La storia (infinita) del cavalcavia alla ferrovia…………..

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Dai e dai è successo, alla stazione di Braccagni, pardon, di Montepescali, è successo l’inevitabile. Un treno è passato e le sbarre erano rimaste aperte. Questo è stato possibile perché la stazione è abbandonata a se stessa, il controllo viene fatto da Pisa, sicché quando c’è un malfunzionamento è un pò difficile partire da lì e mettere un addetto a bloccare il traffico urbano. Certo è che il treno è transitato piano, il macchinista viaggiava a vista, il pericolo è stato minimo o nullo, chissà se invece della linea di Siena si fosse trattato della Livorno-Civitavecchia dove transitano i treni veloci che sarebbe successo, magari per quella tratta ci saranno delle contromisure più idonee, almeno lo spero. Visto quello che è successo o meglio quello che NON è successo, mi chiedo che aspetta RFI a mettere mano al cavalcaferrovia, tra l’altro quello di Braccagni è l’ULTIMO passaggio a livello della provincia!

 

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  1. Ric ha detto:

    Ho visto il filmato che rappresenta un episodio molto grave, anzi da segnalazione alla Procura di Grosseto. Il fatto che Pisa sovrintenda in telecontrollo le stazioni e le sbarre dei passaggi a livello (mi pare che quella di Braccagni è rimasta ultima) non vuol dire che loro non possano sapere del malfunzionamento. Tieni presente che su questa linea passa anche il Frecciabianca che raggiunge facilmente i 200 Kmh. sui tratti in dirittura, proprio come la stazione di Braccagni.
    Per il fatto che il video è stato lasciato ai giornali grossetani è possibile che la Procura della Repubblica di Grosseto acquisisca il filmato ed avvii indagini per stabilire responsabilità o colpe.
    Insomma è un fattaccio…

  2. nello ha detto:

    Anche se remota, ho una certa conoscenza del servizio ferroviario, implementata anche dalla passione. Onestamente il fatto può essere annoverato fra le cose gravi, ma si è trattato di un guasto che però di conseguenza si è messo in autosicurezza: sul motore di comando esiste un fine corsa che permette di liberare la via, aprendo il segnale di avviso. Nel mancato funzionamento delle sbarre o solo per il mancato funzionamento del fine corsa il segnale di protezione rimane a via impedita. Nel mio remoto, si poteva oltrepassare il segnale con particolari attenzioni, oggi, ed anche allora su certe linee, si può fare senza aspettare un imput, per aumentare la velocità e la frequenza dei treni i segnali sono permissivi, cioè possono essere superati a velocità ridotta e con continui avvisi acustici (avvisi peraltro richiesti con apposito segnale ad ogni passaggio a livello)fino al successivo segnale a via libera. A questo si aggiunge che oggi ogni macchinista è dotato di cellulare con cui può comunicare e quindi esiste un contatto continuo con i Centri Operativi. Vedendo il filmato si nota chiaramente (dai vagoni)che il treno in transito è uno veloce e non un regionale con fermata in stazione e la sua velocità è ridotta, quindi posso ritenere che il suo transito è stato fatto in piena sicurezza (c’è il caso, ma non si vede dal filmato e non lo posso affermare, che addirittura si sia fermato prima di superarlo). Per quanto si attiene a certe osservazioni su FB, sul fatto che non sia stato subito transennato, mi sembra utopistico se s’è presentato il problema al passaggio di quel treno, comunque mi sembra che le autorità sono state informate, sono intervenute ed ora aspettiamo, ma non so di un intervento, forse solo un apertura di accertamenti, da parte della Procura, che sicuramente era conoscenza del fatto.
    Comunque se vogliamo polemizzare facciamolo, ma in forma ferma. Io lo fatto spesso, ma chiaramente sono meno della classica goccia, non ultimo nell’altro post (lo splendido isolamento): c’è un distacco forte di RFI (e non solo) sul servizio ferroviario “secondario”, cioè quello non AV, di qui l’abbandono delle stazioni e della loro sorveglianza quindi teniamoci le lunghe soste (alcune non per guasto) e sbarre aperte. Domanda: ma il cavalcaferrovia, non quello annoso del 2000 o giù di lì, no quello che un anno e mezzo fa in pompa magna annunciarono le FFSS e che sembrava dovesse iniziare il giorno dopo che fine ha fatto? Una decina di giorni fa alla chiusura definitiva del passaggio a livello di Albinia fu scritto che sarebbe rimasto solo quello di Montepescali Scalo(dizione RFI) non ricordo bene se sulla tratta Toscana della Tirrenica, sicuramente in provincia, con l’auspicio di prossima eliminazione. Bene ad oggi c’è ancora da fare la conferenza dei servizi, ergo si va alle calende greche.

