S’è riaperto – storia di una ferramenta a Braccagni

*

S'è RIAPERTO rid

lampada a gas

lampada a gas

Non cercherò di essere breve, anche perché non è la mia specialità.

La “Ferramenta Tonini” fu aperta nel 1952 da mio babbo Giorgio aiutatato da mio nonno Francesco. In pratica però mio babbo non c’è mai stato fisicamente. Dopo una folgorante carriera nella fattoria degli Acquisti come capo-officina, ed in concomitanza con la Riforma Agraria (Ente Maremma)  che ridusse drasticamente superficie e lavoro per la fattoria, babbo Giorgio aprì per prima cosa questa attività commerciale a Braccagni, ma iniziò contemporaneamente l’altra sua attività di inventore e realizzatore di macchine e attrezzature per l’agricoltura che doveva poi portarlo alla realizzazione della BRAIMA.

In ferramenta ci stava mio nonno, un po’ mia zia Anna e poi anche io nel pomeriggio, dopo la scuola. Fin dal 1952 distributori dell’AGIPGAS e poi il commercio che si estese anche alla mesticheria, al materiale elettrico, cucine economiche e a gas, ai mangimi, ma anche agli animali vivi: pulcini di pollo, faraone, billi e quant’altro.

Ma la caratteristica più importante, quella che poi avrebbe assicurato servizi e successo presso i clienti, fu l’installazione di impianti di illuminazione a gas, fornitura e messa in opera di cucine economiche (la mitica Zoppas) e a gas, di impianti di abbeveraggio per le stalle, piccoli impianti di irrigazione con motopompe, piccoli ausili per i pollai domestici, impianti e distribuzione dell’acqua nelle case.

cucina economica Zoppas

cucina economica Zoppas

Anche quando la ferramenta fu presa in gestione da mio fratello Rodolfo questa caratteristica di fornire servizi, materiali e piccoli attrezzi agricoli fu una delle caratteristiche più importanti e rilevanti dell’attività. Basti pensare alla vendita e all’assistenza di motoseghe e poi impianti di mungitura per mucche ma poi anche per pecore.

motosega Castor

motosega Castor

Stessa cosa quando Rodolfo passò la mano a Raffaello che sviluppò l’attività dell’installazione di delle zanzariere presso le abitazioni.

Poi per vicissitudini varie la ferramenta rimase senza gestione maschile e all’inizio degli anni ’90 si cimentarono nell’impresa le mie figlie Stella e Alessandra. Nonostante la giovane età presero possesso del mestiere e delle varie conoscenza tecniche necessarie. Ma la psicologia della clientela è  “strana” e generalmente vedere una giovane donna a vendere utensili elettrici piuttosto che motoseghe, decespugliatori eccetera, fa nascere dubbi sulle loro reali capacità. Non era così, erano molto preparate, ma non bastava esserlo, bisogna anche apparire, e loro potevano molto, ma non certo apparire come dei giovani maschiotti!

***

Si arriva così a fine secolo (sic) quando inopinatamente il sottoscritto resta senza lavoro e con una operazione chirurgica monstre da affrontare. L’operazione va molto bene, ma anche causa “eccesso di referenze” non riesco a trovare lavoro. Stella e Alessandra s’innamorano di una piccola ma speciale attività commerciale a Grosseto, la mitica Casa della Banana di Via San Martino con le sue spezie e primizie di frutta e di verdura. Lasciano quindi la ferramenta per buttarsi anima e corpo nell’avventura che le porterà prima ad avere quasi una boutique della frutta e della verdura, tanto era il loro impegno, cura e bravura, poi con la discesa in campo dei supermercati in questo settore, correggono il tiro in prodotti ed utensili per cibi etnici. E così la Casa della Banana diviene Etnichfood.

Un po’ per la necessità di non lasciare il negozio senza gestione, un po’ per completare i versamenti necessari alla pensione, decido di entrare in ferramenta.

