L’eccellenza della Maremma

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Carissimo Granocchiaio e visitatori di Braccagni.info, approfitto dello spazio che c’è sul blog per rimarcare una parola che i nostri politici usano a sproposito riguardo la nostra bellissima terra, la parola “eccellenza”.

Mi viene da scrivere questo per un articolo apparso sui giornali e rimbalzato su Facebook (per caso od apposta) con il quale l’On.le Luca Sani, del quale apprezzo il suo impegno in favore della Maremma al di là della sua posizione politica, definisce “eccellenza” la carne di bovini di razza Chianina destinata a soddisfare gli appetiti degli utenti di  fast food della catena McDonald’s.

L’On.le Sani comunica di “apprezzare le grandi potenzialità del nostro sistema agroalimentare in una visione laica che non deve contrapporre il fast food allo Slow Food o la grande distribuzione alla filiera corta o a Km. zero”; ciò detto intanto va sottolineato (per aver lavorato nel settore) che i bovini di razza Chianina sono largamente insufficienti non solo ad una commercializzazione sulla Grande Distribuzione, ma anche sulla ristorazione.

Inoltre questo utilizzo di carne “chianina IGP” fatto dalla catena di fast food è solo una operazione commerciale per contrastare alcune catene locali (il fast food Il Chianino ad Arezzo, tanto per fare un esempio) che rosicchiano piccole ma significative percentuali di clienti alle stesse grandi catene internazionali del fast food, che hanno una propria clientela fidelizzata al marchio del fast food e non tanto interessati alla qualità della carne utilizzata per gli hamburger.

Io sono totalmente in disaccordo con quello che esprime l’On.le Sani, il quale inoltre afferma che “a fronte di un mercato sempre più grande ed esigente, noi rispondiamo con altrettanta capacità produttiva ed organizzativa, ecc.”

Non è così, On.le Sani, che la Maremma deve promuovere la propria “eccellenza” agroalimentare; l’operazione di McDonald’s è solo una operazione commerciale volta a recuperare queste fette piccole di clienti che si rivolgono ad altre burger house solo sventolando la bandiera del nome della razza di bovini che, in parte, utilizzano. Le catene internazionali di fast food in realtà utilizzano carne bovina di scarsa qualità proveniente da animali di scarto (spesso bovini a fine carriera o ammalati di malattie non trasmissibili e quindi con carni commestibili).  La macinazione della carne e l’utilizzo di spezie fa il resto.

La parola “eccellenza” è abusata da coloro che vogliono far credere che qui siamo nel Paradiso Terrestre e tutto ciò che qui si produce sia di qualità talmente elevata che nessun altro riesce a produrre in Italia. Il prodotto agroalimentare maremmano è ottimo, i fini di utilizzazione e di pubblicizzazione dello stesso non sono altrettanto condivisibili se non addisrittura essere il solito specchietto per le allodole per la clientela ignara che pensa di mangiare una buona bistecca di Chianina solo rivolgendosi ad un fast food.

Riccardo Senis

Archiviato in: IL MANGIARE ED IL BERETATZEBAO

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  1. Ric ha detto:

    Carissimo Granocchiaio e visitatori di Braccagni.info, approfitto dello spazio che c’è sul blog per rimarcare una parola che i nostri politici usano a sproposito riguardo la nostra bellissima terra, la parola “eccellenza”.

    Mi viene da scrivere questo per un articolo apparso sui giornali e rimbalzato su Facebook (per caso od apposta) con il quale l’On.le Luca Sani, del quale apprezzo il suo impegno in favore della Maremma al di là della sua posizione politica, definisce “eccellenza” la carne di bovini di razza Chianina destinata a soddisfare gli appetiti degli utenti di fast food della catena McDonald’s.

    L’On.le Sani comunica di “apprezzare le grandi potenzialità del nostro sistema agroalimentare in una visione laica che non deve contrapporre il fast food allo Slow Food o la grande distribuzione alla filiera corta o a Km. zero”; ciò detto intanto va sottolineato (per aver lavorato nel settore) che i bovini di razza Chianina sono largamente insufficienti non solo ad una commercializzazione sulla Grande Distribuzione, ma anche sulla ristorazione.

