LA SOLUZIONE FINALE

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una settantina di cerchi, una settantina di anni

una settantina di cerchi, una settantina di anni

 

La storia insegna che per attuare efficacemente una “Soluzione Finale” bisogna programmare bene e nei minimi particolari l’operazione. Niente può essere lasciato al caso o all’improvvisazione: tutto deve essere pianificato nei minimi dettagli se si vuole avere una soluzione ineccepibile.

Così è stato fatto per l’abbattimento degli alberi alla stazione di Montepescali.

Appeso con nonchalance un foglietto in formato A4 alla recinzione tra strada e giardini della stazione, vi si poteva leggere:

“DAL 5 AL GIUGNO 2014 DIVIETO DI PARCHEGGIO PER ABBATTIMENTO PIANTE”

Tutto qui.

Siccome era appeso proprio accanto a dei grandi e alti “polloni” che sbucavano proprio in mezzo al marciapiede pensai: “finalmente il comune viene a togliere tutti questi impicci che non permettono il passaggio pedonale”.

Non essendoci nessun altra notizia, ripeto: NESSUN ALTRO CARTELLO O AVVISO,  a cos’altro potevo pensare?

Questo pensavo io. Ma fortuna c’è gente un poco più vispa di me (in fondo non ci vuole tanto). Maria Caselli si insospettisce e si informa: al bar gli dicono che si tratta invece di abbattere gli alberi che sono dentro la stazione, dove, quando tutto era ben curato, il luogo si chiamava “aiuole o giardini della stazione”.

Immediatamente fa un post su Facebook e tutti, compreso il sottoscritto si mettono in moto per cercare di informarsi, per capire.

Non è facile perché i tempi sono ristrettissimi e chiedendo informazioni spesso s’incontra il giochino dello scaricabarili.

Sta di fatto che inesorabile, la mattina del 5 giugno, si presenta la ditta incaricata dei lavori con un formidabile battaglione armato di tutto punto con macchinari, utensili e quant’altro necessario ad un lavoro da veri professionisti. Ogni soldato sa cosa fare e il comandante controlla il movimento del formicaio intervenendo solo se qualche piccolo dettaglio richiede correzione. A guardare lo scalatore, quello che ciò si arrampica fino in cima all’albero, pare di vedere un rocciatore all’opera. Solo che via via taglia e ritaglia lascia a metà giornata il grande cedro, quello più alto, mutilato orrendamente e con un unico ramo rivolto impertinentemente all’insù, come un sinistro e ammiccante simbolo fallico.

La mattina dopo trovo il gigante abbattuto alla base e fatto a pezzi. Mentre il “rocciatore” si prepara alla soluzione finale per il secondo grande cedro.

Ho continuato a cercare di informarmi e capire, aiutato anche da altri, ma mi sono reso conto che qualsiasi cosa si poteva arrivare a sapere, con certezza e precisione, questa sarebbe arrivata quando gli alberi sarebbero stati tutti giù per terra.

E così è stato.

Stamattina ho fatto una nuova serie di fotografie comprendemdo anche altri aspetti della nostra stazione.

Lo sto di degrado è inaudito. Non voglio offendere il terzo mondo, quindi provo a dire che forse nemmeno in una stazione del quinto mondo è possibile vedere uno spettacolo di questo tipo. Un degrado incredibile e incivile.

Questo è quanto.

Per ora.

Perché le domande le ho poste, e credo che le rispote prima o poi arriveranno e io le comunicherò. Qui.

Ma ormai solo dopo che si sia già compiuta

LA SOLUZIONE FINALE

la nuova visuale dalle sbarre verso la stazione

la nuova visuale dalle sbarre verso la stazione

 

piccolo mistero: come mai la palma è rimasta in piedi?

piccolo mistero: come mai la palma è rimasta in piedi?

 

il "nido d'amore"........cosa è rimasto.........

il “nido d’amore”……..cosa è rimasto………

 

il taglio nel degrado!

il taglio nel degrado!

