Il limite alla decenza dell’Università La Sapienza di Roma

Costa Concordia

Poichè l’Italia è un paese dove la indecenza non ha limite, si registra questa nuova notizia di pochi minuti fa dove il comandante Schettino (si, proprio lui, quello della Concordia), si produce in una “lectio magistralis” alla ineffabile Università La Sapienza di Roma e davanti ad un folto pubblico di docenti e studenti in religioso silenzio ad ascoltare gli insegnamenti di come si gestisce una situazione d’emergenza in caso di disastro.

A parte il fatto che il signor Schettino (il quale ha scritto un libro che – incredbilmente – sta diventando un best seller) è scappato dalla nave assieme al suo equipaggio lasciando 3000 e passa persone a salvarsi la vita da sè e senza aiuti ed organizzazione da parte dell’equipaggio, la domanda che sorge è questa: “perchè l’Italia deve sempre dare una immagine così denigrante di sè stessa?”. Per quale ragione ci dobbiamo sempre contraddistinguere per dare spazio a personaggi che dovrebbero essere portati come cattivo esempio e estromessi dalla “società che conta”?

Questo domando a chi legge.

 

commento del Granocchiaio:

………..“Certo è, insomma, che non si è trattato di una lectio magistralis – come tutti vanno urlando – in un luogo storico della cultura nostrana ma di una cosa decisamente diversa. Un seminario a numero chiuso, ma aperto a tutti non solo agli studenti, organizzato sì da un docente della Sapienza nell’ambito di un master ma in un luogo che formalmente non appartiene all’ateneo romano. “Ho scelto quella sede proprio per tenere l’evento il più possibile separato dal contesto universitario” conclude Mastronardi, che a breve dovrà spiegare la faccenda al rettore. Buona fortuna.

Tuttavia voglio andare un po’ oltre. Quasi non m’interessava se la notizia fosse vera o falsa. Com’è evidente, è solo una notizia raccontata molto male, pompata a massicce dosi di botulinismo mediatico. Quel che serve è invece notare che in fondo in un Paese in cui abbiamo invitato in cattedra chiunque, ex terroristi compresi, non c’è nulla da stupirsi.”

tratto da: http://www.wired.it/attualita/media/2014/08/06/se-schettino-sale-cattedra-alla-sapienza/

Pubblicato agosto 6, 2014

consiglio di leggere per intero l’articolo

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  1. Granocchiaio ha detto:

    ………..“Certo è, insomma, che non si è trattato di una lectio magistralis – come tutti vanno urlando – in un luogo storico della cultura nostrana ma di una cosa decisamente diversa. Un seminario a numero chiuso, ma aperto a tutti non solo agli studenti, organizzato sì da un docente della Sapienza nell’ambito di un master ma in un luogo che formalmente non appartiene all’ateneo romano. “Ho scelto quella sede proprio per tenere l’evento il più possibile separato dal contesto universitario” conclude Mastronardi, che a breve dovrà spiegare la faccenda al rettore. Buona fortuna.

    Tuttavia voglio andare un po’ oltre. Quasi non m’interessava se la notizia fosse vera o falsa. Com’è evidente, è solo una notizia raccontata molto male, pompata a massicce dosi di botulinismo mediatico. Quel che serve è invece notare che in fondo in un Paese in cui abbiamo invitato in cattedra chiunque, ex terroristi compresi, non c’è nulla da stupirsi.”

    tratto da: http://www.wired.it/attualita/media/2014/08/06/se-schettino-sale-cattedra-alla-sapienza/
    di Simone Cosimi Giornalista
    Pubblicato agosto 6, 2014

    consiglio di leggere per intero l’articolo

  2. Ric ha detto:

    Leggo adesso, notizia di pochi minuti fa, che la Procura di Grosseto ha chiesto l’acquisizione degli atti sulla lezione tenuta da Schettino e non “lectio magistralis” che invece viene tenuta davanti al Senato Accademico, come invece era sato riferito nel primo servizio giornalistico. Sulla questione è bene che si dica che l’Italia aveva perso la faccia davanti al mondo con il naufragio Costa Concordia ed adesso rischia di passare per paese inaffidabile ed indecente con questo ultimo fatto. Ma personalmente non do’ molta colpa a Schettino che tra avvocati, tecnici, periti di parte da pagare deve trovare il modo per incassare denaro il più presto possibile; ce l’ho con quelle due signore sorridenti che si fanno fotografare con lui durante un party di presentazione del suo ultimo best seller editoriale. Ce l’ho con coloro che organizzano serate a suo nome ed anzi lo indicano come un personaggio che nel mondo può rilanciare il turismo di Sorrento, ce l’ho con quello che ha aiutato Schettino a scrivere il libro per far raccontare la “sua” verità che non c’è, perchè è scappato sugli scogli di Giglio Porto mentre 3000 persone cercavano di salvare le proprie vite ed oltre 300 feriti ed infortunati venivano raccolti con gli elicotteri per essere portati a Grosseto. Ce l’ho sopratutto con questi per la memoria quei 32 sventurati che sono morti in un divertimentificio che era la Costa Concordia e che nessuno – a parte i familiari e gli abitanti del Giglio – si peritano di ricordare.
    Se questa è l’Italia che vogliamo… no comment.

