Carlo Vellutini su Piero Camilli

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448carlo

Confesso che non ho mai condiviso i comportamenti del signor Camilli. E non ne ho fatto via via mistero qui sul blog. La critica alla mia critica era sostanzialmente che quello che contavano erano i risultati. Tutto sta a vedere di quali risultati si parla, dico io. Quelli di piazza o sul campo e quelli comportamentali.

Carlo conosce molto meglio di me la persona e l’ambiente. Ha scritto un articolo come direttore di Grosseto Sport che condivido in pieno. Per questo ho piacere di pubblicarlo qui sul nostro blog.

Nota del Direttore di Gs su comunicato Camilli

Caro Presidente,

                     intanto La ringrazio per la considerazione che ha dato alla testata giornalistica che ho l’onore di dirigere e che Lei ovviamente conosce da tempo, visto che un nostro fotografo è “bandito” dallo stadio da diversi mesi per sua volontà. Come sempre mi fanno piacere le sue note colorite, anche se il “certo Grossetosport” l’ha ospitata spesso con le sue interviste che sono state riprese dalle più importanti testate nazionali. Come saprà, insomma, questo ci inorgoglisce e credo che abbia reso a Lei ed al Grosseto un buon servizio. Grossetosport, insieme alle altre testate in cui lavoro o collaboro, è stata anche una delle poche che, tra lo scetticismo generale, anticipò che il Grosseto sarebbe stato assolto nel processo del Calcioscommesse e che, giustamente perché ne eravamo convinti, anche prendendosi delle critiche, l’ha difesa. Così come quest’anno, mentre Lei continuava a ripetere che non avrebbe iscritto il Grosseto alla lega Pro, abbiamo sempre asserito che invece lo avrebbe fatto. Forse la stimiamo più di quanto Lei stimi noi, questo può starci. Ma noi siamo sempre pronti a raccontare fatti e non parole. D’altra parte, appartenendo alla categoria che lei definisce dei “pennivendoli” (anche se non vendiamo né penne, né copie di giornale, anzi internet per fortuna è gratuito) una professione che comunque presuppone l’iscrizione ad un ordine professionale e, in certi casi – per chi come me è professionista- anche il superamento di un esame di Stato, forse ci farebbe piacere che lei che giustamente intende insegnarci il nostro lavoro, sappia come in realtà funzioni. Lei – e questo glielo riconosco- è sempre stato disponibile a dare la sua versione dei fatti, ma ovviamente la sua non può per noi – e non deve- essere l’unica. In queste settimane troppe volte ci ha detto o abbiamo letto che non c’erano trattative per il Grosseto, salvo poi confessarci che c’erano e che stava trattando. Capisco la sua posizione e la riservatezza delle sue azioni. Ma Lei deve capire la nostra necessità di informare. Siccome se qualcuno vuole vendere c’è qualcuno che vuole comprare, noi siamo aperti all’uno ed all’altro. Questa è la regola del buon giornalismo. Il signor Barzan ha inviato un comunicato stampa che abbiamo pubblicato integralmente, così come abbiamo fatto con il suo. Non sta certo a noi parteggiare per l’uno o per l’altro. L’ingegner Salvestroni comunicò ai giornali la sua intenzione di mettere in piedi una cordata per rilevare il Grosseto. Dunque è una colpa averlo detto o averlo ascoltato? Secondo noi, no, anzi è bene che i grossetani sapessero che a differenza di quanto Lei ha sempre detto c’è qualcuno che si interessa a che la squadra della nostra città abbia un futuro. Se poi Lei e Salvestroni non vi siete trovati d’accordo quelli sono problemi vostri e non nostri. Noi raccontiamo i fatti. Ora io credo che Lei possa fare ironia su tutto, è uno dei motivi per cui, alla fine, noi giornalisti l’abbiamo sempre apprezzata. In fin dei conti siamo i primi a dire che Camilli fa (quasi) sempre notizia. Ma non può certo cercare di sminuire il lavoro che questa testata – gratuitamente e con passione- fa per lo sport grossetano ed anche (perché no?) per il Grosseto Calcio. Anche perché spesso quello che noi scriviamo, trascorsa qualche settimana, implicitamente è stato confermato anche da Lei nel corso delle varie interviste. Sempre disponibili a ricevere ed a pubblicare sue comunicazioni, anche se ironiche e colorite, ma come vede da buoni giornalisti ci scivola tutto addosso. Non ne facciamo mai questioni personali, ma solo di corretta informazione. Quella che cerchiamo sempre di garantire a Lei ed ai nostri lettori, come dimostrato anche oggi riportando il comunicato stampa del signor Barzan e quello suo. Se ci vuol permettere, però, un consiglio: se una cosa la dice una terza persona e noi la riportiamo, non se la prenda con il giornalista, ma con chi ha inviato la nota. Noi, come diceva un noto maestro del giornalismo, siamo solamente “gli storici del presente”, dunque raccontiamo i fatti e siamo semplicemente dei mediatori tra chi comunica (la fonte) e chi riceve la comunicazione (il lettore). Certi che presto rivedremo sue comunicazioni ufficiali e felici di aver avuto ragione sul suo amore per la squadra con la conseguente iscrizione, un saluto affettuoso,