    Inoltre questo utilizzo di carne “chianina IGP” fatto dalla catena di fast food è solo una operazione commerciale per contrastare alcune catene locali (il fast food Il Chianino ad Arezzo, tanto per fare un esempio) che rosicchiano piccole ma significative percentuali di clienti alle stesse grandi catene internazionali del fast food, che hanno una propria clientela fidelizzata al marchio del fast food e non tanto interessati alla qualità della carne utilizzata per gli hamburger.

    Io sono totalmente in disaccordo con quello che esprime l’On.le Sani, il quale inoltre afferma che “a fronte di un mercato sempre più grande ed esigente, noi rispondiamo con altrettanta capacità produttiva ed organizzativa, ecc.”

    Non è così, On.le Sani, che la Maremma deve promuovere la propria “eccellenza” agroalimentare; l’operazione di McDonald’s è solo una operazione commerciale volta a recuperare queste fette piccole di clienti che si rivolgono ad altre burger house solo sventolando la bandiera del nome della razza di bovini che, in parte, utilizzano. Le catene internazionali di fast food in realtà utilizzano carne bovina di scarsa qualità proveniente da animali di scarto (spesso bovini a fine carriera o ammalati di malattie non trasmissibili e quindi con carni commestibili). La macinazione della carne e l’utilizzo di spezie fa il resto.

    La parola “eccellenza” è abusata da coloro che vogliono far credere che qui siamo nel Paradiso Terrestre e tutto ciò che qui si produce sia di qualità talmente elevata che nessun altro riesce a produrre in Italia. Il prodotto agroalimentare maremmano è ottimo, i fini di utilizzazione e di pubblicizzazione dello stesso non sono altrettanto condivisibili se non addisrittura essere il solito specchietto per le allodole per la clientela ignara che pensa di mangiare una buona bistecca di Chianina solo rivolgendosi ad un fast food.

  2. mezzolitro ha detto:

    Sò d’accordo cò te Ric, questa storia dell’ hamburger “coll’eccellenza” stride parecchio.
    Di certo chi pensa (anche “obtorto collo”…) made in USA ci pole anche crede a questa barzelletta, ma gli hamburger, pè definizione, sò fatti cò la carne di seconda scelta se va bene, altrimenti costerebbero troppo!! In teoria qualche purista made in USA potrebbe addirittura storcere il naso!
    Vabbè, caro Ric, ‘un te la prede troppo, vedrai che fra qualche tempo, per il motivo che hai ben sottolineato tu “i bovini di razza Chianina sono largamente insufficienti non solo ad una commercializzazione sulla Grande Distribuzione, ma anche sulla ristorazione”, i controlli di filiera faranno piazza pulita di questa che secondo me, è semplicemente una “sola mediatica”.
    Io ci conto parecchio.

  3. Ric ha detto:

    Detta fra noi caro mezzolitro io mi aspettavo una opinione da Slow Food in merito alla questione, perchè mi pare non corretto che un rappresentante ad alto livello della politica nazionale e locale sponsorizzi questa “sola mediatica” approfittando del luogo comune “eccellenza Maremma”. In verità conoscendo gli allevatori di Chianina della provincia di Grosseto, so che loro lavorano bene e con passione in un mercato che (detta alla maremmana) è “a remissione”, ovvero i costi sono quasi pari all’utile. In questo giocano le politiche nazionali sfavorevoli a chi lavora e bene (i nostri allevatori), ma anche le politiche locali che non si ricordano che i pochi allevatori di bovini da carne che sono rimasti sono loro a portare avanti il settore osservando la qualità e soprattutto la salute dei propri allevamenti.
    Sarei più contento che le “eccellenze” della maremma avessero una promozione non solo mediatica, ma anche politica e sindacale e i nostri allevatori venissero più sostenuti economicamente. Allora l’eccellenza sarebbe davvero eccellenza!

