Cani & gatti: che business!

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Il sondaggio che avevo lanciato sull’articolo che dava notizia del nuovo servizio di onoranze funebri per cani e gatti a Grosseto ha dato questi risultati:

È semplicemente un’operazione di marketing     44%

È una idea per misurare il livello kulturale delle genti di maremma     22%

È un’offesa per chi combatte la fame nel mondo     11%

È proprio una gran bella pensata     11%

Questi risultati non avranno il massimo del rigore scientifico, ma danno un’idea abbastanza precisa e, a mio modo di vedere, veritiera.

L’aliquota di persone che giudicano positivamente l’iniziativa si ferma ad un 11%, ma forse gli amanti del genere seguono poco il nostro blog.

Non molto lusinghiera la posizione che la valuta come un’offesa per chi combatte la fame nel mondo con 11%

L’idea che l’inziativa fosse per testare il livello culturale delle genti di Maremma, chiaramente provocatoria, ha riscosso un bel 22%

Con una notevole dose di realismo l’operazione è stata giudicata un’operazione di marketing dal 44% delle risposte. Idea che mi  sento di sottoscrivere in pieno. Oramai il business degli animali da compagnia è diventato l’affare del secolo! Avete fatto caso a quanti negozi specializzati in mangimi e articoli vari per animali hanno aperto e stanno prosperando a Grosseto? Solo di quelli specializzati ne ho contati una quindicina! Ma a questi devono essere aggiunti i reparti del genere che sono presenti in qualsiasi piccolo o grande negozio o supermercato.

Anche nel nostro limitato osservatorio in Braccagni possiamo notare che il numero dei cani viventi oggi in paese è aumentato in maniera eclatante, mai visti così tanti almeno negli ultimi 50 anni. Non c’è strada dove non si incontri il caro amico a guinzaglio con il suo accompagnatore. C’è chi perfino va a spasso con una muta di 4 cani!

Tutto questo potrebbe far pensare ad un risveglio dell’attenzione e dell’amore dell’uomo per il suo amico per antonomasia. Magari chiosati da proclami tipo ”un uomo ti può tradire, un cane mai”. Anche l’aumento degli animalisti potrebbe far pensare ad un risveglio di questi sentimenti.  Io non la penso affatto così.

Tralascio la maligna osservazione che spesso un cane in famiglia, specie nelle giovani coppie,  occupa il posto di un figlio che non si vuole o che non si puole.

Io credo che tutto sia mosso dal business. Animalisti compresi.

Il Sole 24ore segnala che il mercato del cibo per animali vale quattro volte quello degli alimenti per bambini!!! Toh, ma guarda un po’! E che il mercato internazionale di questa industria ammonta a qualcosa come 67 miliardi di dollari. Per quelli com me della vecchia guardia sono 129.712.000.000, si legge 129 mila miliardi di lire, e spiccioli.

Per Nestlè, il più grande gruppo mondiale per il cibo, il pet food è il settore più redditizio dopo il caffè e nei prossimi anni – rivela la Morgan Stanley – sarà fonte del 20% della crescita dell’EBIT, Earnings Before Interests and Taxes.

Sempre lo stesso articolo esamina il mercato italiano dove le stime di Euromonitor parlano di quasi 7 milioni di cani e 7 milioni e mezzo di gatti ospitati nelle famiglie. Il mercato italiano non sta risentendo della recessione. La categoria principale degli alimenti per animali da compagnia, quella per cane e gatto, cresce del 2,1 per cento. L’aumento è superiore alla media europea pari all’1,6%

Con queste cifre in gioco è facile capire quanto possente e devastante possa essere l’azione per fare pressioni e indirizzare idee per poi incrementare i consumi. Con questo arsenale bellico non si arriva solo alla vendita pura e semplice degli animali, dei mangimi e dei loro accessori. Il vero terreno di conquista è l’”animo sensibile” delle persone che poi si ritrovano “animalisti” convinti. E anche uno poco prepotenti.

