Quest’anno 3 premi per Braccagni.info giovani 2014: Pietro Pimpinelli

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Premio Braccagni.info a Pietro Pimpinelli

Premio Braccagni.info a Pietro Pimpinelli

Pietro e Laura

Pietro e Laura

Quest’anno abbiamo voluto premiare non solo un personaggio che ha fatto in qualche maniera la storia del paese, ma anche tre giovani, se così si può dire, che la storia la stanno facendo.

Tre persone che rappresentano tre diversi settori produttivi, e cioè l’Agricoltura, l’Industria e l’Artigianato.

Tre storie diverse per la diversa personalità degli attori e per il loro diverso specifico campo di azione. Una cosa però hanno in comune, e cioè il fatto che ognuno di loro il proprio lavoro, il loro destino, se lo sono cercato. Non si son messi ad aspettare che qualcosa piovesse dal cielo. Questo può chiamarsi imprenditoria, ma anche voglia di fare, di provarci. Nessuno di loro ha letto nei libri di scuola o in qualche manuale cosa potevano o dovevano fare per raggiungere i loro obbiettivi. A tutti si può dire che il loro avvenire se lo sono cercato e costruito pezzo dopo pezzo, passo dopo passo. Provando e sperimentando in proprio. Pagando in proprio con i rischi connessi. Rischi di insuccesso e rischi economici e finanziari.

In questo momento così difficile dell’economia, sia a livello nazionale che internazionale, nessuno di loro si è messo ad aspettare che qualcuno fornisse loro la soluzione, o magari un bel posto fisso. Tutti e tre non appartengono certo alla categoria dei cosiddetti “bamboccioni”, coloro cioè che bivaccano in casa mantenuti dai genitori a tempo indeterminato.

In effetti io credo che il loro esempio non è tanto il successo che più o meno tutti hanno raggiunto, quanto l’iniziativa che ciascuno ha saputo prendere con spirito, con coraggio, con serietà e tutto sommato con una bella dose di ottimismo.

Sono loro che devono essere presi ad esempio, non i discorsi e l’aria fritta e includente che si sente blaterare nei mass media.

Certamente non si può pretendere che ogni ragazzo debba per forza prendere la strada dell’imprenditoria. Ma sarebbe già sufficiente il fatto di avere la volontà di cercare di costruirsi un futuro con le proprie forze, cercando e provando, e non aspettando regali dalla Befana o da Babbo Natale. Soluzioni di questo genere non sono mai state il rimedio per il proprio futuro.

Anche sui modelli di sviluppo e di possibilità di impiego si può prendere l’esempio da questi ragazzi oggi premiati.

Continuo a chiamarli ragazzi anche se ognuno di loro ha una bella famiglia già formata.

Non si sono adagiati su percorsi scritti e stabiliti. Ognuno di loro si è cercato il lavoro dove poi meglio si è potuto poi esprimere.

Purtroppo spesso un male comune è rappresentato più dalle invidie per i successi altrui, mentre invece andrebbero lodati e indicati ai giovani come esempio di impegno proprio, per la propria famiglia, ma in fondo anche per la comunità tutta.

Partiamo con il primo, il più giovane:

Pietro Pimpinelli

Pietro nasce nel 1973. Infanzia e adolescenza che mostrano di che pasta è fatto. Potremmo dire ispo e vivace, ma per deifinirlo esattamente forse ci vorrebbe un piccolo trattato. Termina gli studi al Liceo Scientifico con un curriculum già marcato dal suo carattere spumeggiante. Fa il suo regolare servizio militare nei Granatieri di Sardegna. Rientra a casa e come primo lavoro fa la vendita porta a porta di PC. Una bella gavetta quella del porta a porta, ma riesce a divenire in poco tempo il primo venditore di tutta la Toscana. Peccato che poi scopra che la società per cui lavorava non fosse una ditta così limpida e cristallina.

Forse per purgarsi va a raccogliere i pomodori nell’azienda agricola dei Borgia per passare poi al frantoio di Montepescali con Leone Fiorilli. Anche lì la scalata è rapida e conquista la stima di Leone moltiplicandogli in poco tempo i clienti del frantoio.

È li che entra per la prima volta in contatto con il settore smaltimento e rifiuti nella ditta dei figli di Leone, la ditta ITALAMBIENTE. Parte come operaio per divenire poco dopo collaboratore e infine dirigente.

Pensa di mettersi in proprio e richiede la LICENZA PER I RIFIUTI SPECIALI. Autorizzazione che richiede più di due anni per essere concessa. E allora si arrangia buttandosi nel settore traslochi. In particolare nei traslochi di materassi che periodicamente le legittime proprietarie dovevano portarsi dietro.

E nasce la PIETRINO TRASLOCHI, un affare legalmente autorizzato. Pubblicità a tappeto su Arturo e adesivi che Stella Tonini l’aiuta a realizzare.

