L’Asl fa il ponte e chiude l’ambulatorio di via Don Minzoni Però i supermercati sono aperti anche nei giorni festivi. Presto forse anche 24h su 24h.

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Persone in attesa davanti al poliambulatorio chiuso di via Don Minzoni a Grosseto il 2 gennaio 2015 Il Tirreno di Grosseto 3 gennaio 2015

Persone in attesa davanti al poliambulatorio chiuso di via Don Minzoni a Grosseto il 2 gennaio 2015
Il Tirreno di Grosseto 3 gennaio 2015

L’Asl fa il ponte e chiude l’ambulatorio di via Don Minzoni

Però i supermercati sono aperti anche nei giorni festivi. Presto forse anche 24h su 24h.

Grosseto, porte serrate e nessun cartello di spiegazione. Decine di persone in attesa e scoppia la polemica
GROSSETO. Chi doveva prendere un appuntamento, chi fare le analisi del sangue, chi consegnare un campione, chi chiedere un’informazione. Venerdì 2 gennaio per tutta la mattinata decine di persone si sono presentate davanti alla porta del poliambulatorio dell’Asl 9 in via Don Minzoni, come ogni giorno. Ma la porta o, meglio, le porte erano chiuse. Non un cartello che spiegava perché, non un’informazione su cosa fare e a chi rivolgersi in alternativa. 

Con il capodanno alle spalle e il sabato incombente, non c’è voluto molto a capire che gli uffici avevano fatto il ponte. Ma così, senza uno straccio di indicazione, si può chiudere un intero palazzo dove non si svolgono attività qualunque, ma si curano le persone? La domanda, in termini molto più arrabbiati, se la sono posta alcuni tra i presenti.

«Mia moglie doveva consegnare un campione per delle analisi – spiega Fausto Maggio, pensionato di 72 anni – una cosa che si fa velocemente perché non serve fare la fila. Ma ha trovato chiuso ed è tornata a casa. Allora sono andato io stesso a controllare: il cancello era aperto, ma gli uffici completamente chiusi senza alcun avviso. C’erano molte persone, tutte perplesse, che aspettavano. Così sono tornato a casa e ho chiamato il centralino dell’ospedale. Da lì, incomprensibilmente, mi hanno passato l’ospedale di Orbetello, dove naturalmente non sapevano nulla».

Così con la moglie Maggio prende la macchina e va al Misericordia a consegnare il campione. «Mentre eravamo lì – prosegue – ho ricevuto una telefonata dallo stesso signore che mi aveva risposto da Orbetello e che gentilmente si era attivato per indicarmi un’alternativa, cioè andare al Misericordia, come già avevo fatto. Da cittadino sono davvero indignato perché se, come nel mio caso, uno può risolvere la cosa con i propri mezzi, ci rimette solo un’arrabbiatura e del tempo perso. Ma chi non ha la macchina o non ha tempo, cosa deve fare? È comunque disdicevole e vergognoso che chiudano un’intera struttura sanitaria per fare il ponte, per di più senza nemmeno un cartello alla porta».

Dello stesso avviso la signora Graziella Barazzuoli, che verso le 11 ha inviato via Facebook al Tirreno la stessa segnalazione del poliambulatorio chiuso, documentando l’attesa (vana) degli utenti anche con una foto (che pubblichiamo in alto) e una didascalia tanto lapidaria quanto disarmante: «Usl via Don Minzoni. Adesso chiuso senza nessun cartello informativo. Una quarantina di persone in attesa senza spiegazioni».

La spiegazione è arrivata nel primo pomeriggio su richiesta del Tirreno. «La riduzione degli orari di alcuni servizi al pubblico da parte della Asl 9 è stata comunicata alla cittadinanza, come avviene ogni anno, sia attraverso i media locali, che con una comunicazione in evidenza sulla home page del sito internet aziendale», spiega in una nota l’Asl. «Da una verifica che sarà possibile approfondire dal prossimo lunedì, inoltre, risulta che fosse stato messo anche un cartello al cancello di ingresso della struttura di via Don Minzoni, per avvertire l’utenza. Purtroppo questa mattina (venerdì 2 gennaio 2015, ndr) il cartello non c’era, forse portato via dal vento, rimosso accidentalmente o volontariamente. Ci scusiamo con l’utente». L’Asl aggiunge che tutti i servizi ad accesso diretto sono stati comunque all’ospedale Misericordia.

«Occorre precisare – prosegue l’Asl – che l’afflusso di utenti subisce una riduzione fisiologica nei ponti natalizi e festivi in generale; per cui l’azienda, se ci sono le condizioni, pianifica la razionalizzazione degli orari e della distribuzione delle risorse umane, per consentire le ferie al personale e ridurre i costi dei consumi energetici, concentrando i servizi in un solo presidio (in questo caso l’ospedale Misericordia)».

di Francesca Ferri

Il Tirreno – Edizione di Grosseto 03 gennaio 2015

 

Beh, stavolta proprio mi posso permettere di dire: “questo io l’avevo detto e previsto da tempo”. Proprio su questo blog a da diversi anni!

Tutti felici e beati (o beoti?) per poter far la spese il sabato la domenica e altri giorni festivi.

Perché questi si ed i servizi pubblici ai cittadini no?

Servizi sanitari in prima fila. Ma non solo.

Per poter fare un’analisi, una visita medica, un controllo sanitario, non sarebbe più giusto avere a disposizione questi anche nei fine settimana e nei giorni festivi? Anziché dover chiedere permessi e assentarsi dal lavoro?

Simile cosa per i servizi pubblici come quelli erogati da Comune, ed enti previdenziali come INPS e simili.

