Dell’amicizia, dei ricordi di un anno, dei tesori misconosciuti.

448 AMICI

Ma cos’è questa amicizia?

Amicizia, una parola usata e abusata. Delle amicizie volatili che si sono accese e poi spente. Delle amicizie che durano da una vita, ma che sono così flebili che forse sono solo conoscenze. Delle amicizie che credi indistruttibili. Fino al giorno che ti crolla il mondo addosso e non lo sono più. Dell’amicizia verso un animale. Che in fondo a me non pare nemmeno poi così pura e disinteressata. Fino ad arrivare alla botta totalizzante dell’amicizia su Facebook. Amicizia chiesta e concessa spesso con una certa superficialità e leggerezza. Molto più vere quelle non concesse. Devastanti quelle revocate.

Dei ricordi di un anno.

Ogni fine di anno è uso ripercorrere gli avvenimenti vissuti per cercare di individuare quelli che più ci hanno colpito. È come un rivedere velocemente un film  alla ricerca di qualcosa che valga la pena ricordare. Salvo rare eccezioni non si tratta di avvenimenti poi così eclatanti, giusto qualche impennata di interesse qua e la. Quelle che restano sono le rare eccezioni. Molto belle e appaganti se sono relative a fatti piacevoli. Ferite dolorose quando capitano.

 

Dei tesori misconosciuti.

Spesso abbiamo a portata di mano dei tesori che nemmeno sospettiamo avere. Tesori che non conosciamo come tali, confusi nel mare delle cose gestite quotidianamente. Cose che si vedono, ma non si guardano, non si osservano, non ci si ferma ad  esaminare, non si conoscono veramente. Tesori che quasi sempre si scoprono poi casualmente, mai per una ricerca voluta. E ti meravigli poi come sia stato possibile ignorare tutto questo, come nemmeno ti sia passato per la mente qualche curiosità. E resti così felice da temere che per qualche ragione possa poi svanire.

 

Succede che quasi per magia tu incontri e tu scopra che persone conosciute da una vita ti vogliono bene a prescindere. Un bene gentile e garbato, un bene disinteressato e spontaneo. Un bene mai detto. Pulito da interessi di qualsiasi tipo, se non il piacere di esserci ri-scoperti a vicenda.

Persone che, come si dice, conoscevi, ma non frequentavi. O magari avevi di loro solo un ricordo lontano e sbiadito. O superficiale. E sei felice per una scoperta così bella, così vera. E pensi a come sei stato fortunato a scoprire questi tesori che avevi a portata di mano e non lo sapevi. Tutto preso dalle vicende della vita che ti conducono spesso dove tu nemmeno sospetti.

E poi arrivano questi tesori, questo benessere per il tuo animo. E sai che non è solo un sogno, troppo disincantati per farsi fregare a questa età da miraggi.

Negli ultimi dodici mesi, e spiccioli, ho ritrovato tre di questi incredibili e preziosi tesori. Uno si chiama Franco, uno Agostino e un altro Emo.

Franco Minucci

Franco Minucci

 

Agostino Minucci

Agostino Minucci

 

Emo Parrini

Emo Parrini

 

Roberto Tonini

Roberto Tonini

 

 

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Dell’amicizia, dei ricordi di un anno, dei tesori scoperti.

    Ma cos’è questa amicizia?
    Amicizia, una parola usata e abusata. Delle amicizie volatili che si sono accese e poi spente. Delle amicizie che durano da una vita, ma che sono così flebili che forse sono solo conoscenze. Delle amicizie che credi indistruttibili. Fino al giorno che ti crolla il mondo addosso e non lo sono più. Dell’amicizia verso un animale. Che in fondo a me non pare nemmeno poi così pura e disinteressata. Fino ad arrivare alla botta totalizzante dell’amicizia su Facebook. Amicizia chiesta e concessa spesso con una certa superficialità e leggerezza. Molto più vere quelle non concesse. Devastanti quelle revocate.

    Dei ricordi di un anno.
    Ogni fine di anno è uso ripercorrere gli avvenimenti vissuti per cercare di individuare quelli che più ci hanno colpito. È come un rivedere velocemente un film alla ricerca di qualcosa che valga la pena ricordare. Salvo rare eccezioni non si tratta di avvenimenti poi così eclatanti, giusto qualche impennata di interesse qua e la. Quelle che restano sono le rare eccezioni. Molto belle e appaganti se sono relative a fatti piacevoli. Ferite dolorose quando capitano.

    Dei tesori misconosciuti.
    Spesso abbiamo a portata di mano dei tesori che nemmeno sospettiamo avere. Tesori che non conosciamo come tali, confusi nel mare delle cose gestite quotidianamente. Cose che si vedono, ma non si guardano, non si osservano, non ci si ferma ad esaminare, non si conoscono veramente. Tesori che quasi sempre si scoprono poi casualmente, mai per una ricerca voluta. E ti meravigli poi come sia stato possibile ignorare tutto questo, come nemmeno ti sia passato per la mente qualche curiosità. E resti così felice da temere che per qualche ragione possa poi svanire.

    Succede che quasi per magia tu incontri e tu scopra che persone conosciute da una vita ti vogliono bene a prescindere. Un bene gentile e garbato, un bene disinteressato e spontaneo. Un bene mai detto. Pulito da interessi di qualsiasi tipo, se non il piacere di esserci ri-scoperti a vicenda.
    Persone che, come si dice, conoscevi, ma non frequentavi. O magari avevi di loro solo un ricordo lontano e sbiadito. O superficiale. E sei felice per una scoperta così bella, così vera. E pensi a come sei stato fortunato a scoprire questi tesori che avevi a portata di mano e non lo sapevi. Tutto preso dalle vicende della vita che ti conducono spesso dove tu nemmeno sospetti.
    E poi arrivano questi tesori, questo benessere per il tuo animo. E sai che non è solo un sogno, troppo disincantati per farsi fregare a questa età da miraggi.
    Negli ultimi dodici mesi, e spiccioli, ho ritrovato tre di questi incredibili e preziosi tesori. Uno si chiama Franco, uno Agostino e un altro Emo.

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