Buona Pasqua

Quest’anno 3 premi per Braccagni.info giovani 2014: Edo Galli

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Premio Braccagni.info 2014 a Edo Galli

Premio Braccagni.info 2014 a Edo Galli

Edo Galli

Edo Galli

Quest’anno abbiamo voluto premiare non solo un personaggio che ha fatto in qualche maniera la storia del paese, ma anche tre giovani, se così si può dire, che la storia la stanno facendo.

Tre persone che rappresentano tre diversi settori produttivi, e cioèl’Agricoltura, l’Industria e l’Artigianato.

Tre storie diverse per la diversa personalità degli attori e per il loro diverso specifico campo di azione. Una cosa però hanno in comune, e cioè il fatto che ognuno di loro il proprio lavoro, il loro destino, se lo sono cercato. Non si son messi ad aspettare che qualcosa piovesse dal cielo. Questo può chiamarsi imprenditoria, ma anche voglia di fare, di provarci. Nessuno di loro ha letto nei libri di scuola o in qualche manuale cosa potevano o dovevano fare per raggiungere i loro obbiettivi. A tutti si può dire che il loro avvenire se lo sono cercato e costruito pezzo dopo pezzo, passo dopo passo. Provando e sperimentando in proprio. Pagando in proprio con i rischi connessi. Rischi di insuccesso e rischi economici e finanziari.

In questo momento così difficile dell’economia, sia a livello nazionale che internazionale, nessuno di loro si è messo ad aspettare che qualcuno fornisse loro la soluzione, o magari un bel posto fisso. Tutti e tre non appartengono certo alla categoria dei cosiddetti “bamboccioni”, coloro cioè che bivaccano in casa mantenuti dai genitori a tempo indeterminato.

In effetti io credo che il loro esempio non è tanto il successo che più o meno tutti hanno raggiunto, quanto l’iniziativa che ciascuno ha saputo prendere con spirito, con coraggio, con serietà e tutto sommato con una bella dose di ottimismo.

Sono loro che devono essere presi ad esempio, non i discorsi e l’aria fritta e includente che si sente blaterare nei mass media.

Certamente non si può pretendere che ogni ragazzo debba per forza prendere la strada dell’imprenditoria. Ma sarebbe già sufficiente il fatto di avere la volontà di cercare di costruirsi un futuro con le proprie forze, cercando e provando, e non aspettando regali dalla Befana o da Babbo Natale. Soluzioni di questo genere non sono mai state il rimedio per il proprio futuro.

Anche sui modelli di sviluppo e di possibilità di impiego si può prendere l’esempio da questi ragazzi oggi premiati.

Continuo a chiamarli ragazzi anche se ognuno di loro ha una bella famiglia già formata.

Non si sono adagiati su percorsi scritti e stabiliti. Ognuno di loro si è cercato il lavoro dove poi meglio si è potuto poi esprimere.

Purtroppo spesso un male comune è rappresentato più dalle invidie per i successi altrui, mentre invece andrebbero lodati e indicati ai giovani come esempio di impegno proprio, per la propria famiglia, ma in fondo anche per la comunità tutta.

 

Parliamo del secondo, Edo Galli

Primo gemello nato il 27 novembre del 1963. Il gemellone si chiama Enrico. Figli di Flora Paladini e Silvestro Galli.

Edo ha in se il tutto e il contrario di tutto. Ama sensa riserve il suo paese, la sua terra, le sue genti, i mestieri, le tradizioni. Ma ha anche uno spirito libero che lo proietta in orizzonti sempre più alti e non incatenati nelle piccole e spesso anguste vie che il paese gli offre.

Basta guardare per sommi capi il suo tragitto formativo.

Dopo le media sceglie l’Istituo Professionale per l’Agricoltura (2 anni più uno di specializzazione) convinto in questa scelta perché risultarebbe che qui si può studiare meno. In questo periodo si sente più portato a sognare che a studiare.

