Buona Pasqua

Elegia a Santi Quadalti (di Massimo Ciani)

Santi al galoppo in Barbaruta (foto proprietà Archivio Gori Grosseto)

Santi al galoppo in Barbaruta (foto proprietà Archivio Gori Grosseto)

Stupenda ed emozionante elaborazione poetica dell’alluvione del 66 e del buttero Santi Quadalti perito per salvare una mandria di bestie maremmane 

Se ascolterete parlerò dell’alluvione
Su due piedi. Senza esitazione
Senza una scusa da potermi inventare
vi parlerò dell’acqua che va al mare
Che prima di arrivarci scorre a lungo
dalla montagna, senz’ alcun ritegno
dentro al letto di un fiume che sia degno.

Se ascolterete parlerò dell’alluvione
Su due piedi senza esitazione
Senza che il pianto scenda giù dagli occhi
e si confonda proprio con quell’acqua
che fa paura e pare che trabocchi.
Se ascolterete parlerò dell’alluvione
Su due piedi, senza esitazione
Spero che questo vi provochi emozione
indignazione, reazione, delusione
In testa c’ho una grande confusione
Ma non parlatemi di rassegnazione
Questa è Maremma, non un altro stato
Qui ci son vissuto e ci son nato
Tu ci sei venuto e poi restato
T’avevan detto ch’eri fortunato
Non ci credevi ma l’hai sperimentato
Questa terra non hai più abbandonato.
La terra di Maremma t’entra dentro
e scava un tunnel dritto fino al cuore
A poco a poco senti nascere un fermento
che Ti riscalda cancellando ogni dolore.
Chiamalo come vuoi, chiamalo amore
passione, dannazione, sentimento
anche tormento, compassione, patimento
Adesso che hai compreso dove sei
parliamo d’altro….. che so…… dell’alluvione……
Questa parola non ti dice niente ?
Dovresti domandarlo a tanta gente
che adesso non c’è più ma che viveva
quando l’Ombrone volle dar di fuori
dagli argini, laggiù, del Berrettino
per far sentir che stava lì vicino
alla città che non se ne accorgeva
oppur faceva finta di un sapello.
Vuoi saper qualche cosa di quei giorni ?
Di storie potrei narrarne tante
ma il rispetto per color che non ci sono
blocca la voce e spenge lingua e tono.

Di uno solo, se vuoi, potrei parlarti.
Lui visse l’alluvione come l’atto
che pone fine alla miseria umana.
Non cedette all’ onta del ricatto
che propone la paura della morte.
Dell’esser buttero lui si fece forte
come anche delle lunghe galoppate
sul suo destriero dal sudor schiumante
e delle cacce al verre del cignale
che segna a morsi chi gli vuole male.
Insomma, che siano gioie oppur che siano pianti
Di lui Ti parlerò…..di lui…… di Santi…..

Santi cavalca fiero il suo destriero.
Sembra un caoboi , sguardo attento e fiero.
La mandria intorno fugge spaventata
e l’acqua nel frattempo è tracimata.
Vuole vendetta, il fiume, e non si sa
quando tal voglia l’abbia maturata.
Un muggire atterrito si diffonde
e ovunque è mare, un mare senza onde.
Santi sferza il cavallo in coda al branco.
Non prova fame né si sente stanco.
Le bestie….prima le bestie…dannazione..
Valgono tanto…e sono del padrone….
Vanno salvate….. non c’è soluzione.
Eccolo Santi….. insegue due vitelli
Forza…correte….forza…figli belli…
Su…date a Santi sta soddisfazione
Saltate sopra l’argin di golena.
Vi salverete tutti dalla piena.
E mentre l’acqua sale e già gorgoglia
Santi combatte l’ultima battaglia.
Quella contro la voglia di fuggire
lasciando il branco dentro alla fiumana.
Come un vigliacco che non sa morire
pessimo esempio di natura umana.
Eh…no..perdio…..non si dirà mai
che un Quadalti la fuga si concesse
Per salvarsi, per evitare guai
allorchè l’argine all’acqua più non resse.
Ecco…. i vitelli sono giunti in salvo
e anche la mandria è salva sul crinale
Santi comprende che la vita vale
se vien vissuta con risolutezza.
Così, pur nel veder che l’acqua sale
e non c’è sforzo che salvarti puole
conserva nel cuore la fierezza
che il coraggio rafforza e tiene vivo.
L’onda travolge il buono ed il cattivo
Il ladro, il disonesto, il poveraccio.
Quanti ne vuoi saper, io ti descrivo.
Santi e il cavallo stringe in un abbraccio.
Non sa d’affetto ma di tradimento.
Smorza il respiro e toglie anche il coraggio.
Forza…finimola….Co’ sto tormento…
Diamo l’anima a Dio…..che la riprenda
Non sarà mai che un cavalier s’offenda.
Nel mulinello che si forma in mezzo
un cappello da buttero galleggia
nell’ acqua che non porta alcun ritegno
a dimostrar che l’eroismo non ha prezzo.
Sorride adesso Santi , e il suo sorriso
spinge il cavallo su nel Paradiso.

santi-mezzo-busto

Santi Quadalti

448-massimo-ciani

Massimo Ciani

 

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Stupenda ed emozionante elaborazione poetica dell’alluvione del 66 e del buttero Santi Quadalti perito per salvare una mandria di bestie maremmane

    Se ascolterete parlerò dell’alluvione
    Su due piedi. Senza esitazione
    Senza una scusa da potermi inventare
    vi parlerò dell’acqua che va al mare
    Che prima di arrivarci scorre a lungo
    dalla montagna, senz’ alcun ritegno
    dentro al letto di un fiume che sia degno.