                                                                       Carlo Vellutini 

 

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RSSNumero commenti (2)

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Confesso che non ho mai condiviso i comportamenti del signor Camilli. E non ne ho fatto via via mistero qui sul blog. La critica alla mia critica era sostanzialmente che quello che contavano erano i risultati. Tutto sta a vedere di quali risultati si parla, dico io. Quelli di piazza o sul campo e quelli comportamentali.

    Carlo conosce molto meglio di me la persona e l’ambiente. Ha scritto un articolo come direttore di Grosseto Sport che condivido in pieno. Per questo ho piacere di pubblicarlo qui sul nostro blog.

    Nota del Direttore di Gs su comunicato Camilli
    Posted by: Carlo Vellutini in Grosseto Calcio, Notizie Grosseto Calcio 30 luglio 2014 13 Comments

    Caro Presidente,

    intanto La ringrazio per la considerazione che ha dato alla testata giornalistica che ho l’onore di dirigere e che Lei ovviamente conosce da tempo, visto che un nostro fotografo è “bandito” dallo stadio da diversi mesi per sua volontà. Come sempre mi fanno piacere le sue note colorite, anche se il “certo Grossetosport” l’ha ospitata spesso con le sue interviste che sono state riprese dalle più importanti testate nazionali. Come saprà, insomma, questo ci inorgoglisce e credo che abbia reso a Lei ed al Grosseto un buon servizio. Grossetosport, insieme alle altre testate in cui lavoro o collaboro, è stata anche una delle poche che, tra lo scetticismo generale, anticipò che il Grosseto sarebbe stato assolto nel processo del Calcioscommesse e che, giustamente perché ne eravamo convinti, anche prendendosi delle critiche, l’ha difesa. Così come quest’anno, mentre Lei continuava a ripetere che non avrebbe iscritto il Grosseto alla lega Pro, abbiamo sempre asserito che invece lo avrebbe fatto. Forse la stimiamo più di quanto Lei stimi noi, questo può starci. Ma noi siamo sempre pronti a raccontare fatti e non parole. D’altra parte, appartenendo alla categoria che lei definisce dei “pennivendoli” (anche se non vendiamo né penne, né copie di giornale, anzi internet per fortuna è gratuito) una professione che comunque presuppone l’iscrizione ad un ordine professionale e, in certi casi – per chi come me è professionista- anche il superamento di un esame di Stato, forse ci farebbe piacere che lei che giustamente intende insegnarci il nostro lavoro, sappia come in realtà funzioni. Lei – e questo glielo riconosco- è sempre stato disponibile a dare la sua versione dei fatti, ma ovviamente la sua non può per noi – e non deve- essere l’unica. In queste settimane troppe volte ci ha detto o abbiamo letto che non c’erano trattative per il Grosseto, salvo poi confessarci che c’erano e che stava trattando. Capisco la sua posizione e la riservatezza delle sue azioni. Ma Lei deve capire la nostra necessità di informare. Siccome se qualcuno vuole vendere c’è qualcuno che vuole comprare, noi siamo aperti all’uno ed all’altro. Questa è la regola del buon giornalismo. Il signor Barzan ha inviato un comunicato stampa che abbiamo pubblicato integralmente, così come abbiamo fatto con il suo. Non sta certo a noi parteggiare per l’uno o per l’altro. L’ingegner Salvestroni comunicò ai giornali la sua intenzione di mettere in piedi una cordata per rilevare il Grosseto. Dunque è una colpa averlo detto o averlo ascoltato? Secondo noi, no, anzi è bene che i grossetani sapessero che a differenza di quanto Lei ha sempre detto c’è qualcuno che si interessa a che la squadra della nostra città abbia un futuro. Se poi Lei e Salvestroni non vi siete trovati d’accordo quelli sono problemi vostri e non nostri. Noi raccontiamo i fatti. Ora io credo che Lei possa fare ironia su tutto, è uno dei motivi per cui, alla fine, noi giornalisti l’abbiamo sempre apprezzata. In fin dei conti siamo i primi a dire che Camilli fa (quasi) sempre notizia. Ma non può certo cercare di sminuire il lavoro che questa testata – gratuitamente e con passione- fa per lo sport grossetano ed anche (perché no?) per il Grosseto Calcio. Anche perché spesso quello che noi scriviamo, trascorsa qualche settimana, implicitamente è stato confermato anche da Lei nel corso delle varie interviste. Sempre disponibili a ricevere ed a pubblicare sue comunicazioni, anche se ironiche e colorite, ma come vede da buoni giornalisti ci scivola tutto addosso. Non ne facciamo mai questioni personali, ma solo di corretta informazione. Quella che cerchiamo sempre di garantire a Lei ed ai nostri lettori, come dimostrato anche oggi riportando il comunicato stampa del signor Barzan e quello suo. Se ci vuol permettere, però, un consiglio: se una cosa la dice una terza persona e noi la riportiamo, non se la prenda con il giornalista, ma con chi ha inviato la nota. Noi, come diceva un noto maestro del giornalismo, siamo solamente “gli storici del presente”, dunque raccontiamo i fatti e siamo semplicemente dei mediatori tra chi comunica (la fonte) e chi riceve la comunicazione (il lettore). Certi che presto rivedremo sue comunicazioni ufficiali e felici di aver avuto ragione sul suo amore per la squadra con la conseguente iscrizione, un saluto affettuoso,

