco a farmi capire.
    Lo dico un’ultima volta giusto per chi volesse riprovarci o sapere di cosa si parla.

    Non entravo nel merito di Grosseto pittosto che Trento, o di chi paga per stare nell’alto della classifica (questo lo dicono regolarmente chi non riesce ad arrivare in alto, in tutti i campi, statistiche, guide e quant’altro), oppure scendere nell’analisi di chi e perché ha colpa, e compagnia cantando.

    C’è una graduatoria, che nel bene e nel male ha una sua validità statistica specie se letta come ben specifica il giornale: “Qualità della vita”, specificando peraltro come sono stati calcolati i vari parametri. Sicuramente non è una Bibbia, ma un documento che ha una propria validità, e qui non ci piove.

    Noi siamo piazzati non male, e fa certamente piacere. Poi se ci mettiamo a dire quante cose non ci stanno bene a mano, facciamo nottte. O facciamo giorno, dipende.

    Io mi sono messo a scrivere sul “bicchiere mezzo pieno” e sul “bicchiere mezzo vuoto” perché non appena i risultati sono stati pubblicati è stato un corri corri generale da parte dei nostri amminstratori a lodare (e lodarsi) del risultato ottenuto. Ce ne fosse stato uno, dico uno, che avesse detto: si, però……….a ben guardare, forse qualcosa da rivedere ci sarebbe…..
    Come si dice, “tutti pronti a salire sul carro del vincitore” o a far la politica dello struzzo..

    Come ho cercato di spiegare sono andato a vedere quali sono stati i punti molto postivi e quelli molto negativi. Dall’analisi, che non sto qui a ripetere, basta leggere, mi sono fatto la convinzione che i lati “molto positivi” hanno secondo me un peso, un’importanza, assai minore dei “lati negativi”. E poi, mentre i positivi non pare siano risultati da azioni più o meno dirette (una per tutte: la densità della popolazione), le negative si presentano proprio con il segno opposto e cioè frutto di cose fatte (e non fatte) da popolazione e amministratori. Anche qui basta andare a leggere.

    Quello che chiedevo io, ma non sono tiuscito a spiegarmi, era di intervenire su questa analisi, se poteva ritenersi più o meno condivisibile. Magari prendendo in esame i valori citati.

    Perché qui era nel caso da ribadire: ma perché i nostri ammnistratori parlano solo delle cose positive (anche se non di loro diretto merito) mentre non dicono una parola sui lati negativi, dove invece di de-merito ne hanno a iosa?

    Con tutto il rispetto per chi ha scritto, mi pare che ognuno abbia detto la sua ascoltando solo se stesso.

    O no?

    • nello ha detto:

      Mi sembra che dando la risposta “non credo alle statistiche” abbia espresso il mio pensiero. Forse non mi sono fatto capire (in effetti non l’ho detto chiaramente)ma con il confronto Trento- Grosseto mirava, nella mia testa, a rendere più forte i miei dubbi. Ripeto che non ho analizzato a fondo tutti i parametri non leggendo “Il Sole 24Ore”, però un’idea me la sono fatta. Non è che per Trento o per Grosseto i parametri erano ad hoc, tali parametri erano uguali per tutte e 108 province (o giù di lì, non so il numero esatto perché sono anni che vogliono toglierle e sono anni che ne fanno nuove)e qui sta l’inghippo principale che mi ha portato all’esempio di Trento. Mi sai dire che c’entra Marras o Bonifazi (anche su questo non è chiaro se la statistica si riferisce alla provincia o alla città)se Moretti opta per i Freccia su Trento (sempre per esempio) e non su Grosseto e Livorno? Mi sai dire cosa c’entra la nostra provincia se quella di Siena e/o la Sovrintendenza pone i paletti per la Senese (vedi il mio commento sul Petriolo)? Mi sai dire cosa c’entra il Sindaco o il Presidente Prov. se chiudono le poche industrie o peggio vanno all’estero? Certo loro non sono immuni da deficienze, ma qui entra il povero cristo di Nello che non riesce a capire se le cose non vengono fatte per menefreghismo oppure per i puntelli del patto di stabilità (per puro caso, solo per fare più tardi, domenica, giuro visto anche che non l’ho votato, ho sentito dire a Renzi che il comune di Olbia a 50 mln in cassa e non li può spendere, e se vuoi s’è visto quello che è successo, Braccagni è una barzelletta). Solo per battuta, una volta di fronte a famiglia numerosa si diceva che “a quei tempi non c’era la televisione”, oggi sia nel caso di alte nascite o nel caso di basse il motivo è sempre lo stesso: la crisi, ormai ultra quinquennale.
      Quindi io potrò fare un analisi più approfondita, quando i punti di riferimento saranno parametrati con le realtà locali.
      P.S. visto che solo chi perde dice che gli altri hanno pagato, mi sai dire con quale merito Marina abbia la Bandiera Blu? Quest’anno quasi la totalità dei marciapiedi erano infestati da erbacce, le strade piene di avvallamenti e buche,
      in porto spesso galleggiavano escrementi (in verità quest’anno meno dell’anno scorso), la spiaggia spesso sporca e, nonostante esista una parte per loro, spesso c’erano i cani (per lo meno a sinistra di S. Rocco) e i pochi (credo solo per Carosi) vigili pensavano a multare le auto che , pur avendo esposto il ticket, erano posteggiate con le ruote fuori dalle striscie blu (a Shangai per ora ci sono solo le bianche, ma non c’è verso di parcheggiare il mio Yeti dentro la delimitazione). Quindi penso che abbia ragione Bosi che dice : chi paga prende le bandiere, io cerco di spenderli per migliorare la ricezione (anche se poi lì anni fa ci fu un casino con il ripasciamento della spiaggia di Cavo, ma le bandiere non esistevano).

      • nello ha detto:

        Solo per dare peso a quanto ho detto. Sul Tirreno di stamane (seconda e terza pagina) c’è la conferma di quanto siano impotenti per certe infrastrutture i nostri amministratori. La Regione Toscana dà a Trenitalia 250 mln per il servizio regionale, la stessa Trenitalia incassa circa 30 mln anno dai biglietti, al di là dei disservizi (nelle stesse pagine leggere le peripezie per raggiungere Firenze da Pistoia anche dal Governatore Rossi, ma si potrebbe fare riferimento per tutte le località toscane) è interessante la tabella nel raffronto fra lo stato, in regione, del 2010 con il 2013. Si nota un aumento di circa tre milioni di viaggiatori a cui corrisponde una diminuzione di 140 treni (ed i soldi in gioco sono sempre gli stessi), in più una diminuzione di 100 unità personale viaggiante e una ventina di manutentori. Non ci sono i numeri del personale di terra addetto ai treni, ma riporta nell’articolo la presenza del capostazione solo a Firenze SMN, Livorno, Empoli, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Arezzo e Chiusi. Dall’elenco si nota che tutte le stazioni della provincia non hanno il capostazione. Nel taglio del personale ci sono caduti anche i verificatori, per cui un treno che viene manovrato a Grosseto (ad es. IC x Milano, sicuramente fino a poco tempo fa) riparte con la prova freno effettuata dai macchinisti e non da personale addetto (verificatore), prova che, nel caso, viene ripetuta a Livorno. Rimanendo alle ferrovie anche la regione non è esente da colpe: per Grosseto non esiste memorario (per chi non è addentro, in pratica un treno a cadenza oraria da e per Livorno-Firenze o Siena)per cui l’ultimo mezzo utile (treno ma anche bus, almeno diretto) per raggiungere Grosseto da Firenze in un giorno prefestivo è, orario estivo ma da quanto riportato dalla stampa anche invernale, alle 18.20. Non so se l’inchiesta tenga conto di questo stato di cose per quanto riguarda i trasporti, se lo fa Grosseto dovrebbe essere giustamente al 108° posto o nelle vicinanze, quindi rispondendo il bicchiere è vuotissimo, ma non credo che si debba puntare il dito verso i nostri amministratori

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