Riesce ad ottenere la LICENZA CATEGORIA 1  per i Rifiuti Urbani. Quelli per il cui svolgimento ci vuole mezzi da un costo stratosferico. Poi leggendo meglio la licenza vede che è autorizzato anche per i rifiuti dei Cimiteri. Si aggiudica quindi un lavoro nel comune di Fauglie. La squadra è composta da lui, dal becchino, da un senegalese, un diversamente abile e da un egiziano. Si prepara a trasportare marmi,lapidi e simili e si accorge però che deve trasportare anche le ossa dei defunti. E allora si spiega la formazione variopinta della sua squadra. Ma scopre anche che è un vero affare perché nessuno ha piacere di farlo.

Frattanto riesce ad ottenere la LICENZA PER I RIFIUTI AGRICOLI.

Il dinamismo e l’efficacia del suo lavoro si concretizza in un consolidamento del volume di affari tanto che per i primi anni questo raddoppia ad ogni esercizio, fino a stabilizzarsi a livelli molto interessanti. Anche con l’avvento dell’euro l’aumento del volume di affari è sempre interessante, fino stabilizzarsi a livelli di tutto rispetto. Tanto da impegnare una 25ina di operai per tutto l’anno e una 40ina a tempo determinato per i vari periodi di punta.

Un salto importantissimo della sua carriera l’ottiene riuscendo ad entrare nella super  selezionata cerchia dei fornitori Ufficiale del Vaticano.

Vero che deve preliminarmente sottostare ad una prescrizione per il taglio dei capelli, la cura della barba e l’uso più lindo del suo linguaggio.

Nel 2011 ricevimenti esclusivi per lui e per la sua famiglia in Vaticano confermano la fiducia che ha saputo conquistarsi in un ambito non certo alla portata di tutti.

Valente poeta estemporaneo forse sta stretto dentro il recinto di musiche e di canti. Meglio farlo parlare in prosa: chi meglio di lui stesso può definire Pietro Pimpinelli, detto il Teti?

Entro in casa trovo Laurina rilassata che sotto il casco si fa le unghie e pensa ridendo alla bambina in arrivo.

Oh grande Dio proteggila.

Oh crisi di merda ti affronto in campo aperto te mi minacci di farmi fallire e di rubarmi tutti i sogni e la felicita’
io ti bombardo spiritualmente con il quarto figliolo in arrivo,una bambina maremmana agguerrita.

Lei e’ Laura Venturi detta ” il comandante supremo “

io sono pietro pimpinelli detto il teti il mio slogan e’ :

unmollouncazzomai
fanculo la crisi
vinceremos

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Quest’anno 3 premi per braccagni.info giovani 2014

    Quest’anno abbiamo voluto premiare non solo un personaggio che ha fatto in qualche maniera la storia del paese, ma anche tre giovani, se così si può dire, che la storia la stanno facendo.

    Tre persone che rappresentano tre diversi settori produttivi, e cioè l’Agricoltura, l’Industria e l’Artigianato.

    Tre storie diverse per la diversa personalità degli attori e per il loro diverso specifico campo di azione. Una cosa però hanno in comune, e cioè il fatto che ognuno di loro il proprio lavoro, il loro destino, se lo sono cercato. Non si son messi ad aspettare che qualcosa piovesse dal cielo. Questo può chiamarsi imprenditoria, ma anche voglia di fare, di provarci. Nessuno di loro ha letto nei libri di scuola o in qualche manuale cosa potevano o dovevano fare per raggiungere i loro obbiettivi. A tutti si può dire che il loro avvenire se lo sono cercato e costruito pezzo dopo pezzo, passo dopo passo. Provando e sperimentando in proprio. Pagando in proprio con i rischi connessi. Rischi di insuccesso e rischi economici e finanziari.

    In questo momento così difficile dell’economia, sia a livello nazionale che internazionale, nessuno di loro si è messo ad aspettare che qualcuno fornisse loro la soluzione, o magari un bel posto fisso. Tutti e tre non appartengono certo alla categoria dei cosiddetti “bamboccioni”, coloro cioè che bivaccano in casa mantenuti dai genitori a tempo indeterminato.

    In effetti io credo che il loro esempio non è tanto il successo che più o meno tutti hanno raggiunto, quanto l’iniziativa che ciascuno ha saputo prendere con spirito, con coraggio, con serietà e tutto sommato con una bella dose di ottimismo.

    Sono loro che devono essere presi ad esempio, non i discorsi e l’aria fritta e includente che si sente blaterare nei mass media.

    Certamente non si può pretendere che ogni ragazzo debba per forza prendere la strada dell’imprenditoria. Ma sarebbe già sufficiente il fatto di avere la volontà di cercare di costruirsi un futuro con le proprie forze, cercando e provando, e non aspettando regali dalla Befana o da Babbo Natale. Soluzioni di questo genere non sono mai state il rimedio per il proprio futuro.

    Anche sui modelli di sviluppo e di possibilità di impiego si può prendere l’esempio da questi ragazzi oggi premiati.

    Continuo a chiamarli ragazzi anche se ognuno di loro ha una bella famiglia già formata.

