Maremma Wine Food Shire diventa “Passione Maremma”

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MaremmaWineFoodShire 2014

 

 Maremma Wine Food Shire diventa “Passione Maremma”

Maremma Wine Food Shire torna ad animare il centro storico di Grosseto nel segno della passione. Quest’anno la grande kermesse maremmana punta su un elemento innovativo per il suo brand: il logo della prestigiosa vetrina promossa e organizzata dalla Camera di commercio di Grosseto, in collaborazione con la Provincia e il Comune di Grosseto, sarà PASSIONE MAREMMA – WINE&FOOD SHIRE.

 

Questa la logica dietro la modifica parziale del nome: confermare il brillante passato aprendo l’orizzonte ai nuovi traguardi. Ricordiamo che l’evento dedicato ai vini, alle eccellenze agroalimentari, ma anche alla cultura maremmana e all’artigianato artistico si svolgerà il 16, 17 e 18 maggio 2014 nel centro storico di Grosseto.

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Maremma Wine Food Shire torna ad animare il centro storico di Grosseto nel segno della passione. Quest’anno la grande kermesse maremmana punta su un elemento innovativo per il suo brand: il logo della prestigiosa vetrina promossa e organizzata dalla Camera di commercio di Grosseto, in collaborazione con la Provincia e il Comune di Grosseto, sarà PASSIONE MAREMMA – WINE&FOOD SHIRE.

    Questa la logica dietro la modifica parziale del nome: confermare il brillante passato aprendo l’orizzonte ai nuovi traguardi. Ricordiamo che l’evento dedicato ai vini, alle eccellenze agroalimentari, ma anche alla cultura maremmana e all’artigianato artistico si svolgerà il 16, 17 e 18 maggio 2014 nel centro storico di Grosseto.

  2. Ric ha detto:

    Ho visto la precedente edizione e, senza fare il bastiancontrario, dico che per me è solo e semplicemente fiera di paese dove si aggirano i soliti “vinofili” che non capiscono una h di vino ma che si divertono a passeggiare con il bicchiere in mano dandosi arie da assaggiatore.
    Le manifestazioni enogastronomiche sono tutt’altra cosa e mettono in mostra produzioni enologiche ad esperti i quali lavorano per aziende di import-export che porteranno il vino in paesi stranieri.
    Si può fare in questo modo, ovvero trasformando la manifestazione in kermesse dando modo ai cittadini di assaggiare le varie produzioni, ma ripeto una manifestazione che riguardi la promozione del prodotto locale allo scopo di venderla a buyer stranieri è tutt’altra cosa.

    • Granocchiaio ha detto:

      Concordo pienamente con Ric. Purtroppo a ben vedere la cosa resta utile solo a chi la organizza e per puro calcolo elettorale. È vero che è una “fiera di paese” , e non la sola in Grosseto, ma sono proprio i visitatori di queste che poi vanno a votare. Un po’ come nell’antica Roma: passano i secoli ma non le cattive abitudini.

  3. Ric ha detto:

    Granocchiaio hai ragione, il calcolo elettorale, quello di coloro che non producono niente per il territorio ma cercano consensi solo da coloro che non vedono oltre il proprio naso entra in questa Passione Maremma – Wine&Food Shire. Intanto contesto la dizione inglese: usiamo parole italiane per definire le promozioni enogastronomiche! Poi contesto l’impianto stesso della kermesse: io ho lavorato nell’agroalimentare ed ho amici che hanno partecipato come produttori a questa fiera: non è il modo e neppure il verso di organizzare una manifestazione dell’agroindustria semplicemente facendo accedere gente con il bicchiere in mano per fare l’assaggino delle produzioni e per darne un giudizio che è fine a sè stesso; l’utente finale entra solo in parte nelle manifestazioni di promozione dell’agroalimentare, mentre entra principalmente il mondo dei sommelier, dei gastronomi, degli esperti di preparazioni alimentari per quanto riguarda l’aspetto olfattivo, visivo e del gusto del prodotto. Successivamente e sulla base del giudizio espresso da questi esperti entra il mondo dei buyer, delle catene di distribuzione, degli importatori ed anche degli esperti dell’agroindustria dei paesi di importazione che giudicano la fattibilità dell’importazione sulla base dei gusti locali.
    Quindi io contesto questo genere di fiere di paese, dove molti vanno per mangiare il pezzetto di formaggio (il cosiddetto assaggino); la promozione agroalimentare è tutt’altra cosa ed ha basi scientifiche e non politiche…

