Parliamo un po’ di elezioni, a Braccagni e a Montepescali.

ballottaggio download

Alla mia età di elezioni ne ho viste un bel po’, ma questa è la prima in cui, dopo lo spoglio, NON TUTTI HANNO VINTO. Questa volta qualcuno ha perso.

Sono elezioni amministrative e, quindi, mi sembra logico parlare del nostro Comune, del nostro Paese.

Questa è la seconda volta che il Comune viene conquistato dal Centro Destra, o perso dal Centro Sinistra, se si vuole. L’altra volta fu un fatto quasi drammatico: era la prima volta dopo mezzo secolo che la Sinistra perdeva il “governo” del Comune. Questa volta, nonostante la notevole differenza tra Destra e Sinistra, la cosa è apparsa assai più “normale”. Non mi interessa e non voglio fare qui un’analisi politica, voglio limitarmi a considerazioni di paese per il paese.

L’augurio e la speranza prima è che la nuova amministrazione sappia guardare e amministrare con maggiore giustizia le piccole comunità come la nostra. Si è visto in passato quanta considerazione e attenzione ai problemi del paese abbiamo avuto da parte del Comune: praticamente zero! Senza fare analisi scientifiche basta rifarsi ad una constatazione che taglia la testa al toro: le attenzioni, gli investimenti, le migliori iniziative vanno là dove si hanno più voti. Punto e basta. Basterebbe vedere cosa è successo nell’ultima iniziativa del Comune quando questo mise a disposizione 400.000 euro che “I cittadini potranno decidere come utilizzarli, partecipando ad un percorso che prevede incontri progettuali dedicati all’elaborazione di proposte che saranno poi sottoposte al voto della cittadinanza”. Tutto ben organizzato tramite una società esterna specializzata in questo genere di operazioni. Riunioni, spiegazioni su come avrebbe funzionato il meccanismo e via di seguito. Un amico esponente della Sinistra mi disse: lascia perde, è la solita presa per il c…, tanto a noi non ci daranno niente. E io a dirgli: ma no, guarda a me pare che questa volta le cose potrebbero essere diverse. Si fecero riunioni, si scelsero diversi progetti, si completò la prassi e si attese le risultanze. Aveva ragione lui: i soldi andarono a chi aveva più voti da dare e a noi manco la “segatura”. Dov’era la fregatura? Bastava leggere con attenzione le ultime parole di cui sopra e cioè: le “proposte che saranno poi sottoposte al voto della cittadinanza”. Ovviamente hanno preso i soldi le zone più popolose e che, quindi, disponevano di un maggior numero di voti! I soggetti beneficiari furono divisi in 6 zone, dove la 6° era proprio Braccagni e Montepescali. Le altre erano frazioni assai più grandi delle nostre come  Marina di Grosseto e Principina a Mare  o, addirittura, tre frazioni assieme come Istia d’Ombrone, Roselle e Batignano. Ma altre due zone, Gorarella, Barbanella e Grosseto Pace – Centro, rappresentavano da sole le macrozone pigliatutto di Grosseto.

Sarebbe bastato assicurare almeno un progetto per ogni entità – magari mitigando nell’entità con una proporzionale sul numero degli abitanti – per accontentare giustamente un po’ tutti.

Queste cose non devono ripetersi. Braccagni con Montepescali e la campagna rappresentano una discreta entità, ma nei confronti della città siamo una nullità numerica e, come tale,  siamo trattati. Come Grosseto viene considerato in Toscana, e cioè come il mezzogiorno della regione, così noi a Braccagni – Montepescali siamo il mezzogiorno del Comune. Questo modo di fare deve terminare. E io credo che, se vogliamo così, ci dobbiamo far avanti ora, non prima delle elezioni quando ogni candidato si scanna pur di dirti di sì. Sempre e a qualsiasi richiesta.

Personalmente ho fiducia in Vivarelli Colonna, per i suoi passati imprenditoriali e per la passione che sembra mettere nel voler migliorare le cose. Però in fondo sono solo mie impressioni, bisognerà poi vederlo all’opera.

Certo anche il paese dovrà muoversi in maniera diversa. Nei consigli comunali del secolo scorso con giunte di Sinistra – dove la Sinistra era essenzialmente il P.C.I. – il problema non si poneva: tutto quello che veniva fatto dal Comune DOVEVA ANDAR BENE E RENDERE FELICE IL POPOLO DELLE FRAZIONI. La cosa non migliorò quando vennero istituite le Circoscrizioni. Anzi, le cose peggiorarono perché queste, sostanzialmente formate in proporzione politiche come il  consiglio comunale, si comportavano come piccoli consigli comunali in 16esima. Anziché portare istanze ed esigenze del paese, finirono per creare un comodo filtro tra la popolazione e la Giunta Comunale.