A fine anni 70, il 30 Aprile 1979 partecipa alla fondazione di un Gruppo Tradizioni Popolari, nato sull’onda di un nuovo gruppo di maggerini e intitolato poi a suo babbo Silvestro grandissimo amante dei Canti del maggio.

Onde evitare la lunga leva nella Marina sceglie di fare il serivizio militare a Firenze nella Polizia, 8°Reparto Celere.  Siamo nel 1982 – 83. Durante il militare segue un corso da vetrinista, stimolato dalla zia Pasquina. Sceglie di non restare in polizia e ricerca la sua strada in Maremma tra la sua gente. Torna a lavorare da Albo Ciurli, valente muratore e imprenditore edile, dove aveva già lavorato un po’ prima di partire. Lavora di mestola ma il suo estro lo esprime nell’allestimento delle vetrine di citta e della provincia, sua è la prima vetrina animata a Follonica nel 1989.

Già questa prima scelta ci dice che gli studi in agraria non erano per lui una vera vocazione, ma nell’85 con altri nove soci tra cui suo fratello Enrico e Claudio Cappuccini costituisce la Cooperativa Spazio Verde, dedicandosi nella gestione privata e pubblica del verde cittadino. L’incidente alla mano sinistra lo convince a mollare quel percorso e a fare altre esperienze nel mondo della moda in alcuni negozi della città e della provincia. Nei primi anni ‘90 lo troviamo a Punta Ala a gestire e lavorare in alcuni bar della rinomata località turistica. Essendo un lavoro stagionale gli permette di ricercare e sperimentare altre vie passionali e lavorative. E’ questo un periodo di ricerca anche individuale ma anche un periodo di fermento culturale in paese con il Gruppo Tradizioni Popolari, La Sentinella del Braccagni, i raduni dei canti del maggio.

Lavora d’inverno con suo fratello e nel frattempo frequenta come uditore le lezioni di antropologia culturale e storia delle tradizioni popolari all’università di Siena. Collabora con il Gruppo ma anche personalmente con l’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana, firma numerosi documentari sulla storia e le tradizioni locali, vince il premio documentari al Maremma Doc Festival di Pitigliano nel 1996 con un film su Felice Andreis, in collaborazione con l’Associazione italiana di Cinematografia Scientifica. Cataloga numerose collezioni di oggetti della cultura materiale e per la Regione Toscana riordina l’Archivio fotografico e filmico dell’ente Maremma. Allestisce il museo della collezione Roberto Ferretti alla Grancia di Spadino e partecipa alle numerose ricerche, pubblicazioni e mostre dell’Archivio.

La svolta arriva quando si  sentì escluso dalla coop.va edile che suo fratello e Marcello Tavarnesi costituirono. Iniziò allora un percorso sulla strada del fuoco, alcune esperienze precedenti lo stimolarono ad intraprendere questa ricerca sull’evoluzione dei fumi nella costruzione di grandi focolari, prima seguendo il Turbanti noto fumista locale poi aggiunge studi personali e corsi specializzati. Si appassiona con calore a questa nuova esperienza che forse cercava da tempo. Progetta e realizza camini, focolari e forni in tutta la Toscana e non solo, E’ un lavoro nuovo e antico allo stesso tempo. Oggi chi fa lavori simili li fa come Installatore, magari per macchinari o manufatti già pronti. Mentre lui o lavora su recuperi di vecchie e antiche strutture o progetta nuove realizzazioni con il sistema tradizionale e materiale di recupero. È così che oggi è un signor ARTIGIANO FUMISTA, iscritto all’A.N.FU.S., l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini, di cui è Responsabile Regionale

Con queste premesse appare allora normale trovare suoi articoli come sulla rivista CASANTICA dove nella rubrica “Antichi focolari” racconta e illustra la sua esperienza lavorativa, la sua ricerca storica, la sua testimonianza. Tra quelli visti ricordo il restauro del forno della tenuta di Lattaia, un focarile “alla fratina” di casa Bernabei a Roccastrada, e la testimonianza di un focolare con tiraggio “a fiamma inversa” in casa Guariglia a San Mauro Cilento.

