Intervista ad Alessandro Golini – A cura di Ludovica Virgili

Ludovica Virgili

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Il sogno è diventato realtà: Alessandro Golini violinista per Ranieri in tour in tutta Italia

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“Sogno e son desto”, è il titolo della trasmissione in cui Alessandro Golini, grossetano, è stato per tre stagioni il primo violinista della trasmissione di Massimo Ranieri in onda in prima serata su Rai Uno. Mai titolo fu più azzeccato per Alessandro. Il violino solista Golini, grazie a questo lavoro nello spettacolo porta in giro per il mondo il nome della Maremma, terra famosissima anche all’estero. I suoi primi passi nel mondo della musica, li muove alla scuola comunale di musica a Grosseto come pianista: “Ho iniziato come pianista, poi il direttore della scuola, visto che aveva notato in me uno spiccato orecchio, mi consigliò di intraprendere lo studio del violino, ed ho seguito questo suo consiglio”, ricorda Alessandro, “Quando ho iniziato avevo 12 anni, quindi non ero piccolissimo. Ho fatto prima tanti anni di studi classici, ed ho iniziato ad entrare nel mondo dello spettacolo grazie ad una attrice, Mariangela d’Abbraccio, e da li via via.” La sua carriera prende sempre più piede piano piano, arrivando anche a collaborazioni illustri: “Ho fatto un paio di singoli di musica House con il DJ Tommy Vee , ex concorrente del Grande Fratello”, spiega Golini, “Ed adesso suono stabilmente con i Jaguaros, omaggio a Django Reinhardt, con gli attori Tirabassi, Sassanelli e Scarpa”. Lo spettacolo in onda su Rai Uno, è un vero e proprio show, uno spettacolo, di vecchio stampo, di quelli, che è molto difficile vedere e poter ammirare in tv: “E’ stata una bella emozione poter calcare il sabato sera di Rai Uno. Io amo molto il mio lavoro, ma devo dire che preferisco molto di più i concerti dal vivo che la televisione. I concerti, ti danno altre emozioni e sensazioni molto più amplificate”. Ma Alessandro Golini, non dimentica il suo rapporto speciale che nutre con la sua terra natale, la Maremma: “Ho un bellissimo rapporto con questa terra, la amo. È bello girare per il mondo, ma poi dopo un po’ ho bisogno di rientrare in Maremma, è davvero un fattore vitale per me, un modo per ricaricarmi”. In partenza per un tour che vede già molte date sold out, da Milano a Napoli, Palermo, Catania e Roma, l’ho incontrato al bar “Industry Cafè 7&17” a Grosseto in viale Europa, per farmi raccontare un po’ la sua vita frenetica di musicista.

Sei oramai abituato alla televisione?

Alla terza edizione oramai sono un “veterano” e mi sono abituato ai tempi ed alle telecamere. La prima edizione però devo ammettere che è stata veramente dura, c’era il bello ed il brutto: avevo ansie e nervosismi costanti, ma tutto ciò devo dire che mi ha formato a livello lavorativo ed emotivo. La terza edizione di quest’anno è andata molto bene, con quattro puntate, una in più rispetto anche alle altre edizioni.

Come è lavorare con Massimo Ranieri?

C’è confidenza oramai dopo anni di lavoro, e quando proviamo o siamo in scena è una persona molto seria e pignola come è anche giusto che sia. Ma quando vede che lo spettacolo sta andando bene come vuole lui, si rilassa e si diverte diventando un ragazzino sul palco. Devo ringraziarlo perché mi ha formato per molti aspetti e mi ha insegnato davvero tanto.

Ti manca la Maremma?

Quando capita di tornare a Grosseto mi rilasso e mi sento veramente a casa. Quando sono fuori per lavoro, è come se mi mancasse qualcosa, perché non mi devono togliere la mia vera natura, che è poi quella di stare in mezzo al verde della mia adorata terra, come credo che sia per tutti i maremmani.

Quando sei fuori Grosseto per lavoro e nomi la Maremma. Che commenti hai da parte delle persone?

C’è un gran rispetto per la Toscana e per il nostro territorio, ma purtroppo noi non ce ne rendiamo conto delle bellezze che abbiamo. Viviamo in un posto stupendo, ma non riusciamo a farlo fruttare al meglio. Posso però dire, che è veramente molto apprezzato il nostro paradiso, ed in tanti ci lasciano il cuore.