  4. nello ha detto:

    E’ vero Ric, troppo spesso si usa la parola “eccellenza” a sproposito, e la Maremma, o meglio alcuni maremmani, sono i portabandiera. Sono molti i prodotti locali, non solo forzatamente dell’agroalimentare (penso al trattamento dei gas, o ai surf, o anche alla bistrattata Eurovinil), che si possono vantare di essere “eccellenti”, ma pochi addetti, come giustamente rilevi Ric, fanno sì che tale eccellenza sia veramente totale. Mi ricordo certe prese di posizione di addetti ai lavori all’epoca del Polo, sì a parole all’eccellenza maremmana, ma ben venga la dogana per smerciare prodotti extracomunitari come italiani, o peggio locali.
    In merito al “matrimonio” McDonald’s-chianina, beh caliamo un velo. Sono un classico turista fai da te, che per sfruttare al massimo il tempo a disposizione, faccio fast food, spesso con eccellenze vere, penso al panino con porchetta(anche se non sono un vero amante)nel Lazio, o al classico lampredotto a Firenze (non male anche quello di Civitella), ma mischiare l’americanata con una nostra eccellenza, mi sembra il colmo. A dire il vero sono andato tre volte al Mc (ho la scusa di quando avevo i figli piccoli, ma onestamente la prima volta c’era anche molta curiosità) e una volta a Liegi dal concorrente, non ho mai preso hamburger, ma la vista e gli odori mi sono bastati. Penso che Mezzolitro abbia ragione, gli hamburger sono di carne di seconda scelta, ma tenendo conto che siamo in Italia e, sulla carta, si deve dire il vero sugli alimenti ci sarà carne di seconda scelta chianina in percentuale tale da rientrare con i prezzi. Domanda che segue: ma la carne in oggetto è degli allevamenti maremmani? Mesi fa la pubblicità televisiva parlava genericamente di prodotti italiani

    • Ric ha detto:

      Quando lavoravo nel settore zootecnico, organizzavamo viaggi di bovini di scarto verso una grande azienda del nord Italia che faceva macellazione dei bovini e successivo inscatolamento della carne (un noto marchio nazionale del quale non faccio il nome). Una parte della produzione veniva ceduta ad una catena alimentare di ristorazione, un’altra veniva ceduta macinata a fast food (anche qui non faccio il nome, ma ti immaginerai…). Parlando con i tecnici ed i veterinari dell’azienda (una azienda molto seria e super-controllata dalle autorità locali) il prodotto destinato alla catena di fast food veniva macinato proprio per eliminare cattivi sapori e perchè è una specifica richiesta dei fast food che lavorano hamburger, carne macinata cotta sulla piastra e tanto cara ai popoli anglosassoni dove tra l’altro è elevato l’incidenza di obesità per mancato equilibrio dietetico.
      Il prodotto carne commercializzato dal gruppo di questa azienda è sicuro e controllato, ma si tratta di carne di bovini di scarto, di bovini cioè che sono in fin di vita per malattie non trasmissibili all’uomo oppure per cause traumatiche o di vecchiaia. Questo è il fatto: i fast food fanno uso di carne di bovini di scarto, quindi l’Onorevole Sani potrebbe far benissimo a meno di lodare l'”Eccellenza” della Maremma, che viene usata a fini solo di attrazione per il resto che è un prodotto sicuro ma mediocre sotto l’aspetto qualitativo. La carne di bovini chianini è mediamente una percentuale minima rispetto al resto delle carni macinate adoperate.
      Le nostre “eccellenze” dovrebbero a mio avviso uscire da questi circuiti di pubblicizzazione di massa; una eccellenza la si pubblicizza in prima persona e si fa pressione in modo che il mondo agroalimentare che conta la utilizzi per indicare una provenienza certa, una salubrità a monte ed a valle ed una certezza di uniformità del prodotto posto in commercio.
      In poche parole: fuori i nostri prodotti dalle catene di fast food! Esse sono frequentate da clienti che sono fidelizzati al marchio e non si curano nè della qualità nè della provenienza delle carni; voglio dire, vogliono scimmiottare gli americani che sono maestri nel vendere l’improponibile, ma non si curano di cosa mangiano, e a noi maremmani la qualità dei nostri prodotti interessa, e tanto!

