La Due mari: ultimo sipario del teatrino lungo 60 anni. Tra cinque anni. Per ora.

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448 la due mari

La prima volta che sentii questo nome fu in un comizio in Piazza delle Catene a Grosseto. C’era un omino tutto sale e pepe, con dei marcati baffetti, che parlava una specie di chianino, e come tutti gli omini piccini aveva un piglio deciso, quasi strafottente. Dette la notizia come se si trattasse di una Annunciazione solenne per la quale tutti avrebbero dovuto gioire.

Io non ne capivo all’epoca un granchè, però l’idea di una strada che andava da Grosseto a Fano, collegando il mar Tirreno al mar Adriatico mi pareva in effetti una gran bella cosa.

Guardare la carta geografica e stradale d’Italia, vedere che non c’era una decente strada che attraversasse orizzontalmente lo stivale e pensare di realizzarla deve essere stato un colpo di genio mica da tutti: sticazzi! Pare che il primo a pensarla fosse stato un altro piccolo prepotente, tale Napoleone Bonaparte.

Si era nel 1955, mi pare, o giù di lì,  e in quegli anni era facile essere ottimisti e credere alle promesse degli uomini politici. Specie se piccoli ma di grande potere. Non so se fu quella l’occasione, ma l’omino parlò anche di una strada nel versante nord di Montepescali. Pare fosse più per far lavorare la gente che con qualche utilità particolare. È rimasta incompiuta, ma con il suo nome.

Quanti sacrifici, quanti morti, quante incazzature, quanti danni allo sviluppo del nostro territorio abbia portato il fatto che oggi a distanza di 60 anni la strada non sia terminata, nemmeno nel tratto Grosseto Siena. In fondo abituati da sempre ad essere i terroni della Toscana, buoni per il mare d’estate a beneficio degli AR-FI-SI e qualche cacciata al cinghiale, e poi chi si è visto si è visto: le cosa serie e le strade si fanno da altre parti, mica in Maremma. Ci fosse mai stato in oltre mezzo secolo un accenno ad una protesta corale dalle genti del territorio! I meno insoddisfatti e forse più felici i movimenti ecologisti e arcipelaghi connessi.

Oggi il senatore Riccardo Nencini, politico toscano, e attuale sottosegretario alle infrastrutture ci pontifica: “Segnatevi questa data: 2021, cioè tra cinque anni  visto che il 2015 è ormai all’ultimo sipario. Ebbene da quel momento l’andamento dell’economia della Maremma diventerà scoppiettante grazie ad una viabilità che non ha mai avuto (siamo della serie: strade queste sconosciute).   

L’omino co i baffi che parlava aretino ora non c’è più, ma nella sua città ci passa da decenni l’Autostrada. Il politico nostrale che ha in inciso più di altri in questa storia è quello, amico dell’omino basso aretino,  che riuscì a far deviare il tracciato affinché questo toccasse il suo paesello d’origine. Con il risultato di un tracciato più difficile, scomodo e costoso.

Dal comunicato di Nencini cosa si può dedurre? Che tra 5 anni il teatrino della Due Mari vedrà il suo ultimo sipario. Così dice lui. Ma 5 anni sono lunghi in politica, vai a sapere dove e cosa farà il senatore tra 5 anni! Ma si evince anche che nell’occasione  “l’andamento dell’economia della Maremma diventerà scoppiettante grazie ad una viabilità che non ha mai avuto”. Il che significa in soldoni riconoscere lo stato di assenza di una valida economa a causa della mancanza di viabilità.

Che grandi omini! Che grandi idee!

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  1. Granocchiaio ha detto:

    La prima volta che sentii questo nome fu in un comizio in Piazza delle Catene a Grosseto. C’era un omino tutto sale e pepe, con dei marcati baffetti, che parlava una specie di chianino, e come tutti gli omini piccini aveva un piglio deciso, quasi strafottente. Dette la notizia come se si trattasse di una Annunciazione solenne per la quale tutti avrebbero dovuto gioire.

    Io non ne capivo all’epoca un granchè, però l’idea di una strada che andava da Grosseto a Fano, collegando il mar Tirreno al mar Adriatico mi pareva in effetti una gran bella cosa.

    Guardare la carta geografica e stradale d’Italia, vedere che non c’era una decente strada che attraversasse orizzontalmente lo stivale e pensare di realizzarla deve essere stato un colpo di genio mica da tutti: sticazzi! Pare che il primo a pensarla fosse stato un altro piccolo prepotente, tale Napoleone Bonaparte.

    Si era nel 1955, mi pare, o giù di lì, e in quegli anni era facile essere ottimisti e credere alle promesse degli uomini politici. Specie se piccoli ma di grande potere. Non so se fu quella l’occasione, ma l’omino parlò anche di una strada nel versante nord di Montepescali. Pare fosse più per far lavorare la gente che con qualche utilità particolare. È rimasta incompiuta, ma con il suo nome.