Nel 2007 partecipa ad un progetto di Piero Picchi stravagante e coinvolgente: “coccodrail du desert” opra d’arte in viaggio dalla Maremma al Marocco e ritorno con clandestini. Installano sulla Land Rover di Edo un coccodrillo rosso, opera multipla di Omar Ronda realizzata in plastica riciclata, della Kracking Art groop, con questo motto: “Pensa alla vita futura, riciclare la plastica l’aiuterà”. L’operazione viene sponsorizzata dal fiorentino caffè storico letterario “Le giubbe rosse”.

Nel 2009 realizza il progetto “MAREMMA CINEBUS” sull’onda e in ricordo dei Cinebus realizzati dall’Ente Maremma nei primi anni ’50 quando un’auto girava per i poderi della campagna  appena appoderata proiettando film proprio su questa fase storica nei nostri territori. Recuperati quei filmati compie di nuovo questi tragitti con proiezioni volanti nelle campagne maremmane.

In questo contesto viene anche proiettato lo stupendo e originale film di Ermanno Olmi “Terra Madre” realizzato con Slow Food Italia di Carlo Petrini sul grande tema del cibo e  sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate.

Lo troviamo sempre in prima linea per l’ambiente e il suo territorio.

Il resto è tutto in divenire, come nel suo stile.

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Edo Galli

    Primo gemello nato il 27 novembre del 1963. Il gemellone si chiama Enrico. Figli di Flora Paladini e Silvestro Galli.

    Edo ha in se il tutto e il contrario di tutto. Ama sensa riserve il suo paese, la sua terra, le sue genti, i mestieri, le tradizioni. Ma ha anche uno spirito libero che lo proietta in orizzonti sempre più alti e non incatenati nelle piccole e spesso anguste vie che il paese gli offre.

    Basta guardare per sommi capi il suo tragitto formativo.

    Dopo le media sceglie l’Istituo Professionale per l’Agricoltura (2 anni più uno di specializzazione) convinto in questa scelta perché risultarebbe che qui si può studiare meno. In questo periodo si sente più portato a sognare che a studiare.

    A fine anni 70, il 30 Aprile 1979 partecipa alla fondazione di un Gruppo Tradizioni Popolari, nato sull’onda di un nuovo gruppo di maggerini e intitolato poi a suo babbo Silvestro grandissimo amante dei Canti del maggio.

    Onde evitare la lunga leva nella Marina sceglie di fare il serivizio militare a Firenze nella Polizia, 8°Reparto Celere. Siamo nel 1982 – 83. Durante il militare segue un corso da vetrinista, stimolato dalla zia Pasquina. Sceglie di non restare in polizia e ricerca la sua strada in Maremma tra la sua gente. Torna a lavorare da Albo Ciurli, valente muratore e imprenditore edile, dove aveva già lavorato un po’ prima di partire. Lavora di mestola ma il suo estro lo esprime nell’allestimento delle vetrine di citta e della provincia, sua è la prima vetrina animata a Follonica nel 1989.

    Già questa prima scelta ci dice che gli studi in agraria non erano per lui una vera vocazione, ma nell’85 con altri nove soci tra cui suo fratello Enrico e Claudio Cappuccini costituisce la Cooperativa Spazio Verde, dedicandosi nella gestione privata e pubblica del verde cittadino. L’incidente alla mano sinistra lo convince a mollare quel percorso e a fare altre esperienze nel mondo della moda in alcuni negozi della città e della provincia. Nei primi anni ‘90 lo troviamo a Punta Ala a gestire e lavorare in alcuni bar della rinomata località turistica. Essendo un lavoro stagionale gli permette di ricercare e sperimentare altre vie passionali e lavorative. E’ questo un periodo di ricerca anche individuale ma anche un periodo di fermento culturale in paese con il Gruppo Tradizioni Popolari, La Sentinella del Braccagni, i raduni dei canti del maggio.

