Viviana

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Viviana Pisacane

Rossana, Bruno, Masino e ora Viviana. In dodici mesi amici carissimi, a loro modo tutte persone eccezionali, se ne sono andate.

Viviana Pisacane aveva l’età di Laura, mia moglie, ed avevano frequentato le scuole elementari assieme. Tre anni di differenza, più uno perché ero andato a scuola un anno prima, sono troppi, per cui i ricordi di scuola comuni con Viviana non esistono quasi. Poi lei si trasferisce a Grosseto, studia fino alla laurea in italiano.

Era la più carina della classe, basta vedere le foto dell’epoca, ma era anche la più brava. Quindi la prediletta della famigerata maestra Mascherini.

Come tanti altri che lasciano il paese, si sa che sono a Grosseto, ma non si vedono più, non ci si parla più.

Con lei le cose sono andate un po’ diversamente. Il blog www.braccagni.info e poi Facebook, specie con foto, magari dell’epoca, fanno riavvicinare persone che non si vedevano da decenni. E così succede con lei. La foto è pubblicata, la prima volta sul blog e poi uno scambio di battute e così, come con tantissimi altri, si riallacciano contatti oramai quasi dimenticati.

Con lei il caso ci fece avvicinare molto. Io stavo ultimando il mio libro I miei Acquisti in Maremma e cercavo chi mi potesse fare una rilettura e una aggiustatina alla mia grammatica e alla mia sintassi. Gli proposi la cosa e lei senza indugi mi disse: vediamo, se posso….

Senza rendermene conto gli avevo chiesto di fare un lavoro pesantissimo. Poi siccome il libro era scritto una parte con il “mio italiano” e una parte con il “mio parlato” la cosa divenne veramente difficilissima. Per fortuna mi disse che il libro gli piaceva, che si era appassionata ai ricordi descritti e che faceva questa compito assai volentieri. Avevo mandato il manoscritto anche a mia cugina Paola, nativa di qui, ma poi trasferitasi in alta Italia, oggi a Monza. Lei mi avrebbe riguardato certi ricordi, ma anche una lettura da persona che ama la Maremma e il suo linguaggio, ma come una persona che non vi abita più. Quindi venne a formarsi un trio con lavori e compiti diversi. Viviana che cercava di correggere certe frasi costruite un po’ così, Paola che si raccomandava di non cambiare troppo perché altrimenti si sarebbe perso il vero sapore della lingua maremmana. D’altra parte anche Viviana aveva degli scrupoli perché, mi diceva, io posso cambiare certe costruzioni, ma così facendo non sei più tu che parli. E, bontà sua, lei diceva che amava come io mi esprimevo. Insomma un lavoro bestiale! Una volta si conobbero pure Viviana a Paola e divennero subito amiche. Una volta terminato il lavoro di Viviana, e su suo consiglio, rilessi tutto il libro “ascoltando” quello che leggevo. Dove ad orecchio la cosa non mi piaceva doveva cambiare!

Alla fine come Dio volle il libro fu stampato e presentato in Comune dove vennero le mie Muse: Viviana e Paola. Il libro piacque e ne fummo tutti felici.

Da allora ho continuato a scrivere articoli per giornali, sia on line che su carta. E quando non mi sentivo tranquillo gli mandavo il pezzo perché me lo rivedesse. Lei lo faceva con entusiasmo e io ero più felice di lei. Qualche volta mi diceva: ci sarebbe stato qualcosa da cambiare, ma se poi lo cambio non sei più tu che parli, e a me piace come tu racconti. Figurarsi io come ero felice.

Sui miei articoli pubblicati on line su vari blog interveniva con suoi commenti, spesso assai benevoli. Ma anche occasioni per scrivere dei veri e propri pezzi suoi dove si sentiva tutta la passione che aveva per le cose, i ricordi delle persone e della vissuta al paese.

Mi faceva i complementi per tutto quello che facevo, e per questo mi diceva di essere disponibile a darmi una mano, fino dove poteva arrivare. Più volte mi ha accennato alla possibilità di scrivere assieme i ricordi su Braccagni. La cosa si era accesa ancor più forte dopo che organizzammo la Prima Rimpatriata dei Braccagnini dove ci rivedemmo con persone “rimpatriate” un po’ da tutta Italia.

Laura, Viviana e Paola

Laura, Viviana e Paola

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  1. Roberto Tonini ha detto:

    Rossana, Bruno, Masino e ora Viviana. In dodici mesi amici carissimi, a loro modo tutte persone eccezionali, se ne sono andate.

    Viviana Pisacane aveva l’età di Laura, mia moglie, ed avevano frequentato le scuole elementari assieme. Tre anni di differenza, più uno perché ero andato a scuola un anno prima, sono troppi, per cui i ricordi di scuola comuni con Viviana non esistono quasi. Poi lei si trasferisce a Grosseto, studia fino alla laurea in italiano.

    Era la più carina della classe, basta vedere le foto dell’epoca, ma era anche la più brava. Quindi la prediletta della famigerata maestra Mascherini.

    Come tanti altri che lasciano il paese, si sa che sono a Grosseto, ma non si vedono più, non ci si parla più.

    Con lei le cose sono andate un po’ diversamente. Il blog http://www.braccagni.info e poi Facebook, specie con foto, magari dell’epoca, fanno riavvicinare persone che non si vedevano da decenni. E così succede con lei. La foto è pubblicata, la prima volta sul blog e poi uno scambio di battute e così, come con tantissimi altri, si riallacciano contatti oramai quasi dimenticati.

