L’uovo o la gallina?

Pet food, business globale: l’espansione non si ferma

Il mercato mondiale del cibo per animali, in continua crescita, nel 2021 varrà 1,4 miliardi di dollari secondo Frost & Sullivan. All’origine della tendenza la crescita della classe media nei Paesi emergenti e l’aumento degli acquisti dei prodotti premium

Commercio di cani e gatti: un giro d’affari di 1,3 miliardi di euro

Continua a crescere in Italia il mercato dei prodotti per gli animali da compagnia. Il settore del pet food, relativo agli alimenti per cane e gatto e che nel 2015 aveva visto un giro d’affari di 1.914 milioni di euro, si stima chiuderà il 2016 con una crescita a valore del +14,4% nelle catene della grande distribuzione, del +1,6% nel canale grocery e del 0,7% nei petshop tradizionali. Anche il mercato non food, relativo agli accessori e ai prodotti per l’igiene degli animali, si stima registrerà una crescita nel 2016: questo settore aveva fatto registrare nel 2015 un fatturato di oltre 67 milioni di euro, con un incremento delle vendite del +2,4% a valore rispetto all’anno precedente

Anche senza questi dati globali ci sono segnali molto evidenti che indicano questo fenomeno sia in città che in paese. Chi aveva mai visto così tanti negozi specializzati in vendita di mangimi e accessori per animai domestici nella città di Grosseto? E non solo magazzini specializzati, perché poi in qualsiasi supermercato o altro negozio vi è sempre un grande spazio riservato a questi articoli.

Nel nostro paese di Braccagni quando mai si erano visti così tanti  cani passeggiare con i loro padroni in lungo ed in largo? Prima c’erano i cani dei cacciatori, ma erano assai meno e normalmente stavano nei canili. Oggi signore e signorine, giovini e meno giovani passeggiano in continuazione per il paese. A dire la verità ci sono anche delle piccole mute di cani con due o tre esemplari a guinzaglio.

È chiaro che con questa moltitudine di animali, cani e gatti in particolare, vi siano poi anche molti negozi di mangimi e di accessori. È evidente che le due cose sono strettamente legate. Solo che mi è venuto anche qui da pensare: ma è nata prima l’uovo o la gallina?

Cioè ci sono molti più negozi di prima per mangimi e articoli per animali perché ci sono molti più animali domestici allevati o ci sono molti più animali domestici di prima perché ci sono molti più negozi? Pare un cane che si morde la coda.

Vediamo di capire di più.

Ci sono più negozi – e quindi fabbriche e rivendite – di animali domestici da compagnia perché vengono allevati più animali e quindi serve una maggiore produzione. Questo mi sembra un discorso inattaccabile.

Vediamo l’altro aspetto. Perché ci sono in circolazione molti più animali domestici da compagnia rispetto a prima? Perché ci sono più negozi? Mi sembra dura da sostenere, casomai è vero il contrario: ci sono più negozi perché ci sono più animali.

E allora la domanda centrale è perché si allevano molti più animali domestici da compagnia di prima? Ci potrebbe essere una relazione tra il fatto che nelle famiglie aumentano gli animali da compagnia e diminuiscono i figli? Si, la relazione c’è: non a caso si sentono i padroncini parlare del loro bimbo riferendosi al loro animale allevato. Grave, ma non determinante.

Piuttosto un’altra ipotesi mi pare degna di attenzione. Se veramente il Pet Food ha raggiunti questi stratosferico risultati economici in tutto il mondo avrà pure preso le giuste misure per mantenere e magari migliorare questo successo. E quale se non quello di risvegliare nella sensibilità di tutti l’amore per le carissime “bestiole” da allevamento?

Quindi una mira economica finanziaria raggiunta attraverso una sempre maggiore attenzione per gli animali da compagnia.

E per i figli che mancano e gli italiani che diminuiscono? Non c’è problema: ci pensano gli immigrati che sanno perfettamente cosa fare: fare figli, più degli animali domestici e ovviamente più degli italiani! E come dagli torto?