Hai altri progetti oltre al tour di Ranieri?

Ho un mio progetto che sto cercando di finire da due anni. Un cd dal nome “Oltre Tango”, con diversi brani italiani, rivisti in chiave tanguera. Devo ringraziare per tutto ciò i miei musicisti che sono: alla chitarra Paolo Battistini, alla fisarmonica Gianluca Casadei ed alla voce Silvia Parisotto, naturalmente al violino ci sono io. Sto veramente aspettando di stamparlo e non vedo l’ora di vederlo realizzato. Inoltre ha un altro progetto molto bello con Albertazzi/ D’Abbraccio, Borges/Piazzolla, ed il nuovo disco di Gianni Togni “Il bar del Mondo”, nel quale ho fatto parte da violino solista. Collaboro anche con Erminio Sinni dal 2008, cantante ed autore toscano, 5^ classificato a Sanremo nel ’93, ma anche vincitore del premio “Volare” e riconoscimento come migliore cantautore premio “Mia Martini”, per il quale ho inciso diversi pezzi nel suo ultimo disco “Es”, ed attualmente suoniamo nei maggiori locali italiani.

Come sei diventato musicista di Massimo Ranieri?

Veramente per puro caso! Ero stato invitato ad un compleanno a Roma da un mio amico, mentre ero comodamente seduto in salotto a casa mia a Grosseto. Mi disse di venire e di portare il violino come facevo sempre, per trascorrere una serata in compagnia di amici. Arrivai a Roma, ed a questo compleanno c’era Rita Dalla Chiesa, una mia cara amica che già mi aveva seguito in qualche concerto, ed era insieme a Gianni Togni, che per venti anni è stato il produttore artistico di Massimo Ranieri. Mi sono messo a suonare per tutta la serata e ci siamo divertiti molto a questa festa. Dopo un mesetto circa, mi contattò Rita, informandomi che a Gianni serviva un violinista per lo spettacolo nuovo di Massimo Ranieri. Sono andato a Roma, ho fatto il provino, e sono stato nuovamente chiamato per la bellissima notizia.

Hai sentito la crisi nel mondo della musica?

Noi siamo perennemente precari. La musica però credo che possa riuscire a rilassare e quindi ad uscire dalla crisi. Anche se purtroppo, molte volte ad essere tagliata subito, è proprio l’arte.

Che consigli ti senti di dare ai giovani di oggi che vogliono intraprendere la carriera della musica?

Perseverare. Sempre e comunque. La musica non ti regala niente subito, come tanti altri lavori. Ci vuole sicuramente una grande passione, e bisogna sempre crederci e studiare molto, ma anche ascoltare in questo caso. Quello che mi sento di dire ai ragazzi è di non “scimmiottare” nessuno, ovvero di essere loro stessi senza imitare nessun grande della musica, ma anzi, usare come arma la propria personalità e crearsi una immagina propria che ti possa distinguere nella tua originalità.

Quando Massimo Ranieri ti dice “bravo”, ti senti di essere riuscito a realizzare un tuo sogno?

Se devo essere sincero, che me lo dica Massimo oppure un’altra persona non fa la differenza. Naturalmente mi fa piacere anche quando me lo dice Massimo, però sono davvero felice quando molti fan dopo lo spettacolo mi fermano e vogliono una foto e mi fanno i complimenti. Le persone comuni sono sicuramente le più sincere, ed io non mi sono assolutamente montato la testa, ma anzi sono sempre il “solito matto”. Sicuramente apprezzo molto di più le persone che mi hanno sempre seguito quando ancora ero agli inizi.

Tanti sono gli artisti con i quali hai lavorato in questi anni. C’è qualcuno o più di uno, che ti sono rimasti nel cuore?

Ho collaborato per Massimo Ranieri con grandi artisti, tipo De Gregori, Masini, Mannoia, Carboni, Boy George e tanti altri. I miei preferiti sono sicuramente De Gregori e Pino Daniele. Di quest’ultimo, mi ricordo che quando abbiamo suonato “Napul’è”, mi sono venuti i brividi ed una lacrimuccia è scesa silenziosa.

