5 euro per vedere arrivare a Genova la Concordia: ora è arrivata!

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Leggo allibito che a Genova un posto in piedi per assistere all’arrivo della Costa Concordia costa 5 euro per 20 minuti mentre i balconi sul porto vengono “affittati” a migliaia di euro quasi come se una nave che è stata la bara per oltre 30 persone e il luogo di dolore per oltre 300 feriti e 3000 naufraghi, sia un oggetto da ammirare. Alla fine di tutto la Toscana ed il Giglio sono stati quelli che hanno patito gli errori di uno che oggi si fa ritrarre in un party abbronzato e sorridente assieme ad altrettante sorridenti donne in occasione della pubblicazione del proprio libro che, c’è da scommetterlo, sarà un best-seller. Il mio pensiero coincide con quello del Presidente Enrico Rossi: portatela via questa nave e non tornate mai più; la Toscana sopravvive anche senza questo mostro mediatico che è la Concordia e nei secoli è ammirata per le bellezze artistiche e del paesaggio che altri vengono a deturpare e sfruttare a fini mediatici quasi che i morti ed i sofferenti del naufragio non contino niente.

Ric

Carissimo amico mio

Mi sorprende il tuo grido di sdegno. Non perché non sia giustificato, ma conoscendoti come uno che come me di primavere comincia ad averne viste diverse, pensavo tu fossi un poco più disincantato.

Sinceramente mi sarei meravigliato del contrario, cioè se per l’arrivo a Genova non fosse stato organizzato qualcosa del genere. I genovesi poi, si sa, sono attenti ai soldini.

Attento, non dico che fai male a meravigliarti, anzi a rimanere allibito, ma bisogna rendersi conto in che mondo e momento storico si vive. Soprattutto non feramrsi solo sui fatti più eclatanti. Ce ne sono di meno appariscenti, ma di gravità forse superiore, che però passano oramai come niente fosse e nessuno in pratica pare accorgesene e diee qualcosa.

 

Un esempio per tutti. Ai telegionali ci sono servizi che “ovviamente” prevalgono sugli altri. Sono quelli per disgrazie o fatti più o meno violenti e  truci. Già la quantità di fatti negativi mi fa chiedere: ma a chi e a cosa servono tutte queste notizie e questi dettagli? Non è che anche qui si ha voglia di audience per soddisfare un raccapricciante bisogno di vedere come stanno male gli altri, e per sentirsi quindi noi più fortunati? Eppure tutto questo non viene fatto per lo scopo primario di informare, no, viene fatto per lo scopo di fare soldi. L’informazione è un utile mezzo per fare cassa.

Ma c’è di peggio. Quando per esempio vengono intervistati parenti stretti o amici delle vittime, gente che non ce la fa nemmeno a parlare o addirittura mentre piangono lacrime vere, di sconforto e di dolore. Queste si che sono ricercate! Una madre o un padre che piange per la morte di un figlio! E che c’è di più doloroso e drammatico? E il cronista o la cronista di turno dopo l’inopportuna domanda lasciano micrifono e video su facce stravolte a piangere in diretta! Altro che Concordia: qui si va direttamente nella spiritualità e nei sentimenti più intimi di una persona. Che anche quando si tratta di  UNA SOLA PERSONA, vale cento Concordia.

 

Nota a margine. Per la serie: tutti lo sanno ma non si deve dire. L’incidente della Concordia come fatto pratico, al di la del fatto gravemente luttuoso ed i danni enormi fatti, ha significato entrate mica indifferenti per gli abitanti del Giglio. È un risvolto che c’è ma non si deve dire. Salvo gente del continente un po’ per scherzarci sopra racconta: “i gigliesi? Portatecela via, portatecela via, questa maledetta nave”. Questo dicono, ma con le mani fanno ampi gesti di: no, no, non facciamo scherzi, lasciatecela ancora un po’.

Già oggi al telegiornale alcuni gigliesi intervistati sulla partenza della Concordia confessavano: “ma, ora sembra un gran mortorio, un si vede più nessuno” , oppure “certo che mi mancherà, tutti gli amici che mi ero fatto con la gente che stava qui con noi da ormai parecchio tempo” e infine “certo è una bella mancanza, anche per il commercio……….”

