MUSEO DELLA STORIA LOCALE “ILDEBRANDO IMBERCIADORI” – MONTEPESCALI Cosa hanno voluto abbandonare Braccagni e Montepescali

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Il Museo nasce per volontà del Consiglio dell’Amministrazione Separato Beni di Uso Civico di Montepescali al fine di tramandare alle generazioni future la storia, le tradizioni, le consuetudini del paese di Montepescali, libero comune dal 1147.

Il Museo si articola in quattro sale e una galleria che mostrano documenti (alcuni di epoca antica e molti di età medioevale, moderna e contemporanea), reperti archeologici, orologeria antica, una ghigliottina, attrezzi della vita contadina. Comprende:

  • La civiltà contadina
  • L’orologeria antica in maremma ( XIV – XIX sec.)
  • L’ultima ghigliottina della maremma – A.D. 1822
  • Strumenti musicali dell’ex corpo bandistico “G. Verdi“ e circolo bandolinistico “G. Puccini“

Esposizione – Ricerca archivistica:

  • Genesi di un comune: Montepescali XI sec.
  • La vicenda degli usi civici di Montepescali
  • Le proprietà terriere della comunità di Montepescali dall’anno mille ai nostri giorni e di n.24 comunità della Provincia di Grosseto

Artefice primo del Museo l’instancabile Giotto Minucci, Grifone d’Oro 2011, premiato recentemente dal Comune di Grosseto per la sua trascrizione della Divina commedia di Dante Alighieri: 850 pagine su pergamena scritte con la calligrafia cancelleresca, nata in Italia nel quattordicesimo secolo. Impossibile qui elencare tutti i numerosi saggi e opere sulla storia e le tradizioni di Grosseto e della Maremma; tra queste “L’orologio di Montepescali”, “L’ultima ghigliottina della Maremma”, “La città di Grosseto e i suoi vescovi”, “Brevi notizie su Arrigo VII conte di Lussemburgo”, “Il falcone della Maremma”, “La Madonna delle Grazie di Grosseto e i suoi altari”, “I grandi usurpatori di campane: da Napoleone a Mussolini”.

Attuale responsabile del Museo è Roberto Spadi anche presidente degli Usi Civici di Montepescali.

Anche io visitandolo la prima volta rimasi stupito dalla ricchezza e l’importanza del materiale raccolto, ma anche il modo garbato e intelligente di sfruttare lo spazio museale.

Il Museo della Storia Locale di Montepescali non è un Museo minore, è un piccolo grande e insostituibile Museo del nostro territorio.

Ricordo che l’intervento è necessario per la messa in sicurezza dell’impianto elettrico e delle strutture in base alle nuove norme in materia.

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Il Museo nasce per volontà del Consiglio dell’Amministrazione Separato Beni di Uso Civico di Montepescali al fine di tramandare alle generazioni future la storia, le tradizioni, le consuetudini del paese di Montepescali, libero comune dal 1147.

    Il Museo si articola in quattro sale e una galleria che mostrano documenti (alcuni di epoca antica e molti di età medioevale, moderna e contemporanea), reperti archeologici, orologeria antica, una ghigliottina, attrezzi della vita contadina. Comprende:

    La civiltà contadina
    L’orologeria antica in maremma ( XIV – XIX sec.)
    L’ultima ghigliottina della maremma – A.D. 1822
    Strumenti musicali dell’ex corpo bandistico “G. Verdi“ e circolo bandolinistico “G. Puccini“
    Esposizione – Ricerca archivistica:

    Genesi di un comune: Montepescali XI sec.
    La vicenda degli usi civici di Montepescali
    Le proprietà terriere della comunità di Montepescali dall’anno mille ai nostri giorni e di n.24 comunità della Provincia di Grosseto
    Artefice primo del Museo l’instancabile Giotto Minucci, Grifone d’Oro 2011, premiato recentemente dal Comune di Grosseto per la sua trascrizione della Divina commedia di Dante Alighieri: 850 pagine su pergamena scritte con la calligrafia cancelleresca, nata in Italia nel quattordicesimo secolo. Impossibile qui elencare tutti i numerosi saggi e opere sulla storia e le tradizioni di Grosseto e della Maremma; tra queste “L’orologio di Montepescali”, “L’ultima ghigliottina della Maremma”, “La città di Grosseto e i suoi vescovi”, “Brevi notizie su Arrigo VII conte di Lussemburgo”, “Il falcone della Maremma”, “La Madonna delle Grazie di Grosseto e i suoi altari”, “I grandi usurpatori di campane: da Napoleone a Mussolini”.

    Attuale responsabile del Museo è Roberto Spadi anche presidente degli Usi Civici di Montepescali.

    Anche io visitandolo la prima volta rimasi stupito dalla ricchezza e l’importanza del materiale raccolto, ma anche il modo garbato e intelligente di sfruttare lo spazio museale.

    Il Museo della Storia Locale di Montepescali non è un Museo minore, è un piccolo grande e insostituibile Museo del nostro territorio.

    Ricordo che l’intervento è necessario per la messa in sicurezza dell’impianto elettrico e delle strutture in base alle nuove norme in materia.

  2. Gilberto Di Paolo ha detto:

    Grazie Roberto, è da vedere alla prima occasione. Sicuramente è interessante, ma credo debba essere maggiormente pubblicizzato; io non ne avevo mai sentito parlare.

  3. nello ha detto:

    Gilberto , purtroppo l’ottusità della gente non ha limiti. Se leggi in altro post (quello “come tagliarsi i cog….)noterai che ha nessuno del luogo interessa, ma quello che è peggio non interessa nemmeno a “Grosseto Cultura”, l’associazione comunale che si dovrebbe interessare a tali iniziative. Gli Usi Civici hanno fatto tanto prima con Giotto poi con Roberto, ma poi sono nate nuove leggi e disposizioni per cui, non avendo i soldi (molti, purtroppo, distolti per illogiche diatribe campanilistiche) da anni è chiuso e spero, non ne sono al corrente, che qualcuno almeno non disperda quello che contiene (ad esempio l’orologio originale del Campanone, più o meno del 1300)

  4. Granocchiaio ha detto:

    Ricordo che l’intervento è necessario per la messa in sicurezza dell’impianto elettrico e delle strutture in base alle nuove norme in materia.

    in queste condizioni a nessun terzo è ammesso accedere!
    è una delle tante vergogne a cui dobbiamo assistere al giorno d’oggi
    e se si pensa che è stato scartato dalla maggioranza dei rappresentanti Braccagni e Montepescali………
    scanso equivoci: io c’ero è ho contribuito con altri 6 volonterosi a portare il nostro minoritario voto, sia per il Museo che per il Monumento

    la Casta è una parte di noi messa lì, più o meno temporaneamente, il resto di essa siamo noi

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