Buona Pasqua

Il centro commerciale Maremà mi ha sorpreso!!!

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L’apertura di un grosso centro commerciale nella città di Grosseto non è poi una novità in senso assoluto. Era giusto 6 anni fa che aprì in pompa magna Il Centro Commerciale Aurelia Antica nome in volgare dell’Aurelia Antica Shopping Center. I resoconti dell’epoca parlarono di resse umane e ingorghi stradali. Io c’andai un paio di settimane dopo e l’afflusso fu dei più normali e tranquilli possibili, quasi una delusione.

Devo dire che questi “iper” per me non sono stati proprio una novità assoluta avendoli visti circa 40 anni fa nella banlieu di Parigi e poi dopo fuori di altre grandi città come Roma, Bologna, Reggio Emilia, eccetera. La novità era nel fatto che questi “iper” arrivavano in provincia, in città piccole come Grosseto. Sono arrivati con lo stesso stile di quelli enormi, solo qui più piccoli. Un po’ come vestire un bimbo di 12 anni con giacca, cravatta e Borsalino.   

Ma il consumismo dilagante fa passare in second’ordine queste attenzioni. E la gente pare far sforzi per adeguarsi a fare come fanno gli altri, quelli che abitano in grandi città, quelli che oramai sono esperti e si comportano con grande naturalezza.

Che poi questi centri abbiano rimpiazzato lo struscio cittadino e abbiano fornito aria fresca ben condizionata d’estate e accogliente ambiente caldo d’inverno è sicuramente un fatto innegabile. E non è cosa di poco conto.

Bastian contrario mi battei per la consacrazione massima dell’apertura indiscriminata delle domeniche e dei giorni festivi. Troppo comodo averli aperti! Come fare se durante la settimana andiamo a lavoro? È una comodità troppo utile. Provai ad obiettare che anche andare a fare delle analisi del sangue o una visita specialistica, o chiedere un certificato in Comune poteva considerarsi una cosa molto utile, ma mai nessuno si è nemmeno mai azzardato a chiedere di poterlo fare di domenica o giorno festivo, mai una cosa simile! Anzi! io poi l’ho sempre detto: ammalarsi non è da persone sane, ma ammalarsi di domenica o di giorno festivo è proprio da imbecilli.

Poi dopo qualche anno, qualche sindacato ha timidamente provato ad obiettare, ma forse non erano troppo convinti nemmeno loro.

Vogliamo parlare di prezzi e di convenienza? Qui sono abbastanza preparato perché sono io che faccio la spesa per casa. Mi servo dai negozi classici e dai diversi supermercati. Nei negozi classici di fronte ad una qualità ed un servizio più accurato si spende qualcosa di più, ma raramente in maniera esagerata. Frequento 3 o 4 supermercati ed ognuno ha reparti migliori e prezzi interessanti nelle diverse merci. Non ce n’è uno di cui si possa dire che ha tutto ed è a più buon mercato di tutti gli altri. Per cui a  rotazione vado un po’ da tutti. Anche nei negozi del “iper” le cose non cambiano. C’è forse più varietà di prodotti, ma prezzi straordinari generalizzati assolutamente no. Ci può essere qualche articolo “civetta”, ma solitamente non sono articoli veramente interessanti. O sono di uso non comune o sono prezzi infimi facilmente riconducibili a ad altrettanta infima qualità. Attenti alle etichette: sono maledettamente piccole da leggere, ma su certi prodotti è assolutamente necessario leggerle: una per tutte: l’Olio Extra Vergine di Oliva.

E veniamo infine al Maremà visitato qualche giorno fa quando oramai molti clienti si erano recati per scoprire questa nuova meraviglia. Sarà come gli altri? Gira e rigira sarà uguale? O sarà meglio. O sarà peggio. Mi sono meravigliato: è assai peggio di quello che mi aspettavo. Gli spazi e le dimensioni dei vari padiglioni più che enormi mi paiono esagerate. Così come i parcheggi e le vie che contornano la struttura. La varietà è un poco più vasta dell’altra all’Aurelia Antica, ma in quanto a prezzi siamo agli stessi livelli: articoli civetta in qua e in là, ma il prezzo medio è quello. E di eccellenze ne ho viste veramente poche.

Altre due cose mi sembrano mancare: degli orologi ben visibili e delle panchine su cui fermarsi per riposare un po’. Mentre per gli orologi si sa che è ormai da tempo che non vengono messi nei supermercati in generale – indovinate perché! – viste le dimensioni dei locali e dei grandi viali interni delle panchine mi parrebbero veramente opportune. Forse perché alla mia età un’anca ed un ginocchio riducono assai la mia autonomia a camminare. Amenochè non si tratti come per gli orologi che mancano di un pericoloso diversivo a fare acquisti in quantità e senza soste.