Ludovica Virgili

 

https://ludovicavirgili.wordpress.com/

 

 

 

 

 

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    “Sogno e son desto”, è il titolo della trasmissione in cui Alessandro Golini, grossetano, è stato per tre stagioni il primo violinista della trasmissione di Massimo Ranieri in onda in prima serata su Rai Uno. Mai titolo fu più azzeccato per Alessandro. Il violino solista Golini, grazie a questo lavoro nello spettacolo porta in giro per il mondo il nome della Maremma, terra famosissima anche all’estero. I suoi primi passi nel mondo della musica, li muove alla scuola comunale di musica a Grosseto come pianista: “Ho iniziato come pianista, poi il direttore della scuola, visto che aveva notato in me uno spiccato orecchio, mi consigliò di intraprendere lo studio del violino, ed ho seguito questo suo consiglio”, ricorda Alessandro, “Quando ho iniziato avevo 12 anni, quindi non ero piccolissimo. Ho fatto prima tanti anni di studi classici, ed ho iniziato ad entrare nel mondo dello spettacolo grazie ad una attrice, Mariangela d’Abbraccio, e da li via via.” La sua carriera prende sempre più piede piano piano, arrivando anche a collaborazioni illustri: “Ho fatto un paio di singoli di musica House con il DJ Tommy Vee , ex concorrente del Grande Fratello”, spiega Golini, “Ed adesso suono stabilmente con i Jaguaros, omaggio a Django Reinhardt, con gli attori Tirabassi, Sassanelli e Scarpa”. Lo spettacolo in onda su Rai Uno, è un vero e proprio show, uno spettacolo, di vecchio stampo, di quelli, che è molto difficile vedere e poter ammirare in tv: “E’ stata una bella emozione poter calcare il sabato sera di Rai Uno. Io amo molto il mio lavoro, ma devo dire che preferisco molto di più i concerti dal vivo che la televisione. I concerti, ti danno altre emozioni e sensazioni molto più amplificate”. Ma Alessandro Golini, non dimentica il suo rapporto speciale che nutre con la sua terra natale, la Maremma: “Ho un bellissimo rapporto con questa terra, la amo. È bello girare per il mondo, ma poi dopo un po’ ho bisogno di rientrare in Maremma, è davvero un fattore vitale per me, un modo per ricaricarmi”. In partenza per un tour che vede già molte date sold out, da Milano a Napoli, Palermo, Catania e Roma, l’ho incontrato al bar “Industry Cafè 7&17” a Grosseto in viale Europa, per farmi raccontare un po’ la sua vita frenetica di musicista.

    Sei oramai abituato alla televisione?

    Alla terza edizione oramai sono un “veterano” e mi sono abituato ai tempi ed alle telecamere. La prima edizione però devo ammettere che è stata veramente dura, c’era il bello ed il brutto: avevo ansie e nervosismi costanti, ma tutto ciò devo dire che mi ha formato a livello lavorativo ed emotivo. La terza edizione di quest’anno è andata molto bene, con quattro puntate, una in più rispetto anche alle altre edizioni.

    Come è lavorare con Massimo Ranieri?

    C’è confidenza oramai dopo anni di lavoro, e quando proviamo o siamo in scena è una persona molto seria e pignola come è anche giusto che sia. Ma quando vede che lo spettacolo sta andando bene come vuole lui, si rilassa e si diverte diventando un ragazzino sul palco. Devo ringraziarlo perché mi ha formato per molti aspetti e mi ha insegnato davvero tanto.

    Ti manca la Maremma?

    Quando capita di tornare a Grosseto mi rilasso e mi sento veramente a casa. Quando sono fuori per lavoro, è come se mi mancasse qualcosa, perché non mi devono togliere la mia vera natura, che è poi quella di stare in mezzo al verde della mia adorata terra, come credo che sia per tutti i maremmani.

    Quando sei fuori Grosseto per lavoro e nomi la Maremma. Che commenti hai da parte delle persone?

    C’è un gran rispetto per la Toscana e per il nostro territorio, ma purtroppo noi non ce ne rendiamo conto delle bellezze che abbiamo. Viviamo in un posto stupendo, ma non riusciamo a farlo fruttare al meglio. Posso però dire, che è veramente molto apprezzato il nostro paradiso, ed in tanti ci lasciano il cuore.

