Occupazione abusiva di abitazioni. Anche a Braccagni.

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Non sto a spiegare di cosa si tratta: è abbastanza chiaro. E poi se ne parla in continuazione alla televisione. Però si tratta di fenomeni che si verificano soprattutto nelle grandi città. Qualcosa anche a Grosseto, ma non grandi cose. E nel nostro paesello? Fatti eclatanti e diffusi no, non se ne sente parlare.

Però. Però qualcosa è successo anche da noi. In una maniera non eclatante, alla chetichella, ma l’effetto è stato micidiale per il proprietario.

Il nostro concittadino possiede un appartamento in paese poi dato in affitto. Poi siccome si è liberato, per un successivo riutilizzo  ha pensato bene di farlo ripulire. Trova una signora disponibile a fare questo lavoro e gli consegna le chiavi dell’appartamento per fare questa pulizia a fondo.

Passano un po’ di giorni e non riuscendo a contattare la signora viene di persona a verificare.

E li ha la spiacevole sorpresa di verificare che la signora si è trasferita, armi bagagli e figlio, nell’appartamento dove tranquillamente risiede. Sicuramente già ripulito e rimesso a posto.

Solo che il poveretto non riesce a rientrare nel proprio appartamento ne a conferire con lei.

Cerco di essere sintetico. Ricorso ad avvocato che l’avvisa subito che la cosa non sarà poi così tanto semplice. Prova ad andarci con i Carabinieri ma il risultato non cambia: non riesce a venirne a capo.

Incredibile ma vero: non c’è un contratto scritto, non c’è nessun accordo, però la signora abita il suo appartamento e lui non riesce nemmeno ad entrarci.

Passa un del tempo e il nostro è disperato e incredulo su come sia possibile una cosa del genere. Anche le forze dell’ordine son impotenti!

Viene avvisato che cercando di ottenere direttamente le sue ragioni potrebbe incorrere nelle pene previste dall’articolo 393, Codice Penale, per “Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone” (sic)

Finalmente – si fa per dire – arriva un bel giorno che la signora, con figlio, escono di casa. Nel senso che spariscono proprio. L’appartamento è completamente ripulito. Nel senso che si sono portati via tutto quanto era possibile materialmente asportare.

Che dire? Che la cosa è incredibile?

Nell’attuale Italia, già patria del diritto, oggi le cose stanno così. E forse anche peggio.

Le leggi? Inefficaci, mal fatte, ingiuste? Le abbiamo fatte noi (italiani) mica è venuto qualcuna dall’estero a farle.

Non c’è da andare lontano per trovare i colpevoli: ci siamo rovinati noi stessi, con le nostre mani.

Così è, se vi pare.

E cosi sia.

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Non sto a spiegare di cosa si tratta: è abbastanza chiaro. E poi se ne parla in continuazione alla televisione. Però si tratta di fenomeni che si verificano soprattutto nelle grandi città. Qualcosa anche a Grosseto, ma non grandi cose. E nel nostro paesello? Fatti eclatanti e diffusi no, non se ne sente parlare.

    Però. Però qualcosa è successo anche da noi. In una maniera non eclatante, alla chetichella, ma l’effetto è stato micidiale per il proprietario.

    Il nostro concittadino possiede un appartamento in paese poi dato in affitto. Poi siccome si è liberato, per un successivo riutilizzo ha pensato bene di farlo ripulire. Trova una signora disponibile a fare questo lavoro e gli consegna le chiavi dell’appartamento per fare questa pulizia a fondo.

    Passano un po’ di giorni e non riuscendo a contattare la signora viene di persona a verificare.

    E li ha la spiacevole sorpresa di verificare che la signora si è trasferita, armi bagagli e figlio, nell’appartamento dove tranquillamente risiede. Sicuramente già ripulito e rimesso a posto.

    Solo che il poveretto non riesce a rientrare nel proprio appartamento ne a conferire con lei.

    Cerco di essere sintetico. Ricorso ad avvocato che l’avvisa subito che la cosa non sarà poi così tanto semplice. Prova ad andarci con i Carabinieri ma il risultato non cambia: non riesce a venirne a capo.

    Incredibile ma vero: non c’è un contratto scritto, non c’è nessun accordo, però la signora abita il suo appartamento e lui non riesce nemmeno ad entrarci.

    Passa del tempo e il nostro è disperato e incredulo su come sia possibile una cosa del genere. Anche le forze dell’ordine son impotenti!

    Viene avvisato che cercando di ottenere direttamente le sue ragioni potrebbe incorrere nelle pene previste dall’articolo 393, Codice Penale, per “Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone” (sic)

    Finalmente – si fa per dire – arriva un bel giorno che la signora, con figlio, escono di casa. Nel senso che spariscono proprio. L’appartamento è completamente ripulito. Nel senso che si sono portati via tutto quanto era possibile materialmente asportare.

    Che dire? Che la cosa è incredibile?

    Nell’attuale Italia, già patria del diritto, oggi le cose stanno così. E forse anche peggio.

    Le leggi? Inefficaci, mal fatte, ingiuste? Le abbiamo fatte noi (italiani) mica è venuto qualcuna dall’estero a farle.

    Non c’è da andare lontano per trovare i colpevoli: ci siamo rovinati noi stessi, con le nostre mani.

