La strage degli innocenti continua

All’inizio della strada delle Gerlette

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prima c’erano due splendidi  e imponenti pini

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……poi ne è rimasto uno solo

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stamattina hanno iniziato le operazioni per distruggerlo

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e questo è il risultato

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io ho contato 90 cerchi di accrescimento, ma non riesco a contare quelli centrali………….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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questo era un cedro del Libano che faceva bella la nostra stazione

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e questo era un’altro

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dopo qualche anno dalla distruzione oggi si presenta così

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e l’altro così

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questo sudicimaio però non lo taglia nessuno

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e nemmeno questo

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e nemmeno questo

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e nemmeno questo !!!

Distruggiamo gli alberi e lasciamo incolte le erbacce!

Questa è la nostra Italia attualmente.

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    All’inizio della strada delle Gerlette prima c’erano due splendidi e imponenti pini

    ……poi ne è rimasto uno solo; stamattina hanno iniziato le operazioni per distruggerlo; sul pedone rimasto io ho contato 90 cerchi di accrescimento, ma non riesco a contare quelli centrali………….

    Alla stazione c’era un maestoso cedro del Libano che faceva bella la nostra stazione

    e poi un altro forse anche più bello: dopo qualche anno dalla distruzione oggi ci sono dei poveri moncherini secchi
    ai margini della stazione e in mezzo ai binari c’è un sudicimaio che però non lo taglia nessuno

    DISTRUGGIAMO GLI ALBERI E LASCIAMO INCOLTE LE ERBACCE!
    Questa è la nostra Italia attualmente.

  2. nello ha detto:

    Onestamente ho pensato molto se intervenire o meno, poi, prevedendo fulmini e saette, ho deciso di dire la mia. Sono un amante degli alberi, per conferma basta vedere intorno casa mia, ma devo riconoscere che, in certi casi, il titolo posto dal Granocchiaio è sbagliato. Forse non è il caso del pino del passaggio a livello, ma che dire dei pini lungo la strada delle Gerlette (su FB la gente si sbizzarrisce) o di quelli di via Sgarallino? In entrambi i casi sono stati piantati molti anni fa (quelli del paese verso la fine degli anni ’60) da privati. Belli, utili specie durante l’estate ma sono pini e le loro radici, col tempo, diventano pericolose e quindi bisogna gioco forza intervenire. I metodi d’intervento vengono dettati da “esperti” e ritengo che bisogna attenersi ad essi, anche se in certi casi, non li condividiamo. Anni fa dovetti intervenire su un cedro del Libano del mio giardino e fatta la trafila legale per l’intervento,mi fu imposto sia il taglio (la pianta in effetti danneggiava il vicino in quanto non c’erano le distanze) ma nel contempo la sua sostituzione con altre due piante. Ecco è quello che sta avvenendo a Grosseto (vedere l’ultimo intervento in via Telamonio) e quello che dovrebbe avvenire anche a Braccagni sia in via Sgarallino che sulla Gerlette. Ecco perchè ritengo che sia sbagliato il generico “strage degli innocenti”. Riconosco invece giusto il “maiuscolato”: perchè il comune non interviene con sanzioni verso coloro che non accudiscono il verde o presunto tale? e guardate bene che in paese non sono solo le FF.SS. che se ne fregano e nel contempo perchè a me privato cittadino fu imposto la nuova piantumazione e ad altri, vedi il riferimento alla stazione, no? Poi ci sono le leggi che purtroppo (ma come può essere diversamente di fronte al numero, oltre 37000, e all’inconcruità di nuove che non annullano le vecchie) non conosciamo: a Sticciano, di fronte alla pericolosità, c’è il divieto di intervento perchè sono soggetti alle norme paesaggistiche (mi sembra che siano nella stessa situazione quelli degli Acquisti). In tutto questo ci siamo noi che ci arrabbiamo se per via Sgarallino i marciapiedi sono impraticabili (in pratica come la strada) e nel contempo arrabbiandosi poi se l’intervento è drastico (staremo a vedere nel futuro se ai sopralluoghi seguiranno i tagli).
    Ultima annotazione, si parla di piante non autoctone (la stessa pineta, nostro vanto anche ora dopo l’incendio devastante di tre anni fa, fu impiantata dai Lorena) quindi reputo giusto sostituire i pini (o i miei cedri, se dovessero divenire pericolosi) con dei bei lecci che fanno sempre verde e , forse con meno effetto, ombra, vedi ad esempio al Centro Sociale.

  3. mezzolitro ha detto:

    Certo che a Braccagnopoli è veramente difficile contentavvi, chi vole l’arrosto, chi vole il lesso, che palle!
    Mi ricordo benissimo che ai tempi della Circoscrizione moltissimi venivano a lamentassi della pericolosità dei pini delle Gerlette, specialmente i più prossimi al passaggio a livello che obiettivamente erano piuttosto minacciosi. Più volte ho sollecitato il comune a intervenì, niente da fà, problemi di competenze che le Ferrovie hanno risolto cò le motoseghe.
    Per i cedri invece nessuno aveva da dì, le Ferrovie però l’hanno segati lo stesso. Mi pare di capì che le Ferrovie fanno come gli pare. O no?

  4. Ric ha detto:

    C’è da dire una cosa: che i pini in questione (Pini Domestici) possono essere anche nati da sè nel passato anche per effetto di disseminazione naturale da vento, ecc. Ma il Cedro del Libano è stato certamente piantato da qualcuno. Riguardo le erbacce attorno alle massicciate ferroviarie in Italia, vuoi per il clima e per il regime di piogge, appaiono più imponenti che nel resto delle massicciate delle ferrovie europee. Se si tratta di grandi stazioni o luoghi in cui si tende a mantenere un decoro, Rfi interviene con diserbanti o disseccanti (magari in ore in cui nessuno vede, per non alimentare discussioni tra gli ecologisti); in piccole stazioni e località dove non è sentito questo problema si lasciano le cose come stanno, fin quando non è necessario intervenire meccanicamente (vedi la massicciata ferroviaria di Grosseto a sud della stazione). Insomma, in poche parole, la tutela del paesaggio attorno alle resedi ferroviarie non è sentita come in nazioni quali l’Austria o la Svizzera, dove un taglio di un albero è quasi un reato penale e la cura e mantenimento delle massicciate ferroviarie assolve anche funzioni paesaggistiche tipiche. E’ anche una questione di soldi e… di teste, l’osservazione di Mezzolitro è giusta.

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