  3. Ric ha detto:

    Su questa ultima affermazione Nello ti dò pienamente ragione: il fatto che la ferrovia Tirrenica sia in completo smantellamento se non diventi presto un “ramo secco” del trasporto ferroviario nelle tratte medio-lunghe, è un fatto innegabile.
    Passi che il macchinista abbia superato le sbarre alzate a velocità ridotta perchè fermato dal segnale rosso di protezione, magari ha chiamato la centrale di Pisa e quelli, considerando che era giorno, gli hanno detto “procedi lentamente vigilando chi passa”, ma lo ha fatto a suo rischio e pericolo e non certo a rischio e pericolo del dirigente di Pisa: passa qualcuno come me, che si fida di avere il passaggio libero per le sbarre alzate, e succede il patatrac, magari vai a sbattere contro il treno e non muori perchè lui è praticamente fermo, ma vuoi mettere che casino può capitare sotto l’aspetto legale ed assicurativo? E chi paga, il macchinista o le Ferrovie? Magari scaricano tutto su lui…
    Insomma, tutto si appianerà (non è successo niente) ma sia Pisa che il macchinista si sono presi un rischio enorme solo per limitare il ritardo ad un intercity (che poi costa ugualmente alle Ferrovie).
    Sarebbe il caso che la popolazione di Braccagni facesse una pressione politica sul Sindaco di Grosseto Bonifazi affinchè prendesse le giuste misure riguardo l’episodio. Vediamo che succede.

    • nello ha detto:

      Ric ripeto tutto è codificato. Il macchinista non è un bischero, ma agito come da norme: ha superato il segnale (sicuramente anche su indicazione, non necessaria, del DCO di Pisa) ha proceduto a marcia a vista (mi sono ricordato la dizione esatta), non ero presente, ma sicuramente ha fischiato (come ho detto è obbligo sempre ai passaggi a livello, se ci fai caso c’è un segnale nero con una F bianca) dopo, una volta “invaso” l’asfalto il treno è né più né meno come un qualsiasi mezzo su un incrocio. Mi ripeto, sono cose incresciose, ma si è trattato di un guasto e mi sembra che sia stato superato secondo i regolamenti. Quanto alle pressioni paesane sul Sindaco per il caso in oggetto credo non ce ne sia bisogno, dalla stampa risulta che sia subito intervenuto; caso mai sarebbe opportuno insistere sull’eliminazione del passaggio a livello stesso, ma stai sicuro che la diatriba del 2000 si ripeterà.

  4. nello ha detto:

    Ric, tutto è stato fatto come da regolamento, nessuno s’è spinto a fare cose di cui poi pentirsi. E’ stato un guasto e, se può sembrare veramente increscioso, è successo e succederà nuovamente, io sono per quello che FB ha postato: pensa te qui in America le sbarre non esistono. Quello che mi meraviglia è che nessuno fa storie quando si guasta un semaforo, forse in quel caso è anche più pericoloso…..
    Non c’è bisogno di sollecitare il Sindaco sul problema, dalla stampa risulta che si dette subito da fare, sia con la Direzione RFI sia mandando vigili sul posto. Caso mai sarebbe il caso di sollecitarlo per l’eliminazione del passaggio a livello, visto che ora c’è un progetto cartaceo che pare soddisfi sia RFI che le Amministrazioni locali, però temo che si riaccenderebbero le diatribe del 2000….