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Dalla cremazione alla sepoltura
Comprese incombenze burocratiche
Possibilità di scelta in un vasto catalogo di urne, lapidi e targhe ricordo
Possibilità di conservazione delle ceneri in ciondoli per decorare bracciali o collane, o anche di inserire in ovuli biodegradabili insieme al seme di un fiore o di una pianta a scelta, per far germogliare in vaso o in giardino.
Possibilità di utilizzare le ceneri per trasformarle in diamante (chiaramente con tempi e costi superiori)
Possibilità di stampare un Qr code sulla lapide o sull’urna cineraria o su altri oggetti: una volta inquadrato con il telefonino il codice fa accedere ai contenuti multimediali che fanno “rivedere” anche solo virtualmente il proprio amico.
Prevista la possibilità di pagamenti personalizzati con la massima flessibilità.
(da il Tirreno del 23 luglio 2015)

Cosa ne pensi?
1. È proprio una gran bella pensata
2. È semplicemente un’’operazione di marketing
3. È un tentativo in più per uscire dalla crisi economica che attanaglia il mondo
4. È un tentativo di superare la superiorità del nord rispetto al sud
5. È un’’offesa per chi combatte la fame nel mondo
6. È un’iniziativa da segnalare per il premio Nobel
7. È una classica “burla toscana”
8. È una geniale idea per misurare il livello kulturale delle umani genti di Maremma
9. È un effetto collaterale del caldo di quest’anno
10. È un enorme fenomeno di anossia del tipo verificatasi nella laguna di Orbetello

Archiviato in: I RICORDI E I PERSONAGGILA CULTURALA VITA DI PAESESPIGOLATURE

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Dalla cremazione alla sepoltura
    Comprese incombenze burocratiche
    Possibilità di scelta in un vasto catalogo di urne, lapidi e targhe ricordo
    Possibilità di conservazione delle ceneri in ciondoli per decorare bracciali o collane, o anche di inserire in ovuli biodegradabili insieme al seme di un fiore o di una pianta a scelta, per far germogliare in vaso o in giardino.
    Possibilità di utilizzare le ceneri per trasformarle in diamante (chiaramente con tempi e costi superiori)
    Possibilità di stampare un Qr code sulla lapide o sull’urna cineraria o su altri oggetti: una volta inquadrato con il telefonino il codice fa accedere ai contenuti multimediali che fanno “rivedere” anche solo virtualmente il proprio amico.
    Prevista la possibilità di pagamenti personalizzati con la massima flessibilità.
    (da il Tirreno del 23 luglio 2015)

    Cosa ne pensi?
    1. È proprio una gran bella pensata
    2. È semplicemente un’’operazione di marketing
    3. È un tentativo in più per uscire dalla crisi economica che attanaglia il mondo
    4. È un tentativo di superare la superiorità del nord rispetto al sud
    5. È un’’offesa per chi combatte la fame nel mondo
    6. È un’iniziativa da segnalare per il premio Nobel
    7. È una classica “burla toscana”
    8. È una geniale idea per misurare il livello kulturale delle umani genti di Maremma
    9. È un effetto collaterale del caldo di quest’anno
    10. È un enorme fenomeno di anossia del tipo verificatasi nella laguna di Orbetello

  2. mezzolitro ha detto:

    Per me la numero due, un pò di seconda scelta ma sempre di marketing si tratta, in giro si vedono cose incredibili che chiamare amore per gli animali è riduttivo e fuorviante, c’è davvero gente fori di testa, e quelli sò il target della neo impresa…

  3. Ric ha detto:

    Sono d’accordo con mezzolitro, c’è un pseudo amore per gli animali che fa pensare che molti siano fuori di testa giungendo a fare cose impossibili per coloro che hanno un minimo di ragionamento, come il collare di (finti) brillanti per il gatto di casa o la cuccia di raso per il barboncino. A proposito, avete visto quanti barboncini ci sono? E poi portati a spasso anche da uomini, che una volta si sarebbero sotterrati dalla vergogna essendo un cane prediletto dal sesso femminile.
    Dietro tutto questo c’è il potente marketing delle multinazionali del cibo per pet dog o pet cat (i cani o gatti di casa); una volta i cani mangiavano una volta al giorno e gli avanzi della famiglia, oggi hanno le scatolette di cibo (anche linee bio… ) che paiono delle diete per umani.
    Forse è bene fermarsi un attimo e ragionare, a mio avviso è una cosa preoccupante e non è espressione di amore verso gli animali, ma qualcos’altro…

  4. Granocchiaio ha detto:

    tra blog, Facebook e messaggi in privato ho un discreto numero di risposte che stò elaborando, che pubblicherò e che commenterò!
    grazie

  5. Granocchiaio ha detto:

    Il sondaggio che avevo lanciato sull’articolo che dava notizia del nuovo servizio di onoranze funebri per cani e gatti a Grosseto ha dato questi risultati:

    È semplicemente un’operazione di marketing 44%

    È una idea per misurare il livello kulturale delle genti di maremma 22%

    È un’offesa per chi combatte la fame nel mondo 11%

    È proprio una gran bella pensata 11%

    Questi risultati non avranno il massimo del rigore scientifico, ma danno un’idea abbastanza precisa e, a mio modo di vedere, veritiera.