    Con lei il caso ci fece avvicinare molto. Io stavo ultimando il mio libro I miei Acquisti in Maremma e cercavo chi mi potesse fare una rilettura e una aggiustatina alla mia grammatica e alla mia sintassi. Gli proposi la cosa e lei senza indugi mi disse: vediamo, se posso….

    Senza rendermene conto gli avevo chiesto di fare un lavoro pesantissimo. Poi siccome il libro era scritto una parte con il “mio italiano” e una parte con il “mio parlato” la cosa divenne veramente difficilissima. Per fortuna mi disse che il libro gli piaceva, che si era appassionata ai ricordi descritti e che faceva questa compito assai volentieri. Avevo mandato il manoscritto anche a mia cugina Paola, nativa di qui, ma poi trasferitasi in alta Italia, oggi a Monza. Lei mi avrebbe riguardato certi ricordi, ma anche una lettura da persona che ama la Maremma e il suo linguaggio, ma come una persona che non vi abita più. Quindi venne a formarsi un trio con lavori e compiti diversi. Viviana che cercava di correggere certe frasi costruite un po’ così, Paola che si raccomandava di non cambiare troppo perché altrimenti si sarebbe perso il vero sapore della lingua maremmana. D’altra parte anche Viviana aveva degli scrupoli perché, mi diceva, io posso cambiare certe costruzioni, ma così facendo non sei più tu che parli. E, bontà sua, lei diceva che amava come io mi esprimevo. Insomma un lavoro bestiale! Una volta si conobbero pure Viviana a Paola e divennero subito amiche. Una volta terminato il lavoro di Viviana, e su suo consiglio, rilessi tutto il libro “ascoltando” quello che leggevo. Dove ad orecchio la cosa non mi piaceva doveva cambiare!

    Alla fine come Dio volle il libro fu stampato e presentato in Comune dove vennero le mie Muse: Viviana e Paola. Il libro piacque e ne fummo tutti felici.

    Da allora ho continuato a scrivere articoli per giornali, sia on line che su carta. E quando non mi sentivo tranquillo gli mandavo il pezzo perché me lo rivedesse. Lei lo faceva con entusiasmo e io ero più felice di lei. Qualche volta mi diceva: ci sarebbe stato qualcosa da cambiare, ma se poi lo cambio non sei più tu che parli, e a me piace come tu racconti. Figurarsi io come ero felice.

    Sui miei articoli pubblicati on line su vari blog interveniva con suoi commenti, spesso assai benevoli. Ma anche occasioni per scrivere dei veri e propri pezzi suoi dove si sentiva tutta la passione che aveva per le cose, i ricordi delle persone e della vissuta al paese.

    Mi faceva i complementi per tutto quello che facevo, e per questo mi diceva di essere disponibile a darmi una mano, fino dove poteva arrivare. Più volte mi ha accennato alla possibilità di scrivere assieme i ricordi su Braccagni. La cosa si era accesa ancor più forte dopo che organizzammo la Prima Rimpatriata dei Braccagnini dove ci rivedemmo con persone “rimpatriate” un po’ da tutta Italia.

  2. Gilberto Di Paolo ha detto:

    Mia carissima Amica, ho lasciato passare qualche giorno prima di scriverti; dopo alcune parole, mi assaliva la commozione e non riuscivo ad andare avanti.
    Ho un bel ricordo di te, mia cara compagna di scuola elementare; ti ricordo con le tue lunghe nere trecce, sempre molto ben curata, bravissima a scuola, ammirata dalle compagne ed ambita da tutti i maschietti della classe. La tua bravura mi metteva tale soggezione che non osavo nemmeno rivolgerti la più semplice delle domande, tanto mi sentivo immeritevole della tua considerazione; mi limitavo perciò solo a furtivi sguardi di ammirazione.
    Ci siamo persi di vista per lunghissimo tempo per poi ritrovarsi dopo quasi sessanta anni, grazie alla capacità di Roberto e Laura di riunire la classe elementare della maestra Mascherini. Abbiamo così iniziato un fitto e profondo dialogo via mail e, incontrandosi via via, raccontando le nostre esperienze, le preoccupazioni, le gioie dei figli, il lavoro, dubbiosi all’inizio che alla nostra età si potessero ancora condividere storie e avvenimenti così lontani nel tempo e nei luoghi: la tua vita dedicata quasi esclusivamente alla famiglia, ai figli e alla tua professione di insegnante, la mia dedicata maggiormente al lavoro e a girare il mondo.
    Se da bambino ho avuto modo di apprezzare la tua intelligenza e il tuo zelo di scolara modello, in questi tre anni ho avuto modo di apprezzare le tue virtù, la tua umiltà, la tua intellettualità, la tua intelligenza, le tue grandi dote umane e la disponibilità per tutti: sei stata una Donna speciale Viviana e mi mancherai. Ti voglio bene!

  3. Pietro Luzi ha detto:

    Cara Viviana,
    è il tuo compleanno e sei con la tua adorata mamma, ma anche con Lia e Paolo ai quali ti ha, sicuramente, affidato l’Angelo custode, dolce compagno di questo tuo prematuro viaggio. Non sono necessarie parole aggiuntive a quelle dette, in maniera mirabile, dai tuoi amici che mi hanno preceduto. E poi quel sorriso immortalato da Roberto Tonini…..Impossibile conoscerti e non volerti bene. Ho conosciuto Michele e Simone i tuoi “gioielli” dei quali sei, a buon diritto, orgogliosa e con loro ho condiviso l’ impotenza della scienza medica di fronte a questa malattia che non lascia una, seppur minima,possibilità ed anche, però, la dignità con la quale l’hai affrontata.
    Un bacio

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