    Lavora d’inverno con suo fratello e nel frattempo frequenta come uditore le lezioni di antropologia culturale e storia delle tradizioni popolari all’università di Siena. Collabora con il Gruppo ma anche personalmente con l’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana, firma numerosi documentari sulla storia e le tradizioni locali, vince il premio documentari al Maremma Doc Festival di Pitigliano nel 1996 con un film su Felice Andreis, in collaborazione con l’Associazione italiana di Cinematografia Scientifica. Cataloga numerose collezioni di oggetti della cultura materiale e per la Regione Toscana riordina l’Archivio fotografico e filmico dell’ente Maremma. Allestisce il museo della collezione Roberto Ferretti alla Grancia di Spadino e partecipa alle numerose ricerche, pubblicazioni e mostre dell’Archivio.

    La svolta arriva quando si sentì escluso dalla coop.va edile che suo fratello e Marcello Tavarnesi costituirono. Iniziò allora un percorso sulla strada del fuoco, alcune esperienze precedenti lo stimolarono ad intraprendere questa ricerca sull’evoluzione dei fumi nella costruzione di grandi focolari, prima seguendo il Turbanti noto fumista locale poi aggiunge studi personali e corsi specializzati. Si appassiona con calore a questa nuova esperienza che forse cercava da tempo. Progetta e realizza camini, focolari e forni in tutta la Toscana e non solo, E’ un lavoro nuovo e antico allo stesso tempo. Oggi chi fa lavori simili li fa come Installatore, magari per macchinari o manufatti già pronti. Mentre lui o lavora su recuperi di vecchie e antiche strutture o progetta nuove realizzazioni con il sistema tradizionale e materiale di recupero. È così che oggi è un signor ARTIGIANO FUMISTA, iscritto all’A.N.FU.S., l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini, di cui è Responsabile Regionale

    Con queste premesse appare allora normale trovare suoi articoli come sulla rivista CASANTICA dove nella rubrica “Antichi focolari” racconta e illustra la sua esperienza lavorativa, la sua ricerca storica, la sua testimonianza. Tra quelli visti ricordo il restauro del forno della tenuta di Lattaia, un focarile “alla fratina” di casa Bernabei a Roccastrada, e la testimonianza di un focolare con tiraggio “a fiamma inversa” in casa Guariglia a San Mauro Cilento.

    Nel 2007 partecipa ad un progetto di Piero Picchi stravagante e coinvolgente: “coccodrail du desert” opra d’arte in viaggio dalla Maremma al Marocco e ritorno con clandestini. Installano sulla Land Rover di Edo un coccodrillo rosso, opera multipla di Omar Ronda realizzata in plastica riciclata, della Kracking Art groop, con questo motto: “Pensa alla vita futura, riciclare la plastica l’aiuterà”. L’operazione viene sponsorizzata dal fiorentino caffè storico letterario “Le giubbe rosse”.

    Nel 2009 realizza il progetto “MAREMMA CINEBUS” sull’onda e in ricordo dei Cinebus realizzati dall’Ente Maremma nei primi anni ’50 quando un’auto girava per i poderi della campagna appena appoderata proiettando film proprio su questa fase storica nei nostri territori. Recuperati quei filmati compie di nuovo questi tragitti con proiezioni volanti nelle campagne maremmane.

    In questo contesto viene anche proiettato lo stupendo e originale film di Ermanno Olmi “Terra Madre” realizzato con Slow Food Italia di Carlo Petrini sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate.

    Lo troviamo sempre in prima linea per l’ambiente e il suo territorio.

    Il resto è tutto in divenire, come nel suo stile.

  2. mezzolitro ha detto:

    Sì, lo riconosco, è Edo.

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