    L’aliquota di persone che giudicano positivamente l’iniziativa si ferma ad un 11%, ma forse gli amanti del genere seguono poco il nostro blog.

    Non molto lusinghiera la posizione che la valuta come un’offesa per chi combatte la fame nel mondo con 11%

    L’idea che l’inziativa fosse per testare il livello culturale delle genti di Maremma, chiaramente provocatoria, ha riscosso un bel 22%

    Con una notevole dose di realismo l’operazione è stata giudicata un’operazione di marketing dal 44% delle risposte. Idea che mi sento di sottoscrivere in pieno. Oramai il business degli animali da compagnia è diventato l’affare del secolo! Avete fatto caso a quanti negozi specializzati in mangimi e articoli vari per animali hanno aperto e stanno prosperando a Grosseto? Solo di quelli specializzati ne ho contati una quindicina! Ma a questi devono essere aggiunti i reparti del genere che sono presenti in qualsiasi piccolo o grande negozio o supermercato.

    Anche nel nostro limitato osservatorio in Braccagni possiamo notare che il numero dei cani viventi oggi in paese è aumentato in maniera eclatante, mai visti così tanti almeno negli ultimi 50 anni. Non c’è strada dove non si incontri il caro amico a guinzaglio con il suo accompagnatore. C’è chi perfino va a spasso con una muta di 4 cani!

    Tutto questo potrebbe far pensare ad un risveglio dell’attenzione e dell’amore dell’uomo per il suo amico per antonomasia. Magari chiosati da proclami tipo ”un uomo ti può tradire, un cane mai”. Anche l’aumento degli animalisti potrebbe far pensare ad un risveglio di questi sentimenti. Io non la penso affatto così.

    Tralascio la maligna osservazione che spesso un cane in famiglia, specie nelle giovani coppie, occupa il posto di un figlio che non si vuole o che non si puole.

    Io credo che tutto sia mosso dal business. Animalisti compresi.

    Il Sole 24ore segnala che il mercato del cibo per animali vale quattro volte quello degli alimenti per bambini!!! Toh, ma guarda un po’! E che il mercato internazionale di questa industria ammonta a qualcosa come 67 miliardi di dollari. Per quelli com me della vecchia guardia sono 129.712.000.000, si legge 129 mila miliardi di lire, e spiccioli.

    Per Nestlè, il più grande gruppo mondiale per il cibo, il pet food è il settore più redditizio dopo il caffè e nei prossimi anni – rivela la Morgan Stanley – sarà fonte del 20% della crescita dell’EBIT, Earnings Before Interests and Taxes.

    Sempre lo stesso articolo esamina il mercato italiano dove le stime di Euromonitor parlano di quasi 7 milioni di cani e 7 milioni e mezzo di gatti ospitati nelle famiglie. Il mercato italiano non sta risentendo della recessione. La categoria principale degli alimenti per animali da compagnia, quella per cane e gatto, cresce del 2,1 per cento. L’aumento è superiore alla media europea pari all’1,6%

    Con queste cifre in gioco è facile capire quanto possente e devastante possa essere l’azione per fare pressioni e indirizzare idee per poi incrementare i consumi. Con questo arsenale bellico non si arriva solo alla vendita pura e semplice degli animali, dei mangimi e dei loro accessori. Il vero terreno di conquista è l’”animo sensibile” delle persone che poi si ritrovano “animalisti” convinti. E anche uno poco prepotenti.

  6. Ric ha detto:

    Incredibile, a mio avviso, come ormai gran parte della popolazione si lasci guidare dalla pubblicità e dai messaggi di falso amore verso gli animali lanciati per vendere un qualsiasi prodotto per uso animale.
    A pesare c’è poi il grave disagio alimentare di certi popoli che contrasta con questo autentico spreco che a mio avviso è moralmente criticabile. Inoltre ho notato che alcuni trattano gli animali, specialmente i cuccioli, come se fossero dei giocattoli, dei pupazzi con cui giocare. Anche Papa Francesco in merito ha espresso un serio ammonimento che a mio avviso è giusto e coerente con il propagarsi del fenomeno.
    Inutile commentare con il solito “ai miei tempi…”, però agli animali deve essere data la giusta dimensione e il miglior trattamento possibile senza cadere in questi fenomeni di idolatria verso esseri viventi che non la capiscono e probabilmente neanche l’apprezzano.

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