 

non è un reperto etrusco, è solo degrado contemporaneo

non è un reperto etrusco, è solo degrado contemporaneo

 

la mancata manutenzione e pulizia della stazione

la mancata manutenzione e pulizia della stazione

 

una volta questa vasca era piena di bellissimi pesci..........

una volta questa vasca era piena di bellissimi pesci……….

 

sul marciapiedi esterno non hanno tolto tutti i polloni infestanti...........

sul marciapiedi esterno non hanno tolto tutti i polloni infestanti………..

 

il cedro del libano supersite lato Consorzio Agrario con tanto di capitozzatura

il cedro del libano supersite lato Consorzio Agrario con tanto di capitozzatura

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  1. Granocchiaio ha detto:

    LA SOLUZIONE FINALE

    La storia insegna che per attuare efficacemente una “Soluzione Finale” bisogna programmare bene e nei minimi particolari l’operazione. Niente può essere lasciato al caso o all’improvvisazione: tutto deve essere pianificato nei minimi dettagli se si vuole avere una soluzione ineccepibile.

    Così è stato fatto per l’abbattimento degli alberi alla stazione di Montepescali.
    Appeso con nonchalance un foglietto in formato A4 alla recinzione tra strada e giardini della stazione, vi si poteva leggere:

    “DAL 5 AL GIUGNO 2014 DIVIETO DI PARCHEGGIO PER ABBATTIMENTO PIANTE”

    Tutto qui.
    Siccome era appeso proprio accanto a dei grandi e alti “polloni” che sbucavano proprio in mezzo al marciapiede pensai: “finalmente il comune viene a togliere tutti questi impicci che non permettono il passaggio pedonale”.
    Non essendoci nessun altra notizia, ripeto: NESSUN ALTRO CARTELLO O AVVISO, a cos’altro potevo pensare?
    Questo pensavo io. Ma fortuna c’è gente un poco più vispa di me (in fondo non ci vuole tanto). Maria Caselli si insospettisce e si informa: al bar gli dicono che si tratta invece di abbattere gli alberi che sono dentro la stazione, dove, quando tutto era ben curato, il luogo si chiamava “aiuole o giardini della stazione”.
    Immediatamente fa un post su Facebook e tutti, compreso il sottoscritto si mettono in moto per cercare di informarsi, per capire.
    Non è facile perché i tempi sono ristrettissimi e chiedendo informazioni spesso s’incontra il giochino dello scaricabarili.
    Sta di fatto che inesorabile, la mattina del 5 giugno, si presenta la ditta incaricata dei lavori con un formidabile battaglione armato di tutto punto con macchinari, utensili e quant’altro necessario ad un lavoro da veri professionisti. Ogni soldato sa cosa fare e il comandante controlla il movimento del formicaio intervenendo solo se qualche piccolo dettaglio richiede correzione. A guardare lo scalatore, quello che ciò si arrampica fino in cima all’albero, pare di vedere un rocciatore all’opera. Solo che via via taglia e ritaglia lascia a metà giornata il grande cedro, quello più alto, mutilato orrendamente e con un unico ramo rivolto impertinentemente all’insù, come un sinistro e ammiccante simbolo fallico.
    La mattina dopo trovo il gigante abbattuto alla base e fatto a pezzi. Mentre il “rocciatore” si prepara alla soluzione finale per il secondo grande cedro.
    Ho continuato a cercare di informarmi e capire, aiutato anche da altri, ma mi sono reso conto che qualsiasi cosa si poteva arrivare a sapere, con certezza e precisione, questa sarebbe arrivata quando gli alberi sarebbero stati tutti giù per terra.
    E così è stato.

    Stamattina ho fatto una nuova serie di fotografie comprendemdo anche altri aspetti della nostra stazione.
    Lo sto di degrado è inaudito. Non voglio offendere il terzo mondo, quindi provo a dire che forse nemmeno in una stazione del quinto mondo è possibile vedere uno spettacolo di questo tipo. Un degrado incredibile e incivile.

    Questo è quanto.
    Per ora.
    Perché le domande le ho poste, e credo che le rispote prima o poi arriveranno e io le comunicherò. Qui.
    Ma ormai solo dopo che si sia già compiuta

    LA SOLUZIONE FINALE

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