Quest’anno 3 premi per Braccagni.info giovani 2014: Mario Balestri

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Premio Braccagni.info 2014 a mario Balestri

Premio Braccagni.info 2014 a mario Balestri

Mario Balestri

Mario Balestri

Quest’anno abbiamo voluto premiare non solo un personaggio che ha fatto in qualche maniera la storia del paese, ma anche tre giovani, se così si può dire, che la storia la stanno facendo.

Tre persone che rappresentano tre diversi settori produttivi, e cioèl’Agricoltura, l’Industria e l’Artigianato.

Tre storie diverse per la diversa personalità degli attori e per il loro diverso specifico campo di azione. Una cosa però hanno in comune, e cioè il fatto che ognuno di loro il proprio lavoro, il loro destino, se lo sono cercato. Non si son messi ad aspettare che qualcosa piovesse dal cielo. Questo può chiamarsi imprenditoria, ma anche voglia di fare, di provarci. Nessuno di loro ha letto nei libri di scuola o in qualche manuale cosa potevano o dovevano fare per raggiungere i loro obbiettivi. A tutti si può dire che il loro avvenire se lo sono cercato e costruito pezzo dopo pezzo, passo dopo passo. Provando e sperimentando in proprio. Pagando in proprio con i rischi connessi. Rischi di insuccesso e rischi economici e finanziari.

In questo momento così difficile dell’economia, sia a livello nazionale che internazionale, nessuno di loro si è messo ad aspettare che qualcuno fornisse loro la soluzione, o magari un bel posto fisso. Tutti e tre non appartengono certo alla categoria dei cosiddetti “bamboccioni”, coloro cioè che bivaccano in casa mantenuti dai genitori a tempo indeterminato.

In effetti io credo che il loro esempio non è tanto il successo che più o meno tutti hanno raggiunto, quanto l’iniziativa che ciascuno ha saputo prendere con spirito, con coraggio, con serietà e tutto sommato con una bella dose di ottimismo.

Sono loro che devono essere presi ad esempio, non i discorsi e l’aria fritta e includente che si sente blaterare nei mass media.

Certamente non si può pretendere che ogni ragazzo debba per forza prendere la strada dell’imprenditoria. Ma sarebbe già sufficiente il fatto di avere la volontà di cercare di costruirsi un futuro con le proprie forze, cercando e provando, e non aspettando regali dalla Befana o da Babbo Natale. Soluzioni di questo genere non sono mai state il rimedio per il proprio futuro.

Anche sui modelli di sviluppo e di possibilità di impiego si può prendere l’esempio da questi ragazzi oggi premiati.

Continuo a chiamarli ragazzi anche se ognuno di loro ha una bella famiglia già formata.

Non si sono adagiati su percorsi scritti e stabiliti. Ognuno di loro si è cercato il lavoro dove poi meglio si è potuto poi esprimere.

Purtroppo spesso un male comune è rappresentato più dalle invidie per i successi altrui, mentre invece andrebbero lodati e indicati ai giovani come esempio di impegno proprio, per la propria famiglia, ma in fondo anche per la comunità tutta.

Parliamo del  terzo, Mario Balestri

 

Mario Balestri

Lavora fin da ragazzo nel podere con babbo Ivano e la mamma Gina Bernardini. Ma è a partire dall’83, a 20 anni, che comincia a mettere il naso fuori dal suo poderetto dell’Ente Maremma. Il podere è piccolo, 7 ettari, come molti altri, e se si vuol fare qualcosa di più si deve avere più terreno.

Comincia così a lavorare i terreni confinati delle Opere Pie. Sono un centinaio di ettari che lavora a barbabietole, a girasole ma anche un po’ di pomodoro. E già qui inizia ad avere bisogno di personale, almeno 4 o 5 avventizi spalmati durante l’anno a seconda delle necessità. Il resto delle necessita lavorative lo fa con il classico “scambio lavoro” con i contadini del nostro territorio.