    • Granocchiaio ha detto:

      In effetti l’uso diffuso ed esagerato delle dizioni in specie dell’iglese, è oggi veramente qualcosa di puerile. Il massimo del provincialismo.
      Forse pensano di fare colpo sui “gosti” grossetani? Io penso sia piuttosto il contrario: è da mo’ che da queste parti non si porta la sveglia al naso! Questi trucchi non le adoperano più nemmeno i banditori ambulanti al mercato!
      Se poi putacaso si pensasse di rivolgerci in maniera migliore agli stranieri è pacifico che chi viene da noi ama il territorio, le nostre cose e la nostra lingua!
      Credo che sarebbero ben più felici a leggere un avviso del tipo:

      Il bere ed i mangiari della Maremma Toscana!

      Ma parla come mangi! Specie se sai mangiare.
      Si, e vai con il brand!

  4. nello ha detto:

    Dico la verità, non sono mai andato al “Maremma wine shire” perché sono l’esatto esempio del personaggio descritto da Ric: potrei al massimo passeggiare con il bicchiere in mano sperando che nessuno mi chieda se quello che c’è dentro è un Morellino o un cabernet.
    Però s’è aperta una discussione e due cavolate le devo pur dire. Ad oggi manca quello che più ha osannato negli anni precedenti la manifestazione, ma anche Ric e il Granocchiaio, pur non arrivando ai vertici di Mezzolitro, non hanno mai esternato come oggi. IO fui tacciato di conservatorismo, perché da maremmanaccio criticai l’uso dell’inglese (si va verso la globalizzazione e bisogna farci conoscere all’estero….), stesso discorso può essere fatto per i bevitori (non intenditori) perché aspre furono le critiche all’uso dell’etilometro sugli automobilisti all’uscita del Madonnino. Mi domando cosa è cambiato? Mi sembra che più o meno il programma sia lo stesso (al di là della “bisboccia” che mi sembra dalle immagini televisive c’è anche a Vinitaly)con eventi legati sia al popolino che ai professionisti. Forse l’ubicazione, che ripete lo scorso anno, che porta più alla kermesse che ad una vera esposizione,ma la gente ne va pazza (vedi le discussioni su piazze d’Europa)? Onestamente non capisco.
    Io invece punterei il dito su Grosseto Fiere che avendo un bel sito (forse un po’ scomodo per i cittadini) non lo sfruttano a dovere, rendendolo una cattedrale nel deserto (lo stesso spostamento della manifestazione in oggetto da forza alla mia teoria). Legato a questo ente potrebbe entrare anche l’ultimo appunto che fa il Granocchiaio, cioè quello elettorale. Non credo che sia il caso di possibili cariche amministrative (per la Provincia non si vota più; per l’Europee i giochi sono più o meno già fatti; per la Regione ,2015, c’è la fila dei riciclati spinta dalle dismissioni renziane; ed il Comune…si va al 2016 quindi acqua sotto i ponti ne ha da passare), ecco mi sembra che Breda sia alla scadenza (ha già una nuova collocazione) e quindi si libera un posto “abbastanza” buono. Potrebbe essere quella la carica a cui qualcuno ambisce? si potrebbe sentire il nostro paesano nel cda che aria tira…..