Archiviato in: IL MANGIARE ED IL BERELA CULTURA

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  1. Granocchiaio ha detto:

    Pet food, business globale: l’espansione non si ferma

    Il mercato mondiale del cibo per animali, in continua crescita, nel 2021 varrà 1,4 miliardi di dollari secondo Frost & Sullivan. All’origine della tendenza la crescita della classe media nei Paesi emergenti e l’aumento degli acquisti dei prodotti premium

    Commercio di cani e gatti: un giro d’affari di 1,3 miliardi di euro

    Continua a crescere in Italia il mercato dei prodotti per gli animali da compagnia. Il settore del pet food, relativo agli alimenti per cane e gatto e che nel 2015 aveva visto un giro d’affari di 1.914 milioni di euro, si stima chiuderà il 2016 con una crescita a valore del +14,4% nelle catene della grande distribuzione, del +1,6% nel canale grocery e del 0,7% nei petshop tradizionali. Anche il mercato non food, relativo agli accessori e ai prodotti per l’igiene degli animali, si stima registrerà una crescita nel 2016: questo settore aveva fatto registrare nel 2015 un fatturato di oltre 67 milioni di euro, con un incremento delle vendite del +2,4% a valore rispetto all’anno precedente

    Anche senza questi dati globali ci sono segnali molto evidenti che indicano questo fenomeno sia in città che in paese. Chi aveva mai visto così tanti negozi specializzati in vendita di mangimi e accessori per animai domestici nella città di Grosseto? E non solo magazzini specializzati, perché poi in qualsiasi supermercato o altro negozio vi è sempre un grande spazio riservato a questi articoli.

    Nel nostro paese di Braccagni quando mai si erano visti così tanti cani passeggiare con i loro padroni in lungo ed in largo? Prima c’erano i cani dei cacciatori, ma erano assai meno e normalmente stavano nei canili. Oggi signore e signorine, giovini e meno giovani passeggiano in continuazione per il paese. A dire la verità ci sono anche delle piccole mute di cani con due o tre esemplari a guinzaglio.

    È chiaro che con questa moltitudine di animali, cani e gatti in particolare, vi siano poi anche molti negozi di mangimi e di accessori. È evidente che le due cose sono strettamente legate. Solo che mi è venuto anche qui da pensare: ma è nata prima l’uovo o la gallina?

    Cioè ci sono molti più negozi di prima per mangimi e articoli per animali perché ci sono molti più animali domestici allevati o ci sono molti più animali domestici di prima perché ci sono molti più negozi? Pare un cane che si morde la coda.

    Vediamo di capire di più.

    Ci sono più negozi – e quindi fabbriche e rivendite – di animali domestici da compagnia perché vengono allevati più animali e quindi serve una maggiore produzione. Questo mi sembra un discorso inattaccabile.

    Vediamo l’altro aspetto. Perché ci sono in circolazione molti più animali domestici da compagnia rispetto a prima? Perché ci sono più negozi? Mi sembra dura da sostenere, casomai è vero il contrario: ci sono più negozi perché ci sono più animali.

    E allora la domanda centrale è perché si allevano molti più animali domestici da compagnia di prima? Ci potrebbe essere una relazione tra il fatto che nelle famiglie aumentano gli animali da compagnia e diminuiscono i figli? Si, la relazione c’è: non a caso si sentono i padroncini parlare del loro bimbo riferendosi al loro animale allevato. Grave, ma non determinante.

    Piuttosto un’altra ipotesi mi pare degna di attenzione. Se veramente il Pet Food ha raggiunti questi stratosferico risultati economici in tutto il mondo avrà pure preso le giuste misure per mantenere e magari migliorare questo successo. E quale se non quello di risvegliare nella sensibilità di tutti l’amore per le carissime “bestiole” da allevamento?

    Quindi una mira economica finanziaria raggiunta attraverso una sempre maggiore attenzione per gli animali da compagnia.

    E per i figli che mancano e gli italiani che diminuiscono? Non c’è problema: ci pensano gli immigrati che sanno perfettamente cosa fare: fare figli, più degli animali domestici e ovviamente più degli italiani! E come dagli torto?

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