Buona Pasqua

Gli italiani si meritano queste Poste?

questo è razicinio

qui c’è raziocinio

Il 17 febbraio scorso sono stato a farmi un prelievo per esame del sangue presso l’ambulatorio medico di Braccagni. Lì si aspetta open air l’arrivo dell’operatrice, sperando che non piova e tiri vento, e magari non faccia troppo freddo. E seppur in mancanza anche di una sedia o di una panchina di attesa per anziani e altri abbisognosi, tutto sommato siamo felici di poter fare qui questo esame. Questo evita il viaggio a Grosseto che si  complica per chi è senza patente, per chi ha qualche problema di salute,  e chi magari non ha nessuno che lo possa accompagnare.

A tutto ciò si aggiunga che con la modica spesa di 1 euro i risultati arrivano per posta comodamente a casa. Specie per chi non ha da pagare il ticket – in genere proprio gli anziani – questo significa non dover andare apposta a Grosseto, e quindi un altro enorme vantaggio. Io ho spesso utilizzato questo metodo e devo dire che è molto funzionale e comodo.

Al momento di compilare il modulo per l’invio dei risultati, anziché mettere il mio  indirizzo in Via Aurelia Sud, questa volta ho messo l’indirizzo di bottega: là qualche cosa di più che a casa ricevo, e così evito di aprire la cassetta posta di casa.

Con un lieve ritardo, ma ricevo la risposta in pochi giorni. Quindi diciamo tutto ok.

Se non ché un paio di giorni fa incontro una anziana signora, che abita di fronte alla mia casa, e che ricordo aveva fatto il prelievo proprio la stessa mattina che l’avevo fatto io. Piuttosto preoccupata mi chiede: ma ti sono arrivati i risultati? Sai che non arrivano? Rispondo si, io l’ho ricevuti ormai da giorni. E lei di rimando: no no, guarda che non stanno arrivando. C’è qualcuno che è andato alle Poste di Grosseto a prenderseli. Tutto vero! Le cose stanno proprio così. E allora perché io in negozio si? Presto svelato il mistero: il paese e la campagna attorno è divisa per due postini, uno dei quali è assente dal lavoro – forse per malattia, forse per infortunio, forse non lo so – e le Poste non ha messo nessun sostituto per rimpiazzarlo!

Ora si potrebbe capire un ritardo di un giorno o due, ma mica di settimane!

Già si scopre che chi è poi è venuto in possesso a sua cura della posta, si è visto consegnare bollettini di pagamento già scaduti. Tanto per dire.

Una cosa incredibile? No, assai credibile. Io già qualche anno fa scrivevo chiedendomi se era ancora utile tenere aperte queste Poste qui,  al tempo di oggi.

Pare che gli Italiani ricevono meno di due ‘lettere’ (cartacee) alla settimana.  A me pare anche meno.

Comunque per tornare a noi. Sul paese operano due postini. Uno manca per settimane e che si fa? Le zone coperte da quel postino NON RICEVONO PIU’ LA POSTA PER SETTIMANE.

Che altro si poteva fare?

Dare disposizioni al postino di alternare le due zone: un giorno la sua zona, un giorno la zona scoperta? Per esempio

In questa maniera TUTTI GLI ABITANTI AVREBBERO RICEVUTO REGOLARMENTE LA POSTA CON UN RITARDO MASSIMO DI 1 GIORNO!

Troppo difficile da pensare? Troppo difficile da attuare?

 

È bene ricordare che le Poste italiane è una società per azioni il cui capitale è detenuto al 100% dallo Stato italiano tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quindi con un occhio di riguardo nei confronti dell’efficienza forse era augurabile.

qui no

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Il 17 febbraio scorso sono stato a farmi un prelievo per esame del sangue presso l’ambulatorio medico di Braccagni. Lì si aspetta open air l’arrivo dell’operatrice, sperando che non piova e tiri vento, e magari non faccia troppo freddo. E seppur in mancanza anche di una sedia o di una panchina di attesa per anziani e altri abbisognosi, tutto sommato siamo felici di poter fare qui questo esame. Questo evita il viaggio a Grosseto che si complica per chi è senza patente, per chi ha qualche problema di salute, e chi magari non ha nessuno che lo possa accompagnare.

    A tutto ciò si aggiunga che con la modica spesa di 1 euro i risultati arrivano per posta comodamente a casa. Specie per chi non ha da pagare il ticket – in genere proprio gli anziani – questo significa non dover andare apposta a Grosseto, e quindi un altro enorme vantaggio. Io ho spesso utilizzato questo metodo e devo dire che è molto funzionale e comodo.

    Al momento di compilare il modulo per l’invio dei risultati, anziché mettere il mio indirizzo in Via Aurelia Sud, questa volta ho messo l’indirizzo di bottega: là qualche cosa di più che a casa ricevo, e così evito di aprire la cassetta posta di casa.

    Con un lieve ritardo, ma ricevo la risposta in pochi giorni. Quindi diciamo tutto ok.