Per me è un po’ come ricominciare tutto da capo, ma si fa di necessità virtù e si riparte. Appare però subito chiaro che non potrò ricoprire un ruolo come quelle ricoperto dai miei fratelli in fatto di interventi esterni. Quelli che al pane che viene assicurato dalla ferramenta, fa aggiungere il companatico dei lavoretti ed attività extra negozio.

Non ho comunque all’epoca una necessità impellente di smettere e quindi vado avanti, diciamo così, in piccolo cabotaggio. Finchè non mi decido a mettere in vendita tutto, attività e fondi. Solo che lo faccio in un momento non particolarmente felice per l’economia tutta. E il morale generale della gente. Questo fa si che mi debba muovere in un momento in cui, per chi può, è il momento di acquistare, non di vendere!

Ciononostante nei diversi contatti avuti si sono presentati candidati apparentemente ideali, ma che alla prova finale dei fatti così poi non era.

Si sono presentati genitori che giudicavano favorevolmente la cosa, ma non i loro figlioli che qui non mi permetterò chiamare “bamboccioni”, ma che sicuramente non morivano dalla voglia di cominciare a lavorare. Per di più in proprio. Poi si è presentato anche qualcuno che la voglia ce l’aveva, “aveva cioè i denti, ma gli mancava il pane”. E le banche danno volentieri a chi non ha bisogno piuttosto che a chi ne ha.

Ecco la mia battuta sul pane e sui denti.

Ed ecco perché “ho provato” a vendere, ma non a chiudere. Per la cronaca: ci vogliono forse più soldi per chiudere che per aprire!

Quando misi fuori il cartello “vendesi”, ai molti che chiedevano se in caso di mancata vendita avessi chiuso risposi che si, c’era questa possibilità. Molti a dirmi: è un peccato, è un servizio e una comodità che mancherà in paese.

Poi da quando ho deciso di restare aperto in molti ora a dirmi: sono contento, menomale, abbiamo una bella comodità in più nel paese.

Tutti bei ragionamenti, ma non è che per il “servizio al paese” ricevo un qualche contributo finanziario da qualcuno: se non si vende a sufficienza non si può andare avanti.

Devo dire che in effetti c’è una piccola base di affezionati e fedeli clienti braccagnini che fanno la spesa qui, pur potendola fare a Grosseto. C’è però una maggioranza che invece fa il contrario. Non sto qui né a lamentarmi né a fare accuse. Ognuno è ovviamente libero di andare dove vuole. Vero è che i nostri clienti arrivano anche dai Buriano, Vetulonia, Giuncarico, Montemassi, Roccatederighi, Sassofortino, e perfino Ribolla dove credo ci sono 2 o 3 ferramenta. Un perché ci sarà! Nemo profeta in patria…?

Il problema poi dei piccoli negozi e la grande distribuzione è a tutti ben presente. Voglio qui confermare che non si può fermare il “progresso”, specie quando è tale. E la GDO non sempre è progresso………anzi!

Circa poi l’utilizzazioni alternative immaginate dai vostri commenti sul mio Facebook https://www.facebook.com/roberto.tonini1?hc_location=timeline

devo dire che sono tutte allettanti e simpatiche. Resto aperto ad ogni soluzione.

Trovo tutte le proposte interessanti, ma mi permetto segnalare la mia simpatia per quella del Ric:

ADIBIRE UN ANGOLO AI LIBERI PENSATORI, POETI, GENTE CHE UN C’HA DA FA UN C… PE PASSA’ LA GIORNATA……

 filosofi

Segnalo peraltro  l’iniziativa di vendere il gas in bombole Agipgas ad un prezzo, forse il più basso di tutta la provincia.  Una buona informazione e un po’ di pubblicità.