  5. Ric ha detto:

    Io invece la vedo in un’altra maniera: il fatto può aiutare la definitiva costruzione del sovrappasso sulla Tirrenica; sul resto io non discuto che ci siano regolamenti delle Ferrovie che consentano ai convogli di passare i passaggi a livello con sbarre alzate, ma mi faccio una domanda: se ammettiamo che nonostante tutto fosse passato un automobilista ed avesse “incocciato” il treno, te pensi che le assicurazioni avrebbero fatto passare liscia la questione (in tema di responsabilità ovviamente)? Io penso proprio di no. Te guarda sull’incidente ferroviario di Viareggio cosa sta succedendo, dove si trovano cavilli e cavilli da parte delle Ferrovie per non addossarsi completamente la colpa del disastro.
    Che ci fai in America?

    • nello ha detto:

      Non si può collegare l’incidente di Viareggio con un eventuale incidente per una situazione come questa. Lì le componenti erano molteplici: locomotore e macchinisti della divisione Cargo FS, linea e stazione RFI, treno con carri austriaci, manutenzione carri (causa prima del disastro)tedesca e non ultima noleggiatrice del tutto mi sembra affiliata italiana di società americana. E’ più che evidente che non solo per le Ferrovie, ma tutte tute le assicurazioni cercano cavilli. Diverso è il caso nostro: qui l’unico appiglio potrebbe essere una velocità eccessiva (non sembra dal filmato, comunque ben rilevabile da diagramma tachigrafico), con velocità a marcia a vista un treno si ferma in pochissimi metri. Inoltre l’art. 147 del CdS spiega, comma 1, prima, di prestare la massima attenzione per evitare incidenti in prossimità del passaggio a livello, poi solo da ultimo indica come deve essere il passaggio a livello, art. 44. Quindi credo che le ferrovie cadrebbero in piedi, vedi ad esempio con i suicidi, gli eredi devono coprire tutte le spese (e guarda in certi casi non sono bazzegole).
      In America non ci faccio nulla, ho solo accennato ad uno che , penso ci stia, ha postato su FB, sempre in riferimento a questo (e pensavo tu l’avesti visto) che di là dell’Atlantico agli attraversamenti ferroviari non sono previste barriere

  6. mezzolitro ha detto:

    Qualche settimana fa, pè l’esattezza il 23 gennaio, s’è svolta una manifestazione al centro anziani organizzata dal PD di Braccagni sul tema:
    Aspetti urbanistici per la realizzazione del cavalcaferrovia a Braccagni.
    Presenti l’Assessore Tei e il Presidente della Bonifica Benlacchi, la serata è stata piuttosto interessante per le comunicazioni che ci sò state date.
    Riassumendo:
    1) l’opera sarà fatta con un rilevato, il che vuol dire addio alla sfilata di piloni in cemento armato (troppo costosi…); quindi il problema si è evidenziato subito e la domanda l’ho fatta io:
    quando piove l’acqua delle fossette dei campi, dove va? E poi, ammesso e non concesso che si risolve il problema con qualche “foro” sotto il rilevato, se l’ANAS non tiene pulito “l’allacciante superiore ecc…” siamo sempre a caro babbo…
    Il Presidente Benlacchi ha, con il geometra Tassi, spiegato che soprattutto nella zona a valle della ferrovia, le quote altimetriche sono tali che ogni minimo errore sarà pagato caro (come già ben sa per esempio il Balestri) quindi massima sarà l’attenzione alle verifiche tecniche del progetto. Per l’ANAS la Bonifica insisterà ancora per avere l’affidamento dei lavori sull’ “allacciante superiore ecc…” ma la situazione è di difficile soluzione perché all’ANAS nicchiano.
    2) più nebulosa è la situazione della viabilità conseguente all’opera, si è parlato della sistemazione della strada di S. Guglielmo non ho capito bene a che scopo, e poi sò un pò cadute nel vuoto le richieste di alcuni che chiedevano itinerari alternativi tipo una complanare che scorresse parallela alla ferrovia che collegasse la stazione all’aurelia sud e altri ghirigori che vista l’ora e la stanchezza non ho afferrato convincendomi che oramai era tempo che me ne tornassi a casa.

    Sicché, visto che non sono rimasto fino alla fine, qualcuno che ha resistito fino in fondo può dirci come è andata a finire?

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