  5. Ric ha detto:

    Ritorno sulle critiche che ho mosso il 4 aprile 2014 e sulle risposte che sono venute su questo articolo per citare una esternazione via Facebook del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi circa tutto questo “fervore promozionistico” della Camera di Commercio di Grosseto. In definitiva Rossi afferma questo: ” Se la Camera di Commercio di Grosseto vuole promuovere all’estero la Maremma è libera di farlo, ma in un mondo globalizzato promuovere a Shanghai o in Russia o in America Latina o anche negli Usa un territorio così circoscritto e con risorse limitate rischia di non essere visibile e quindi di investire risorse con scarsi risultati. Utile tutt’al più a giustificare qualche viaggio all’estero. Il mio consiglio è che la Toscana – come previsto anche dalle normative – si concentri di più a migliorare l’accoglienza (centri d’informazione efficienti, guide e segnaletica in più lingue, formazione, ecc.), con l’obiettivo di “guidare” il turista a scoprire le bellezze del territorio. Avete presente la Francia, ti prende e di guida verso i luoghi che ti vuol far vedere. Invece noi, con questa corsa a promuovere ognuno il suo pezzetto, si frammenta la promozione unitaria di una regione come la Toscana anziché sfruttare al meglio il suo brand, già affermato e riconoscibile in tutto il mondo. Altra cosa è chiedere che all’interno del brand Toscana venga dato spazio e importanza alla Maremma o ad un’altra località. Questo penso, e metto a disposizione dei territori (Associazioni di categoria, Camere di Commercio, Enti locali, ecc.), l’agenzia regionale di promozione della Toscana all’estero per fare, tutti assieme, una cosa forte, visibile, efficace, degna di un brand come quello della Toscana. Non è il momento di frammentare, né di rinchiuderci in un asfittico localismo. Personalmente ritengo che sulla promozione del nostro Paese deve intervenire anche lo Stato. È un errore lasciare alle sole Regioni un compito tanto importante com’è quella della promozione turistica all’estero del nostro Paese. Ripeto a livello locale ci si dedichi di più e meglio all’accoglienza, si elaborino proposte e attività di promozione ma sempre all’interno di iniziative almeno regionali.”
    Non posso fare altro che condividere questa linea di Rossi soprattutto sulla denuncia di questa rincorsa al localismo ed alla promozione delle proprie produzioni senza coordinamento ed a soli fini politici. E’ perfettamente inutile promuovere aree come la Maremma, assai delimitate e quindi con quantitativi molto limitati di prodotti enogastronomici ed offerte turistiche da offrire a confronto di un mondo globalizzato dove le offerte hanno alle spalle campagne di promozione a livello mondiale. E’ vero che la nostra enogastronomia è conosciuta all’estero e le nostre spiagge e località della Maremma sono fortemente apprezzate dal turismo straniero, ma la promozione deve avvenire senza dispendio di energie e di soldi a livello globale toscano ed in una concertazione a livello nazionale dell’offerta globale italiana sul mercato mondiale. Altrimenti questo “localismo” non genera altro che ulteriore spreco di denaro pubblico se non, peggio, serve a coprire certi viaggi all’estero compiuti più da politici che da operatori del settore.

    • Granocchiaio ha detto:

      Mi unisco a quanto dice Ric non tanto per condividere quanto da lui scritto – eravamo già della stessa opinione sui precedenti interventi – quanto per unirmi questa volta alle parole del Presidente Enrico Rossi. Non mi trovo spesso d’accordo con i suoi interventi, mentre questa volta le ragioni sono così evidenti da non poterle ignorare. Con la speranza che siano quantomeno prese in seria considerazione da Camera di Commercio, Comune e Provincia di Grosseto a cui credo siano in verità dirette.

      Mi pare sia giusto sottolineare il periodo in cui dice: “È un errore lasciare alle sole Regioni un compito tanto importante com’è quella della promozione turistica all’estero del nostro Paese. Ripeto a livello locale ci si dedichi di più e meglio all’accoglienza, si elaborino proposte e attività di promozione ma sempre all’interno di iniziative almeno regionali.”

      Credo peraltro che le cifre necessarie a questa manifestazioni siano tutt’altro che modeste.

      Notazione a margine.
      Nella pagina http://www.passionemaremma.it/ c’è la presentazione dell’evento. Curiosando qua e la, non si può fare a meno di notare l’uso diffuso di terminologia assai anglofona. Forse perché diretta specialmente al mercato mondiale. Cioè estero? Non credo, altrimenti i testi dovrebbero essere tutti in inglese, o altra lingua. Diretto a noi Maremmani o comunque italiani? Che giustificazione ha usare termini come:
      Continue reading
      Charme
      Wine tasting
      Cooking show
      Shopping
      Vetrina gourmande
      Glamour e understatement
      ?
      Questa è la comunicazione che si vuol dare?
      Che c’azzecca questo con la Maremma?
      Quanti sono in grado di comprendere per esempio l’esatto significato di Glamour e under statement?
      Vogliamo fare una piccola intervista al volo nel Corso di Grosseto, magari al giovedì?