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  1. Granocchiaio ha detto:

    L’apertura di un grosso centro commerciale nella città di Grosseto non è poi una novità in senso assoluto. Era giusto 6 anni fa che aprì in pompa magna Il Centro Commerciale Aurelia Antica nome in volgare dell’Aurelia Antica Shopping Center. I resoconti dell’epoca parlarono di resse umane e ingorghi stradali. Io c’andai un paio di settimane dopo e l’afflusso fu dei più normali e tranquilli possibili, quasi una delusione.

    Devo dire che questi “iper” per me non sono stati proprio una novità assoluta avendoli visti circa 40 anni fa nella banlieu di Parigi e poi dopo fuori di altre grandi città come Roma, Bologna, Reggio Emilia, eccetera. La novità era nel fatto che questi “iper” arrivavano in provincia, in città piccole come Grosseto. Sono arrivati con lo stesso stile di quelli enormi, solo qui più piccoli. Un po’ come vestire un bimbo di 12 anni con giacca, cravatta e Borsalino.

    Ma il consumismo dilagante fa passare in second’ordine queste attenzioni. E la gente pare far sforzi per adeguarsi a fare come fanno gli altri, quelli che abitano in grandi città, quelli che oramai sono esperti e si comportano con grande naturalezza.

    Che poi questi centri abbiano rimpiazzato lo struscio cittadino e abbiano fornito aria fresca ben condizionata d’estate e accogliente ambiente caldo d’inverno è sicuramente un fatto innegabile. E non è cosa di poco conto.

    Bastian contrario mi battei per la consacrazione massima dell’apertura indiscriminata delle domeniche e dei giorni festivi. Troppo comodo averli aperti! Come fare se durante la settimana andiamo a lavoro? È una comodità troppo utile. Provai ad obiettare che anche andare a fare delle analisi del sangue o una visita specialistica, o chiedere un certificato in Comune poteva considerarsi una cosa molto utile, ma mai nessuno si è nemmeno mai azzardato a chiedere di poterlo fare di domenica o giorno festivo, mai una cosa simile! Anzi! io poi l’ho sempre detto: ammalarsi non è da persone sane, ma ammalarsi di domenica o di giorno festivo è proprio da imbecilli.

    Poi dopo qualche anno, qualche sindacato ha timidamente provato ad obiettare, ma forse non erano troppo convinti nemmeno loro.

    Vogliamo parlare di prezzi e di convenienza? Qui sono abbastanza preparato perché sono io che faccio la spesa per casa. Mi servo dai negozi classici e dai diversi supermercati. Nei negozi classici di fronte ad una qualità ed un servizio più accurato si spende qualcosa di più, ma raramente in maniera esagerata. Frequento 3 o 4 supermercati ed ognuno ha reparti migliori e prezzi interessanti nelle diverse merci. Non ce n’è uno di cui si possa dire che ha tutto ed è a più buon mercato di tutti gli altri. Per cui a rotazione vado un po’ da tutti. Anche nei negozi del “iper” le cose non cambiano. C’è forse più varietà di prodotti, ma prezzi straordinari generalizzati assolutamente no. Ci può essere qualche articolo “civetta”, ma solitamente non sono articoli veramente interessanti. O sono di uso non comune o sono prezzi infimi facilmente riconducibili a ad altrettanta infima qualità. Attenti alle etichette: sono maledettamente piccole da leggere, ma su certi prodotti è assolutamente necessario leggerle: una per tutte: l’Olio Extra Vergine di Oliva.

    E veniamo infine al Maremà visitato qualche giorno fa quando oramai molti clienti si erano recati per scoprire questa nuova meraviglia. Sarà come gli altri? Gira e rigira sarà uguale? O sarà meglio. O sarà peggio. Mi sono meravigliato: è assai peggio di quello che mi aspettavo. Gli spazi e le dimensioni dei vari padiglioni più che enormi mi paiono esagerate. Così come i parcheggi e le vie che contornano la struttura. La varietà è un poco più vasta dell’altra all’Aurelia Antica, ma in quanto a prezzi siamo agli stessi livelli: articoli civetta in qua e in là, ma il prezzo medio è quello. E di eccellenze ne ho viste veramente poche.

    Altre due cose mi sembrano mancare: degli orologi ben visibili e delle panchine su cui fermarsi per riposare un po’. Mentre per gli orologi si sa che è ormai da tempo che non vengono messi nei supermercati in generale – indovinate perché! – viste le dimensioni dei locali e dei grandi viali interni delle panchine mi parrebbero veramente opportune. Forse perché alla mia età un’anca ed un ginocchio riducono assai la mia autonomia a camminare. Amenochè non si tratti come per gli orologi che mancano di un pericoloso diversivo a fare acquisti in quantità e senza soste.

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