    Carlo Vellutini

  2. nello ha detto:

    Mi sembra che qualcuno vada fuori da ogni logica. Anch’io sono sempre rimasto interdetto dal comportamento di Camilli. Per carità niente da dire sulla persona, non lo conosco ed è giusto non approfondire basandoci sul sentito dire. Ribadisco quanto ho sempre detto: lui ci mette i soldi, la faccia e ritengo giusto che non voglia interferenze, però non deve credere che a Grotte di Castro siano più ganzi che a Grosseto. Tutti gli anni la solita solfa: voglio vendere perché i grossetani sono ingrati e non fanno nulla per la squadra, salvo poi tornare sui suoi passi e andare avanti e diventando il primo tifoso e incavolandosi a morte se non venivano i risultati. Quest’anno mi è sembrato che si fosse alle solite: piango, spillo qualcosa al comune, qualcosa alla banchina e riparto affermando che i grossetani, nemmeno a gratis hanno a cuore la loro squadra. E qui cascò il ciuco. Quest’anno una cordata grossetana c’era, ritengo anche degna di fiducia, visto che era sostenuta dal presidente degli industriali locali e quindi il giochino dei maremmani ingrati gli si è ritorto contro: col cavolo che vuole vendere(lui dice sempre anche regalare), in pratica gli chiude la porta in faccia. Stando a quanto riportato dalla stampa la cordata grossetana s’è tirata fuori perché ha chiesto di vedere i libri e lui glielo ha negato. Nel Comunicato stampa emesso da Camilli in cui va giù pesante su certi pennivendoli e su un “certo Grosseto Sport” (che correttamente GS ha subito pubblicato, come lo ha fatto per quello del Gruppo Balzan interessato all’acquisto del US e che in pratica ha fatto arrabbiare il Comandante), sul quel comunicato Camilli termina: se io voglio comprare una banca o un bar non vado dal cassiere o dal cameriere, ma vado dal proprietario. Ora io non sono avvezzo a queste cose e credo che ha ragione, si dimentica però di dire da buon imprenditore che non credo compri a scatola chiusa , mi sembra che sia la forma usata da Salvestroni (che ha chiesto di vedere i libri) o quella dell’altro Gruppo interessato, che di sua iniziativa e non con scoop giornalistici, ha detto che la trattativa è in corso. Ora si trova con le spalle al muro: non ha più la scusa dei grossetani ingrati, non può dire che nessuno vuole il Grosseto e quindi se non vende deve tirare fuori tanti soldini per vedere qualcuno allo stadio, altrimenti il Grosseto andrà anche a ramengo ma lui ci rimette e come (e a far bene rischierà di svendere).
    Però voglio essere critico con Carlo: sei stato troppo buono, lui ti dà del pennivendolo e offende la tua testata (che guarda caso ha usato spesso per farsi osannare, sapendo che è seguita non solo a Grosseto) e rispondi in tono leggero, sei maremmano, fatti conoscere…..

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