  5. nello ha detto:

    Ric anch’io sapevo di quanto dei bovini di scarto. Mio suocero era un buttero e più volte ha fatto i viaggi cui accenni. A me non piace la carne in scatola e non la mangiavo, ma a suo dire, lui che ne consumava, dopo il primo viaggio smise di mangiarla. A me fece lo stesso effetto quando da aiuto macchinista portavo treni di mele in uno stabilimento di succhi di frutta, anch’io smisi di berli

  6. Granocchiaio ha detto:

    Mi allineo completamente all’analisi di Ric. Mi meraviglio che ci si presti a lodare questo tipo di operazioni che puzzano di astuta manovra di marketing lontano da chilometri.
    Purtroppo politici e amministratori sembrano giocare a chi è più “leggero”, diciamo così. Orecchiano, vezzeggiano con paroloni (vuoi mettere l’altisonante Brand Maremma contro un prosaico Marchio Maremma?), producono discrete quantità di fumo che, come al solito, servono da acchiappare locchi. Qualcuno gli dovrà dire che di locchi ce ne sono sempre meno in giro.
    L’opera di valorizzazione delle nostre eccellenze, e ce ne sono fortunatamente, deve passare attraverso una conoscenza profonda ed adeguata dei nostri prodotti e produttori. Poi comunicare ed evidenziare – e questo è un passaggio essenziale – le caratteristiche superiori dei prodotti con campagne forti e ripetute. A partire dal nostro territorio stesso. E non limitarsi a dire che sono migliori: va detto perché sono migliori!
    Sanno per esempio i “nostri” che la clientela più esigente si rivolge all’Angus scozzese o al bufalo Americano, ignorando che in Italia esistono bovini autoctoni – come appunto la Maremmana – allevati allo stato brado che non hanno nulla da invidiare alle più celebri razze da carne? E si sa, per esempio, che la supposta durezza o tenacità di questa carne è una favola di altri tempi? Conoscete qualche macelleria a Grosseto che vende carne di Maremmana? Conoscete qualche supermercato che strombazzando che vuole favorire la miglioree produzione locale abbia in vendita questa carne nei loro spazi di vendita?
    Due parole sulla carne in scatola.
    Carissimo Nello: hai mai visitato un mattatoio mentre macellano buoi, maiali, pecore o cavalli? Se sei un po’ debole di stomaco ma ben fornito di ipocriosia, propabilmente non mangeresti più queste carni.
    Mentre invece se preferisci carne bianca (pollame, tacchini, ecc.) ti consiglio non entrare in uno di questi mattatoi anche se ad occhi chiusi: l’odore che sentiresti ti farebbe probabilemnte allontanare da questa carne per qualche anno. O forse per sempre.
    P.S. La carne in scatola è una delle più controllate da un punto di vista sanitario. Non sarà carne di prima scelta, ma sicuramente è sana e garantita.
    E io la mangio volentieri condita con qualche goccia di limome e accompagnata da un fresco radicchio a taglio.

    Qui di sotto riporto uno stralcio della proposta di disciplinare di questa razza elaborato dalla Regione Toscana.

    • Granocchiaio ha detto:

      Dal progetto di ricerca ARSIA:
      Valorizzazione del materiale genetico bovino toscano e della produzione della
      carne
      LA RAZZA MAREMMANA

      Firenze – Accademia dei Georgofili – 12 giugno 2003
      …………
      5.3. Caratteristiche delle carni
      Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere da animali di razza rustica le carni di Maremmana hanno presentato caratteristiche sensoriali eccellenti: tenere, succulente, molto saporite. In particolare le prove di resistenza al taglio, considerate un indice molto affidabile della tenerezza, forniscono per i vitelli e i vitelloni di questa razza valori inferiori (e quindi indicanti maggiore tenerezza) rispetto a quelli che si ottengono sulle altre razze da carne italiane e qualche volta migliori anche di quelli delle razze francesi.
      La capacità di ritenzione idrica, complessivamente migliore rispetto a quella delle razze più specializzate, aumenta al procedere dell’età e parallelamente si riducono le perdite di cottura. Aumentano anche l’intensità della colorazione delle carni e lo sforzo al taglio, peraltro contenuto in valori assai modesti. Sono tuttavia gli aspetti dietetici quelli che meglio definiscono la qualità della carne di Maremmana: la ricchezza in acidi grassi insaturi e soprattutto polinsaturi e la povertà in acidi grassi saturi, in particolare di quelli consideratipotenzialmente dannosi per la salute umana (miristico e palmitico), fanno di queste carni tra le migliori reperibili sul mercato. All’età di 13-15 mesi gli indici di aterogenicità e di trombogeneticità risultano addirittura più favorevoli di quelli che si riscontrano nella carne di Chianina, fino ad oggi considerata la migliore in senso assoluto sotto l’aspetto dietetico-sanitario.
      6. Proposta di disciplinare
      Sulla base di tutte le sperimentazioni condotte nell’ambito del progetto e dei risultati delle ricerche realizzate in anni precedenti, è stato possibile formulare proposte per un disciplinare di allevamento, sia in forme tradizionali che secondo le normative di produzione biologica, finalizzato all’ottimizzazione quantitativa e qualitativa delle produzioni.