  6. nello ha detto:

    Solo per polemica: è vero che pubblicizzare solo la Maremma può essere sbagliato, ma pubblicizzare la Toscana con fotomontaggi lo è di più. Se fate mente locale ai mesi scorsi, la Regione (leggi quindi Rossi che ne è il Capo) lo ha fatto….

  7. Ric ha detto:

    Per curiosità sono andato anche io a visitare il sito passionemaremma.it ed oggi, 5 maggio 2014 non è stato aggiornato con l’elenco degli espositori (se si digita qualche nome di azienda vinicola maremmana, non appare), non si conosce l’elenco degli eventi e delle manifestazioni ed il programma. La pagina “press kit” è solo un insieme di fotografie dell’evento 2013 (Kit in inglese significa equipaggiamento o corredo, che cosa si vuole dire con questo nome pagina?). Anche la pagina “media” ha un pannello di ricerca (come si fa a sapere precedentemente quali media contattano Passione Maremma?). Per il resto wine tasting è la traduzione inglese di assaggio del vino e cooking show significa mostra (o spettacolo?) della cucina. Se ci si rivolge ad un pubblico straniero si dovrebbero fare pagine multilingue, cosa molto facile per un webmaster con le nuove tecnologie dinamiche di traduzione istantanea che ha anche WordPress; rivolgersi ad un pubblico italiano con wine & food shire significa non essere capiti. Insomma anche il sito internet è criticabile….

  8. Granocchiaio ha detto:

    Per dovere cronologico rispondo prima a Nello di cui per praticità riporto il commento:
    “Solo per polemica: è vero che pubblicizzare solo la Maremma può essere sbagliato, ma pubblicizzare la Toscana con fotomontaggi lo è di più. Se fate mente locale ai mesi scorsi, la Regione (leggi quindi Rossi che ne è il Capo) lo ha fatto….”

    Proprio stamani su Il Tirreno arriva la conferma – già si sapeva – che
    “Le immagini ritoccate e il costo di 1,5 milioni di euro mandarono Rossi su tutte le furie. Risultato: campagna bloccata e Scaletti fuori dalla giunta. (f.f.)”
    Rossi ne risponde “moralemnte” in quanto capo, ma lo sbaglio fu pagato dall’assessore, cioè chi sbagliò in prima persona.

    Per Ric
    Devo di nuovo essere d’accordo con lui.
    Il sito, al di la dei colori e immagini, è assai criticabile. Confermo che a dieci giorni ormai all’apertura non uno dei 100 espositori preannunciati risulta esposto.
    Un appunto però c’è nche per il Ric che ci delizia con la traduzione di alcuni temini inglesi adoperati con generosità in questi comunicati che, essendo in italiano, dobbiamo supporre destinati agli italiani. Ci traduce diverse espressioni, ma non la più succulenta, e cioè quello splendido Glamour e understatement che evidentemente dovrebbe essere alla portata di ogni maremmano dabbene. Se non lo traduce un anglofono (si dice così?) come lui, la cosa mi suona sospetta……………

    • Ric ha detto:

      Vero Granocchiaio, sono termini intraducibili o per lo meno creati per dare un tocco di originalità in una manifestazione che parte criticata dal Presidente della Regione Toscana (non da uno qualsiasi…) ed anche immodestamente da noi che nel mondo del vino e della gastronomia ci siamo stati.
      Io non ho avversione particolare per questo genere di manifestazioni: sono delle fiere e come tali hanno una loro valenza, però è necessario sviluppare una strategia comune per la promozione del vino toscano e non promuovere in modo autonomo come si sta facendo dei vini di indubbio pregio come quelli maremmani, ma che hanno come punti di paragone toscano il Chianti, San Gimignano, Montepulciano, Brunello ed altri vini.
      Una strategia comune significa portare i nostri vini all’interno di una varietà di produzioni enologiche che rappresentano una eccellenza mondiale. Io non posso pretendere di esportare a New York solo ed unicamente il Morellino di Scansano, ma ciò sarebbe possibile attraverso una insieme di vini toscani con i quali la Maremma può mettersi in paragone, ed immagino non sfigurerebbe.
      Insomma: ci vogliono strategie comuni di esportazioni e pluralità di offerta oltre che sinergie di promozione, pubblicità, organizzazione di fiere, mostre, ecc. poi dentro tutto questo ambaradam ci metto le mie spiagge, i miei borghi, ci promuovo qualche evento. Fatevi una domanda: perchè la massa dei turisti che viene in Toscana va a visitare Firenze, Lucca, Pisa e Siena ma non scende in Maremma? Perchè a livello globale la Maremma non è conosciuta; ed egualmente possiamo avere anche il migliore vino del mondo e la gastronomia più buona, ma la globalità conosce Chianti e Brunello; e come faccio a farmi conoscere a livello mondiale se non mi metto su un piano toscano di promozione?

