Il mi’ zi’ Orazio, detto “il Sindaco”

*

ZIO ORAZIO

Il mi’ zi’ Orazio era il più giovane di tutti i fratelli, essendo nato nel 1929. Stette nel podere insieme al mi’ zio Erpidio per un po’, poi quando cominciò l’era dell’Ente Maremma iniziò a fare il muratore e poi l’ha fatto per tutta la vita. Mise su una piccola impresa con un paio di manovali e fece lavori un po’ dappertutto qui intorno, ma in particolare con i conti Guicciardini nei poderi e nelle costruzioni agli Acquisti, villa compresa. Fece anche la sopra elevazione, cioè il primo piano, della nostra casa a Braccagni, sopra la ferramenta. A un certo punto si fece casa anche per sè e per le mie cugine Stefania e Cristina, bella e grande, proprio nel centro di Braccagni a trenta metri dalla nostra.

Come qualifica aggiuntiva mio zio Orazio faceva il norcino. Sistemava cioè il maiale dopo averlo ammazzato. Aveva cominciato a farlo al Calvello, quando era ancora contadino e ha continuato a farlo finchè c’è stato qualcuno che l’ha fatto per casa. Poi quando le sciocche leggi hanno complicato la vita, con mille cavilli burocratici di ordine sanitario a chi aveva questo desiderio, il tutto aggiunto a un diverso stile di vita e di mangiare, tutto questo è finito. Penso sia un peccato perché anche questa era una festa per stare insieme in famiglia e per fare i preparati che variavano proprio da norcino a norcino e da famiglia a famiglia, così come in ogni famiglia cambia il sapore del sugo della domenica.

Il mi’ zi’ Orazio era bravo a fare un po’ tutto del maiale. Il limite era più nella tradizione e nell’ambiente che nelle sue possibilità. Per esempio quello che non si faceva mai, tanto non venivano bene, erano i salami. Vuoi perché c’era poca tradizione, vuoi perché ci dovevi mette’ tutta carne scelta e quindi tolta da altre specialità che andavano di più, ma soprattutto perché da noi, sia a Braccagni che agli Acquisti, non ci s’aveva il clima adatto alla stagionatura e alla buona conservazione dei salumi. Anche preparazioni come la spalla o il prosciutto erano a rischio. Si salvava soprattutto quello che si mangiava alla svelta.

Ma una caratteristica particolare del mi’ zi’ Orazio è stata quella derivante sia dal fatto di esse’ rimasto l’unico maschio della genia Pastorelli, sia dal fatto del suo particolare carattere. Infatti un po’ per carattere, molto per educazione di famiglia, è sempre stato quello che ha coltivato i buoni rapporti con tutte le sorelle. E non solo in senso diplomatico, ma anzi proprio in senso quasi di “uomo della famiglia Pastorelli” che doveva vigilare e aiutare i propri membri. È sempre stato il primo ad assistere le sorelle e anche i cognati, quando c’era un problema di salute. Si trattasse di una cosa grave o all’ospedale, ma anche e forse più nei problemi a casa, problemi di vecchiaia, di solitudine, di mancanza di altri aiuti, lui era sempre presente e in prima fila.

Ha sempre avuto notevole e spiccata anche un’altra caratteristica che nei Pastorelli si presenta in maggiore o minore misura, ma sempre c’è: quello di tendere ad essere un po’ introversi e permalosi. Questo aspetto lo conosco bene perché anche mia mamma era così. E anche io, specie per la seconda cosa, mi ci sento dentro. Hai voglia a dire, anche quando ti riconosci un difetto, il massimo che puoi fare è di tentare di modificalo, di ridurlo, ma è più facile a dillo che a fallo. Io so’ già abbastanza contento quando riesco a riconosce che un mio comportamento è sbagliato, o vizioso, o stupido.

Archiviato in: I RICORDI E I PERSONAGGILA VITA DI PAESE

RSSNumero commenti (3)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. Roberto Tonini ha detto:

    Il mi’ zi’ Orazio era il più giovane di tutti i fratelli, essendo nato nel 1929. Stette nel podere insieme al mi’ zio Erpidio per un po’, poi quando cominciò l’era dell’Ente Maremma iniziò a fare il muratore e poi l’ha fatto per tutta la vita. Mise su una piccola impresa con un paio di manovali e fece lavori un po’ dappertutto qui intorno, ma in particolare con i conti Guicciardini nei poderi e nelle costruzioni agli Acquisti, villa compresa. Fece anche la sopra elevazione, cioè il primo piano, della nostra casa a Braccagni, sopra la ferramenta. A un certo punto si fece casa anche per sè e per le mie cugine Stefania e Cristina, bella e grande, proprio nel centro di Braccagni a trenta metri dalla nostra.

