Biografia dei premi: Alberto Inglesi

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Suo babbo, Aldo Inglesi venne in Maremma come intagliatore di legno, “al soldo” come si diceva, della famiglia Grottanelli.

Terminati i lavori specifici ripiegò sul mestiere di falegname appoggiandosi come base operativa presso un altro falegname, e cioè Urio Massetti.

Con suo fratello maggiore Luciano eravamo d’età ed era quello che frequentavo di più con i comuni amici come il Frustalupi, il Ganna e il Ciriaco. La famiglia si trasferì poi a Siena quando ancora erano ragazzi e dove tuttora vivono.

Mi riportò da Alberto qualche anno fa Bruno Terzo perché eravamo alla ricerca di un bozzetto per il monumento al buttero Santi Quadalti perito nell’alluvione del 1966 mentre cercava di rimettere le bestie Maremmane. Infatti Alberto era nel frattempo divenuto valentissimo scultore noto e apprezzato a livello nazionale e oltre. Avendo Bruno lavorato come dirigente al Monte dei Paschi proprio a Siena, l’aveva incontrato, quindi ammirato e poi divenuti amici. Alberto aveva, ed ha, ancora nel cuore la terra natia.

Io  onestamente non lo conoscevo così  e solo Bruno mi fece scoprire per esempio che la scultura “La Giustizia” posta nel giardino della Fondazione il Sole Onlus a Grosseto, nel Viale Uranio, era opera sua.

Fu un incontro meraviglioso. Scoprii una persona affabile e molto legato alla terra natale. Ma anche un personaggio con vero carisma, il suo fisico e la sua personalità è quella di un artista con del fuoco vivo in corpo che lui stesso pena a controllare.

Ci portò nella sua officina-laboratorio e per me fu come rientrare nei locali dove lavoravano da fabbri di mio babbo e mio nonno. Nero dappertutto, opere abbozzate, quasi finite. Saldatrici, cesoie, calandre, incudini, fiamma ossidrica, tutto l’armamentario dello scultore. Si, perché lavora su diversi materiali ma in particolare su bronzo.

Con Bruno cercammo di farlo calare nel drammatico avvenimento del buttero Santi Quadalti. Io stavo terminando il libro “I miei Acquisti in Maremma” ed ero riuscito a contattare i testimoni diretti dell’avvenimento e quindi raccontare il fatto minuto per minuto. Quanto di più drammatico si possa immaginare. Parlammo con lui  che ci chiedeva cosa immaginavamo e cosa lui pensava. Lavorò molto sul bozzetto: io gli avevo fatto avere anche delle foto dove pensavamo di posizionare il monumento a Braccagni. Alla fine ci fornì un bozzetto di massima che è semplicemente da brivido! Bellissimo e drammatico, dove si esalta l’idea del buttero, le bestie maremmane e il padule.

Purtroppo per burocrazia non siamo riusciti per ora a definire e quindi realizzare l’opera. Buona volontà e approvazione da parte del Sindaco Bonifazi e di altri assessori interessati, ma non siamo riusciti ad approdare ad un discorso definitivo. Poi quest’anno Bruno ci ha lasciato e sarà dura riuscire ad arrivare ad una soluzione positiva senza di lui. Però da quello che ci ha riferito l’Assessore alla cultura Giovanna Stellini, vi è stato un incontro tra la proprietà del fondo  (La Curia) ed il Comune assai promettente: chissà che con colpo di reni non si possa dare la spinta definitiva per realizzare l’opera.

Non è un caso che ne parliamo di nuovo con insistenza oggi: l’anno prossimo saranno 50 anni dalla disastrosa alluvione. Lui fu l’unico morto di tutta la provincia di Grosseto. solo che allora la nostra fu una alluvione di serie B: quella di serie A si giocava a Firenze. In molto pubblicazioni, e anche rievocazioni, quando si parla della tremenda alluvione del ‘66 ci si dilunga su Firenze, i suoi morti, gli angeli del fango, e solo di sfuggita si accenna che si, ci fu qualcosa anche a Grosseto.  E NON SI CITA NEMMENO IL FATTO CHE CI SIA SATO UN MORTO. COME SE LA MORTE DI UN MAREMMANO NON VALESSE QUANTO QUELLE AVVENUTE A FIRENZE!

Quindi il monumento potrà essere il giusto rivendicare con orgoglio, da parte dell’intero Comune di Grosseto e tutto il territorio, di questi fatti, facendo giustizia a queste colpevoli dimenticanze.

Quest’anno, per la prima volta nella sua secolare storia il Palio di Siena viene celebrato in una medaglia artistica: il prestigioso incarico è stato assegnato ad Alberto.

Quando ho letto di questa nuova prestigiosa realizzazione di Alberto, mi è parso giusto ricordarlo qui nel blog del paese.

