Meglio tardi che mai

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Come spessimo mi è capitato scopro ed amo certi artisti solo molto tardi, anche fuori tempo massimo. L’ultimo caso è con Prince. L’ho sempre seguito ed ascoltato poco. Inizialmente lo avevo grossolanamente confuso con una versione diversa di  Michael Jackson.

Ambedue “strani” a miei occhi, ma lui più dell’altro.

Solo ora scopro che “…a 20 anni, nel 1978, riuscì a pubblicare il suo primo album, For you, che aveva la straordinaria particolarità di essere suonato e scritto totalmente da lui (tranne Soft and wet che portava anche un’altra firma). Nell’album c’erano ventisette strumenti musicali, tutti suonati da Prince. Continuerà a farlo per tutta la sua carriera, anche quando le sue band, in particolare i Revolution, diventeranno leggendarie. Perché Prince era in grado non solo di scrivere, di comporre, e di suonare, ma anche di arrangiare e produrre la sua musica. Genio, è la definizione più giusta, genio moderno, tecnologico, sperimentatore intelligente, ricercatore instancabile, totalmente perduto nel cuore della musica.”

Leggo che almeno 5 strumenti li suonava a livello professionistico.

Poi una carissima amica posta su Facebook Prince, Tom Petty, Steve Winwood, Jeff Lynne and others — “While My Guitar Gently Weeps” e finalmente mi metto ad ascoltarlo con calma e attenzione.

Arriva solo dopo 3 minuti dei sei che misura il pezzo. Suona la chitarra, lo strumento che conosco un po’. Suona con lo stesso modello con cui suonavo io, e che ancora conservo. Lo ascolto e lo vedo con piacere. Certo in qua e in là si vede che di Jimi Hendrix ama diverse orme. Ma è molto più personale, molto più Prince. Nonostante il suo vestire e il suo apparire mette tante note, ma non una di troppo, ne una di meno. Solo quelle giuste. È bravo, molto bravo e mi piace!

L’uscita di scena con una chitarra gettata in aria e misteriosamente sparita sa tanto di  Jimi Hendrix. O forse solo di lui, di Prince.

Grazie Raffaella

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Come spessimo mi è capitato scopro ed amo certi artisti solo molto tardi, anche fuori tempo massimo. L’ultimo caso è con Prince. L’ho sempre seguito ed ascoltato poco. Inizialmente lo avevo grossolanamente confuso con una versione diversa di Michael Jackson.

    Ambedue “strani” a miei occhi, ma lui più dell’altro.

    Solo ora scopro che “…a 20 anni, nel 1978, riuscì a pubblicare il suo primo album, For you, che aveva la straordinaria particolarità di essere suonato e scritto totalmente da lui (tranne Soft and wet che portava anche un’altra firma). Nell’album c’erano ventisette strumenti musicali, tutti suonati da Prince. Continuerà a farlo per tutta la sua carriera, anche quando le sue band, in particolare i Revolution, diventeranno leggendarie. Perché Prince era in grado non solo di scrivere, di comporre, e di suonare, ma anche di arrangiare e produrre la sua musica. Genio, è la definizione più giusta, genio moderno, tecnologico, sperimentatore intelligente, ricercatore instancabile, totalmente perduto nel cuore della musica.”

    Leggo che almeno 5 strumenti li suonava a livello professionistico.

    Poi una carissima amica posta su Facebook Prince, Tom Petty, Steve Winwood, Jeff Lynne and others — “While My Guitar Gently Weeps” e finalmente mi metto ad ascoltarlo con calma e attenzione.

    Arriva solo dopo 3 minuti dei sei che misura il pezzo. Suona la chitarra, lo strumento che conosco un po’. Suona con lo stesso modello con cui suonavo io, e che ancora conservo. Lo ascolto e lo vedo con piacere. Certo in qua e in là si vede che di Jimi Hendrix ama diverse orme. Ma è molto più personale, molto più Prince. Nonostante il suo vestire e il suo apparire mette tante note, ma non una di troppo, ne una di meno. Solo quelle giuste. È bravo, molto bravo e mi piace!

    L’uscita di scena con una chitarra gettata in aria e misteriosamente sparita sa tanto di Jimi Hendrix. O forse solo di lui, di Prince.

    Grazie Raffaella

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