    • Granocchiaio ha detto:

      Forse un’Italia così la vogliono in pochi, ma purtroppo così è l’Italia oggi.
      Probabilmente il criminologo Vincenzo Mastronardi, titolare del master intitolato Dalla scena del crimine al profiling è stato imprudente ad invitarlo a dire la sua. Dopo l’invito” …ho sperato fino alla fine che non si presentasse”. E poi se è stato chiamato a dire la sua perché non pensare che forse poteva essere utile ascoltare chi aveva combinato un disastro some quello della Concordia?

      Una cosa appare chiara: tutto fa audience e tutti portano acqua al proprio molino. Quello che io trovo veramente deleterio è l’ormai conclamata inaffidabilità dei media, giornali, radio o TV che siano. Schettino è un prodotto che rende bene e quindi viene sfruttato come più fa comodo. Tanto ci si guadagna in ogni caso.

      Sempre sui media vorrei porre un altro quesito: che utilità c’è a mostrare in TV la mamma e i parenti stretti dell’accusato per l’omicidio della ragazzina, mentre questi vanno a trovarlo in carcere? Che utilità? Quale etica andare a filmare le loro intimità? Rincorrerli per la strada, fino alla porta di casa……che paese è questo? Che società è questa? In che tempi viviamo?

  3. nello ha detto:

    Granocchiaio davvero credi che sono in pochi a volere l’Italia così? Io penso il contrario: quello che conta per i media è l’audience (per tutti, carta stampata compresa) e, come si diceva a bestia quando un secolo fa ci giocavo, ” piatto ricco mi ci ficco”, cosi fanno gli editori. Se a questo ci aggiungi che tutte queste notizie (Schettino, omicidi e quant’altro) fanno il gioco dei potenti (ora più che mai leggi politici) il gioco è fatto. Quante fregature ci hanno tirato che sono passate sotto silenzio? Calza a pennello il tuo esempio della ragazzina. In piena crisi (ma a dir la verità la situazione è questa da anni) economica, politica e sociale non avendo novità, ad esempio su Schettino, il ministro dell’interno (volutamente in minuscolo) se ne esce con lo scoop dell’arresto dell’omicida (che al di là dei molteplici indizi che ancora, a 55 gg, non ne fanno una prova certa) della ragazzina, giù videate e paginate, via al gusto morboso della notizia e via, anche, a nuove fregature per me, mi par di capire, anche te che ce ne freghiamo di queste notizie, ma soprattutto per l’Italia. Dimenticavo, ma ciò rafforza le mie convinzioni, gli inquirenti sul caso Yara andarono in bestia perché la mossa del ministro li spiazzò: dovettero fare di necessità virtù, cioè accelerare i tempi e metodi dell’inchiesta, cosa che ha portato , credo, allo stallo per il risultato finale.

    • Granocchiaio ha detto:

      Mi pare che sostanzialmente siamo d’accordo su molti punti. Vorrei fare una piccola rettifica al tuo dire: “fanno il gioco dei potenti (ora più che mai leggi politici)”. Lontano da me difendere gli indifendibili politici, ma purtroppo dobbiamo ammettere che la frase più giusta dovrebbe essere “fanno il gioco dei SOLITI FURBI”.

      Si perché questo avviene a tutti i livelli, da quelli più alti a quelli meno, alti, da quelli non troppo bassi a quelli terra terra, cioè a quelli che praticano la virtù nazionale riconosciutaci universalmente: l’arte di arrangiarsi! Mai cosa è stata più fraintesa. Citata come virtù nessuno ha fatto caso che poteva essere letta come fatto negativo a sottolineare un popolo non di persone coerenti, corrette e probe, ma di guitti pronti a essere più furbi di un altro.

      I miei nipotini mi chiedono spesso come mai il telegiornale parla di cose brutte: ammazzamenti piuttosto che truffe, guerre e ruberie. Ho provato a spiegarlo, ma non mi sono piaciuto. Mi pareva di giustificare quei loschi e prezzolati personaggi che rincorrano fino sul’uscio di casa persone in qualche maniera riconducibili ai soggetti titolari della notizia. Senza alcun ritegno, rispetto o semplice educazione verso di loro. Al solo scopo del bene supremo del loro portafoglio e dei loro mandanti.

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