    Se ascolterete parlerò dell’alluvione
    Su due piedi senza esitazione
    Senza che il pianto scenda giù dagli occhi
    e si confonda proprio con quell’acqua
    che fa paura e pare che trabocchi.
    Se ascolterete parlerò dell’alluvione
    Su due piedi, senza esitazione
    Spero che questo vi provochi emozione
    indignazione, reazione, delusione
    In testa c’ho una grande confusione
    Ma non parlatemi di rassegnazione
    Questa è Maremma, non un altro stato
    Qui ci son vissuto e ci son nato
    Tu ci sei venuto e poi restato
    T’avevan detto ch’eri fortunato
    Non ci credevi ma l’hai sperimentato
    Questa terra non hai più abbandonato.
    La terra di Maremma t’entra dentro
    e scava un tunnel dritto fino al cuore
    A poco a poco senti nascere un fermento
    che Ti riscalda cancellando ogni dolore.
    Chiamalo come vuoi, chiamalo amore
    passione, dannazione, sentimento
    anche tormento, compassione, patimento
    Adesso che hai compreso dove sei
    parliamo d’altro….. che so…… dell’alluvione……
    Questa parola non ti dice niente ?
    Dovresti domandarlo a tanta gente
    che adesso non c’è più ma che viveva
    quando l’Ombrone volle dar di fuori
    dagli argini, laggiù, del Berrettino
    per far sentir che stava lì vicino
    alla città che non se ne accorgeva
    oppur faceva finta di un sapello.
    Vuoi saper qualche cosa di quei giorni ?
    Di storie potrei narrarne tante
    ma il rispetto per color che non ci sono
    blocca la voce e spenge lingua e tono.

    Di uno solo, se vuoi, potrei parlarti.
    Lui visse l’alluvione come l’atto
    che pone fine alla miseria umana.
    Non cedette all’ onta del ricatto
    che propone la paura della morte.
    Dell’esser buttero lui si fece forte
    come anche delle lunghe galoppate
    sul suo destriero dal sudor schiumante
    e delle cacce al verre del cignale
    che segna a morsi chi gli vuole male.
    Insomma, che siano gioie oppur che siano pianti
    Di lui Ti parlerò…..di lui…… di Santi…..

    Santi cavalca fiero il suo destriero.
    Sembra un caoboi , sguardo attento e fiero.
    La mandria intorno fugge spaventata
    e l’acqua nel frattempo è tracimata.
    Vuole vendetta, il fiume, e non si sa
    quando tal voglia l’abbia maturata.
    Un muggire atterrito si diffonde
    e ovunque è mare, un mare senza onde.
    Santi sferza il cavallo in coda al branco.
    Non prova fame né si sente stanco.
    Le bestie….prima le bestie…dannazione..
    Valgono tanto…e sono del padrone….
    Vanno salvate….. non c’è soluzione.
    Eccolo Santi….. insegue due vitelli
    Forza…correte….forza…figli belli…
    Su…date a Santi sta soddisfazione
    Saltate sopra l’argin di golena.
    Vi salverete tutti dalla piena.
    E mentre l’acqua sale e già gorgoglia
    Santi combatte l’ultima battaglia.
    Quella contro la voglia di fuggire
    lasciando il branco dentro alla fiumana.
    Come un vigliacco che non sa morire
    pessimo esempio di natura umana.
    Eh…no..perdio…..non si dirà mai
    che un Quadalti la fuga si concesse
    Per salvarsi, per evitare guai
    allorchè l’argine all’acqua più non resse.
    Ecco…. i vitelli sono giunti in salvo
    e anche la mandria è salva sul crinale
    Santi comprende che la vita vale
    se vien vissuta con risolutezza.
    Così, pur nel veder che l’acqua sale
    e non c’è sforzo che salvarti puole
    conserva nel cuore la fierezza
    che il coraggio rafforza e tiene vivo.
    L’onda travolge il buono ed il cattivo
    Il ladro, il disonesto, il poveraccio.
    Quanti ne vuoi saper, io ti descrivo.
    Santi e il cavallo stringe in un abbraccio.
    Non sa d’affetto ma di tradimento.
    Smorza il respiro e toglie anche il coraggio.
    Forza…finimola….Co’ sto tormento…
    Diamo l’anima a Dio…..che la riprenda
    Non sarà mai che un cavalier s’offenda.
    Nel mulinello che si forma in mezzo
    un cappello da buttero galleggia
    nell’ acqua che non porta alcun ritegno
    a dimostrar che l’eroismo non ha prezzo.
    Sorride adesso Santi , e il suo sorriso
    spinge il cavallo su nel Paradiso.

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