    Se non ché un paio di giorni fa incontro una anziana signora, che abita di fronte alla mia casa, e che ricordo aveva fatto il prelievo proprio la stessa mattina che l’avevo fatto io. Piuttosto preoccupata mi chiede: ma ti sono arrivati i risultati? Sai che non arrivano? Rispondo si, io l’ho ricevuti ormai da giorni. E lei di rimando: no no, guarda che non stanno arrivando. C’è qualcuno che è andato alle Poste di Grosseto a prenderseli. Tutto vero! Le cose stanno proprio così. E allora perché io in negozio si? Presto svelato il mistero: il paese e la campagna attorno è divisa per due postini, uno dei quali è assente dal lavoro – forse per malattia, forse per infortunio, forse non lo so – e le Poste non ha messo nessun sostituto per rimpiazzarlo!

    Ora si potrebbe capire un ritardo di un giorno o due, ma mica di settimane!

    Già si scopre che chi è poi è venuto in possesso a sua cura della posta, si è visto consegnare bollettini di pagamento già scaduti. Tanto per dire.

    Una cosa incredibile? No, assai credibile. Io già qualche anno fa scrivevo chiedendomi se era ancora utile tenere aperte queste Poste qui, al tempo di oggi.

    Pare che gli Italiani ricevono meno di due ‘lettere’ (cartacee) alla settimana. A me pare anche meno.

    Comunque per tornare a noi. Sul paese operano due postini. Uno manca per settimane e che si fa? Le zone coperte da quel postino NON RICEVONO PIU’ LA POSTA PER SETTIMANE.

    Che altro si poteva fare?

    Dare disposizioni al postino di alternare le due zone: un giorno la sua zona, un giorno la zona scoperta? Per esempio

    In questa maniera TUTTI GLI ABITANTI AVREBBERO RICEVUTO REGOLARMENTE LA POSTA CON UN RITARDO MASSIMO DI 1 GIORNO!

    Troppo difficile da pensare? Troppo difficile da attuare?

    È bene ricordare che le Poste italiane è una società per azioni il cui capitale è detenuto al 100% dallo Stato italiano tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quindi con un occhio di riguardo nei confronti dell’efficienza forse era augurabile.

  2. nello ha detto:

    Granocchiaio hai parzialmente errato: Poste Italiane è una società quotata in Borsa, quindi non più al 100% dello Stato. Anche se la differenza è sostanziale (l’investitore vuole il dividendo, lo stato si dovrebbe contentare del pareggio) per raggiungere lo scopo bisogna intervenire o tagliando la manutenzione o tagliando il personale o entrambe le cose (come avvenne all’ENEL). Le Poste ovviamente possono risparmiare poco sulla manutenzione (al limite sui mezzi e/o sulle apparecchiature d’ufficio), lo fa ora (ma in pratica dall’era Passera) intervenendo sulla struttura. Avrai visto il tambureggiamento pubblicitario avvenuto in questi ultimi mesi, vuoi per l’entrata in Borsa e soprattutto, con la crisi bancaria, con offerte su investimenti, perchè Poste vuole svilupparsi come finanziaria, venendo meno a quelle che era il suo vero “core-business”. Di qui soppressione ad iosa di Uffici (prima con il via libera statale, ore per fortuna fermata dal TAR, visto che lo Stato, pur essendo azionista di maggioranza relativa, non ha la forza di ieri, per capirsi a Montepescali l’ufficio fu chiuso diversi anni fa senza riuscire ad evitarlo, oggi con la sentenza del TAR Monticello, ma ne seguiranno altri, rimarrà aperto), ora è la volta del “recapito” che per i dirigenti è la vera spina. Di qui i disservizi sulla consegna, amplificati nel caso dalla prolungata assenza della portalettere titolare. Speriamo che le proteste che stanno montando raggiungano lo scopo (come dice Isabella Venier in FB) visto che la stessa operatrice lascerà il servizio con il prossimo fine mese. Una cosa che merita considerare: per il recapito Poste Italiane prende un “obolo” milionario dallo Stato, obolo che mi sembra sia stato aggiornato ultimamente, per cui lo potrei ipotizzare appalto vero e proprio ed è di ieri che il primo ministro abbia imposto il controllo sull’effettivo rispetto di ogni punto degli appalti…….Forse invece delle chiacchiere, sarebbe meglio che si muovesse veramente.

    • Granocchiaio ha detto:

      Se detieni il 60% o il 100% le cose non cambiano di molto. Quello che resta è che il (dis)servizio è generalizzato, gravissimo nel caso nostro.
      Quello che dal mio piccolo mi sento di dire che è che nel mondo della comunicazione le poste hanno avuto una rivoluzione copernicana. Soprattutto per effetto dell’avvento del digitale e del WEB. Così come sono le Poste sono per certi versi inutili carrozzoni, anche surdimensionati. Probabilmente abbandonamento tutti i movimenti finanziari spostandoli sugli istituti di credito e obbligando quest’ultimi a orari e servizi adeguati, le cose andrebbero assai meglio. Immagino per la trasmissione di lettere e simili si possa arrivare in futuro ad un servizio in cui chi non dispone del mezzo o della capacità di usarlo, possa offrire l’assistenza.
      Anche sulla soppressione degli innumerevoli Uffici Postali disseminati nei paesini di tutta Italia, vada trovata una soluzione alternativa, ma è pacifico che dovranno essere chiusi. Ci sono già decine e decine di casi in cui il privato cittadino, digitalizzato o no, è obbligato ad usare la via del WEB non essendo prevista la vecchia procedura.
      Il vero problema è di trovare con raziocinio queste nuove vie ed arrivarci con progressione.

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