Roberto Tonini

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  1. Ric ha detto:

    Leggo allibito che a Genova un posto in piedi per assistere all’arrivo della Costa Concordia costa 5 euro per 20 minuti mentre i balconi sul porto vengono “affittati” a migliaia di euro quasi come se una nave che è stata la bara per oltre 30 persone e il luogo di dolore per oltre 300 feriti e 3000 naufraghi, sia un oggetto da ammirare. Alla fine di tutto la Toscana ed il Giglio sono stati quelli che hanno patito gli errori di uno che oggi si fa ritrarre in un party abbronzato e sorridente assieme ad altrettante sorridenti donne in occasione della pubblicazione del proprio libro che, c’è da scommetterlo, sarà un best-seller. Il mio pensiero coincide con quello del Presidente Enrico Rossi: portatela via questa nave e non tornate mai più; la Toscana sopravvive anche senza questo mostro mediatico che è la Concordia e nei secoli è ammirata per le bellezze artistiche e del paesaggio che altri vengono a deturpare e sfruttare a fini mediatici quasi che i morti ed i sofferenti del naufragio non contino niente.

  2. Roberto Tonini ha detto:

    Carissimo amico mio
    Mi sorprende il tuo grido di sdegno. Non perché non sia giustificato, ma conoscendoti come uno che come me di primavere comincia ad averne viste diverse, pensavo tu fossi un poco più disincantato.
    Sinceramente mi sarei meravigliato del contrario, cioè se per l’arrivo a Genova non fosse stato organizzato qualcosa del genere. I genovesi poi, si sa, sono attenti ai soldini.

    Attento, non dico che fai male a meravigliarti, anzi a rimanere allibito, ma bisogna rendersi conto in che mondo e momento storico si vive. Soprattutto non feramrsi solo sui fatti più eclatanti. Ce ne sono di meno appariscenti, ma di gravità forse superiore, che però passano oramai come niente fosse e nessuno in pratica pare accorgesene e diee qualcosa.

    Un esempio per tutti. Ai telegionali ci sono servizi che “ovviamente” prevalgono sugli altri. Sono quelli per disgrazie o fatti più o meno violenti e truci. Già la quantità di fatti negativi mi fa chiedere: ma a chi e a cosa servono tutte queste notizie e questi dettagli? Non è che anche qui si ha voglia di audience per soddisfare un raccapricciante bisogno di vedere come stanno male gli altri, e per sentirsi quindi noi più fortunati? Eppure tutto questo non viene fatto per lo scopo primario di informare, no, viene fatto per lo scopo di fare soldi. L’informazione è un utile mezzo per fare cassa.
    Ma c’è di peggio. Quando per esempio vengono intervistati parenti stretti o amici delle vittime, gente che non ce la fa nemmeno a parlare o addirittura mentre piangono lacrime vere, di sconfotrto e di dolore. Queste si che sono ricercate! Una madre o un padre che piange per la morte di un figlio! E che c’è di più doloroso e drammatico? E il cronista o la cronista di turno dopo l’inopportuna domanda lasciano micrifono e video su facce stravolte a piangere in diretta! Altro che Concordia: qui si va direttamente nella spiritualità e nei sentimenti più intimi di una persona. Che anche quando si tratta di UNA SOLA PERSONA, vale cento Concordia.

    Nota a margine. Per la serie: tutti lo sanno ma non si deve dire. L’incidente della Concordia come fatto pratico, al di la del fatto gravemente luttuoso ed i danni enormi fatti, ha significato entrate mica indifferenti per gli abitanti del Giglio. È un risvolto che c’è ma non si deve dire. Salvo gente del continente un po’ per scherzarci sopra racconta: “i gigliesi? Portatecela via, portatecela via, questa maledetta nave”. Questo dicono, ma con le mani fanno ampi gesti di: no, no, non facciamo scherzi, lasciatecela ancora un po’.
    Già oggi al telegiornale alcuni gigliesi intervistati sulla partenza della Concordia confessavano: “ma, ora sembra un gran mortorio, un si vede più nessuno” , oppure “certo che mi mancherà, tutti gli amici che mi ero fatto con la gente che stava qui con noi da ormai parecchio tempo” e infine “certo è una bella mancanza, anche per il commercio……….”
    Roberto Tonini

    • Ric ha detto:

      Carissimo Granocchiaio,
      E’ vero che i gigliesi hanno avuto un grande afflusso di turismo specie invernale dei cosidetti “turisti del disastro”, amanti cioè di visitare luoghi dove è avvenuto un disastro per curiosità o semplice voglia di vedere di persona, ma i gigliesi hanno fatto fare alla Toscana una bellissima figura davanti al mondo intero con la loro umanità e senso di vicinanza con i naufraghi della Costa Concordia. Tutto quello che hanno ricevuto e riceveranno è solo niente più un giusto ringraziamento e riconoscimento. Dall’altra parte le cosidette “istituzioni” hanno dimostrato non solo indifferenza ma anche un senso di avversione verso la Toscana e verso la provincia di Grosseto. Io ricordo bene che i 30 morti ed i 300 feriti sono tutti passati dall’ospedale di Grosseto che ha dato un grande senso di abnegazione e di collaborazione, dovuta certo, ma lo ha dato. E poi parte dei 3000 naufraghi vennero recapitati dalla notte alla mattina dopo direttamente a Grosseto ed a Orbetello, con qualche protesta per disservizio certo, ma che si aspettavano questi una volta portati con tutti i bus della Rama che riuscirono a trovare e con i generi di necessità che vennero trovati durante la notte in tutti i supermercati di Grosseto? E gli abitanti di Porto Santo Stefano che accolsero i naufraghi nelle proprie case e pagarono di tasca propria la colazione del mattino?
      Alla Toscana ed ai suoi cittadini non solo non è stato ricompensato nulla, ma è stato negato anche il relitto della Concordia che, almeno avrebbe dato un po’ di lavoro nello smantellamento ai lavoratori della Lucchini di Piombino.
      E poi il Prefetto Gabrielli che dice al Governatore Rossi “dopo faremo i conti” solo perchè questo reclama un gesto da parte dello Stato nei confronti della Toscana. Che istituzioni sono queste secondo te? Un comandante da operetta per fare il ganzo ed incurante degli oltre 3000 passeggeri che trasporta va a sbattere contro l’Isola del Giglio e scappa senza aiutare nessuno e poi te lo trovi nei party con cene eleganti accanto a signore che fanno la fila per farsi una foto accanto ed annuncia l’uscita del proprio libro che i cretini amanti del disastro renderanno un best seller. Ti pare questa una Italia che deve dare al mondo una immagine di restaurazione dal disastro di governi che ci hanno portato alla povertà ed alla crisi economica? Ti pare che oggi al telegiornale si veda un articolo da Genova dove si commenta condidamente che una signora concede il proprio balcone alla TV tedesca e “qualcosa le daremo…”? E i 30 morti? e i 300 feriti alcuni gravi e menomati per sempre? E i poveri naufraghi (oltre 3000) che porteranno per sempre il ricordo di questo naufragio demenziale? E tutte le istituzioni della provincia di Grosseto e non solo che hanno dato l’impossibile?
      Si deve dire che il mondo va così? Ok…

      • Granocchiaio ha detto:

        Purtroppo il mondo va proprio così. Anzi a ben guardare va anche peggio.
        Comunque il nostro discorso era partito dalla tua meraviglia e grido di sdegno per i “5 euro per 20 minuti mentre i balconi sul porto vengono “affittati” a migliaia di euro”. Dalla mia meraviglia della tua meraviglia in un mondo che per l’appunto va “proprio così!”. Farsi le foto al Giglio davanti alla Concordia è un comportamento che i grandi pensatori hanno bollato come “morbosi e quasi sacrilegi”. Io credo invece che sia il comportamento più naturale e logico possibile. Se ti sei meravigliato alla notizia dei 5 euro per 20 minuti cosa ne dici delle dirette in pianta stabile di tutta la traversata Giglio – Genoa?
        Sono tutt’ora in onda dirette dai più vari canali televisivi italiani ed esteri! Per non parlare di quelle barche assai strafighette ed assai ecologiche che con le più simpatiche e fantasiose motivazioni sono state autorizzate ad accompagnare in mare il viaggio stesso. Ma mi facci il piacere!

        Mi pare che l’elenco che delle (molte) brutte cose e della (altrettanto tante) buone cose, stanno a dimostrare che è difficile meravigliarsi di qualcosa in questo mondo di oggi. Con la Concordia alla tremenda e inconcepibile tragedia si sono susseguite una serie di iniziative di segno assai diverso.
        Da un lato la solidarietà spontanea del popolo, gigliesi e non, caratteristica del nostro paese. Avrei comunque preferito una solidarietà razionale, cosa in cui il nostro paese non eccelle.
        Da un lato molto più popoloso e variegato tante iniziative e interventi che a me sono parse dettate da interessi particolari. Spesso solo per necessità di apparire o per meri fini elettoralistici.
        Uno per tutti il caso della richiesta di Piombino come sede per lo smantellamento. Che là ci sia una crisi profonda nessuno lo nega, ma pensare di mettere in piedi una struttura per quel tipo di lavoro in quatto e quattr’otto è veramente pretendere di prendere per il culo il mondo intero. Primi fra tutti i piombinesi e i toscani tutti. Più che faccia di bronzo qui ci vuole una vera e propria faccia da politicante.
        Oramai è approdata proprio dov’era nata. Probabilmente la cosa più dignitosa è stato il viaggio della Concordia dal Giglio a Genova. Per la “gloria ed il valore e del genio del lavoro italiano” che “si sarebbe riscattato”. Anche se a me è parso di sentire che a capo di tutta questa operazione ci sia un tecnico sudafricano, tale Nick Sloane…………..mi sono perso qualcosa?

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