    Non si sono adagiati su percorsi scritti e stabiliti. Ognuno di loro si è cercato il lavoro dove poi meglio si è potuto poi esprimere.

    Purtroppo spesso un male comune è rappresentato più dalle invidie per i successi altrui, mentre invece andrebbero lodati e indicati ai giovani come esempio di impegno proprio, per la propria famiglia, ma in fondo anche per la comunità tutta.

    Partiamo con il primo, il più giovane:

    Pietro Pimpinelli

    Pietro nasce nel 1973. Infanzia e adolescenza che mostrano di che pasta è fatto. Potremmo dire ispo e vivace, ma per deifinirlo esattamente forse ci vorrebbe un piccolo trattato. Termina gli studi al Liceo Scientifico con un curriculum già marcato dal suo carattere spumeggiante. Fa il suo regolare servizio militare nei Granatieri di Sardegna. Rientra a casa e come primo lavoro fa la vendita porta a porta di PC. Una bella gavetta quella del porta a porta, ma riesce a divenire in poco tempo il primo venditore di tutta la Toscana. Peccato che poi scopra che la società per cui lavorava non fosse una ditta così limpida e cristallina.

    Forse per purgarsi va a raccogliere i pomodori nell’azienda agricola dei Borgia per passare poi al frantoio di Montepescali con Leone Fiorilli. Anche lì la scalata è rapida e conquista la stima di Leone moltiplicandogli in poco tempo i clienti del frantoio.

    È li che entra per la prima volta in contatto con il settore smaltimento e rifiuti nella ditta dei figli di Leone, la ditta ITALAMBIENTE. Parte come operaio per divenire poco dopo collaboratore e infine dirigente.

    Pensa di mettersi in proprio e richiede la LICENZA PER I RIFIUTI SPECIALI. Autorizzazione che richiede più di due anni per essere concessa. E allora si arrangia buttandosi nel settore traslochi. In particolare nei traslochi di materassi che periodicamente le legittime proprietarie dovevano portarsi dietro.

    E nasce la PIETRINO TRASLOCHI, un affare legalmente autorizzato. Pubblicità a tappeto su Arturo e adesivi che Stella Tonini l’aiuta a realizzare.

    Riesce ad ottenere la LICENZA CATEGORIA 1 per i Rifiuti Urbani. Quelli per il cui svolgimento ci vuole mezzi da un costo stratosferico. Poi leggendo meglio la licenza vede che è autorizzato anche per i rifiuti dei Cimiteri. Si aggiudica quindi un lavoro nel comune di Fauglie. La squadra è composta da lui, dal becchino, da un senegalese, un diversamente abile e da un egiziano. Si prepara a trasportare marmi,lapidi e simili e si accorge però che deve trasportare anche le ossa dei defunti. E allora si spiega la formazione variopinta della sua squadra. Ma scopre anche che è un vero affare perché nessuno ha piacere di farlo.

    Frattanto riesce ad ottenere la LICENZA PER I RIFIUTI AGRICOLI.

    Il dinamismo e l’efficacia del suo lavoro si concretizza in un consolidamento del volume di affari tanto che per i primi anni questo raddoppia ad ogni esercizio, fino a stabilizzarsi a livelli molto interessanti. Anche con l’avvento dell’euro l’aumento del volume di affari è sempre interessante, fino stabilizzarsi a livelli di tutto rispetto. Tanto da impegnare una 25ina di operai per tutto l’anno e una 40ina a tempo determinato per i vari periodi di punta.

    Un salto importantissimo della sua carriera l’ottiene riuscendo ad entrare nella super selezionata cerchia dei fornitori Ufficiale del Vaticano.

    Vero che deve preliminarmente sottostare ad una prescrizione per il taglio dei capelli, la cura della barba e l’uso più lindo del suo linguaggio.

    Nel 2011 ricevimenti esclusivi per lui e per la sua famiglia in Vaticano confermano la fiducia che ha saputo conquistarsi in un ambito non certo alla portata di tutti.

    Valente poeta estemporaneo forse sta stretto dentro il recinto di musiche e di canti. Meglio farlo parlare in prosa: chi meglio di lui stesso può definire Pietro Pimpinelli, detto il Teti?

    Entro in casa trovo Laurina rilassata che sotto il casco si fa le unghie e pensa ridendo alla bambina in arrivo.

    Oh grande Dio proteggila.

    Oh crisi di merda ti affronto in campo aperto te mi minacci di farmi fallire e di rubarmi tutti i sogni e la felicita’
    io ti bombardo spiritualmente con il quarto figliolo in arrivo,una bambina maremmana agguerrita.

    Lei e’ Laura Venturi detta ” il comandante supremo ”

    io sono pietro pimpinelli detto il teti il mio slogan e’ :

    unmollouncazzomai
    fanculo la crisi
    vinceremos

  2. mezzolitro ha detto:

    Secondo me hai tralasciato l’aspetto più importante del Teti, sapeva giocà a pallone davvero bene, certo poteva fà il fenomeno quanto gli pare perché oramai m’ero ritirato…

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