Per chi volesse leggere e vedere sue opere:

http://www.inglesiscultore.it/

Alberto corna di maremmana

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Suo babbo, Aldo Inglesi venne in Maremma come intagliatore di legno, “al soldo” come si diceva, della famiglia Grottanelli.

    Terminati i lavori specifici ripiegò sul mestiere di falegname appoggiandosi come base operativa presso un altro falegname, e cioè Urio Massetti.

    Con suo fratello maggiore Luciano eravamo d’età ed era quello che frequentavo di più con i comuni amici come il Frustalupi, il Ganna e il Ciriaco. La famiglia si trasferì poi a Siena quando ancora erano ragazzi e dove tuttora vivono.

    Mi riportò da Alberto qualche anno fa Bruno Terzo perché eravamo alla ricerca di un bozzetto per il monumento al buttero Santi Quadalti perito nell’alluvione del 1966 mentre cercava di rimettere le bestie Maremmane. Infatti Alberto era nel frattempo divenuto valentissimo scultore noto e apprezzato a livello nazionale e oltre. Avendo Bruno lavorato come dirigente al Monte dei Paschi proprio a Siena, l’aveva incontrato, quindi ammirato e poi divenuti amici. Alberto aveva, ed ha, ancora nel cuore la terra natia.

    Io onestamente non lo conoscevo così e solo Bruno mi fece scoprire per esempio che la scultura “La Giustizia” posta nel giardino della Fondazione il Sole Onlus a Grosseto, nel Viale Uranio, era opera sua.

    Fu un incontro meraviglioso. Scoprii una persona affabile e molto legato alla terra natale. Ma anche un personaggio con vero carisma, il suo fisico e la sua personalità è quella di un artista con del fuoco vivo in corpo che lui stesso pena a controllare.

    Ci portò nella sua officina-laboratorio e per me fu come rientrare nei locali dove lavoravano da fabbri di mio babbo e mio nonno. Nero dappertutto, opere abbozzate, quasi finite. Saldatrici, cesoie, calandre, incudini, fiamma ossidrica, tutto l’armamentario dello scultore. Si, perché lavora su diversi materiali ma in particolare su bronzo.

    Con Bruno cercammo di farlo calare nel drammatico avvenimento del buttero Santi Quadalti. Io stavo terminando il libro “I miei Acquisti in Maremma” ed ero riuscito a contattare i testimoni diretti dell’avvenimento e quindi raccontare il fatto minuto per minuto. Quanto di più drammatico si possa immaginare. Parlammo con lui che ci chiedeva cosa immaginavamo e cosa lui pensava. Lavorò molto sul bozzetto: io gli avevo fatto avere anche delle foto dove pensavamo di posizionare il monumento a Braccagni. Alla fine ci fornì un bozzetto di massima che è semplicemente da brivido! Bellissimo e drammatico, dove si esalta l’idea del buttero, le bestie maremmane e il padule.

    Purtroppo per burocrazia non siamo riusciti per ora a definire e quindi realizzare l’opera. Buona volontà e approvazione da parte del Sindaco Bonifazi e di altri assessori interessati, ma non siamo riusciti ad approdare ad un discorso definitivo. Poi quest’anno Bruno ci ha lasciato e sarà dura riuscire ad arrivare ad una soluzione positiva senza di lui. Però da quello che ci ha riferito l’Assessore alla cultura Giovanna Stellini, vi è stato un incontro tra la proprietà del fondo (La Curia) ed il Comune assai promettente: chissà che con colpo di reni non si possa dare la spinta definitiva per realizzare l’opera.

    Non è un caso che ne parliamo di nuovo con insistenza oggi: l’anno prossimo saranno 50 anni dalla disastrosa alluvione. Lui fu l’unico morto di tutta la provincia di Grosseto. solo che allora la nostra fu una alluvione di serie B: quella di serie A si giocava a Firenze. In molto pubblicazioni, e anche rievocazioni, quando si parla della tremenda alluvione del ‘66 ci si dilunga su Firenze, i suoi morti, gli angeli del fango, e solo di sfuggita si accenna che si, ci fu qualcosa anche a Grosseto. E NON SI CITA NEMMENO IL FATTO CHE CI SIA SATO UN MORTO. COME SE LA MORTE DI UN MAREMMANO NON VALESSE QUANTO QUELLE AVVENUTE A FIRENZE!

    Quindi il monumento potrà essere il giusto rivendicare con orgoglio, da parte dell’intero Comune di Grosseto e tutto il territorio, di questi fatti, facendo giustizia a queste colpevoli dimenticanze.

    Quest’anno, per la prima volta nella sua secolare storia il Palio di Siena viene celebrato in una medaglia artistica: il prestigioso incarico è stato assegnato ad Alberto.

    Quando ho letto di questa nuova prestigiosa realizzazione di Alberto, mi è parso giusto ricordarlo qui nel blog del paese.

    Per chi volesse leggere e vedere sue opere:

    http://www.inglesiscultore.it/

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