      §§§§§§§§§§§

      Dal sito della Tenuta di Paganico:
      Colore rosso carico, brillante, non scuro, con contenuto di grasso inferiore all’1,5% e molto saporita grazie alla tipica “marezzatura”, sottili venature di grasso all’interno dei muscoli, che danno sapidità e tenerezza.
      Ha un’ottima capacità di ritenzione idrica, con conseguente scarsa perdita di acqua durante la cottura.
      Ricca in acidi grassi insaturi e soprattutto polinsaturi – anche della serie ω-3 – e povera di acidi grassi saturi e colesterolo, può risultare addirittura qualitativamente migliore della carne di Chianina, fino ad oggi considerata la migliore in senso assoluto sotto l’aspetto dietetico-nutrizionale.
      La Tenuta di Paganico è, inoltre, una dei primi allevamenti maremmani a redigere e sottoscrivere la “Carta dei valori” del Presìdio Slow Food “Razza Maremmana”, con l’intento di promuovere e salvaguardare questa razza ed il suo territorio natio.
      Utilizzazioni tipiche: Offre ottime carni per piatti a cottura veloce come la classica bistecca “fiorentina”, ma valorizza anche il quarto anteriore dell’animale fornendo ottimi bolliti, brasati, stufati e stracotti, nonché prodotti tradizionali, quali le “coppiette” e la bresaola.
      La carne viene consegnata già frollata: tale processo permette la trasformazione del muscolo in “carne”. La maturazione biochimica che i quarti interi subiscono nelle celle frigorifere dell’Opificio a circa +2°C per un periodo dai 14 ai 21 giorni, permettono di apprezzare a pieno l’elevato pregio gustativo delle carni.

      E ancora:
      ….le caratteristiche tipiche della carne proveniente da bovini di razza maremmana sono la sapidità che si accompagnano ad un elevato contenuto proteico e ad una moderata presenza lipidica, con un ottimo equilibrio tra acidi grassi saturi e insaturi. Tutto ciò fa sì che questo alimento sia molto richiesto dai buongustai e, al tempo stesso, sia consigliato per soggetti anemici e nelle diete iperproteiche ed ipolipidiche.
      L’allevamento brado contribuisce in modo decisivo al benessere animale e alla sapidità e salubrità delle carni.

      Una ultima considerazione sulla carne della Maremmana.
      Oggi, sempre più, ci si rivolge ai prodotti biologici. E a questo proposito disciplinari di produzione e di allevamento determinano diete e prodotti per l’alimentazione. Disciplinari redatti con srudi appropriati.
      La Maremmana non ha bisogno di disiplinari che indichino i mangimi più adatti alla sua dieta: è infatti lei stessa che si fa giornalemnte la scelta delle essenze da mangiare nei pascoli liberi e nelle macchie maremmane!!!
      Senza dire della vita salubre che fa non dimorando in stalle all’ingrasso, ma muovendosi continuamente nei pascoli e nelle nistre macchie.
      Dice giustamente Slowfood: per salvare dall’estinzione una razza, questa va allevata, macellata e mangiata!

    • Ric ha detto:

      Caro Granocchiaio, mi attendevo la tua risposta ed ovviamente mi immaginavo che tu mettessi in campo la razza Maremmana. L’altra sera, in una famosa braceria nella periferia di Grosseto, ho sentito dire che la “eccellenza” di questa braceria è rappresentata dalle bistecche di Angus o Aberdeen-Angus, razza non autoctona dell’Italia, ma importata in enorme quantità perchè molto apprezzata dai fini palati italiani.
      Voglio dire che di ottime razze nostrali da carne non se ne fa menzione, ma altre razze europee da carne spopolano sulle nostrali bracerie (invenzione di ora, almeno qui in Italia). C’è da dire che le bracerie stanno contrastando e bene il kebab che non era autentico turco, ma proveniente da industrie tedesche già bell’e pronto al taglio; la braceria è più o meno un modo di mangiare dei paesi dell’area ispanica (la parrilla o la parrillada) e americana (steack houses).
      A mio avviso la Maremmana potrebbe benissimo soppiantare le carni straniere quanto a bontà (le Maremmane vanno a mangiare nella macchia e non stanno in stalla mangiando il “nucleo” per bovini) e soprattutto essere la vera carne biologica che tutti sognano di mangiare. Il problema è a mio avviso una ragione di messaggio che la GDO dà alla clientela; si pretende di usare il nome Chianina quando i bovini di questa razza sono pochissimi esemplari, mentre si disdegnano altre razze da carne italiane solo perchè non hanno nome famoso. Ecco perchè a mio avviso deve rafforzarsi l’idea anche in Slow Food che la vera carne slow è qui in Italia: in Maremma, nelle Marche, nell’Abruzzo e nell’arco Alpino.
      E poi tutelare il nome; non è accettabile che l’Onorevole Sani (al quale va tutta la mia stima) venga fuori dicendo che la “eccellenza” della maremma è la Chianina. Le eccellenze alimentari, caro Onorevole Sani, sono anche nella tutela del nome, dell’origine e dell’autenticità dell’allevamento tradizionale e non in qualche campagna che i creativi di McDonald’s fanno usando a proposito o a sproposito il nome Maremma e Chianina.

  7. mezzolitro ha detto:

    Che vi devo dì, ragazzi, quando mi trovo a pensarla come il granocchiaio mi preoccupo, così ho fatto una verifica di tutto il discorso e ho trovato questo articolo del tirreno on line: http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/11/30/news/mcdonald-s-ecco-due-milioni-di-panini-con-la-chianina-toscana-1.10406467?ref=search
    che a parte un errore di battitura quarti “interiori” ansiché anteriori, per il resto spiega che almeno in teoria, la cosa sarebbe di tutto vantaggio degli allevatori di chianina (e marchigiana) igp.
    Di questi tempi avere degli introioti in più può far digerire anche qualche rospetto…
    Abbiate pietà.

  8. Granocchiaio ha detto:

    Si Mezzolitro, ma io ho provato a parlare di una nostra eccellenza e a portare argomenti del perché è da ritenersi una vera eccellenza. Non mi pare la cosa ti interessi. O magari nemmeno l’hai mai mangiata la carne di Maremmana. O magari non sei d’accordo. Che l’Onorevole abbia fatto una figura poco……onorevole ormai è pacifico per tutti.

    • Ric ha detto:

      Certo Granocchiaio che molti ignorano le vere eccellenze della Maremma e si lasciano trasportare da le eccellenze o presunte tali pubblicizzate dai media. La Maremma è una bella terra, ci sono allevatori che lavorano e danno un prodotto di qualità stante la indiscussa bontà dei nostri foraggi (sapevi che la medica la vengono a comprare in Maremma da tutta Italia? qui da noi è di ottima qualità).
      Però non ti sei mai domandato perchè non passa un messaggio mediatico che pone la carne di Maremmana come autentico prodotto a km 0, di valore biologico, autoctona, allevata in branchi di piccole dimensioni? Perchè nel “villaggio mediatico” globale vengono sponsorizzare altre carni che sono solo specchietti per allodole; la gente non compra la carne ma compra il nome e quei quattro chef che girano importanti show televisivi sulla cucina italiana, pronunciano solo i soliti nomi, dato che dietro c’è un messaggio economico, pubblicitario, di canalizzazione della domanda, di scelte della GDO affinchè la clientela veda nel nome “chianina” l’autentica carne italiana di qualità, poco importa se di chianino ci siano pochi capi, tanto quanti sono in gradio di riconoscere al gusto se una bistecca è autentica chianina o di altro bovino?
      E’ come per il vino Chianti: se giri il mondo vedi fiaschi di Chianti tanto in Asia quanto in America, ma poi il Chianti è una zona limitata di una regione italiana e con una produzione, a livello globale, assai limitata…