Archiviato in: LA NOTIZIALA VITA DI PAESE

RSSNumero commenti (4)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. Granocchiaio ha detto:

    Non cercherò di essere breve, anche perché non è la mia specialità.
    La “Ferramenta Tonini” fu aperta nel 1952 da mio babbo Giorgio aiutatato da mio nonno Francesco. In pratica però mio babbo non c’è mai stato fisicamente. Dopo una folgorante carriera nella fattoria degli Acquisti come capo-officina, ed in concomitanza con la Riforma Agraria (Ente Maremma) che ridusse drasticamente superficie e lavoro per la fattoria, babbo Giorgio aprì per prima cosa questa attività commerciale a Braccagni, ma iniziò contemporaneamente l’altra sua attività di inventore e realizzatore di macchine e attrezzature per l’agricoltura che doveva poi portarlo alla realizzazione della BRAIMA.
    In ferramenta ci stava mio nonno, un po’ mia zia Anna e poi anche io nel pomeriggio, dopo la scuola. Fin dal 1952 distributori dell’AGIPGAS e poi il commercio che si estese anche alla mesticheria, al materiale elettrico, cucine economiche e a gas, ai mangimi, ma anche agli animali vivi: pulcini di pollo, faraone, billi e quant’altro.
    Ma la carattrertistica più importante, quella che poi avrebbe assicurato servizi e successo presso i clienti, fu l’installazione di impianti di illuminazione a gas, fornitura e messa in opera di cucine economiche (la mitica Zoppas) e a gas, di impianti di abbeveraggio per le stalle, piccoli impianti di irrigazione con motopompe, piccoli ausili per i pollai domestici, impianti e distribuzuione dell’acqua nelle case.
    Anche quando la ferramenta fu presa in gestione da mio fratello Rodolfo questa caratteristica di fornire servizi, materiali e piccoli attrezzi agricoli fu una delle caratteristiche più importanti e rilevanti dell’attività. Basti pensare alla vendita e all’assistenza di motoseghe e poi impianti di mungitura per mucche ma poi anche per pecore.
    Stessa cosa quando Rodolfo passò la mano a Raffaello che sviluppò l’attivita dell’installazione di delle zanzariere presso le abitazioni.
    Poi per vicissitudini varie la ferramenta rimase senza gestione maschile e all’inizio degli anni ’90 si cimentarono nell’impresa le mie figlie Stella e Alessandra. Nonostante la giovane età presero possesso del mestiere e delle varie conoscenza tecniche necessarie. Ma la psicologia della clientela è “strana” e generalemnte vedere una giovane donna a vendere utensili elettrici piuttosto che motoseghe, decespigliatori eccetera, fa nascere dubbbi sulle loro reali capacità. Non era così, erano molto preparate, ma non bastava esserlo, bisogna anche apparire, e loro potevano molto, ma non certo apparire come dei giovani maschiotti!
    Si arriva così a fine secolo (sic) quando inopinatamente il sottoscritto resta senza lavoro e con una operazione chirurgica monstre da affrontare. L’operazione va molto bene, ma anche causa “eccesso di referenze” non riesco a trovare lavoro. Stella e Alessandra s’innamorano di una piccola ma speciale attività commerciale a Grosseto, la mitica Casa dela Banana di Via San Martino con le sue spezie e primizie di frutta e di verdura. Lasciano quidi la ferramenta per buttarsi anima e corpo nell’avventura che le porterà prima ad evere quasi una boutique della frutta e della verdura, tanto era il loro impegno, cura e bravura, poi con la discesa in campo dei supermercati in questo settore, correggono il tiro in prodotti ed utensili per cibi etnici. E così la Casa della Banana diviene Etnichfood.
    Un po’ per la necessità di non lasciare il negozio senza gestione, un po’ per completare i versamenti necessari alla pensione, decido di entrare in ferramenta.
    Per me è un po’ come ricominciare tutto da capo, ma si fa di necessità virtù e si riparte. Appare però subito chiaro che non potrò ricoprire un ruolo come quelle ricoeprto dai miei fratelli in fatto di interventi esterni. Quelli che al pane che viene assicurato dalla ferramenta, fa aggiungere il companatico dei lavoretti ed attività extra negozio.