Oggi non ci sono più le Circoscrizioni ma le cose non sono migliorate. Certo la Sinistra di oggi non è più quella del secolo scorso, e si son visti i risultati questa volta, ma il rapporto comunale governo-cittadini non mi pare migliorato affatto.

Credo che questo sia un problema degli abitanti del paese, di Braccagni e Montepescali; se vogliamo migliorare le cose, dobbiamo trovare noi la soluzione, perché nessun altro ha interesse a farlo!

Per far questo necessita cambiare atteggiamento tra di noi, avere più senso civico e, mi permetto, anche un poco più di intelligenza. Se i nostri problemi non vengono affrontati da altri, chi può prendere l’iniziativa se non noi stessi?

Ritrovarci e provare a unificare le nostre richieste. Dove? Qualcuno è ritornato alla carica con la Pro-loco che ancora non abbiamo, ed è grave per il paese ancora non averla. Non so se potrebbe essere una prima via percorribile.

 

Infine un’ ultima cosa che mi sta a cuore e spero stia a cuore a molti altri paesani: il monumento a Santi Quadalti. Il prossimo 4 novembre saranno 50 anni precisi dalla sua morte, unica vittima  grossetana nella tragica alluvione del 1966, mentre cercava di recuperare una mandria di bestie maremmane nella Fattoria degli Acquisti. Prima con Bruno Terzo, poi anche da solo ho cercato di affrontare il problema che pare essere risolvibile solo mettendo ad un tavolo i diretti interessati armati di buona volontà e coscienza. So per certo che ci sono elementi nella maggioranza e nella minoranza appena elette sensibili a questo delicato e penoso problema. Questo potrebbe essere il banco di prova per unirci a chiedere finalmente tutti assieme un intervento per il nostro paese.

Roberto Tonini

se vuoi commentare e trovi difficoltà ad accedere al blog puoi scrivermi all’indirizzo che segue comunicandomi il testo che vuoi mettere e con quale firma o nick name, grazie 

roberto@robertotonini.it

 

articolo pubblicato contemporaneamente su

CARLO VELLUTINI

Scrivere in libertà:

Le elezioni viste da Roberto

 

 

Archiviato in: LA CULTURALA NOTIZIALA VITA DI PAESELE MANIFESTAZIONI

Tag:

RSSNumero commenti (1)

Lascia una risposta | Trackback URL

  1. Roberto Tonini ha detto:

    Alla mia età di elezioni ne ho viste un bel po’, ma questa è la prima in cui, dopo lo spoglio, NON TUTTI HANNO VINTO. Questa volta qualcuno ha perso.

    Sono elezioni amministrative e, quindi, mi sembra logico parlare del nostro Comune, del nostro Paese.

    Questa è la seconda volta che il Comune viene conquistato dal Centro Destra, o perso dal Centro Sinistra, se si vuole. L’altra volta fu un fatto quasi drammatico: era la prima volta dopo mezzo secolo che la Sinistra perdeva il “governo” del Comune. Questa volta, nonostante la notevole differenza tra Destra e Sinistra, la cosa è apparsa assai più “normale”. Non mi interessa e non voglio fare qui un’analisi politica, voglio limitarmi a considerazioni di paese per il paese.

    L’augurio e la speranza prima è che la nuova amministrazione sappia guardare e amministrare con maggiore giustizia le piccole comunità come la nostra. Si è visto in passato quanta considerazione e attenzione ai problemi del paese abbiamo avuto da parte del Comune: praticamente zero! Senza fare analisi scientifiche basta rifarsi ad una constatazione che taglia la testa al toro: le attenzioni, gli investimenti, le migliori iniziative vanno là dove si hanno più voti. Punto e basta. Basterebbe vedere cosa è successo nell’ultima iniziativa del Comune quando questo mise a disposizione 400.000 euro che “I cittadini potranno decidere come utilizzarli, partecipando ad un percorso che prevede incontri progettuali dedicati all’elaborazione di proposte che saranno poi sottoposte al voto della cittadinanza”. Tutto ben organizzato tramite una società esterna specializzata in questo genere di operazioni. Riunioni, spiegazioni su come avrebbe funzionato il meccanismo e via di seguito. Un amico esponente della Sinistra mi disse: lascia perde, è la solita presa per il c…, tanto a noi non ci daranno niente. E io a dirgli: ma no, guarda a me pare che questa volta le cose potrebbero essere diverse. Si fecero riunioni, si scelsero diversi progetti, si completò la prassi e si attese le risultanze. Aveva ragione lui: i soldi andarono a chi aveva più voti da dare e a noi manco la “segatura”. Dov’era la fregatura? Bastava leggere con attenzione le ultime parole di cui sopra e cioè: le “proposte che saranno poi sottoposte al voto della cittadinanza”. Ovviamente hanno preso i soldi le zone più popolose e che, quindi, disponevano di un maggior numero di voti! I soggetti beneficiari furono divisi in 6 zone, dove la 6° era proprio Braccagni e Montepescali. Le altre erano frazioni assai più grandi delle nostre come Marina di Grosseto e Principina a Mare o, addirittura, tre frazioni assieme come Istia d’Ombrone, Roselle e Batignano. Ma altre due zone, Gorarella, Barbanella e Grosseto Pace – Centro, rappresentavano da sole le macrozone pigliatutto di Grosseto.