  9. Ric ha detto:

    Non abbiamo neanche finito di discutere sulla “Chianina” che la cronaca di Grosseto di tutti i quotidiani locali si riempie di titoloni che parlano della venuta di Burger King a Grosseto.
    Burger King è la seconda catena di “ristorazione” più grande del mondo nata nel 1954 a Miami (Florida) per opera di James McLamore e David Edgerton. Burger King è visitato giornalmente da 11 milioni di clienti e conta 13.000 ristoranti in tutto il mondo. In Italia è presente dal 1999 con il primo ristorante a Milano; attualmente conta oltre 100 ristoranti in Italia tutti gestiti in franchising. Il loro pezzo forte è l’hamburger chiamato “Whopper” la cui ricetta è questa: “Succosa carne di manzo, pomodoro e lattuga sempre freschi, provenienti direttamente dai produttori locali, cipolla e sottaceti per completare la ricetta. Tutto questo è accompagnato da gustose salse, ketchup e maionese, e un pane di sesamo soffice. Il nostro hamburger più esclusivo”.
    Il “ristorante” o meglio la burger house di Grosseto occuperà 30 addetti il che significa un personale da supermercato medio, quindi avrà una notevole ricaduta in termini di lavoro nella città di Grosseto.
    Ora, senza voler denigrare niente e nessuno, rimane da capire come si possa accettare un modo di alimentarsi alla statunitense quando qui da noi esiste una ottima carne, della ottima verdura e dell’ottimo pane; per quale ragione ci si ostina a voler lasciare una alimentazione mediterranea buona ed equilibrata per passare al fast food americano che mescola i sapori in un unico panino? Alla fine tristemente) non si può non sottolineare che per molti l’alimentazione è solo una moda ed il gusto di equilibrare i vari componenti viene messo meno da quei tristi panini con i grani di sesamo che non sanno di niente, ma fanno tanta moda…

  10. Ric ha detto:

    Ahinoi! E’ sorto l’Istituto Tecnico dell’Eccellenza Agroalimentare perchè come si sa la Maremma è una eccellenza agroalimentare (vera) strombazzata dai politici (in cerca di fortuna politica). Allora cerchiamo di capire che cos’è questo istituto nelle parole del Presidente della Provincia Bonifazi: “L’istituzione dell’eccellenza agroalimentare toscana a Grosseto è frutto di una selezione nell’ambito di diverse candidature a livello regionale. Grosseto e la Maremma sono state quindi scelte per dotare la Toscana di una reatà d’eccellenza ad alta specializzazione tecnologica nell’ambito della formazione di risorse umane altamente qualificate e in sintonia con la vocazione del sistema economico locale. L’Istituto superiore s’inserisce tra l’altro perfettamente in un contesto che prevede la realizzazione del Polo per l’industria e la trasformazione agroalimentare che sorgerà all’Enaoli. Cosa questa che porterà la Maremma a essere centro nevralgico per la ricerca e la formazione, la trasformazione e l’innovazione tecnologica del settore, in grado di rilanciare e valorizzare al meglio l’economia del territorio, e non solo, nei mercati nazionali e mondiali”. Capito qualcosa? No… In effetti intanto c’è da stabilire quale sia l’eccellenza della Maremma. Il latte bovino ed ovino? Perfetto, e cosa pensate rispondano i produttori di latte del Trentino che portano le vacche all’alpeggio e fanno (loro si…) un prodotto autenticamente biologico, lavorato nel luogo dell’alpeggio, con prati e pascoli naturali. Oppure prendiamo i pastori della Sardegna: pensano che il loro latte sia inferiore al latte prodotto qui in Maremma? Ed il loro pecorino inferiore al nostro? Ed il vino, pensano che nelle Langhe sia inferiore al nostro?
    A me sinceramente questa istituzione di centri di studi di eccellenza maremmana sia un modo come un altro per spartire poltrone e, alla fine, dare agli studenti un attestato che abbia un valore relativo. La Maremma è un luogo autenticamente bello con buona qualità delle sue produzioni, per esempio l’erba medica maremmana è molto apprezzata in Italia, il pomodoro prodotto in Maremma è mediamente di qualità superiore, il vino è di ottima qualità (non dappertutto), ma abusare del termine “eccellenza” mi fa pensare che si voglia infinocchiare i maremmani proprio (guarda caso) in occasione delle elezioni regionali….

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