    • Ric ha detto:

      Granocchiaio, i termini inglesi nel vocabolario italiano si sprecano; per alcuni linguisti italiani è considerata una ricchezza in quanto la lingua italiana non appare “ingessata” a proprie dizioni e traduzioni riconducenti a termini italiani. Per esempio in spagnolo (lingua che ho studiato in Spagna) la parola mouse (quell’oggetto accessorio del computer) si dice ratón (topo). Gli spagnoli non accettano espressioni anglofone e traducono tutto quanto a terminologie spagnole. Per quanto invece riguarda gli italiani la terminologia inglese viene messa tale e quale e spesso storpiata per la difficoltà a tradurre in pronuncia inglese le parole. Per esempio lo spray, che tradotto dovrebbe essere “spruzzatore” gli inglesi lo pronunciano sprey, mentre noi diciamo direttamente spray.
      Detto questo glamour significa fascino, seduzione, incanto o magia. Vallo a spiegare a coloro che non conoscono l’inglese….
      Understatement significa attenuazione, mitigazione…

  9. nello ha detto:

    Granocchiaio è vero quello che riporti sulla Scaletti l’ho letto anch’io sul Tirreno; dirò di più lo sapevo benissimo da tempo, però…. Però solo dopo che qualcuno osservò l’anomalia scoppio il bubbone,. E prima , mi sembra, che lo stesso Rossi accettò la pubblicità della Toscana. Io sono un “ignorante maremmano” e non ebbi la volontà di porre osservazioni, ma subito mi colpì l’immagine della cengia con i due escursionisti. Se vado a ricercare fra le mie vecchie diapositive ce n’è una molto simile da me scattata tantissimi anni fa, non sulle Apuanee, come credo si dovrebbe intendere vista che siamo in Toscana, ma sulle Dolomiti di Sesto, per l’esattezza sul Sentiero degli Alpini (grande guerra). In Italia in effetti immagini come quella si possono vedere quasi solo in Dolomiti, al più sulle Alpi valdostane ed un Governatore, dandogli tutte le attenuanti generiche, dovrebbe conoscere la morfologia della sua Regione.
    P.S non sapevo degli 1,5 mil, beh penso che Lamioni non spenda tanto per brand originali della Maremmma…….

  10. mezzolitro ha detto:

    Non mi piace per niente il percorso che ha fatto la manifestazione “Maremma Wine…eccc” , più che altro dalla seconda edizione in poi.
    Ero rimasto entusiasta alla prima edizione, finalmente il settore vitivinicolo maremmano aveva una propria vetrina dove esporre i propri prodotti per farlo conoscere ai compratori internazionali, dando visibilità anche ai piccoli produttori che non si potevano permettere il Vinitaly e/o fiere simili , sfruttando il volano delle aziende più note e prestigiose.
    Promuovere un vino è una cosa seria, ci vuole calma e tranquillità, bisogna far assaggiare il prodotto, illustrare le tecniche di produzione, far visitare le aziende, concordare (eventualmente) modi e tempi di spedizione, ecc…; adesso, gli importatori internazionali, che ci vengono a fare in una sagra di paese? Perché a questo siamo arrivati.
    Alla fine ad una sagra di paese, per quanto affollata, le aziende non fanno affari, hanno solo delle spese, quindi va bene solo ai ragazzi/e che si comprano un bicchiere e poi si pigliano una bella “trona” a forza di assaggi, magari poi qualche espositore si becca una denuncia per aver mesciuto (?) alcol a minori.

    • Granocchiaio ha detto:

      Ha ragione da vedere caro amico mio. A parte i soliti banchetti che fanno regolarmente cappotto (panini con la porchetta & Co.) tutti gli altri espositori ci vanno “perché ci devono andare”. A buon intenditor poche parole. Se ne conosci qualcuno vai e chiedi in separata sede cosa ne pensano e avrai risposte stupefacenti e tutte dello stesso tenore.