    Quanti sacrifici, quanti morti, quante incazzature, quanti danni allo sviluppo del nostro territorio abbia portato il fatto che oggi a distanza di 60 anni la strada non sia terminata, nemmeno nel tratto Grosseto Siena. In fondo abituati da sempre ad essere i terroni della Toscana, buoni per il mare d’estate a beneficio degli AR-FI-SI e qualche cacciata al cinghiale, e poi chi si è visto si è visto: le cosa serie e le strade si fanno da altre parti, mica in Maremma. Ci fosse mai stato in oltre mezzo secolo un accenno ad una protesta corale dalle genti del territorio! I meno insoddisfatti e forse più felici i movimenti ecologisti e arcipelaghi connessi.

    Oggi il senatore Riccardo Nencini, politico toscano, e attuale sottosegretario alle infrastrutture ci pontifica: “Segnatevi questa data: 2021, cioè tra cinque anni visto che il 2015 è ormai all’ultimo sipario. Ebbene da quel momento l’andamento dell’economia della Maremma diventerà scoppiettante grazie ad una viabilità che non ha mai avuto (siamo della serie: strade queste sconosciute).

    L’omino co i baffi che parlava aretino ora non c’è più, ma nella sua città ci passa da decenni l’Autostrada. Il politico nostrale che ha in inciso più di altri in questa storia è quello, amico dell’omino basso aretino, che riuscì a far deviare il tracciato affinché questo toccasse il suo paesello d’origine. Con il risultato di un tracciato più difficile, scomodo e costoso.

    Dal comunicato di Nencini cosa si può dedurre? Che tra 5 anni il teatrino della Due Mari vedrà il suo ultimo sipario. Così dice lui. Ma 5 anni sono lunghi in politica, vai a sapere dove e cosa farà il senatore tra 5 anni! Ma si evince anche che nell’occasione “l’andamento dell’economia della Maremma diventerà scoppiettante grazie ad una viabilità che non ha mai avuto”. Il che significa in soldoni riconoscere lo stato di assenza di una valida economa a causa della mancanza di viabilità.

    Che grandi omini! Che grandi idee!

  2. nello ha detto:

    Forse fai un pò di confusione, la promessa della “superstrada”, è stata mantenuta perchè lui parlava da aretino, cioè di congiungere la sua città ai due mari (quello di grosseto e quello di ancona) e visti i tempi (si parla del 1955 o giù di lì come giustamente annoti) la 223 era più che sufficiente, anzi veniva chiamata “superstrada” proprio perchè il traffico era pochino (il vero boom automobilistico è dopo il 1960) e, se non fosse stato per i voti (che vuoi il punto è sempre quello) e non avesse accontentato il prete di Civitella (per questo motivo il progettista rifiutò sicurasmente la firma se non addirittura si dimise dall’incarico)sarebbe stata abbastanza veloce per raggiungere Siena (non dimentichiamo che la 223 era ed è solo la GR-SI (dopo si raccorda alla 73 e per raggiungere Fano come 73 bis). Il primo ritardo è stato, proprio per la scelta di Civitella, causato dalla galleria del Petriolo, ed in particolare alla tamponatura dell’acqua che scorgava dal monte (la stessa che ora ci fa perdere tempo), ma dal 1971 o 72 la strada è aperta. Questo per chiarezza sulle promesse dell’omino coi baffi (ma ci metterei anche l’altro potentato senese) e la fa uno che da sempre è contrario alle sue idee (anche se il nipote, mi sembra, è stato sindaco di Arezzo per il mio partito).
    Diverso il discorso della Senese a 4 corsie e qui ti devo dare ragione, ma non tirerei in ballo solo Nencini, di promesse ne sono state fatte tante, inizialmente in periodo elettorale successivamente per “tenerci boni”, in pratica dal momento dell’apertura della galleria. Ma come al solito Grosseto s’è dimostrata incapace di presentare personaggi che contano, così il tratto Siena-Lucignano è da anni a 4 corsie, parte della Lucignano-Arezzo lo è in pratica dalla promessa dell’omino coi baffi, noi forse avremo il completamento per Siena entro qualche anno (il tratto Potatine-Bivio di Orgia è già coperto economicamente ed è in corso il progetto esecutivo). Comunque Granocchiaio io sono più cattivo di te sulle promesse pre e post elettorali per le infrastrutture. Tutti a dire che sono al primo posto ma: la A12 doveva essere pronta più o meno negli stessi anni dell’apertura della GR-SI, siamo ancora a ciao mamma, con l’aggravante che con la cosa si fa o non si fa si si farà, l’ANAS ha in pratica dismessol’Aurelia (ora ho letto che nell’ultimo piano industriale ha stanziato qualche milione per la sua manutenzione); non parliamo delle ferrovie dove gli interventi sono notevoli, infatti ad ogni cambio orario diminuiscono i servizi….( per raggiungere Firenze impieghiamo circa 10 mmin in più rispetto agli anni 70),in compenso si spendono milioni per il ripristino della Asciano-Siena (e dopo meno di un anno se ne rispende uno perchè la piena ha colpito ancora) dove circolano super semi vuoti un decina di treni (quando se ne ricordano perchè spesso viaggiano con mezz’ore di ritardo o peggio vengono soppressi senza preavviso)

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