    Non ho comunque all’epoca una necessità impellente di smettere e quindi vado avanti, diciamo così, in piccolo cabotaggio. Finchè non mi decido a mettere in vendita tutto, attività e fondi. Solo che lo faccio in un momento non particolarmente felice per l’economia tutta. E il morale generale della gente. Questo fa si che mi debba muovere in un momento in cui, per chi può, è il momento di acquistare, non di vendere!
    Ciononstante nei diversi contatti avuti si sono presentati candidati apparentemente ideali, ma che alla prova finale dei fatti così poi non era.
    Si sono presentati genitori che giuducavano favorevolmente la cosa, ma non i loro figlioli che qui non mi permetterò chiamara “bamboccioni”, ma che sicuramente non morivano dalla voglia di cominciare a lavorare. Per di più in proprio. Poi si è presentato anche qualcuno che la voglia ce l’aveva, “aveva cioè i denti, ma gli mancava il pane”. E le banche danno volentieri a chi non ha bisogno piuttosto che a chi ne ha.
    Ecco la mia battuta sul pane e sui denti.
    Ed ecco perché “ho provato” a vendere, ma non a chiudere. Per la cronaca: ci vogliono forse più soldi per chiudere che per aprire!
    Quando misi fuori il cartello “vendesi”, ai molti che chiedevano se in caso di mancata vendita avessi chiuso risposi che si, c’era questa possibilità. Molti a dirmi: è un peccato, è un servizio e una comodità che mancherà in paese.
    Poi da quando ho deciso di restare aperto in molti ora a dirmi: sono sontento, menomale, abbiamo una bella comodità in più nel paese.
    Tutti bei ragionamentio, ma non è che per il “servizio al paese” ricevo un qualche contributo finanziario da qualcuno: se non si vende a sufficenza non si può amdare avanti.
    Devo dire che in effeti c’è una piccola base di affezionati e fedeli clienti braccagnini che fanno la spesa qui, pur potendola fare a Grosseto. C’è però una maggioranza che invece fa il contrario. Non sto qui né a lamentarmi né a fare accuse. Ognuno è ovviamente libero di andare dove vuole. Vero è che i nostri clienti arrivano anche dai Buriano, Vetulonia, Giuncarico, Montemassi, Roccatederighi, Sassofortino, e perfino Ribolla dove credo ci siono 2 o 3 ferramenta. Un perché ci sarà! Nemo profeta in patria…?
    Il problema poi dei piccoli negozi e la grande distribuzione è a tutti ben presente. Voglio qui confermare che non si può fermare il “progresso”, specie quando è tale. E la GDO non sempre è progresso………anzi!
    Circa poi l’utilizzazioni alternative immaginate dai vostri commenti sul mio Facebook https://www.facebook.com/roberto.tonini1?hc_location=timeline
    devo dire che sono tutte allettanti e simpatiche. Resto aperto ad ogni soluzione.
    Trovo tutte le proposte interessanti, ma mi permetto segnalare la mia simpatia per quella del Ric: ADIBIRE UN ANGOLO AI LIBERI PENSATORI, POETI, GENTE CHE UN C’HA DA FA UN C… PE PASSA’ LA GIORNATA……

    Segnalo peraltro l’iniziativa di vendere il gas in bombole Agipgas ad un prezzo, forse il più basso di tutta la provincia. Una buona informazione e un po’ di pubblicità.

  2. nello ha detto:

    Birbante di un Granocchiaio, ma un no potevi dì 15gg fa che mettevi in vendita le bombole a quel prezzo? è vero un po’ di sconto me lo facesti, ma mica così!
    Comunque auguri per la nuova “rinascita” della Ferramenta Tonini da un vecchio cliente (mi ricordo che oltre a tua zia e alle tue figlie, altre due donne si sono alternate negli anni a servirmi, non in continuità, un’altra Stella e Clari, di cui ho un buon ricordo)

    • Granocchiaio ha detto:

      ok, per di più sei nella piccola ma amatissima schiera dei clienti fedeli ed affezionati, per cui………….
      il prezzo non è per un giorno, almeno fino al tuo prossimo cambio, promesso!
      ciao e grazie

      • Ric ha detto:

        Spero vivamente di venire presto a far parte dell’angolo della gente che un c’ha da fa’ un c… intanto ti mando mille auguri per questa rinascita di attività che in ‘sti tempi di migragna è una notizia eccezionale!

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.