  11. Ric ha detto:

    Mi riferisco alla infelice (ma non credo tanto non voluta) espressione dell’ex ministro Galan, braccio destro di Berlusconi dal 1995 al 2010 ed ex governatore della regione Veneto e defenestrato dallo stesso Popolo della Libertà per dare il suo posto ad un esponente leghista; ebbene questo signore mica tanto gentilmente ha paragonato la sua Padova a Grosseto affermando: “Non è che Padova può essere una Grosseto qualsiasi”.
    Il ministro Galan, uno dei peggiori ministri dell’agricoltura dalla fondazione della Repubblica fino adesso, ha rimediato a questa gaffe dicendo che si riferiva alla sanità di Grosseto (sic) per osteggiare la costruzione di un secondo ospedale a Padova, sua città natale. Ora, a parte che la sanità di Grosseto mi pare di livello accettabile tenuto conto che non abbiamo una università e men che mai una facoltà di medicina, il paragone dell’ineffabile Galan si pone più che altro nella differenza tra il nord ordinato ed efficiente ed il centro-sud amministrato da orde di comunisti e cooperative rosse che portano i loro introiti nel mondo dell’ex URSS o oltre la Cortina di Ferro. Però la definizione di Galan è importante per dimostrare come una certa parte d’Italia consideri la Maremma, terra di cavalieri vaganti in aquitrini maleodoranti con le vacche maremmane che spuntano da cespugli e per il resto, solo lande desolate e paludose. Invece non è così, la Maremma è anche terra di ottimi vini e di produzioni che in modo roboante i nostri politici affermano essere “di eccellenza”. Si torna sul sistema toscano di promozione dell’insieme “Maremma” e sulla frase che il povero Enrico Rossi ha messo su Facebook pensando che l’impulso mediatico migliore della nostra terra passi attraverso un sistema toscano di promozione, di standard di offerta, di sinergia pubblicitaria, di un marchio (e non “brand” come dicono qui…) toscano che sia espressione di più marchi mica tanto piccoli e sconosciuti; si pensi all’accostamento del Nobile di Montepulciano o del Vergine della Val di Chiana con il Morellino di Scansano. Invece il “Signor Rossi”, come ama definirsi, ha ricevuto invettive poco eleganti e soprattutto la prosopopea di chi pensa che la promozione la faccia solo la politica. No, cari amici maremmani, non è così: la promozione si fa con i tecnici, con gli esperti, con coloro che conoscono bene la materia e che sanno che le azioni del gruppo (il team….) sono vincenti sulla autocelebrazione. La risposta dei politici maremmani non si è fatta attendere ed anche i commenti sembrano tutti orientati ad approvare l’operato dei politici, ma non è così, o almeno penso che non siamo sulla strada giusta.

    • Granocchiaio ha detto:

      Ahimè hai proprio ragione. E come dici te, è inutile parlarne, oramai sono tutti ubriachi di questo parlarsi addosso.
      Che sia colpa dell’uso e abuso del brand y?
      Conosci qualcuno dei nostri parlanti che è riuscito a salvarsi da questo pernicioso virus?
      Pare che nei bar grossetani abbiamo dovuto riordinare di tutta fretta casse e casse di Vecchia Romagna Buton e Stock 84: hai presente? I migliori e famosi brand y italiani. Anche perché aumenta in modo vertiginoso il numero delle persone che, tanto per essere alla moda, chiede un bicchiere di BRAND !!!