    Così è, se vi pare.

    E cosi sia.

  2. nello ha detto:

    Purtroppo cose del genere succedono ad ogni latitudine, anche se devo riconoscere la tipicità del caso, in pratica Totò (mi sembra) che vende Fontana di Trevi. Il fatto è che in Italia ci sono decine di migliaia di leggi (vicino alle quarantamila)molte delle quali in contrasto fra loro (come il riconoscimento della proprietà e nel contempo l’impossibilità di gestirla, come nel caso). In certi casi questo guazzabuglio di leggi portano a situazioni più penose e certe volte molto deleterie in chi ci incorre, rispetto al caso, sempre grave, da te esposto. Come possiamo noi semplici ignoranti risolvere la cosa, se, forse anche per interessi economici, un avvocato (ma direi quasi tutti) ti dice che la cosa sarà lunga da risolvere? L’unica è rosicare e sperare sempre in un tempo migliore che nel caso non verrà, ci sono leggi che si rifanno a Regi Decreti, gabelle sempre vive sulla guerra d’Abissinia e, rimanendo ai giorni d’oggi, tasse provinciali con le province cancellate e dipendenti a rischio concreto di licenziamenti. E non possiamo dare la colpa ad un singolo partito perché ci sono passati tutti al seggiolone, tutti con slogan (alcuni con l’esclusività) che si rifacevano allo snellimento delle leggi (e all’abbassamento delle tasse) e posti di lavoro certi. L’ultimo, che di fronte alle dichiarazioni ufficiali ISTAT (leggi ente governativo) che diceva di un aumento della disoccupazione nell’ultimo trimestre, rispondeva che erano aumentati i posti di lavoro di 400.000 unità; oppure, stessi riferimenti, a il lavoro langue per la burocrazia e tasse rispondeva che erano ridotte le tasse e la burocrazia s’era snellita.

  3. Granocchiaio ha detto:

    Non per difendere gli avvocati, ma loro sono tra le diverse categorie che da questo stato di cose ne traggono maggior beneficio. Più confusione legislativa e più lavoro per avvocati e commercialisti. Quindi non hanno bisogno di inventarsi cause per aumentare il loro lavoro: ne hanno tanto che possono anche sceglierselo.
    Ho voluto segnalare questo caso perché nella sua semplicità è di un assurdo da manuale. Incarico una persona di farmi le pulizie di casa, questa ci si trasferisce con la famiglia e io non riesco più nè a rientrare né a farla uscire!
    Parlare male dei mali dell’Italia pare quasi di sparare sull’ambulanza tanto è facile.
    Mi domando infatti come si riesce in qualche maniera a stare sempre in piedi. Quali e dove sono le forze misteriose che non ci fanno andare in completo fallimento? Più che trovare facile solidarietà nell’indicare quali sono i nostri mali, vorrei che qualcuno sapesse indicarmi dove e quali sono i possibili punti di ottimismo per sperare in una rinascita.
    Devo confessare che a me la storia che “è tutta colpa di quelli lassù” non mi ha mai convinto. Mai! Ci siamo dentro tutti. E la fiducia negli italiani è per me assai prossima allo zero. Assoluto.

    • Ric ha detto:

      Leggo, come tutti del resto, con grande tristezza questo sfoggio di furbizia con la quale alcuni – sfruttando le leggi – danneggiano altri; d’altra parte (e qui ci vorrebbe un legale) non è che le leggi sono lacunose ma generalmente si fondano su singoli casi. Voglio dire che se uno ti occupa la casa non puoi buttarlo fuori magari a pedate perchè il secondo reato (violenza privata o peggio lesioni dolose o colpose) annulla il primo e peggio che mai ti mette dalla parte del torto. E’ così, funziona così e la legge prevede che ci siano i mezzi (che non ci sono…) per evitare che avvenga un sopruso, specie l’intervento della forza pubblica.
      Mi ricorda il caso di un amico che si era portato nella sua casa una donna e questa una mattina gli ha fatto trovare la serratura di casa cambiata. Richiesta di intervento della forza pubblica ma niente da fare, l’amico doveva andare per le cosiddette vie legali le quali hanno mille risvolti inclusa la possibilità (così come questa donna lo dimostrò) che era stata una volontà di lui di “accasarsela” e che lei, considerando propria circa il metà del valore dell’appartamento, era nel diritto di chiudersi dentro lasciando fuori il proprietario legale dello stesso, il quale dovette andare a vivere dai genitori per un certo periodo. Alla fine l’amico rientrò nella sua casa, ma alla donna dovette dare “un qualcosa” segno che i furbi hanno vita facile ed i poco furbi pagano di tasca la loro leggerezza.
      Quindi occhio a chi si fa entrare in una proprietà qualunque essa sia; chi conosce le leggi conosce anche i mille risvolti delle Leggi da sfruttare e sa bene che una azione violenta di chi subisce il torto lo condannerebbe senza rimedio.
      Ricordo un film di Peppone e don Camillo nel quale Don Camillo rivolgendosi al Signore manifesta la volontà di prendere un legno da battere sulla schiena di Peppone. Al risentimento del Signore don Camillo dice: “Un legno, si, ma fino fino”.

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