Si fa le ossa e tanta esperienza. E scopre così che lavorare la terra non è la cosa più difficile. E forse nemmeno piazzare il prodotto. Le difficoltà sono quelle di capire verso dove si stanno indirizzando il mercato e quindi le culture più redditizie che sono da fare. Ma ci sono altre difficoltà, non ultime quelle di potenziare il parco macchine e le relative strutture. Ma quelle che veramente sono un supplizio interminabile sono le infinite leggi, leggine, regolamenti e quanto di più deleterio sui può pensare per ostacolare chi vuol lavorare. Perché a queste legge fa riscontro un esercito di burocrati pronti a complicarti la vita cercando non di andare verso soluzioni che incoraggino e facilitino il lavoro, ma esattamente al contrario. Complicazioni e interpretazioni restrittive fino alle più esagerate e assurde prescrizioni.

Anche questo deve imparare presto Mario, perché senza queste non si va da nessuna parte. Ma non si scoraggia e i vari successi lo portano ad un importante passo. Quello che veramente determina un definitivo salto di qualità. E cioè l’acquisizione dei terreni dei Poderi Nuovi allora proprietà dei Grottanelli. Racconta Mario della correttezza riscontrata nell’occasione sia da parte di Alberto Barbacci, allora fattore dell’azienda, quanto del conte Gualtiero che con comprensione lo ha accompagnato nel tragitto non semplice dell’acquisto. Mi racconta a testimonianza di ciò che l’affare si concluse dopo due anni, e per due anni il preliminare di vendita era stato ufficializzato con una semplice stretta di mano. Il che la dice lunga sulla qualità degli intervenuti. E non si trattava di pochi soldini, ma di diversi miliardi delle nostre vecchie lirette……..

Attualmente lavora su i suoi 240 ettari in proprietà che arrivano ad un totale di 690 se si considera anche i terreni in affitto pari a 350 ettari. Oggi Mario è una potenza indiscussa per la coltivazione del pomodoro, il numero 1 in provincia di Grosseto, ma coltiva anche grano duro, mais e, ultima arrivata, la camomilla! Si, proprio la camomilla! E non un pezzettino, ma qualcosa come 30 ettari. Produzione di alta qualità destinata tutta al mercato estero.

Poi tanto per non annoiarsi oltre che alle coltivazioni gli è venuta la voglia di allevare. E che cosa? La Cinta Senese! Il maiale così divenuto tanto richiesto e di moda. Nonostante qualche batosta presa come per esempio la perdita di decine di capi causa l’alluvione, sta andando avanti collaborando con un artigiano che lavora per lui carni e salumi del proprio allevamento. Ma l’esperienza acquisita gli permette di vedere che probabilmente non dovrà fermarsi alla Cinta Senese, ma forse ad altre razze locali, sempre storiche e caratteristiche del territorio, ma forse molto più valide da un punto di vista qualitativo delle carni.

Tutto questo  significa anche una bella forza lavoro occupata. Poco meno di una decina di operai impiegati per buona parte dell’anno, mentre un’altra quindicina sono impiegati per i lavori stagionali.

Tanto per non perdere il vizio di occuparsi di qualcosa di nuovo entra in una nuova iniziativa: una Yogurteria! Con l’ammiccante nome di “Il mirtillo” a Marina di Grosseto.

Per tutto questo credo che meriti un plauso da noi e da tutto il territorio. Sono queste le realtà che possano far sopravvivere il lavoro e la permanenza nel nostro territorio, avercene in circolazione di Mario Balestri!!!!!

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Mario Balestri

    Lavora fin da ragazzo nel podere con babbo Ivano e la mamma Gina Bernardini. Ma è a partire dall’83, a 20 anni, che comincia a mettere il naso fuori dal suo poderetto dell’Ente Maremma. Il podere è piccolo, 7 ettari, come molti altri, e se si vuol fare qualcosa di più si deve avere più terreno.
    Comincia così a lavorare i terreni confinati delle Opere Pie. Sono un centinaio di ettari che lavora a barbabietole, a girasole ma anche un po’ di pomodoro. E già qui inizia ad avere bisogno di personale, almeno 4 o 5 avventizi spalmati durante l’anno a seconda delle necessità. Il resto delle necessita lavorative lo fa con il classico “scambio lavoro” con i contadini del nostro territorio.

