L’ultimo saluto a Bruno

Bruno Terzo, Mons Pablo Colino e don Luigi Corsi

Bruno Terzo, Mons Pablo Colino e don Luigi Corsi

Di fronte alla morte, a questa morte di una persona cara, che ha sconvolto tutta la comunità di Braccagni, e particolarmente alla  moglie e al  figlio, esprimiamo tutto il nostro cordoglio e vicinanza più sincera.

La vita di Bruno non apparteneva solo alla famiglia naturale ma a tutta  la comunità di Braccagni.

Sentiamo dolorosamente il venir meno di rapporti personali, ricchi di affetto e collaborazione  per la famiglia e per gli amici. Abbiamo ascoltato la parola di Dio che ci ha detto che noi tutti dobbiamo desiderare  una vita diversa e nuova che solo Dio può donare in pienezza.

Perciò Bruno non è morto ma ha solo cambiato abitazione.

Ma Bruno chi era?

E’ stata una persona dinamica, introversa e estroversa; soprattutto creativa: ruminava il da farsi, progettava ciò che ruminava e metteva in esecuzione ciò che intelligentemente aveva progettato.

I riferimenti sono evidenti: l’azione di portare a cantare un coro di oltre 50 coristi, di cui 30 bambini, in S. Pietro.

Inoltre ha inventato la festa di S. Anna, alla fine della mietitura.

Ed ancora la tenace persistenza tesa ad ottenere l’uso dell’ex asilo parrocchiale a beneficio degli anziani.

La fantasmagoria dei vari festeggiamenti  e il tutto…aveva dato vita ad una comunità un po’ addormentata.

Il suo cervello era un laboratorio che l’impegnava di giorno ma…anche di notte. Pertanto Bruno ha lasciato la sua impronta a Braccagni e nel cuore della comunità di tutti i paesani.

Invito a non disperdere tanto impegno e tanto amore.

Nel concludere vorrei augurare a Bruno, dato il suo estro, a cogliere una  breve distrazione del Signore per procurarsi un posticino anche in Paradiso. E’ l’augurio che gli formulo con tanto affetto.

Don luigi corsi

 

Questa la traccia con cui don Luigi ha parlato alla funzione religiosa per Bruno.

Sentirla dalla sua voce è stata ancora più coinvolgente e commovente. Parlava di una persona che non solo aveva fatto tanto per il bene di tutto il paese, ma anche molto per la Chiesa, la parrocchia  e per don Luigi stesso.

Sentire con quale intensità ha parlato don Luigi è stato gioia e dolore assieme. Gioia per le belle parole,  riflessioni e ricordi così netti e significativi. Dolore nel comprendere quanto tutti saremo più poveri con la dipartita di Bruno.

Ma un’altra riflessione mi è venuta da fare. La stessa che oltre 25 anni feci quando don Luigi parlò alla funzione funebre per mio fratello Rodolfo. Era fine luglio, lui era sulle Alpi per qualche giorno di riposo. Mio fratello morì a seguito di un incidente stradale per colpa altrui. Aveva 42 anni, lasciava sua moglie Oria della sua stessa età, le figlie Susanna di 21 anni, Beatrice di 20 e Letizia di 16. Un fatto tremedeno, una famiglia distrutta. Noi tutti nella disperazione. Don Luigi era particolarmente vicino alla famiglia con Oria che all’epoca era la soprano del coro Livallia. Io senza più lacrime da versare.

L’omelia di don Lugi ebbe un pathos terrificante. Combattuto tra la forza di concepire frasi di circostanza e la voglia di unirsi al  pianto che chiaramente si percepiva in lui. Mi fece una grande tenerezza, lui chiamato a portare conforto quando sicuramente ne aveva bisogno anche  lui!

Un passo in particolare mi ha colpito, quando don Luigi ha detto: Bruno non è morto ma ha solo cambiato abitazione. Nel contesto delle sue appassionate parole  mi è parso ascoltare una verità così sentita ed evidente,  tale da sembrare quasi ovvia, perfino non bisognosa di fede.

Apprezzo i parroci per tante cose, ma certo quando officiano la pietosa funzione funebre mi sento particolarmente partecipe e vicino a loro.

Credo sia abbastanza facile capire a chi chiedono aiuto per questa difficile pietosa  e nobile funzione: sicuramente è Lui che li guida e li sorregge.