    Sarebbe bastato assicurare almeno un progetto per ogni entità – magari mitigando nell’entità con una proporzionale sul numero degli abitanti – per accontentare giustamente un po’ tutti.

    Queste cose non devono ripetersi. Braccagni con Montepescali e la campagna rappresentano una discreta entità, ma nei confronti della città siamo una nullità numerica e, come tale, siamo trattati. Come Grosseto viene considerato in Toscana, e cioè come il mezzogiorno della regione, così noi a Braccagni – Montepescali siamo il mezzogiorno del Comune. Questo modo di fare deve terminare. E io credo che, se vogliamo così, ci dobbiamo far avanti ora, non prima delle elezioni quando ogni candidato si scanna pur di dirti di sì. Sempre e a qualsiasi richiesta.

    Personalmente ho fiducia in Vivarelli Colonna, per i suoi passati imprenditoriali e per la passione che sembra mettere nel voler migliorare le cose. Però in fondo sono solo mie impressioni, bisognerà poi vederlo all’opera.

    Certo anche il paese dovrà muoversi in maniera diversa. Nei consigli comunali del secolo scorso con giunte di Sinistra – dove la Sinistra era essenzialmente il P.C.I. – il problema non si poneva: tutto quello che veniva fatto dal Comune DOVEVA ANDAR BENE E RENDERE FELICE IL POPOLO DELLE FRAZIONI. La cosa non migliorò quando vennero istituite le Circoscrizioni. Anzi, le cose peggiorarono perché queste, sostanzialmente formate in proporzione politiche come il consiglio comunale, si comportavano come piccoli consigli comunali in 16esima. Anziché portare istanze ed esigenze del paese, finirono per creare un comodo filtro tra la popolazione e la Giunta Comunale.

    Oggi non ci sono più le Circoscrizioni ma le cose non sono migliorate. Certo la Sinistra di oggi non è più quella del secolo scorso, e si son visti i risultati questa volta, ma il rapporto comunale governo-cittadini non mi pare migliorato affatto.

    Credo che questo sia un problema degli abitanti del paese, di Braccagni e Montepescali; se vogliamo migliorare le cose, dobbiamo trovare noi la soluzione, perché nessun altro ha interesse a farlo!

    Per far questo necessita cambiare atteggiamento tra di noi, avere più senso civico e, mi permetto, anche un poco più di intelligenza. Se i nostri problemi non vengono affrontati da altri, chi può prendere l’iniziativa se non noi stessi?

    Ritrovarci e provare a unificare le nostre richieste. Dove? Qualcuno è ritornato alla carica con la Pro-loco che ancora non abbiamo, ed è grave per il paese ancora non averla. Non so se potrebbe essere una prima via percorribile.

    Infine un’ ultima cosa che mi sta a cuore e spero stia a cuore a molti altri paesani: il monumento a Santi Quadalti. Il prossimo 4 novembre saranno 50 anni precisi dalla sua morte, unica vittima grossetana nella tragica alluvione del 1966, mentre cercava di recuperare una mandria di bestie maremmane nella Fattoria degli Acquisti. Prima con Bruno Terzo, poi anche da solo ho cercato di affrontare il problema che pare essere risolvibile solo mettendo ad un tavolo i diretti interessati armati di buona volontà e coscienza. So per certo che ci sono elementi nella maggioranza e nella minoranza appena elette sensibili a questo delicato e penoso problema. Questo potrebbe essere il banco di prova per unirci a chiedere finalmente tutti assieme un intervento per il nostro paese.

    Roberto Tonini

    roberto@robertotonini.it

Lascia una risposta

Devi essere iscritto per scrivere un commento.