    Si fa le ossa e tanta esperienza. E scopre così che lavorare la terra non è la cosa più difficile. E forse nemmeno piazzare il prodotto. Le difficoltà sono quelle di capire verso dove si stanno indirizzando il mercato e quindi le culture più redditizie che sono da fare. Ma ci sono altre difficoltà, non ultime quelle di potenziare il parco macchine e le relative strutture. Ma quelle che veramente sono un supplizio interminabile sono le infinite leggi, leggine, regolamenti e quanto di più deleterio sui può pensare per ostacolare chi vuol lavorare. Perché a queste legge fa riscontro un esercito di burocrati pronti a complicarti la vita cercando non di andare verso soluzioni che incoraggino e facilitino il lavoro, ma esattamente al contrario. Complicazioni e interpretazioni restrittive fino alle più esagerate e assurde prescrizioni.

    Anche questo deve imparare presto Mario, perché senza queste non si va da nessuna parte. Ma non si scoraggia e i vari successi lo portano ad un importante passo. Quello che veramente determina un definitivo salto di qualità. E cioè l’acquisizione dei terreni dei Poderi Nuovi allora proprietà dei Grottanelli. Racconta Mario della correttezza riscontrata nell’occasione sia da parte di Alberto Barbacci, allora fattore dell’azienda, quanto del conte Gualtiero che con comprensione lo ha accompagnato nel tragitto non semplice dell’acquisto. Mi racconta a testimonianza di ciò che l’affare si concluse dopo due anni, e per due anni il preliminare di vendita era stato ufficializzato con una semplice stretta di mano. Il che la dice lunga sulla qualità degli intervenuti. E non si trattava di pochi soldini, ma di diversi miliardi delle nostre vecchie lirette……..

    Attualmente lavora su i suoi 240 ettari in proprietà che arrivano ad un totale di 690 se si considera anche i terreni in affitto pari a 350 ettari. Oggi Mario è una potenza indiscussa per la coltivazione del pomodoro, il numero 1 in provincia di Grosseto, ma coltiva anche grano duro, mais e, ultima arrivata, la camomilla! Si, proprio la camomilla! E non un pezzettino, ma qualcosa come 30 ettari. Produzione di alta qualità destinata tutta al mercato estero.

    Poi tanto per non annoiarsi oltre che alle coltivazioni gli è venuta la voglia di allevare. E che cosa? La Cinta Senese! Il maiale così divenuto tanto richiesto e di moda. Nonostante qualche batosta presa come per esempio la perdita di decine di capi causa l’alluvione, sta andando avanti collaborando con un artigiano che lavora per lui carni e salumi del proprio allevamento. Ma l’esperienza acquisita gli permette di vedere che probabilmente non dovrà fermarsi alla Cinta Senese, ma forse ad altre razze locali, sempre storiche e caratteristiche del territorio, ma forse molto più valide da un punto di vista qualitativo delle carni.

    Tutto questo significa anche una bella forza lavoro occupata. Poco meno di una decina di operai impiegati per buona parte dell’anno, mentre un’altra quindicina sono impiegati per i lavori stagionali.

    Tanto per non perdere il vizio di occuparsi di qualcosa di nuovo entra in una nuova iniziativa: una Yogurteria! Con l’ammiccante nome di “Il mirtillo” a Marina di Grosseto.

    Anche per questo ultimo aspetto credo che meriti un plauso da noi e da tutto il territorio. Sono queste le realtà che possano far sopravvivere il lavoro e la permanenza nel nostro territorio, avercene in circolazione di Mario Balestri!!!!!

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