Nel nostro bel paese pare proprio di no. Consumare si, curarsi della propria persona no.

Come si fa a pensare che si possa migliorare la nostra vita in un paese che ragiona così?

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  1. Granocchiaio ha detto:

    L’Asl fa il ponte e chiude l’ambulatorio di via Don Minzoni
    Però i supermercati sono aperti anche nei giorni festivi. Presto forse anche 24h su 24h.


    Grosseto, porte serrate e nessun cartello di spiegazione. Decine di persone in attesa e scoppia la polemica

    GROSSETO. Chi doveva prendere un appuntamento, chi fare le analisi del sangue, chi consegnare un campione, chi chiedere un’informazione. Venerdì 2 gennaio per tutta la mattinata decine di persone si sono presentate davanti alla porta del poliambulatorio dell’Asl 9 in via Don Minzoni, come ogni giorno. Ma la porta o, meglio, le porte erano chiuse. Non un cartello che spiegava perché, non un’informazione su cosa fare e a chi rivolgersi in alternativa.
    Con il capodanno alle spalle e il sabato incombente, non c’è voluto molto a capire che gli uffici avevano fatto il ponte. Ma così, senza uno straccio di indicazione, si può chiudere un intero palazzo dove non si svolgono attività qualunque, ma si curano le persone? La domanda, in termini molto più arrabbiati, se la sono posta alcuni tra i presenti.
    «Mia moglie doveva consegnare un campione per delle analisi – spiega Fausto Maggio, pensionato di 72 anni – una cosa che si fa velocemente perché non serve fare la fila. Ma ha trovato chiuso ed è tornata a casa. Allora sono andato io stesso a controllare: il cancello era aperto, ma gli uffici completamente chiusi senza alcun avviso. C’erano molte persone, tutte perplesse, che aspettavano. Così sono tornato a casa e ho chiamato il centralino dell’ospedale. Da lì, incomprensibilmente, mi hanno passato l’ospedale di Orbetello, dove naturalmente non sapevano nulla».
    Così con la moglie Maggio prende la macchina e va al Misericordia a consegnare il campione. «Mentre eravamo lì – prosegue – ho ricevuto una telefonata dallo stesso signore che mi aveva risposto da Orbetello e che gentilmente si era attivato per indicarmi un’alternativa, cioè andare al Misericordia, come già avevo fatto. Da cittadino sono davvero indignato perché se, come nel mio caso, uno può risolvere la cosa con i propri mezzi, ci rimette solo un’arrabbiatura e del tempo perso. Ma chi non ha la macchina o non ha tempo, cosa deve fare? È comunque disdicevole e vergognoso che chiudano un’intera struttura sanitaria per fare il ponte, per di più senza nemmeno un cartello alla porta».
    Dello stesso avviso la signora Graziella Barazzuoli, che verso le 11 ha inviato via Facebook al Tirreno la stessa segnalazione del poliambulatorio chiuso, documentando l’attesa (vana) degli utenti anche con una foto (che pubblichiamo in alto) e una didascalia tanto lapidaria quanto disarmante: «Usl via Don Minzoni. Adesso chiuso senza nessun cartello informativo. Una quarantina di persone in attesa senza spiegazioni».
    La spiegazione è arrivata nel primo pomeriggio su richiesta del Tirreno. «La riduzione degli orari di alcuni servizi al pubblico da parte della Asl 9 è stata comunicata alla cittadinanza, come avviene ogni anno, sia attraverso i media locali, che con una comunicazione in evidenza sulla home page del sito internet aziendale», spiega in una nota l’Asl. «Da una verifica che sarà possibile approfondire dal prossimo lunedì, inoltre, risulta che fosse stato messo anche un cartello al cancello di ingresso della struttura di via Don Minzoni, per avvertire l’utenza. Purtroppo questa mattina (venerdì 2 gennaio 2015, ndr) il cartello non c’era, forse portato via dal vento, rimosso accidentalmente o volontariamente. Ci scusiamo con l’utente». L’Asl aggiunge che tutti i servizi ad accesso diretto sono stati comunque all’ospedale Misericordia.
    «Occorre precisare – prosegue l’Asl – che l’afflusso di utenti subisce una riduzione fisiologica nei ponti natalizi e festivi in generale; per cui l’azienda, se ci sono le condizioni, pianifica la razionalizzazione degli orari e della distribuzione delle risorse umane, per consentire le ferie al personale e ridurre i costi dei consumi energetici, concentrando i servizi in un solo presidio (in questo caso l’ospedale Misericordia)».
    di Francesca Ferri
    Il Tirreno – Edizione di Grosseto 03 gennaio 2015

    Beh, stavolta proprio mi posso permettere di dire: “questo io l’avevo detto e previsto da tempo”. Proprio su questo blog a da diversi anni!
    Tutti felici e beati (o beoti?) per poter far la spese il sabato la domenica e altri giorni festivi.
    Perché questi si ed i servizi pubblici ai cittadini no?
    Servizi sanitari in prima fila. Ma non solo.
    Per poter fare un’analisi, una visita medica, un controllo sanitario, non sarebbe più giusto avere a disposizione questi anche nei fine settimana e nei giorni festivi? Anziché dover chiedere permessi e assentarsi dal lavoro?
    Simile cosa per i servizi pubblici come quelli erogati da Comune, ed enti previdenziali come INPS e simili.
    Nel nostro bel paese pare proprio di no. Consumare si, curarsi della propria persona no.
    Come si fa a pensare che si possa migliorare la nostra vita in un paese che ragiona così?

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