    Come qualifica aggiuntiva mio zio Orazio faceva il norcino. Sistemava cioè il maiale dopo averlo ammazzato. Aveva cominciato a farlo al Calvello, quando era ancora contadino e ha continuato a farlo finchè c’è stato qualcuno che l’ha fatto per casa. Poi quando le sciocche leggi hanno complicato la vita, con mille cavilli burocratici di ordine sanitario a chi aveva questo desiderio, il tutto aggiunto a un diverso stile di vita e di mangiare, tutto questo è finito. Penso sia un peccato perché anche questa era una festa per stare insieme in famiglia e per fare i preparati che variavano proprio da norcino a norcino e da famiglia a famiglia, così come in ogni famiglia cambia il sapore del sugo della domenica.

    Il mi’ zi’ Orazio era bravo a fare un po’ tutto del maiale. Il limite era più nella tradizione e nell’ambiente che nelle sue possibilità. Per esempio quello che non si faceva mai, tanto non venivano bene, erano i salami. Vuoi perché c’era poca tradizione, vuoi perché ci dovevi mette’ tutta carne scelta e quindi tolta da altre specialità che andavano di più, ma soprattutto perché da noi, sia a Braccagni che agli Acquisti, non ci s’aveva il clima adatto alla stagionatura e alla buona conservazione dei salumi. Anche preparazioni come la spalla o il prosciutto erano a rischio. Si salvava soprattutto quello che si mangiava alla svelta.

    Ma una caratteristica particolare del mi’ zi’ Orazio è stata quella derivante sia dal fatto di esse’ rimasto l’unico maschio della genia Pastorelli, sia dal fatto del suo particolare carattere. Infatti un po’ per carattere, molto per educazione di famiglia, è sempre stato quello che ha coltivato i buoni rapporti con tutte le sorelle. E non solo in senso diplomatico, ma anzi proprio in senso quasi di “uomo della famiglia Pastorelli” che doveva vigilare e aiutare i propri membri. È sempre stato il primo ad assistere le sorelle e anche i cognati, quando c’era un problema di salute. Si trattasse di una cosa grave o all’ospedale, ma anche e forse più nei problemi a casa, problemi di vecchiaia, di solitudine, di mancanza di altri aiuti, lui era sempre presente e in prima fila.

    Ha sempre avuto notevole e spiccata anche un’altra caratteristica che nei Pastorelli si presenta in maggiore o minore misura, ma sempre c’è: quello di tendere ad essere un po’ introversi e permalosi. Questo aspetto lo conosco bene perché anche mia mamma era così. E anche io, specie per la seconda cosa, mi ci sento dentro. Hai voglia a dire, anche quando ti riconosci un difetto, il massimo che puoi fare è di tentare di modificalo, di ridurlo, ma è più facile a dillo che a fallo. Io so’ già abbastanza contento quando riesco a riconosce che un mio comportamento è sbagliato, o vizioso, o stupido.

  2. mezzolitro ha detto:

    Mi dispiace molto per Orazio, il “Sindaco” mi bacchettava spesso, ma, diceva che lo faceva per il mio bene, perché “quando si vole fà toppe cose, poche o punte e ti riescano bene!”.
    Un saluto a Stefania.
    Che dite, lo metteranno ad affettà il pane anche in Paradiso?

  3. nello ha detto:

    Solo stamane ho appreso la notizia. Che dire del Sindaco: lo conosco da sempre , ma l’ho conosciuto meglio negli anni in cui eravamo insieme nel CPS. Negli anni in comune di vita sociale ho sì riscontrato il suo carattere permaloso, come dice Roberto, ma ho anche riscontrato la sua abnegazione a risolvere tutti i problemi che si creavano all’interno del Centro sia materiali ( e nel caso raramente chiedeva aiuto) che sociali.
    Lassù fatti rispettare come lo facevi qui; sia inalberandoti che, come il più delle volte ti ho visto fare, con la bonarietà che ti ho sempre riconosciuto. Ciao, Sindaco, con l’amico Bruno M. pensa anche lassù al sociale (e come dice Mezzolitro tagliate i pane e gli affettati come facevi in via dei Garibaldini 42)

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.