Ma quanta pena, comprensione e ammirazione ho per loro!

roberto tonini

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Di fronte alla morte, a questa morte di una persona cara, che ha sconvolto tutta la comunità di Braccagni, e particolarmente alla moglie e al figlio, esprimiamo tutto il nostro cordoglio e vicinanza più sincera.

    La vita di Bruno non apparteneva solo alla famiglia naturale ma a tutta la comunità di Braccagni.

    Sentiamo dolorosamente il venir meno di rapporti personali, ricchi di affetto e collaborazione per la famiglia e per gli amici. Abbiamo ascoltato la parola di Dio che ci ha detto che noi tutti dobbiamo desiderare una vita diversa e nuova che solo Dio può donare in pienezza.

    Perciò Bruno non è morto ma ha solo cambiato abitazione.

    Ma Bruno chi era?

    E’ stata una persona dinamica, introversa e estroversa; soprattutto creativa: ruminava il da farsi, progettava ciò che ruminava e metteva in esecuzione ciò che intelligentemente aveva progettato.

    I riferimenti sono evidenti: l’azione di portare a cantare un coro di oltre 50 coristi, di cui 30 bambini, in S. Pietro.

    Inoltre ha inventato la festa di S. Anna, alla fine della mietitura.

    Ed ancora la tenace persistenza tesa ad ottenere l’uso dell’ex asilo parrocchiale a beneficio degli anziani.

    La fantasmagoria dei vari festeggiamenti e il tutto…aveva dato vita ad una comunità un po’ addormentata.

    Il suo cervello era un laboratorio che l’impegnava di giorno ma…anche di notte. Pertanto Bruno ha lasciato la sua impronta a Braccagni e nel cuore della comunità di tutti i paesani.

    Invito a non disperdere tanto impegno e tanto amore.

    Nel concludere vorrei augurare a Bruno, dato il suo estro, a cogliere una breve distrazione del Signore per procurarsi un posticino anche in Paradiso. E’ l’augurio che gli formulo con tanto affetto.

    Don luigi corsi

    Questa la traccia con cui don Luigi ha parlato alla funzione religiosa per Bruno.

    Sentirla dalla sua voce è stata ancora più coinvolgente e commovente. Parlava di una persona che non solo aveva fatto tanto per il bene di tutto il paese, ma anche molto per la Chiesa, la parrocchia e per don Luigi stesso.

    Sentire con quale intensità ha parlato don Luigi è stato gioia e dolore assieme. Gioia per le belle parole, riflessioni e ricordi così netti e significativi. Dolore nel comprendere quanto tutti saremo più poveri con la dipartita di Bruno.

    Ma un’altra riflessione mi è venuta da fare. La stessa che oltre 25 anni feci quando don Luigi parlò alla funzione funebre per mio fratello Rodolfo. Era fine luglio, lui era sulle Alpi per qualche giorno di riposo. Mio fratello morì a seguito di un incidente stradale per colpa altrui. Aveva 42 anni, lasciava sua moglie Oria della sua stessa età, le figlie Susanna di 21 anni, Beatrice di 20 e Letizia di 16. Un fatto tremedeno, una famiglia distrutta. Noi tutti nella disperazione. Don Luigi era particolarmente vicino alla famiglia con Oria che all’epoca era la soprano del coro Livallia. Io senza più lacrime da versare.

    L’omelia di don Lugi ebbe un pathos terrificante. Combattuto tra la forza di concepire frasi di circostanza e la voglia di unirsi al pianto che chiaramente si percepiva in lui. Mi fece una grande tenerezza, lui chiamato a portare conforto quando sicuramente ne aveva bisogno anche lui!

    Un passo in particolare mi ha colpito, quando don Luigi ha detto: Bruno non è morto ma ha solo cambiato abitazione. Nel contesto delle sue appassionate parole mi è parso ascoltare una verità così sentita ed evidente, tale da sembrare quasi ovvia, perfino non bisognosa di fede.

    Apprezzo i parroci per tante cose, ma certo quando officiano la pietosa funzione funebre mi sento particolarmente partecipe e vicino a loro.

    Credo sia abbastanza facile capire a chi chiedono aiuto per questa difficile pietosa e nobile funzione: sicuramente è Lui che li guida e li sorregge.

    Ma quanta pena, comprensione e ammirazione ho per loro!

    roberto tonini

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