    Hai altri progetti oltre al tour di Ranieri?

    Ho un mio progetto che sto cercando di finire da due anni. Un cd dal nome “Oltre Tango”, con diversi brani italiani, rivisti in chiave tanguera. Devo ringraziare per tutto ciò i miei musicisti che sono: alla chitarra Paolo Battistini, alla fisarmonica Gianluca Casadei ed alla voce Silvia Parisotto, naturalmente al violino ci sono io. Sto veramente aspettando di stamparlo e non vedo l’ora di vederlo realizzato. Inoltre ha un altro progetto molto bello con Albertazzi/ D’Abbraccio, Borges/Piazzolla, ed il nuovo disco di Gianni Togni “Il bar del Mondo”, nel quale ho fatto parte da violino solista. Collaboro anche con Erminio Sinni dal 2008, cantante ed autore toscano, 5^ classificato a Sanremo nel ’93, ma anche vincitore del premio “Volare” e riconoscimento come migliore cantautore premio “Mia Martini”, per il quale ho inciso diversi pezzi nel suo ultimo disco “Es”, ed attualmente suoniamo nei maggiori locali italiani.

    Come sei diventato musicista di Massimo Ranieri?

    Veramente per puro caso! Ero stato invitato ad un compleanno a Roma da un mio amico, mentre ero comodamente seduto in salotto a casa mia a Grosseto. Mi disse di venire e di portare il violino come facevo sempre, per trascorrere una serata in compagnia di amici. Arrivai a Roma, ed a questo compleanno c’era Rita Dalla Chiesa, una mia cara amica che già mi aveva seguito in qualche concerto, ed era insieme a Gianni Togni, che per venti anni è stato il produttore artistico di Massimo Ranieri. Mi sono messo a suonare per tutta la serata e ci siamo divertiti molto a questa festa. Dopo un mesetto circa, mi contattò Rita, informandomi che a Gianni serviva un violinista per lo spettacolo nuovo di Massimo Ranieri. Sono andato a Roma, ho fatto il provino, e sono stato nuovamente chiamato per la bellissima notizia.

    Hai sentito la crisi nel mondo della musica?

    Noi siamo perennemente precari. La musica però credo che possa riuscire a rilassare e quindi ad uscire dalla crisi. Anche se purtroppo, molte volte ad essere tagliata subito, è proprio l’arte.

    Che consigli ti senti di dare ai giovani di oggi che vogliono intraprendere la carriera della musica?

    Perseverare. Sempre e comunque. La musica non ti regala niente subito, come tanti altri lavori. Ci vuole sicuramente una grande passione, e bisogna sempre crederci e studiare molto, ma anche ascoltare in questo caso. Quello che mi sento di dire ai ragazzi è di non “scimmiottare” nessuno, ovvero di essere loro stessi senza imitare nessun grande della musica, ma anzi, usare come arma la propria personalità e crearsi una immagina propria che ti possa distinguere nella tua originalità.

    Quando Massimo Ranieri ti dice “bravo”, ti senti di essere riuscito a realizzare un tuo sogno?

    Se devo essere sincero, che me lo dica Massimo oppure un’altra persona non fa la differenza. Naturalmente mi fa piacere anche quando me lo dice Massimo, però sono davvero felice quando molti fan dopo lo spettacolo mi fermano e vogliono una foto e mi fanno i complimenti. Le persone comuni sono sicuramente le più sincere, ed io non mi sono assolutamente montato la testa, ma anzi sono sempre il “solito matto”. Sicuramente apprezzo molto di più le persone che mi hanno sempre seguito quando ancora ero agli inizi.

    Tanti sono gli artisti con i quali hai lavorato in questi anni. C’è qualcuno o più di uno, che ti sono rimasti nel cuore?

    Ho collaborato per Massimo Ranieri con grandi artisti, tipo De Gregori, Masini, Mannoia, Carboni, Boy George e tanti altri. I miei preferiti sono sicuramente De Gregori e Pino Daniele. Di quest’ultimo, mi ricordo che quando abbiamo suonato “Napul’è”, mi sono venuti i brividi ed una lacrimuccia è scesa silenziosa.

    Ludovica Virgili

    https://ludovicavirgili.wordpress.com/

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