  12. Ric ha detto:

    Nella querelle accesa dal “Signor Rossi” nella quale si è gettato a capofitto tutto il “Gotha” politico grossetano c’è da registrare anche qualche presa di posizione che a mio avviso deve essere posta in evidenza; è il caso di Salvatore Condipodaro, candidato sindaco per Magliano in Toscana per la lista civica “Amministra con noi” che concorda con quello che stiamo ad affermare: la Maremma deve essere promossa in un contesto toscano, per non perdersi e sfigurare con altre realtà turistiche ed agroalimentari regionali che ci metterebbero in secondo ordine. Ma già, leggendo il curriculum di Condipodaro, si capisce il perchè: è un esperto del settore turismo con 40 di lavoro sulle spalle. E’ evidente che alcuni dei nostri “politici” deve tirare la campagna politica e qualcun altro (senza fare nomi) difendere i 400.000 euro all’anno che guadagna per promuvere “brand” che non avranno seguito. La Maremma è sempre stata in secondo piano a livello turistico nazionale per una serie di fattori che è inutile ripetere: manca una autostrada, la costa è gestita da famiglie che affittano case per le vacanze a prezzi proibitivi per i più e manca un sistema alberghiero per un certo numero di arrivi, manca una offerta di ristorazione di massa, i ristoranti della costa sono carissimi ed evitati dai turisti medi che preferiscono andare alle sagre per risparmiare.
    Inoltre manca una vera politica di sviluppo turistico e tutto è lasciato all’improvvisazione delle varie amministrazioni comunali costiere che fanno quello che possono.
    Per l’agroalimentare abbiamo già detto: solo le grandi aziende riescono a sopravvivere con l’esportazione, le altre partecipano a queste fiere, ma lo fanno perchè non hanno di meglio…

    • Ric ha detto:

      Una novità sulla partecipazione delle aziende maremmane a Passione Maremma Wine & Food Shire: sapete perchè c’è così grande partecipazione? Perchè le singole aziende che partecipano al Vinitaly a Verona hanno una partecipazione economica dalla Camera di Commercio sull’affitto dello stand. Ora, dato che ogni stand al Vinitaly è carissimo molti piccoli e medi produttori accettano la partecipazione economica che è subordinata alla partecipazione a Passione Maremma ecc. ecc.; come per dire: ti dò dei soldi però sei obbligato a partecipare a Passione Maremma. Mica male eh?…

      • Granocchiaio ha detto:

        apperò!

        ma vah!?

        • Ric ha detto:

          Si Granocchiaio, il giochino che appare furbo, in realtà consente ad una azienda di partecipare ad una manifestazione internazionale ed una locale con un certo risparmio. Uno stand qui a Grosseto non ha i costi del Vinitaly e poi qui i partecipanti portano qualche cassetta di vini e vendono anche a bicchieri il proprio prodotto agli briachelli che sicuramente non mancheranno. Riguardo proprio i briachelli (non solo i soliti sciagurati, ma anche qualcuno vestito bene a cui piace darsi arie d’intenditore per… farsi qualche bicchiere) alcune aziende serie rinunciamo per una questione d’immagine al fare uno stand a Grosseto. Faccio una notazione sul marchio (non brand) “Maremma” e sulle critiche mosse da esperti citando questo articolo di Fiora Bonelli su Il Tirreno del 16 aprile 2014: “Un esperto di vini di Maremma e degustazioni, dopo una visita al Vinitaly si domanda se questa manifestazione potrebbe «in futuro essere utile per mantenere alto il nome della Maremma, dove certamente si lavora molto, ma forse con troppo orgoglio che impedisce di domandarsi se si sbaglia qualcosa». Perché a suo giudizio errori ce ne sono stati, e molti. A porre la domanda è il professor Giancarlo Scalabrelli del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa, enologo fra i più attivi in Maremma. Scalabrelli riconosce che questo evento è importante per promuovere il territori e le molteplici peculiarità vitivinicole della Maremma, una vera occasione per attirare nuovi consumatori ad apprezzare i prodotti enogastronomici, ma anche per fidelizzare quelli che già conoscono le ricchezze di Maremma», ma trova delle pecche nella maniera di proporsi dei vini maremmani: bisogno per le aziende di consorziarsi, comunicazione degustazioni, bicchieri usati per degustare. «Vado dicendo da qualche tempo che sarebbe bello realizzare un unico “ombrello” della produzione vitivinicola della Maremma Toscana, superando antiche divisioni e rivalità, fondando la competitività sulla qualità, unico elemento premiante l’attuale produzione vitivinicola della provincia di Grosseto. Questo vorrebbe dire la nascita di un unico consorzio e forse di una sola strada del vino.” In poche parole, non siamo i soli a criticare questa solitudine della Maremma anche negli stand espositivi di Vinitaly e molto più in questa manifestazione “Passione Maremma” che fa sorgere molti dubbi sulla sua validità in termini commerciali.

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